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Recenti questioni sulla mobilità transfrontaliera e sul diritto al lavoro nell’Unione europea: implicazioni giuridiche ed economiche relative al mercato unico
This contribution deals with the European single market and it can be basically divided into two parts. The first part – corresponding to paragraphs 2 and 3 – attempts to underline the high degree of specificity of measures capable of influencing the complete establishment of the single market and the heterogeneity of issues which, directly or indirectly, may affect the full achievement of this objective. This will be emphasized through the analysis of two recent cases brought to the attention of the EU Court of Justice, both concerning issues related to the cross-border mobility of workers. It will especially emerge that the full implementation of the single market depends not only on a harmonization of national legislative frameworks, but also on the adoption of specific measures – regulatory, administrative-contractual and jurisdictional – concerning heterogeneous economic-legal sectors. The second part, corresponding to paragraph 4, takes account of the (positive) macroeconomic effects of the single market system on the economies of the Member States, with particular reference to the effects on Gross Domestic Product (GDP)Il contributo ha ad oggetto il tema del mercato unico europeo e può sostanzialmente essere ripartito in due parti. Nella prima parte – corrispondente ai par. 2 e 3 – si tenta di mettere in luce l’elevato grado di specificità degli interventi capaci di incidere sulla completa instaurazione del mercato unico e l’eterogeneità delle questioni che, direttamente o indirettamente, possono condizionare il pieno raggiungimento di tale obiettivo. Ciò verrà sottolineato attraverso l’analisi di due vicende recentemente sottoposte all’attenzione della Corte di giustizia, entrambe concernenti questioni legate alla mobilità transfrontaliera dei lavoratori. In particolare, emergerà come la piena attuazione del mercato unico dipende non solo da un ravvicinamento delle discipline legislative nazionali, bensì anche dall’adozione di puntuali interventi – normativi, amministrativo-contrattuali e giurisdizionali – riguardanti settori economico-giuridici fra loro eterogenei. Nella seconda parte, corrispondente al par. 4, verranno prese in considerazione le (positive) ricadute macroeconomiche del sistema del mercato unico nelle economie degli Stati membri, con specifico riguardo agli effetti sul Prodotto interno lordo (PIL
Tax policies and environmental protection. Constitutional novelty, sustainability and balancing of interests
L’articolo analizza la recente modifica costituzionale degli articoli 9 e 41 Cost., in materia ambientale. La modifica, che ha suscitato molteplici polemiche, ha reso improcrastinabile la necessità che il legislatore ponga in essere – secondo la modalità trasversale, che da sempre qualifica la tutela dell’ambiente – politiche mirate ecosostenibili. Fra queste certamente può assumere un ruolo chiave la politica tributaria ambientale, che, nell’alveo del rinnovato assetto di principio europeo e costituzionale, ben può essere parte attiva di promozione del cambiamento, fungere da volano per lo sviluppo sostenibile e contribuire ad un rinnovato bilanciamento di interessi, a favore della generazione attuale e, soprattutto, delle generazioni future, espressamente richiamate dalla novella CostituzionaleThe article analyses the recent amendments of Articles 9 and 41 of the Italian Constitution on environmental protection. This reform caused multiple controversies and highlighted the need for targeted, cross-cutting and environmentally sustainable public policies. Among these policies those related to environmental taxation can certainly play a key role and can be active part of promoting change for sustainable development and contributing to a renewed balance of values. This result has to be achieved within new European and Constitutional framework for the benefit of present and, above all, future generation
Separazione dei poteri e garanzie dei diritti dei detenuti nella sentenza della Corte costituzionale sull’affettività intramuraria
The Constitutional Court’s sentence no. 10 of 2024 represents a significant turning point in the Italian penitentiary debate because, several years after its formal enunciation, it proposes technical guarantees of the right to affection (and sexuality) of the detained. The decision comes 12 years after a previous monitoring sentence. It thus represents the culmination of a dialogue with the legislator on this sensitive topic. The decision proves to be very intriguing regarding the substantive issue as well as certain procedural and argumentative elementsLa sentenza n. 10/2024 della Corte costituzionale rappresenta una svolta significativa nella complessa tematica della questione carceraria italiana. Ciò in quanto, dopo diversi anni dalla sua formale affermazione, si propone a garanzia, in termini concreti, del diritto all’affettività (ed alla sessualità) dei detenuti. La decisione interviene infatti a 12 anni da una precedente sentenza monitoria e rappresenta, dunque, l’apice di un percorso dialogico con il legislatore sul detto delicato tema. La sentenza si rivela particolarmente interessante sia in relazione alla questione di merito sia con riguardo ad alcuni profili processuali ed argomentativ
Lessico mediano e lessico meridionale in un registro dell’Ospedale dell’Annunziata di Capua (1477-78)
The paper collects and illustrates words from a recently published 15th-century account register of the Ospedale dell’Annunziata in Capua. The aim is to verify in which ancient and modern linguistic areas the attested lexemes are used. Therefore, it was possible to uphold the usability of late medieval Campanian sources for the DESN.Il saggio raccoglie e illustra le parole di un registro contabile quattrocentesco dell’Ospedale dell’Annunziata di Capua, recentemente edito. L’obiettivo è verificare in quali aree linguistiche antiche e moderne sono utilizzati i lessemi attestati. In tal modo è stato possibile verificare l’utilizzabilità di fonti campane tardo-medievali per la redazione del DESN.
 
Femminili di professione in un corpus di manifesti funebri. Alcune voci per il DESN
The study proposes three entries for DESN: mbrellara, pignatara, saccunera. These are three female occupational nouns that have two features in common: they are absent from Neapolitan dictionaries, and they are entries taken from Federico Albano Leoni’s corpus of obituaries. In addition, I will make an excursion into the presence of female occupational nouns in Italian and Neapolitan lexicography.Lo studio propone tre voci per il DESN: mbrellara, pignatara, saccunera. Si tratta di tre nomi femminili di professione che hanno due aspetti in comune: sono assenti nei dizionari del dialetto napoletano e sono voci tratte dal corpus di manifesti funebri di Federico Albano Leoni. A latere si svolge una digressione sulla presenza dei nomi femminili di professione nella lessicografia italiana e napoletana
Francesco Patrizi e l’Umanesimo politico
The publication of James Hankins’ latest book provides an opportunity to undertake a critical examination of the historiography on Renaissance political thought in Italy and in the Anglophone area. This examination should include a comparison of the methods and merits of the various approaches to the subject, as presented in the pages of his volume.La pubblicazione dell'ultimo libro di James Hankins offre l'opportunità di intraprendere un esame critico della storiografia sul pensiero politico rinascimentale in Italia e nell'area anglofona. Questo esame dovrebbe includere un confronto dei metodi e dei meriti dei diversi approcci al tema, così come presentati nelle pagine del suo volume
Isole dell'Egeo. Pagine in un mare di carta. Da Apollo al Turco infedele, l'Arcipelago geopolitico di Buondelmonti
In this paper I continue to approach the sea as a literary space in geocritical terms in the dynamic relationships between space, maps, place and literature. I focus on how islands function metaphorically as pages on which to write, in a sea that is like a book. I argue that, as with ploughing the paper with a boat that is the pen, authors write the insular space of the Aegean Sea, one of the privileged literary spaces of the Mediterranean. Starting with Boccaccio’s De montibus and Genealogia deorum gentilium, Domenico Silvestri’s De insulis et earum proprietatibus (1385 ca.) and Cristoforo Buondelmonti’s Liber insularum Arcipelagi (1420), the essay investigates insular space through the connection between poetry and geography. Its goal is to examine the modes of representation and effects of islands and ultimately to show the impact of ‘written’ islands. For Buondelmonti, in the wake of the Fall of Constantinople in 1453, the islands of the Aegean became the pages on which to artistically construct the Other, the literary space of Otherness. Passing from island to island, from Boccaccio to Silvestri and Buondelmonti, I attempt to share the advantages of reading islands geocritically and to probe the geopolitical and environmental effects of Island Books.Nel presente contributo continuo ad indagare il mare come spazio letterario in termini geocritici, nelle relazioni dinamiche tra spazio, mappe, luoghi e letteratura. Mi concentro su come le isole funzionino metaforicamente come pagine su cui scrivere, in un mare che è come un libro. Sostengo che, come solcando la carta con una barca che è la penna, gli autori scrivono lo spazio insulare del Mar Egeo, uno degli spazi letterari privilegiati del Mediterraneo. Partendo dal De montibus e dalla Genealogia deorum gentilium di Boccaccio, dal De insulis et earum proprietatibus (1385 ca.) di Domenico Silvestri e dal Liber insularum Arcipelagi (1420) di Cristoforo Buondelmonti, il saggio indaga lo spazio insulare attraverso la connessione tra poesia e geografia. L'obiettivo è quello di esaminare le modalità di rappresentazione e gli effetti delle isole e, in ultima analisi, di mostrare l'impatto delle isole "scritte". Per Buondelmonti, all'indomani della caduta di Costantinopoli nel 1453, le isole dell'Egeo divennero le pagine su cui costruire artisticamente l’Altro, lo spazio letterario dell’alterità. Passando da un’isola all’altra, da Boccaccio a Silvestri e Buondelmonti, cerco di condividere i vantaggi di una lettura geocritica delle isole e di sondare gli effetti geopolitici e ambientali degli Isolarii del Rinascimento
Il mare dei mercanti, il mare delle storie. Percezione e rappresentazione del mediterraneo nella novellistica tardomedievale
In the second half of the fourteenth century, the many explorations promoted by the new commerciale world fostered the development of a renewed interest in the «gran teatro del Mediterraneo». While the taste for a spatial and cultural otherness consolidated, in late fourteenth-century bourgeois fiction, the image of the mare nostrum as a chronotope of transgression and change, a space full of pitfalls in which the navigator can enriching himself or risks to shipwreck, it also revived the idea of the sea as an itinerary of formation, a necessary symbolic passage, a spatial movement that represented perhaps one of the main metaphors of the short story.
By means of a reading of some tales from Giovanni Sercambi’s Novelliere and Pecorone, this paiper aims to investigate the vision of the Mediterranean in late medieval fiction after the Decameron. Starting from an analysis of the representation present in the Boccaccio, it is noted how the sea takes the delineated outlines of a mirror, in which are reflected the socio-political conflicts of the contemporary world and the new virtues of the rising productive merchant class.Nella seconda metà del Trecento le diffuse esplorazioni promosse dal fervente mondo mercantile favorirono lo sviluppo di un rinnovato interesse per il «gran teatro del Mediterraneo». Il gusto per un’alterità spaziale e culturale, se da un lato consolidò, nella narrativa borghese di fine Trecento, l’immagine del mare nostrum come cronotopo della trasgressione e del cambiamento, spazio pieno di insidie in cui il navigatore può arricchirsi o rischia di naufragare inesorabilmente, dall’altro ravvivò l’idea del mare come itinerario di formazione, passaggio simbolico necessario, movimento spaziale che rappresentò forse una delle principali metafore dell’atto del novellare stesso.
Mediante la lettura ravvicinata di alcune novelle del Pecorone e del Novelliere di Giovanni Sercambi, il contributo si propone di indagare la visione del Mediterraneo nella narrativa tardomedievale posteriore al Decameron. Partendo dall’analisi della rappresentazione presente nel modello boccacciano, si nota come il mare assuma di volta in volta i contorni ben delineati di uno specchio, in cui si riflettono sia le tensioni socio-politiche del mondo contemporaneo, sia i nuovi valori ambìti dalla produttiva classe mercantile in ascesa