Tübingen Open Journals (Univ. Tübingen)
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Linee di teologia dei sacramenti in E. Jüngel
Jüngel shares the dynamics a little paradoxical feature of evangelical theology in theme of sacraments. In principle, it shies away from a theology of the sacraments in general to focus on baptism and dinner. On the other hand, even the reformers “against the sacraments” introduce the discussion with a chapter on the sacraments in general. In this line, after have focused the concept of “mystery” and have found that it reveals precisely in those that the western Christianity calls “sacramental events”, the article follows Jüngel in his reconstruction of the manner in which the ecclesial language has developed the concept of “sacrament”, clarifying then in which way this category may be referring to Jesus Christ and the Church. After some reflections about the type of action that comes into play in the “sacramental signs”, a summary of the key steps of the sacramental of Jüngel opens to the collection of some critical notations.Jüngel condivide la dinamica un po’ paradossale, caratteristica della teologia evangelica in tema di sacramenti. In linea di principio, essa rifugge da una teologia dei sacramenti in generale per concentrarsi sul battesimo e sulla cena. D’altra parte, persino i riformatori più «antisacramentali» introducono la trattazione con un capitolo sui sacramenti in generale. In questa linea, dopo aver messo a fuoco il concetto di «mistero» e aver rilevato che esso si dischiude proprio in quelli che la cristianità occidentale chiama «eventi sacramentali», l’articolo segue Jüngel nella sua ricostruzione del modo in cui il linguaggio ecclesiale ha messo a punto il concetto di sacramento, chiarendo poi come questa categoria possa essere riferita a Gesù Cristo e alla Chiesa. Dopo alcune riflessioni a proposito del tipo di azione che entra in gioco nei «segni sacramentali», una sintesi dei passaggi fondamentali della sacramentaria di Jüngel apre alla raccolta di alcune notazioni critiche
Ho acquistato un uomo grazie al Signore (Gen 4,1): Amore cristiano e generazione filiale
«Fatevi imitatori di Dio»: Il ruolo della mímesis di Ef 5,1-2 nella parte parenetica della lettera
Eph 5:1-2 marks the beginning of a new section of the reading, not the conclusion of the previous passage. The exhortation to «Follow God’s example», unique in the whole of scripture, introduces a mimetic dynamic which is opposed to the anti-mimetic argumentation of Eph 4: 17-31 («no longer live as the Gentiles do»). From here three variations on the theme of imitation are developed: towards God (5:1-2), in the sponsal relation modeled on Christ and the Church (5:22-33), and in the spiritual battle, where the believer, clothed with divine armor (6:10-20), participates in the strength and the virtues of God.Ef 5,1-2 segna l’inizio di una nuova sezione della lettera, non la conclusione della precedente. L’esortazione a «farsi imitatori di Dio», unica in tutta la Scrittura, introduce una dinamica mimetica che si contrappone all’argomentazione antimimetica di Ef 4,17-31 («non comportatevi più come i pagani»). Da qui si sviluppano tre variazioni sul tema dell’imitazione: nei confronti di Dio (5,1-2), nel rapporto sponsale modellato su Cristo e la Chiesa (5,22-33), e nella lotta spirituale, dove il credente, rivestito dell’armatura divina (6,10-20), partecipa alla forza e alle virtù di Dio
Educar en la esperanza: el legado de Gabriel Marcel para la pedagogía contemporánea
Gabriel Marcel, (1889-1973), filósofo existencialista cristiano, situó la esperanza en el centro de su pensamiento filosófico. En un contexto educativo marcado por la incertidumbre y la crisis de sentido, este artículo explora su legado en la pedagogía contemporánea, destacando la esperanza como acto de resistencia ante la instrumentalización del aprendizaje y la deshumanización del docente. A través de una mirada fenomenológica, se analizan las implicaciones de su pensamiento en el ejercicio educativo. Se concluye que la filosofía de Marcel ofrece una perspectiva valiosa para repensar la educación en su dimensión relacional y trascendente para fortalecer el propósito y la vocación docente.
Gabriel Marcel (1889-1973), filosofo esistenzialista cristiano, ha posto la speranza al centro del suo pensiero filosofico. In un contesto educativo segnato dall’incertezza e dalla crisi di significato, questo articolo esplora la sua eredità nella pedagogia contemporanea, evidenziando la speranza come atto di resistenza alla strumentalizzazione dell’apprendimento e alla disumanizzazione degli insegnanti. Attraverso un approccio fenomenologico, vengono analizzate le implicazioni del suo pensiero per la pratica educativa. Si conclude che la filosofia di Marcel offre una prospettiva preziosa per ripensare l’educazione nella sua dimensione relazionale e trascendente, al fine di rafforzare lo scopo e la vocazione dell’insegnamento.
Gabriel Marcel, (1889-1973), a Christian existentialist philosopher, placed hope at the center of his philosophical thought. In an educational context marked by uncertainty and crisis of meaning, this article explores his legacy in contemporary pedagogy, highlighting hope as an act of resistance to the instrumentalization of learning and the dehumanization of teachers. Through a phenomenological approach, the implications of his thought in the educational practice are analyzed. The study concludes that Marcel’s philosophy offers a valuable perspective to rethink education in its relational and transcendent dimension in order to strengthen the purpose and vocation of teaching
Approccio pedagogico all’identità di genere: sfide e strategie
Per affrontare con uno sguardo pedagogico la tematica dell’identità di genere occorre partire dal posizionamento degli adulti, di ciascuno di noi. Un atto di consapevolezza e di riconoscimento dei nostri modelli, aspettative, valori di riferimento, riconoscendo che l’azione educativa è sempre orientata e orientante.
Questa possibile acquisizione di consapevolezza porta ad interrogare il contesto socio-culturale e dunque educativo nel quale ci situiamo: quali sono le posture e gli stili educativi prevalenti? Come questi offrono spazi di individuazione ai più giovani e secondo quali traiettorie formative?
Si scopre così che il disorientamento relativo alla messa in questione di sé e alla sua formazione non è che l’emergenza di un modo di abitare l’esperienza che gli adulti, (spesso) con poca intenzionalità, hanno offerto ai più piccoli.
Occorre quindi re-istituire esperienze che permettano l’incontro, la rivelazione e la coltivazione della propria unicità nella relazione e non contro ogni legame. Esperienze che pensino l’individuazione come co-individuazione, assumendo il nostro essere in rapporto a ciò che è altro; è prima e verrà oltre noi; alla nostra corporeità e storicità; cogliendo il nodo di relazione che siamo e risignificando la nostra libertà in opposizione ad ogni reificazione, etichettamento e prestazionalità
Johann Maiers Einführung in das Judentum
Rezensierte Werke: Johann Maier. 2007. Judentum. Studium Religionen. Göttingen: Vandenhoeck und Ruprecht (UTB). 235 Seiten, 16,90€. ISBN: 978–3-8252-2886-6 und Johann Maier. 2007. Judentum Reader. Studium Religionen. Göttingen: Vandenhoeck und Ruprecht (UTB). 117 Seiten, 8,90€. ISBN: 978–3-8252-2912-