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    7422 research outputs found

    Metaverso Supernova

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    This essay aims to support the thesis that social networks such as Facebook have come to an end. In the age of surveillance capitalism, online streaming platforms are proving to be much more adept at profiling their users, thus greatly diminishing the power of social networks which, since their inception, have never been a simple means of communication, but rather a powerful means of identification. The end of social networks is, however, a 'thermal' end, a star-like explosion. In this sense, what has been announced as the metaverse is a collapse of social networks to their core, that is, to what the web was before their arrival, characterised by the dominance of gaming and private communications.Este ensayo pretende apoyar la tesis de que las redes sociales como Facebook han llegado a su fin. En la era del capitalismo de la vigilancia, las plataformas de transmisión en línea están demostrando ser mucho más hábiles a la hora de elaborar perfiles de sus usuarios, disminuyendo así en gran medida el poder de las redes sociales que, desde su creación, nunca han sido un simple medio de comunicación, sino más bien un poderoso medio de identificación. El final de las redes sociales es, sin embargo, un final «térmico», una explosión en forma de estrella. En este sentido, lo que se ha anunciado como el metaverso es un colapso de las redes sociales hasta su núcleo, es decir, hasta lo que era la web antes de su llegada, caracterizada por el dominio del juego y las comunicaciones privadas.Questo saggio intende sostenere la tesi che social network come Facebook siano ormai giunti alla loro fine. Nell’età del capitalismo della sorveglianza, le piattaforme di streaming online si dimostrano molto più abili nel profilare i loro utenti, ridimensionando così notevolmente il potere dei social network che, fin dalla loro origine, non sono mai stati un semplice mezzo di comunicazione, quanto piuttosto un potente mezzo di identificazione. La fine dei social network è, tuttavia, una fine “termica”, un’esplosione simile a quella delle stelle. In tal senso, ciò che è stato annunciato come metaverso è un collassare dei social network sul proprio nucleo, ovvero su ciò che è stato il web prima del loro arrivo, caratterizzato dal dominio del gaming e dalle comunicazioni private

    The contribution of School Leaders to the establishment of Digital Learning Environments

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    L’indagine intende illustrare le modalità con cui i Dirigenti Scolastici contribuiscono all’allestimento degli ambienti di apprendimento digitali. In un momento così favorevole per le numerose possibilità di finanziamento, in vista di una transizione verso la digitalizzazione dei processi di insegnamento-apprendimento, il Dirigente ha il compito di sovraintendere l’aspetto finanziario-amministrativo dei percorsi di rinnovamento e ampliamento delle attrezzature, ma anche di gestire, in accordo con le figure di staff e del Collegio dei Docenti, le finalità pedagogico-didattiche che devono indirizzare la costituzione e l’impiego dei fondi strumentali. Ci si chiede pertanto in che modo i presidi gestiscano questo doppio ruolo e come percepiscano la propria autoefficacia. Per rispondere agli interrogativi è stato somministrato un questionario ad alcuni Dirigenti Scolastici che operano in tutto il territorio nazionale.The study aims to elucidate the ways in which School Principals contribute to the establishment of digital learning environments. In a time marked by numerous funding opportunities and the ongoing transition towards the digitization of teaching and learning processes, the Principal is tasked with overseeing the financial and administrative aspects of equipment renewal and expansion. Moreover, in alignment with the support staff and the College of Teachers, the Principal must manage the pedagogical and didactic objectives that should guide the allocation and utilization of instrumental funds. Consequently, the inquiry examines how school principals navigate this dual role and perceive their own self-efficacy. To address these questions, a questionnaire was administered to several School Principals operating throughout the national territory

    I Large Language Model sono capaci di valutare i compiti scritti degli studenti?

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    The rapid adoption of large language models (LLMs) like ChatGPT in higher education raises critical questions about their capabilities for assessment. This pilot study explores whether current LLMs can support university instructors in evaluating students’ written work using rubrics, even for open-ended tasks. Five prominent LLMs (ChatGPT-3.5, ChatGPT-4, Claude 2, Bing Chat, Bard) plus an outsider (OpenChat 3.5) evaluated 21 anonymous group projects from an education course using a 5-criteria rubric. Their scores were compared to two human expert raters through statistical analyses. Results found Claude 2 and ChatGPT-4 had the highest overall agreement with human raters, although the open-source OpenChat 3.5 model performed well above its scale. Agreement varied by assessment criteria; LLM scoring aligned more closely on basic objectives but diverged on complex tasks like evaluating assessment practices and the educational project design. Current LLMs show promise in supporting assessment but lack independent scoring ability, especially for sophisticated rubric dimensions. Further research should refine prompting techniques and specialize models, moving towards AI-assisted rather than autonomous evaluation. The main limitations of this study are the small sample size and limited disciplines. This study provides initial evidence for the possibilities and pitfalls of LLM assessment aid in higher education.La rapida adozione di modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) come ChatGPT nell'istruzione superiore solleva domande critiche sulle loro capacità valutative. Questo studio pilota esplora la capacità degli LLM attuali nel supportare i docenti universitari nella valutazione dei lavori scritti degli studenti, utilizzando rubriche, anche per compiti aperti. Cinque prominenti LLM (ChatGPT-3.5, ChatGPT-4, Claude 2, Bing Chat, Bard) più un outsider (OpenChat 3.5) hanno valutato 21 progetti di gruppo anonimi di un corso di specializzazione nell’insegnamento utilizzando una rubrica a 5 criteri. I loro punteggi sono stati confrontati con due valutatori umani esperti attraverso analisi statistiche. I risultati hanno rilevato che Claude 2 e ChatGPT-4 hanno raggiunto la più alta concordanza complessiva con i valutatori umani, sebbene il modello open-source OpenChat 3.5 abbia avuto buone prestazioni, al di sopra della sua categoria. La concordanza è variata a seconda dei criteri di valutazione; l'assegnazione dei punteggi da parte degli LLM si è allineata più strettamente su obiettivi di base, divergendo su compiti complessi come i metodi di valutazione e la progettazione dell’intervento didattico. Gli LLM attuali mostrano potenzialità nel supportare la valutazione del docente ma mancano di capacità di assegnazione autonoma dei punteggi, specialmente per criteri sofisticati della rubrica. Ulteriori ricerche dovrebbero affinare le tecniche di prompting e specializzare i modelli, avvicinandosi a una valutazione assistita piuttosto che autonoma da parte dell’AI. Le principali limitazioni di questo studio sono le modeste dimensioni del campione e l’unica disciplina esplorata. Questo studio fornisce prove iniziali delle possibilità e delle sfide che presenta il supporto alla valutazione da parte degli LLM nell'istruzione superiore

    Myškin or the Weakness of God

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    L’obiettivo di questo articolo è quello di riflettere sul concetto di inadeguatezza, a partire da quello di idiotismo, riflessione che viene a essere sviluppata seguendo le risorse che la lettura dell’opera di Dostoevskij ci fornisce, in particolare dell’Idiota e della figura del suo protagonista, il principe Myškin. Questi, come un nuovo Cristo, sintetizza in sé gli estremi negativi e positivi riscontrabili in ogni essere umano: la compresenza di una abissale bassezza e di una sublime tensione alla bellezza.The aim of this essay is to spark reflection on the concept of inadequacy, starting with that of idiotism, which stems from the resources provided by the reading of Dostoevskij’s work, namely The Idiot and its protagonist Prince Myskin. The latter, like a new Christ, sinthesyzes within himself the negative and positive poles found in every human being: the co-presence of an abysmal vileness and a sublime tension towards beauty

    Cur’Arti, un entanglement tra luoghi di cura e di cultura

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    The first Cur'Arti network of collaboration between healthcare institutions and places of culture was born in Italy, aimed at promoting the social and cultural inclusion of fragile subjects, suffering from chronic pathologies or undergoing post-traumatic rehabilitation, through accessibility to art, multimedia art therapy and music therapy.In Italia è nata la prima rete Cur’Arti di collaborazione tra istituti sanitari e luoghi di cultura volta a promuovere l'inclusione sociale e culturale di soggetti fragili, affetti da patologie croniche o in fase di riabilitazione post-traumatica, attraverso l'accessibilità all'arte, l'arteterapia multimediale e la musicoterapia

    L'altra città: l’attuale crisi migratoria e la trasformazione dello spazio pubblico nel deserto di Atacama, Antofagasta, Cile.

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    Contemporary cities, as constantly transforming organisms, reflect the challenges of the current world. The uncontrolled growth of informal settlements, due to the migration crisis, generates precarious conditions lacking access to basic services. Faced with the question, "How are the urban cultures of informal settlements in Antofagasta manifested and how do they impact the transformation of public space?" This article explores the relationship between public space and urban cultures in the context of informal settlements and analyzes the housing manifestations that emerge in Antofagasta, a city located on the coastal edge of the Atacama Desert, Chile. The methodology to be used will be a combination of statistical analysis of migration, housing, services, and public space data with sketches and mapping to characterize physical, cultural, and social conditions. The results show that two main typologies are identified that generate spatial segregation and transform public space.Las ciudades contemporáneas, como organismos en constante transformación reflejan los desafíos del mundo actual. El crecimiento descontrolado de asentamientos informales, debido a la crisis migratoria, genera condiciones precarias y carentes del acceso a servicios básicos. Ante la interrogante ¿Cómo se manifiestan las culturas urbanas de los asentamientos informales en Antofagasta y cómo impactan en la transformación del espacio público? Este artículo explora la relación entre el espacio público y las culturas urbanas en el contexto de los asentamientos informales y analiza las manifestaciones habitacionales que surgen en Antofagasta, una ciudad ubicada en el borde costero del desierto de Atacama, Chile. La metodología a utilizar será una combinación de análisis estadístico de los datos de migración, vivienda, servicios y espacio público con croquis y mapeo para caracterizar las condiciones físicas, culturales y sociales. Los resultados arrojan que se identifican dos tipologías principales que generan segregación espacial que transforman el espacio público.Le città contemporanee, come organismi in costante trasformazione, riflettono le sfide del mondo attuale. La crescita incontrollata degli insediamenti informali, dovuta alla crisi migratoria, genera condizioni precarie e prive di accesso ai servizi di base. Di fronte alla domanda "Come si manifestano le culture urbane degli insediamenti informali ad Antofagasta e come influenzano la trasformazione dello spazio pubblico?" Questo articolo esplora la relazione tra spazio pubblico e culture urbane nel contesto degli insediamenti informali e analizza le manifestazioni abitative che emergono ad Antofagasta, una città situata sul bordo costiero del deserto di Atacama, Cile. La metodologia utilizzata sarà una combinazione di analisi statistica dei dati su migrazione, abitazione, servizi e spazio pubblico con schizzi e mappature per caratterizzare le condizioni fisiche, culturali e sociali. I risultati mostrano che vengono identificate due tipologie principali che generano segregazione spaziale e trasformano lo spazio pubblico

    Ricerche sullo spazio pubblico ispirate all’eterotopia: una proposta di discussione

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    Heterotopia, as introduced by Foucault and developed by many scholars from different disciplines, describes sites that are other to, deviant or different from the normal and the mainstream. Characterised by its ambiguity as well as open-endedness and simultaneity, heterotopia could offer inspiration for rethinking contemporary public space and its publicness. More specifically, public space research has a strong tendency to be normative in nature, which, though useful, does not adequately address issues heightened by the increasing complexities of the contemporary city such as how to approach the contextual dynamics of public space and the relational quality of publicness. This paper offers an attempt to bridge heterotopia and public space. Instead of using heterotopia as a label to define any space as heterotopian or as a definite analytical framework, it draws on key developments of the concept of heterotopia following Foucault’s original idea, namely heterotopia as space of alternative ordering and heterotopia in relation to normative city models, actors, and change. The paper calls attention to three aspects of public space and publicness, including actors and visions, normativity, and processes of ordering, in order to reflect on approaches to public space that could reflect and reveal the complexities inherent to public space.L’eterotopia, introdotta da Foucault e sviluppata da molti studiosi di diverse discipline, descrive luoghi che sono diversi, devianti o al di fuori della norma e del mainstream. Caratterizzata dall’ambiguità, dall’apertura e dalla simultaneità, l’eterotopia potrebbe offrire spunti per ripensare lo spazio pubblico contemporaneo e la sua natura pubblica. Più specificamente, la ricerca sullo spazio pubblico ha una forte tendenza a essere di natura normativa che, sebbene utile, non affronta adeguatamente le questioni accentuate dalla crescente complessità della città contemporanea, come l’approccio alle dinamiche contestuali dello spazio pubblico e la qualità relazionale della pubblicità. Questo articolo offre un tentativo di collegare l’eterotopia e lo spazio pubblico. Invece di usare l’eterotopia come etichetta per definire qualsiasi spazio come eterotopico o come quadro analitico definito, attinge agli sviluppi chiave del concetto di eterotopia seguendo l’idea originale di Foucault, ovvero l’eterotopia come spazio di ordinamento alternativo e l’eterotopia in relazione ai modelli normativi di città, agli attori e al cambiamento. Il documento richiama l’attenzione su tre aspetti dello spazio pubblico e della pubblicità, inclusi gli attori e le visioni, la normatività e i processi di ordinamento, al fine di riflettere su approcci allo spazio pubblico che possano rispecchiare e rivelare le complessità inerenti allo spazio pubblico

    Il Piano Spostamento Casa Università: cultura urbana e spazi pubblici di mobilità

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    The Home-University Commuting Plan (HUCP) was created to plan the mobility of students and university employees through the creation of physical infrastructure and the implementation of governance policies. Such initiatives show obvious spin-offs on campuses but also within the processes of regeneration and use of public spaces in university cities. The experience of the University of Genoa (UniGe) is particularly significant in terms of interactions between the University and the public city, both because it is representative of a diffuse territorial polycentrism and because of the weight represented by the UniGe community with respect to the local population (about 7 percent). This paper will therefore investigate the interventions proposed in the first two editions of UniGe's HUCP. In particular, it will be possible to distinguish between infrastructural measures, supporting the sustainable transition of university mobility, and governance measures, designed to optimize the interactions between flows and commuting habits of different city users. As required by the Decree, interventions are based on the preliminary survey of mobility habits and propensity to change by the University members. In addition, the results thus obtained are significant not only for the social knowledge about the community but also in order for scaling up good practices once tested at the urban level, thus triggering a process of participatory planning within local bodies. At this point, the HUCP is proposed as a tool that also supports the process of integrated planning in public spaces, made indispensable by the complexity of contemporary urban dynamics.: Il Piano Spostamento Casa-Università (PSCU) nasce per pianificare la mobilità degli studenti e dei dipendenti universitari, attraverso la realizzazione di infrastrutture fisiche e l’implementazione di politiche di governance. Tali iniziative mostrano evidenti ricadute nei campus ma anche all’interno dei processi di rigenerazione e utilizzo degli spazi pubblici delle città universitarie. L’esperienza dell’Università di Genova (UniGe) è particolarmente significativa in termini di interazioni tra Università e città pubblica, sia perché rappresentativa di un policentrismo territoriale diffuso, sia per il peso rappresentato dalla community UniGe rispetto alla popolazione locale (circa il 7%). In questo contributo si intende dunque indagare gli interventi proposti nelle prime due edizioni del PSCU di UniGe. In particolare, sarà possibile distinguere tra misure infrastrutturali, a supporto della transizione sostenibile della mobilità universitaria, e di governance, atte ad ottimizzare le interazioni tra flussi e spostamenti dei diversi city users. Come prescritto dal Decreto di istituzione dello strumento, detti interventi si fondano sulla preliminare indagine di abitudini di mobilità e propensione al cambiamento dei membri dell’Ateneo. Inoltre, i risultati così ottenuti risultano significativi non solo per la conoscenza della comunità ma anche al fine di scalare a livello urbano le buone pratiche sperimentate, innescando così un processo di progettazione partecipata con gli enti territoriali. Il PSCU si propone così come strumento a supporto anche di una pianificazione integrata degli spazi pubblici, resa imprescindibile dalla complessità delle dinamiche urbane contemporanee

    Politiche di cura per una cultura urbanistica femminista. Due piani strategici a Barcellona e Montevideo

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    The feminist urban theory challenges the traditional way of thinking and organize the city, around the idea of the dichotomy of Public/Private, where the public realm comprehends issues related to productive work, economy and finance, public spaces, political activities, and social relations; and the private one holds issues related to care/reproductive work, domestic spaces, family relationships.  As Urban planning is related to the public realm and is informed by the capitalist patriarchal society, it gives priority to the to the economic and financial aspects and productive work. Claiming that “personal is political” feminisms aim to overcome the segregation of reproduction of life and care activities. Feminist scholars gave to the concept of “care” a broader meaning, moving it from a family task to a public issue. The paper aims to describe how it is possible to practically deal with the transformation of care into a public issue, by taking two plans, in Barcelona and Montevideo, as examples.La teoria urbana femminista sfida il modo tradizionale di pensare e organizzare la città, intorno all'idea della dicotomia Pubblico/Privato, dove il contesto pubblico comprende le questioni relative al lavoro produttivo, all'economia e alla finanza, agli spazi pubblici, alle attività politiche e alle relazioni sociali; e quello privato racchiude le questioni relative alla cura/lavoro riproduttivo, agli spazi domestici, alle relazioni familiari. Poiché l'urbanistica è legata all'ambito pubblico ed è informata dalla società patriarcale capitalista, dà priorità agli aspetti economici e finanziari e al lavoro produttivo. Sostenendo che "la persona è politica", il femminismo mira a superare la segregazione tra riproduzione della vita e attività di cura. Le studiose femministe hanno dato al concetto di "cura" un significato più ampio, facendolo passare da compito familiare a questione pubblica. L'articolo si propone di descrivere come sia possibile affrontare concretamente la trasformazione della cura in una questione pubblica, prendendo come esempio due progetti, a Barcellona e a Montevideo

    Introduzione. Dall’Europa delle Regioni alle piccole patrie

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    Altiero Spinelli’s project envisioned a Europe that was, on the one hand, a federalunion of states and, on the other hand, an entity characterized by strong internaldecentralization within the individual member states. This entailed accentuated pluralismwithin the states. Federal unity would be balanced by institutional pluralism of the regions,influenced by the recent past and the need to achieve a distribution of powers on a territorialbasis. The objective was to create a Europe consisting of both federated states and regions,and local communities, capable of combining the centripetal, unifying force with thecentrifugal force that enhances territorial autonomies. The question of the power to beattributed to the regions would need to be resolved: whether it should be political-legislativeor solely administrative. Today, these issues are highly topical, especially in the discussions onthe political strengthening of the EU, which necessitates a federal structure – a form of statein which both European citizens and territories are representedIl progetto di Altiero Spinelli era quello di un’Europa che fosse, da un lato, un’Unione federale di Stati e, dall’altro, però, anche un assetto con un forte decentramento interno nei singoli Stati membri. Pluralismo accentuato all’interno degli Stati. L’unità federale bilanciata da un pluralismo istituzionale delle Regioni, che ovviamente risentiva del passato recente e dell’esigenza di realizzare un’articolazione dei poteri su base territoriale. L’obiettivo sarebbe stato quello di riuscire a tenere insieme un’Europa di Stati federati e un’Europa di Regioni e comunità locali, in grado di coniugare il moto centripeto, unificante, con quello centrifugo, di valorizzazione delle autonomie territoriali. Ovviamente, da stabilire sarebbe stata la questione del potere da attribuire alle Regioni: se politico-legislativo o unicamente a carattere amministrativo. Oggi questi temi sono di grande attualità e tornano ancor più di attualità laddove la discussione del rafforzamento politico dell’UE impone di dare ad essa una struttura federale quindi un tipo di Stato nel quale siano rappresentati i cittadini europei, ma, altresì, i territor

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