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Informal hearing of the SVIMEZ President Adriano Giannola before the I Commission (Constitutional Affairs) of the Chamber of Deputies, in the context of the examination, in referent session, of Bill C. 1665 Government, approved by the Senate
Audizione informale del Presidente della SVIMEZ Adriano Giannola dinanzi alla I Commissione (Affari costituzionali) della Camera dei deputati, nell’ambito dell’esame, in sede referente, del disegno di legge C. 1665 Governo, approvato dal Senato, recante disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della CostituzioneInformal hearing of the SVIMEZ President Adriano Giannola before the I Commission (Constitutional Affairs) of the Chamber of Deputies, in the context of the examination, in referent session, of Bill C. 1665 Government, approved by the Senate, containing provisions for the implementation of the differentiated autonomy of ordinary statute Regions pursuant to Article 116, third paragraph, of the Constitutio
The assessment of the 'procedural fact' in negative conflicts of functional competence. Does the public prosecutor have decisive power?
Con la pronuncia in commento, la prima sezione penale della Corte Suprema di Cassazione conferma la preminenza dei criteri di imparzialità della competenza funzionale per connessione/del principio di imparzialità del giudice e dei criteri che regolano la competenza nei procedimenti riguardanti i magistrati, sui limiti/rispetto ai limiti temporali e procedurali della perpetuatio iurisdictionis. Ogniqualvolta, le decisioni della Cassazione presentino dei vizi o delle omissioni nelle valutazioni, poiché, a differenza dei ricorsi straordinari previsti nel nostro Ordinamento, per le questioni concernenti la competenza non sono previsti rimedi di impugnazione. Rebus sic stantibus, infatti, rileva la lacuna nella valutazione da parte del giudice del fatto processuale, in relazione ad alcuni elementi indispensabili per determinare il tempo iniziale della competenza funzionale per connessione e, viceversa, l’esorbitanza dei poteri del pubblico ministero, nel decidere i tempi e le modalità di iscrizione per determinare la competenza. Queste criticità, capaci di oltrepassare persino gli effetti preclusivi del giudicato, creano discrasie con le regole di garanzia previste nel nostro ordinamento e rappresentano un singolare novum, da riproporre dinanzi al giudice investito della competenza dalla Suprema Corte di cassazioneWith the ruling in question, the first criminal section of the Supreme Court of Cassation confirms the pre-eminence of the criteria of impartiality of the functional jurisdiction by connection/of the principle of impartiality of the judge and of the criteria governing jurisdiction in proceedings concerning magistrates, on the limits/with respect to the temporal and procedural limits of the perpetuatio iurisdictionis. Whenever the decisions of the Court of Cassation present defects or omissions in the assessments, since, unlike the extraordinary appeals provided for in our legal system, there are no appeals for questions concerning juridictions. Rebus sic stantibus, in fact, points out the lacuna in the judge’s assessment of the procedural fact, in relation to some elements indispensable for determining the initial time of functional jurisdiction by connection and, vice versa, the exorbitance of the powers of the public prosecutor, in deciding the times and methods of registration to determine jurisdiction. These critical issues, capable of going beyond even the preclusive effects of res judicata, create discrepancies with the guaranteed rules provided for in our legal system and represent a singular novum, to be re-proposed before the judge invested with jurisdiction by the Supreme Court of Cassatio
Environmental and female migration in sociological perspective. Instances of sustainability, rights and vulnerability of migrant women
Le migrazioni ambientali rivestono un grande interesse negli studi sociologici nell’inquadramento delle cause e dei fattori di spinta (push factors) che le determinano, di tipo climatico e ambientale, insieme alle diverse spiegazioni teoriche di tipo macro, micro e mesosociologico che la disciplina applica allo studio delle migrazioni. Allo stesso tempo, negli ultimi anni, le migrazioni al femminile hanno ricevuto un’ampia attenzione a seguito dell’incremento sostanziale della componente femminile, anche primo-migrante, che intraprende un progetto migratorio in prospettiva individuale e/ o familiare. Interessante è, da questo punto di vista, l’articolazione delle questioni di genere e dei diritti di genere a esse legati intorno agli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU, che ben intersecano la condizione femminile alle istanze di sviluppo sostenibile, collegando i diritti fondamentali (istruzione, nutrizione, accesso alle risorse primarie, lavoro) al miglioramento delle condizioni di vita nei paesi svantaggiati e nei percorsi migranti. Il contributo propone una rassegna delle principali teorie che spiegano le migrazioni al femminile, nello specifico, nel novero delle migrazioni ambientali al fine di integrare in prospettiva sociologica lo studio di un fenomeno contemporaneo complesso e di grande rilievo sul piano analitico. A ciò si coniuga una discussione di matrice socio-giuridica intorno alle dimensioni normative che possono incidere sulle pratiche dell’inclusione o dell’esclusione di una categoria sociale particolarmente esposta alla vulnerabilitàEnvironmental migrations are of great interest in sociological studies in the framing of their climatic and environmental causes and push factors, of climatic and environmental kind, along with the various macro, micro, and meso-sociological theoretical explanations that the discipline applies to the study of migrations. At the same time, in recent years female migrations have received wide attention following the significant increase in the female component, even the early migrant who undertakes a migration project from an individual and/or family perspective. Interesting, from this point of view, is the articulation of gender issues and related gender rights around the UN Agenda 2030 goals, which well intersect the status of women with instances of sustainable development, linking fundamental rights (education, nutrition, access to primary resources, employment) to improving living conditions in disadvantaged countries and migrant pathways. The essay proposes a review of the main theories that explain female migrations, specifically environmental migrations, in order to integrate the study of a complex contemporary phenomenon of great analytical importance in a sociological perspective. This is coupled with a socio-legal discussion about the normative dimensions that may affect the practices of inclusion or exclusion of a social category particularly exposed to vulnerabilit
Dall’Europa delle Regioni all’Europa delle piccole patrie
The theme of the meeting must be put into perspective with that of European identity and citizenship, which are central to the destiny of both Europe and the nationstates. Currently, it is crucial to observe that demands for autonomy often mask identity politics aimed at protecting the social and economic well-being of the wealthiest regions from global interference. This phenomenon results in a shift in reference points from Europe to the Nation, to the Regions, and ultimately to small homelands. The recognition of forms of autonomy, and even independence, proclaimed by some European territories – exemplified by the Catalan case – intersects with European politics and constitutes a heterogeneous identity or Eurosceptic phenomenon. This phenomenon encompasses and amalgamates diverse and distant parties and movements, contrasting with a Europe that strives, albeit in a variable geometry, to transcend national egoisms, which are the precursors of hatred, war, and destructionIl tema dell’incontro va messo in prospettiva con quello dell’identità europea, della cittadinanza europea, centrale per il destino sia dell’Europa che degli Stati nazionali. Qui e ora è più urgente osservare che le richieste di autonomia mascherano forme politiche identitarie volte a proteggere il livello di benessere sociale ed economico delle Regioni più ricche da interferenze di ordine globale, producendo uno scivolamento di punti di riferimento che va dall’Europa alla Nazione alle Regioni fino alle piccole patrie. Il riconoscimento di forme di autonomia, se non persino di indipendenza, che alcuni territori europei proclamano – esemplare è il caso catalano – attraversa la politica europea e costituisce un fenomeno eterogeno identitario o euroscettico che ingloba e mescola partiti, movimenti diversi e distanti tra loro. In contraltare a un’Europa tesa, sebbene a geometria variabile, a superare gli egoismi nazionali forieri di odi, guerre e distruzion
Contratto, Solidarietà, Proprietà. Letture civilistiche costituzionalmente orientate nel pensiero di Francesco Lucarelli
Study day on ‘Contratto, Solidarietà, Proprietà Letture civilistiche costituzionalmente orientate nel pensiero di Francesco Lucarelli’, University of Naples Federico , Department of Law, Aula Pessina - Central Building, Corso Umberto I, n. 40, Thursday 24 October 2024 - 9 a.m.Giornata di studi su "Contratto, Solidarietà, Proprietà Letture civilistiche costituzionalmente orientate nel pensiero di Francesco Lucarelli", Università degli Studi di Napoli Federico , Dipartimento di Giurisprudenza, Aula Pessina - Edificio centrale, Corso Umberto I, n. 40, giovedì 24 ottobre 2024 - ore
Luoghi e immaginario letterario, ninfe e storie di pescatori nella Siracusa di Paolo Regio
The essay explores the presence of famous Neapolitan and Sicilian places in the Siracusa by Paolo Regio, a fishing tale that imitates the Arcadia by Sannazaro and the Egloghe pescatorie by Bernardino Rota. In the work, real places, fascinating nymphs and passionate stories about fishermen are brought to life through the long mythical tradition.Il saggio studia la presenza di celebri luoghi napoletani e siciliani riscritti da Paolo Regio nella Siracusa, una favola pescatoria che imita l’Arcadia di Sannazaro e le Egloghe pescatorie di Bernardino Rota. Nell’opera rivivono luoghi reali, affascinanti figure di ninfe e storie appassionate di pescatori attraverso la lunga tradizione mitologica
Writers of land and writers of sea. Mediterranean dreams and journeys
All’indomani dell’Unità, lo svolgersi della vita resta in molte aree della penisola avvolto da un mistero reciproco: gli abitanti dell’alta Italia conoscono poco le condizioni e i costumi degli abitanti del Sud, così come a questi ultimi giunge fioca l’eco del progresso borghese. L’esercito e la Marina diventano allora un prezioso crocevia di incontri, oltre che per gli ufficiali più alti in grado, soprattutto per le classi popolari; il Mediterraneo, in particolare, si configura come lo spazio avventuroso solcato dalle prime navi dello Stato, delle cui peripezie si serba memoria nei bozzetti marinareschi di Jack La Bolina. Allo spazio aperto e libero del mare si contrappone la testimonianza di un autore come Navarro della Miraglia, che lascia sullo sfondo la dimensione marina per soffermarsi sulle angustie patite dalla comunità contadina siciliana, per la quale il Mediterraneo è per lo più un sogno interdetto. Si propone, dunque, tramite il confronto tra i due scrittori condotto da una prospettiva mediterranea, di mettere a fuoco aspetti complementari della vita nazionale.In post-unification times, life in the opposite areas of the Italian peninsula remains a mutual mystery: the inhabitants of northern Italy know little about the conditions and customs of the inhabitants of the south; similarly, the latter are only faintly reached by the echo of bourgeois progress. The Army and Navy become then a precious crossroads for meetings, not only for the highest-ranking officers, but notably for popular classes. The Mediterranean, in particular, supplies for a precious narrative space: it is configured as an adventurous place crossed by the first State ships, whose vicissitudes are remembered in the seafaring sketches of Jack La Bolina. Navarro della Miraglia, on the other hand, leaves the marine dimension in the background to dwell on the anxieties suffered by the Sicilian peasant community, for which the Mediterranean is mostly a forbidden dream. In this work, some complementary aspects of Italian national life are examined. The comparison is carried out through an analysis of the works of the two afore-mentioned writers from a Mediterranean perspective
“Beyond the lingua franca”. Elisa Chimenti’s mediterranean multilinguism (Naples 1883-Tangier 1969)
Il presente articolo intende riflettere sulla declinazione del concetto di lingua franca mediterranea nell’opera di Elisa Chimenti, a partire dal caso di studio del racconto inedito Khadija de l’île sarde. Scrittrice, giornalista, insegnante ed antropologa, Chimenti ha viaggiato dall’Italia alla Tunisia al Marocco, per scegliere Tangeri come terra d’asilo/esilio. L’articolo affronterà prima la biografia e l’opera dell’autrice, per poi riflettere su come nella sua scrittura si riecheggi – non senza importanti differenze – il “pidgin franco” in uso nei porti del mar Mediterraneo tra il XVI ed il XIX secolo. Mescolando il francese con il napoletano, l’italiano, il tedesco, lo spagnolo, l’arabo, l’autrice costruisce una lingua profondamente ibridata e prismatica, nella quale confluiscono insieme alle forme espressive anche i diversi modi di dire, le tradizioni e le culture mediterranee, di cui Chimenti coglie tutte le affinità, i rimandi e le genealogie incrociate.This article aims to investigate the interaction between the topic of Mediterranean lingua franca and the work of Elisa Chimenti, considering the case study of the unpublished novel Khadija de l’île sarde. Writer, journalist, teacher and anthropologist, Chimenti travelled from Italy to Tunisia and ending in Morocco, where she finally chooses Tangier as her self-exile land. The article will first address the biography and the work of the author, and then it will analyse the way her writing recall - with significant differences - the “pidgin franco” that was common in the Mediterranean harbours between the XVI and the XIX century. Chimenti’s multi-linguistic style entangles the French language with Neapolitan, Italian, Deutsch, Spanish and Arabic, therefore establishing a language that is profoundly hybrid and prismatic: it is a mélange of figures of speech, Mediterranean traditions and cultures, where all the connections, references and mutual genealogies are finely crafted together
Nikos Kavvadis from the Mediterranean to the oceans
Nikos Kavvadias (1910-1975), un poeta diverso – da marinaio – usa i suoi viaggi per mare come metafore. Charles Baudelaire e i poètes maudits influenzano la sua opera, la quale è collegata al movimento del simbolismo e richiama con parole e musica ricordi del poeta. L’opera di Kavvadias ha un carattere cosmopolita, e un significato molto più profondo e oscuro. Nella prima raccolta emergono storie avvenute in mare (Marabù) e nei vari porti visitati, storie nelle quali il poeta riproduce personaggi segnati da noia, apatia e spiriti maligni, sulla scia dello Spleen di Baudelaire. Nelle raccolte successive (Pousi e Traverso) il mito si mescola con la realtà, le immagini diventano più sfumate e le parole evocatrici. Il suo unico romanzo (Turno di guardia) è la cronaca del viaggio attraverso la vita dei marinai, ‘maledetta’ a dir loro, ma d’altronde accettata e desiderata. In questa raccolta di storie, narrate durante il turno di notte sul ponte della nave, emerge la prospettiva con la quale Kavvadias osserva la realtà che lo circonda. Il poeta, con una grande abilità narrativa, trasmette un clima pesante, in cui la destinazione del viaggio non offre altro al viaggiatore se non desolazione, prostituzione, malattia e morte. La vita è un viaggio continuo, tutto mare e poesia, ma non è utopico o inesistente. La mappa interiore è in continuo movimento, supportata da letture e da esperienze, da contatti reali e concreti ma anche da immagini e sensazioni. Coglie, in questo modo, non solo l’aria mediterranea ma anche quella degli orizzonti più lontani armonizzando i ritmi della sua vita con i ritmi del mare.Nikos Kavvadias (1910-1975), a different poet – as a sailor – uses his travels at sea as metaphors. Charles Baudelaire and the poètes maudits influenced his work, which is connected to the Symbolism movement and recalls memories of the poet in words and music. In the first collection stories emerge that took place at sea (Marabù) and in the various ports visited; in these stories the poet reproduces characters marked by boredom, apathy and evil spirits, in the wake of Baudelaire’s Spleen. In later collections (Pousi and Traverso), myth becomes involved with reality, images become more nuanced and words evocative. His only novel (Turno di guardia) is a chronicle of the journey through the cursed life of sailors, according to them, but on the other hand accepted and desired. The poet, with a great narrative skill, conveys a heavy atmosphere, in which the destination of this journey offers the traveler nothing but desolation, prostitution, sickness and death. Life is a continuous journey, all sea and poetry, but it is not utopian or non-existent. The inner map is in constant motion, supported by readings and experiences, by real and concrete contacts but also by images and sensations. In this way, he captures not only the Mediterranean air but also that of more distant horizons, harmonizing the rhythms of his life with the rhythms of the sea
L’EPOS contemporaneo e il mediterraneo: una rilettura della telemachia in 54 di Wu Ming
This article aims to find, through the analysis of Wu Ming’s novel 54 (2002), some ways in which, during the last two decades, the Mediterranean cultural tradition is used to problematize the critical issues posed by the affirmation, within the Mediterranean field, of the Western socio-economic system. In fact, reconstructing the ideological positions assumed by the theoretical and sociological meditation about the Mediterranean society around the turn of the millennium, it can be deduced that one of the main problems posed by modernity within a pluralistic cultural system such as the Mediterranean one, is constituted by the imposition of an individualistic model that damages any collectivistic way of life, ending up to support the typical tendency of the modern world that Guido Mazzoni individuates in I destini generali (2015). From this point of view, if the answer offered by the theoretic, sociological and anthropological think is the theorization of a system of values focused on the specific pluralistic Mediterranean tradition, the analysis of 54 could be useful to identify a specific literary response to problems posed by modernity to the Mediterranean world. In fact, the use of the Telemachy as an interpretative paradigm to read the text in an anti-capitalistic way needs to be linked to Wu Ming’s literary project, by which they intend to restore, rather than the classic epic way of doing literature, the real pedagogical function of the artwork, that we retain comparable with the Greek pedagogical system called paideia. So, it is possible to underline the existence of a parallel literary reflection, but similiar to the philosophical one, which can be useful to expand the discussion on the Mediterranean culture and the peculiar aspects of his own cultural system, that could be capable to offer an alternative to the Western and consumeristic model.Il contributo si propone, attraverso l’analisi del romanzo 54 (2002) del collettivo Wu Ming, di rintracciare alcune modalità con cui, nell’estremo contemporaneo, la tradizione culturale mediterranea viene utilizzata per problematizzare le criticità poste dalla definitiva affermazione del sistema socioeconomico occidentale, a trazione atlantista, all’interno dello spazio mediterraneo. Infatti, da una ricognizione delle posizioni ideologiche assunte dalla riflessione teorica e sociologica sul Mediterraneo intorno al turn of the millennium, è possibile evincere che, uno dei principali problemi posti dalla modernità all’interno di un orizzonte culturale fortemente strutturato e votato al pluralismo come quello mediterraneo, è costituito dall’imporsi di un modello culturale che innalza l’individualismo in quanto valore assoluto, a scapito di qualsiasi forma di collettivismo, assecondando quella tendenza che Guido Mazzoni, ne I destini generali (2015), considera tipica del moderno western way of life. Di conseguenza, se la risposta offerta dalla riflessione intellettuale è la teorizzazione di un sistema di pensiero e di valori che metta al centro le specificità della tradizione culturale mediterranea, l’analisi di 54, è finalizzata all’individuazione di una risposta prettamente letteraria ai quesiti posti dalla modernità al mondo mediterraneo. La ripresa della Telemachia come paradigma interpretativo del testo in chiave anticapitalista, associata all’intero progetto poetico del collettivo - che si ripropone di restaurare, non solo le modalità compositive dell’epica classica, ma anche la funzione pedagogica dell’opera stessa, adottando un sistema che qui si è ritiene associabile a quello della paideia greca – evidenzia l’esistenza di una riflessione letteraria parallela ma comunque contigua a quella filosofica, la quale può risultare proficua ai fini di un ampliamento del discorso sul Mediterraneo e sull’esistenza di peculiarità delle culture che lo abitano capaci di offrire un’alternativa al modello di vita occidentale e consumista