Tübingen Open Journals (Univ. Tübingen)
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Ministero ordinato e presidenza dell’eucaristia
This article focuses on the degree of the ordained ministry of priests, and first considers critically some languages traditionally linked to the task of presiding over the Eucharist. The article goes on to put in issue the relationship between this task and the total exercise of the ministry. In this regard, the author puts forward a hypothesis: the task of presiding over the Eucharist, far from exhausting the exercise of the priestly ministry, is the time to recap and synthesis. Presiding over the gesture in which the Christian community finds its “ form”, the priest is also the one who presides over the various aspects of community life, worrying that they may bear the imprint – the “ form” – of the love of Christ that the Eucharist makes present.Focalizzando l’attenzione sul grado presbiterale del ministero ordinato, l’articolo considera anzitutto in modo critico alcuni linguaggi tradizionalmente legati al compito di presiedere l’eucaristia, per poi rimettere a tema il rapporto tra questo compito e il complessivo esercizio del ministero. L’ipotesi avanzata in proposito è che il compito di presiedere l’eucaristia, lungi dall’esaurire l’esercizio del ministero presbiterale, rappresenti però il momento ricapitolativo e sintetico: presiedendo il gesto nel quale la comunità cristiana trova la propria «forma», il prete è anche colui che presiede i diversi aspetti della vita della comunità, preoccupandosi che essi siano portino cioè l’impronta – la «forma» – di quella carità di Cristo che l’eucaristia rende presente
Possibile e impossibile: Tra Barth e Heidegger
Going back to the Daseinsanalyse, every possible project reveals its groundlessness: the being-there constitutes itself as being-for-death. Heidegger’s work excludes just that impossible: the possibility to not to die. In Barth’s work the impossible, after all, exists. The great qualitative difference between God and the world opens to faith, which, according to Heidegger, is still among possible projects. In the space between faith and project, you play the distress of the ChurchRipercorrendo la Daseinsanalyse, ogni progetto possibile rivela la propria infondatezza: l’esserci si costituisce come essere-per-la-morte. Nell’opera heideggeriana si esclude proprio quell’impossibile: la possibilità di non morire. Nell’opera di Barth l’impossibile, nonostante tutto, è. L’immane differenza ualitativa tra Dio e mondo apre alla fede, che secondo Heidegger appartiene comunque al novero dei progetti possibili. Nello spazio tra fede e progetto si gioca la distretta della Chiesa
La Scuola Cattolica e la Grande Guerra
During the First World War, La Scuola Cattolica dealt with the legitimacy and the causes of the conflict (par. I), highlighting the crisis that followed (par. II). The war showed the patriotism of Catholics, especially Italians, and the need to revise the “Roman question” (par. III). The Review offered to the readers news from abroad (par. IV) and gave ample space to the activities of Pope Benedict XV, in particular to his instructions for a lasting peace (par. V). The review of Milan, therefore, constitutes an original point of view on the First World War.La Scuola Cattolica negli anni della Prima Guerra Mondiale trattò la legittimità e le cause del conflitto (par. I), evidenziando le crisi conseguenti (par. II). La guerra manifestò il patriottismo dei cattolici, specie italiani, e la necessità di rivedere la questione romana (par. III). La Rivista offrì ai lettori notizie provenienti dall’estero (par. IV) e ampio spazio diede all’attività di papa Benedetto XV, in particolare, alle sue indicazioni per una pace durevole (par. V). La Rivista milanese, quindi, costituisce un punto di osservazione originale sulla Prima Guerra Mondiale
Una storia, un racconto, una via: La felice contaminazione tra Scrittura ed Esercizi ignaziani in Carlo Maria Martini
The relationship of Carlo M. Martini with the Spiritual exercises of Ignatius of Loyola is a matter which lies at various levels of the faith experience of the Cardinal. This article firstly analyzes the biographical data of the «discovery » of the Exercises as the completion of the «discovery» of Scripture, the dynamism of which the Ignatius’ booklet is a methodical and tidy synthesis. The exercises are an introduction to lectio divina. They highlight the orientation of lectio divina to a concrete way of life and its transforming capacity of the believer, through a conversion process that can be described by the tension between some decisive anthropological polarities. Finally, Martini locates in Christ humble and humiliated the synthetic key proposed by St. Ignatius to interpret the whole of Scripture. In this way, the Exercises are revealed effective instrument for introducing the believer in the story told by Scripture and to pursue the path suggested by it in order to come into harmony with Christ crucified and risen.Il rapporto di Carlo M. Martini con gli Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola è un dato che si colloca a vari livelli dell’esperienza di fede del Cardinale. Il contributo analizza anzitutto il dato biografico della «scoperta» degli Esercizi come completamento della «scoperta» della Scrittura, del cui dinamismo il libretto di Ignazio è una sintesi metodica e ordinata. Gli Esercizi sono un’introduzione alla lectio divina, di cui mettono in luce l’orientamento alla scelta concreta di vita e la capacità trasformativa del credente, attraverso un processo di conversione che si può descrivere attraverso la tensione tra alcune decisive polarità antropologiche. Infine, Martini individua nel Cristo umile e umiliato la chiave sintetica proposta da sant’Ignazio per interpretare l’intera Scrittura. Così gli Esercizi si rivelano strumento efficace per introdurre il credente nella storia raccontata dalla Scrittura e per percorrere la via da essa suggerita al fine di entrare in sintonia con il Cristo crocifisso e risorto
«Nei santi c’è una misteriosa, perenne attualità»: Santi e Beati nell’episcopato di Carlo Maria Martini
Cardinal Martini, in the twenty years of his episcopate, accompanied the processes of beatification and canonization of several diocesan figures. This study, through the analysis of his speeches and the various interventions, attempts to delineate the figure of “holy” dear to the Cardinal and the proposal of a holiness’ people which emerges from his pastoral action.accompagnare i processi di beatificazione e canonizzazione di diverse figure diocesane. Attraverso l’analisi dei suoi discorsi e dei diversi interventi sul tema si cerca, in questo studio, di tratteggiare la figura di «santo» caro al Cardinale e la proposta di una santità di popolo che emerge dalla sua azione pastorale
Teologia e santità: Un cammino di progressiva integrazione
The study reviews some of the characteristics of contemporary theology, namely the progressive approach of the critical reflection of the faith to the phenomenon of holiness. After a brief description of the situation of the studies and of the statute of the theology in recent centuries, starting from the analysis of an historical study – the work «Theology and sanctity» of H.U. von Balthasar – the study indicates some great guidelines in which the contemporary reflection is moving now. Here rise some imperatives that can be considered assured: the need to place the theological act in a context «devotional»; the acquisition of a concept of reason that does not contradict the experience of faith, well aware of his richness, but also of its limits; the elaboration of a theology which takes always as its point of reference the Christian experience; the need to preserve the side objective and subjective of faith in a mutual link.Lo studio recensisce una delle note caratteristiche della teologia contemporanea, vale a dire il progressivo avvicinamento della riflessione critica della fede al fenomeno della santità. Dopo aver brevemente descritto la situazione degli studi agiografici e dello statuto della teologia negli ultimi secoli, partendo dall’analisi di un saggio storico – quale «Teologia e santità» di H.U. von Balthasar – segnala alcune grandi direttrici in cui si sta muovendo la riflessione contemporanea. Ne nascono alcuni imperativi, che possono essere dati per assodati: l’esigenza di collocare l’atto teologico in un contesto «devoto»; l’acquisizione di un concetto di ragione non in distonia con l’esperienza della fede, ben consapevole delle sue ricchezze, ma anche dei suoi limiti; l’elaborazione di una teologia che tenga sempre come suo punto di riferimento l’esperienza cristiana; l’esigenza di custodire il lato oggettivo e soggettivo dellafede nel reciproco rimando
La libertà religiosa in India
Religion in India has always been rich of different ways, open to personal choices, and all sharing the final belief in one single Supreme Being, which is destined to descend to Earth in different salvific forms. Religious conflicts are recorded only by the arrival in the subcontinent of Islamic armies and European settlers, who entered religion in a political context. Born in this situation and become a sort of faith of the modern age, nationalism accentuated the contrast between different religious communities, causing the birth of “ fundamentalist” groups and the birth of two different nations – India and Pakistan – when British India dissolved (1947). The Indian Union has adopted a secular constitution, weak, however, in checking the degenerated nationalism that shows itself in various areas of northern India by Maoist groups, convinced that Islam and Christianity are not disabled instruments of Western colonialism. Common people, however, keeps alive the spirit of acceptance and respect for someone else’s beliefs, heritage of the ancient tradition of dharma.La religione in India si è sempre presentata ricca di filoni diversi aperti alla scelta personale, in quanto accomunati tutti dalla credenza finale in unico Essere Supremo, cui compete scendere sulla Terra in differenti forme salvifiche. Conflitti religiosi si registrano solo dall’arrivo nel subcontinente di armate islamiche e di colonizzatori europei, che inseriscono la religione nella sfera politica. Nato in questa temperie e divenuto una sorta di fede dell’età moderna, il nazionalismo acuirà l’inimicizia tra comunità religiose diverse, causando la nascita di gruppi «fondamentalisti» e la formazione di due distinte nazioni – Unione Indiana e Pakistan – al dissolversi dell’India britannica (1947). L’Unione Indiana si è data una costituzione laica, debole però nell’arginare il nazionalismo degenerato, che si manifesta in varie zone dell’India settentrionale ad opera di gruppi maoisti, convinti che Islam e Cristianesimo siano non disabilitati strumenti di colonialismo occidentale. La gente comune, però, mantiene vivo lo spirito di accettazione e rispetto della fede altrui, eredità dell’antica tradizione dharmica
L’originale itinerario di Giovanni Colombo nel mondo della letteratura
Giovanni Colombo had the innate ability to approach literary texts to understand through them the mind of those who wrote them, especially from the point of view of the religious quest; he also had the ability to express his thought in a high-level literary form. The first two paragraphs of this article are dedicated to the origins and treatment of this ability, the third paragraph reconstructs the choice, commissioned by Archbishop Schuster and the rector of the major seminary, Petazzi, to distract Giovanni Colombo from the study and teaching of literature so that he became the educational rector of the “Seminario liceale”. As rector, and then, as a bishop, the literary and poetic ability of Colombo had the opportunity to develop in an original way, to be explicitly valued again in the last phase of his life, once the mission of the archbishop of Milan was over. Special attention is paid both to the relationship he had with important poets and writers of the Lombardy area, both to the original theological perspective gained in Giovanni Colombo, thanks to the decisive literary and poetic equipment owned by him.Giovanni Colombo ebbe innata la capacità di accostarsi ai testi letterari per capire in essi l’anima di chi li scrisse, soprattutto dal punto di vista della ricerca religiosa, così come di saper esprimere il proprio pensiero in una forma letteraria di alto livello. Alle origini e alla coltivazione di questa capacità sono dedicati i primi due paragrafi dell’articolo, mentre il terzo ricostruisce la scelta, voluta dall’arcivescovo Schuster e dal rettore maggiore del Seminario Petazzi, di distogliere Giovanni Colombo dallo studio e dall’insegnamento della letteratura in vista dell’incarico educativo di rettore del Seminario liceale. Da rettore e, poi, da vescovo, la capacità letteraria e poetica di Colombo ebbe modo di svilupparsi in maniera originale, per poi essere esplicitamente di nuovo coltivata nell’ultima fase della vita, una volta terminata la missione di arcivescovo di Milano. Un’attenzione specifica è dedicata sia alla relazione avuta con importanti poeti e letterati di area lombarda, sia all’originale prospettiva teologica maturata in Giovanni Colombo, grazie all’apporto decisivo della dotazione letteraria e poetica da lui posseduta