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La dimensione costituzionale della dignità umana. Da concetto filosofico a elemento normativo di diritto positivo
Lo studio analizza il concetto di dignità umana in un'ottica multidisciplinare, analizzandone sia l'evoluzione come nozione filosofica sia le implicazioni giuridiche. Da quest'ultimo punto di vista, particolare attenzione è dedicata al suo inquadramento nel diritto costituzionale italiano e nella giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea e della Corte europea dei diritti dell'uomo. Lo studio mira ad evidenziare la polisemia dell'espressione "dignità umana" e le difficoltà derivanti dal suo utilizzo come elemento normativo di diritto positivo. In particolare, la ricerca sottolinea l'impossibilità di considerare la dignità un principio giuridico unitario, dovendo invece preferirsi una sua ricostruzione analitica, che tenga conto dei diversi contesti in cui è richiamata
L’analisi empirica della qualità della vita lavorativa in una prospettiva integrata e gender-sensitive
Il presente lavoro ha sviluppato progressivamente una riflessione di natura teorico-metodologica, supportata da un’esperienza concreta di ricerca, sull’analisi empirica della qualità della vita lavorativa (QWL) in una prospettiva di genere, privilegiando l’approccio metodologico della mixed methods research. Nel presente studio, la definizione operativa di QWL e la relativa base empirica sono state mutuate da un’indagine sui call center in Italia, realizzata nell’ambito di un progetto di ricerca valutato di rilevante interesse scientifico (PRIN). In particolare, le informazioni raccolte nell’ambito dell’indagine sui call center in Italia sono state integrate con la successiva costruzione di una ulteriore base empirica di natura qualitativa e rielaborate per consentire un’analisi ad hoc della QWL in un’ottica gender-sensitive. L’insieme delle riflessioni condotte porta, in estrema sintesi, a evidenziare l’esistenza di differenze di genere significative nelle varie dimensioni della QWL e mette in luce una configurazione complessa e internamente differenziata. La differenziazione nelle reazioni individuali alle condizioni di lavoro è connessa strettamente sia al sistema di aspirazioni, aspettative, motivazioni e bisogni individuali, sia a quegli specifici aspetti dei contesti o delle pratiche organizzative che possono determinare particolari situazioni di “mancato adattamento”, tali da incidere sulla QWL e sulle manifestazioni di disagio lavorativo degli operatori telefonici
PhD thesis
Study of the underdoped region of the cuprates superconductors. Attempet to find a broken symmetry state close to superconductivity in anology with the other unconventional superconductors. We propose electronic phases in analogy with the soft matter phases. They explain very well the neutron scattering experiments
Esplorazione Dimensionale dei Disturbi di Personalità in pazienti schizofrenici e nei loro familiari di primo grado: una valutazione con la SWAP-200
LA MINIATURIZZAZIONE NEI CONTESTI FUNERARI DELL’ITALIA MEDIO-TIRRENICA, TRA IL BRONZO FINALE E LA PRIMA ETA’ DEL FERRO: LATIUM VETUS ED ETRURIA MERIDIONALE
La presente tesi di dottorato di ricerca prende in esame la pratica della miniaturizzazione degli oggetti di corredo, largamente attestata nei contesti funerari del comparto laziale ed etrusco-meridionale, tra XI e VIII secolo a.C.
Fenomeno trasversale, documentato non solo all’interno delle sepolture, ma anche in coevi contesti sacri e abitativi, la “Miniaturizzazione” sembra connotarsi come uno specifico comportamento rituale che implica la riproduzione in scala ridotta di determinate tipologie di manufatti, detti “miniaturizzazioni/oggetti in miniatura”. Le ridotte dimensioni costituiscono dunque il principio intrinseco di questa specifica categoria di oggetti che, nei contesti funerari, si connotano come funzionali ma privi di un effettivo valore d’uso, eterogenei nella materia e nella forma ma accomunati da un medesimo processo mentale di riduzione simbolica, da cui scaturisce la fedele riproduzione degli equivalenti modelli di normale formato.
Nella ricerca si è proceduto alla raccolta di un campione di materiali, costituito da più di 1000 esemplari, tra oggetti in ceramica e in bronzo, provenienti dalle necropoli della zona di Tolfa/Allumiere (Sasso di Furbara e Poggio La Pozza), Veio (Quattro Fontanili e Grotta Gramiccia), Latium Vetus e Adiectum (Osteria dell’Osa, Colli Albani, Roma e zona costiera), in gran parte editi, ma talvolta privi di un’adeguata schedatura, lacuna alla quale si è cercato di sopperire mediante la formulazione di uno strutturato apparato documentativo, suffragato, laddove è stato possibile, da una visione autoptica del materiale.L’assenza di studi specifici ha pesato negativamente sulla definizione del fenomeno miniaturizzante nei contesti funerari, lasciando spesso alla soggettività dello schedatore l’arbitrio di definire “in miniatura” o “di piccole dimensioni” un oggetto dal formato dubbio, di non immediata comprensibilità; la ricerca ha tentato di “normalizzare” tale fenomeno, avvalendosi di criteri il più possibile oggettivi, stante la possibilità di individuare non rigide norme di comportamento umano, ma solo linee di tendenza generale nelle pratiche rituali. Di grande ausilio è stata l’analisi dei contesti funerari (capitolo V): l’esame dei singoli oggetti inclusi all’interno dei corredi d’accompagno ha messo in evidenza la tendenza negli studi archeologici a considerare “in miniatura” oggetti di normale formato, unicamente perché rinvenuti in associazione con manufatti simbolicamente ridotti. Tale prospettiva d’indagine rischia di livellare la poliedricità dei comportamenti rituali riflessi all’interno di una deposizione, guardando al corredo funerario come a un blocco monolitico, costituito in modo aprioristico e univoco da elementi miniaturizzati: nella presente ricerca, mediante l’esame tipologico, l’analisi delle modalità di deposizione e delle associazioni di corredo, si è tentato di analizzare i contesti nella loro struttura più oggettiva, tenendo conto delle diverse entità costituenti, miniaturizzate e non, e analizzando ciascuna entità nel proprio status di oggetto sottoposto a riduzione simbolica e/o oggetto “esonerato o risparmiato” dalla miniaturizzazione.
In conclusione, la presente tesi di dottorato si propone di offrire nuovi spunti di riflessione su una pratica fortemente connotata come quella della miniaturizzazione, connessa al rituale incineratorio e identificata come una delle più significative esternazioni del costume funerario laziale di I e II Periodo
Modello edilizio nell’innovazione di processo progettuale per il recupero e la riqualificazione dell’edilizia terziaria. Linee guida prestazionali
Qualitativo modello edilizio che indica soluzioni altamente innovative nella nuova cultura del processo progettuale, attraverso metodologie, strumentazione e innovazione tecnologica, criteri e strategie applicabili, scelte progettuali e management. Le tematiche della ricerca puntano all’analisi di innovativi involucri edilizi a low impact e ad efficienza energetica attestati da certificazione e valutazione della qualità architettonica e tecnologica. Essi sono integrati in contesti diversificati e relazionati a particolari ambiti di recupero, di riconversione e valorizzazione degli insediamenti, nelle diverse strategie di riqualificazioni ambientali e di risparmio energetico. Quindi linee guida prestazionali con l’obiettivo di realizzare un modello operativo di riqualificazione e recupero dell’esistente, in particolare l’edificio terziario, a basso impatto ambientale, sostenibile e integrato nel costruito e nel contesto, con certificazione di qualità quale indice di valore aggiunto.Architetto, Ph.D (Dottore di Ricerca ICAR 12),Specialista in Restauro dei monumenti, Cultore della materia di Tecnologia dell'Architettura e di Disegno Industriale. Collaborazione alle attività didattiche e seminariali nel Settore ICAR 12-Tecnologia dell'Architettura, presso la Facoltà di Architettura, Sapienza Roma. Svolge ricerca in predominanti settori di studio: aspetti tecnologici dell’opera architettonica evidenziati nell’innovazione dei diversi processi progettuali e sistemi costruttivi, con adozione di materiali e componenti innovativi e riciclabili; individuazione di metodologie applicative, finalizzate al controllo esigenziale/prestazionale del sistema edilizio contestualizzato, con nuovi modelli operativi, per opere di trasformazione della qualità ambientale con riqualificazione e valorizzazione del costruito antropico; innovazione e sperimentazione tecnologica di sistemi e prodotti in architetture bioclimatiche, ecocompatibili, a risparmio energetico, e a low impact, relazionate a normative ambientali e tecnologiche su criteri di sviluppo sostenibile. Relative pubblicazioni in libri, saggi e articoli su riviste nazionali. Partecipa a convegni e concorsi nazionali di progettazione architettonica. Svolge anche attività professionale come progettista e DL, prevalentemente in ambito privato, con partecipazione alla progettazione di piani di recupero, ecc
APPLICATIONS OF COMBINATORIAL OPTIMIZATION ARISING FROM LARGE SCALE SURVEYS
Many difficult statistical problems arising in censuses or in other large scale surveys have an underlying Combinatorial Optimization structure and can be solved with Combinatorial Optimization techniques.
These techniques are often more efficient than the ad hoc solution techniques already developed in the field of Statistics.
This thesis considers in detail two relevant cases of such statistical problems, and proposes solution approaches based on Combinatorial Optimization and Graph Theory.
The first problem is the delineation of Functional Regions, the second one concerns the selection of the scope of a large survey, as briefly described below.
The purpose of this work is therefore the innovative application of known techniques to very important and economically relevant practical problems that the "Censuses, Administrative and Statistical Registers Department" (DICA) of the Italian National Institute of Statistics (Istat), where I am senior researcher, has been dealing with.
In several economical, statistical and geographical applications, a territory must be partitioned into Functional Regions. This operation is called Functional Regionalization.
Functional Regions are areas that typically exceed administrative boundaries, and they are of interest for the evaluation of the social and economical phenomena under analysis.
Functional Regions are not fixed and politically delimited, but are determined only by the interactions among all the localities of a territory.
In this thesis, we focus on interactions represented by the daily journey-to-work flows between localities in which people live and/or work.
Functional Regionalization of a territory often turns out to be computationally difficult, because of the size (that is, the number of localities constituting the territory under study) and the nature of the journey-to-work matrix (that is, the sparsity).
In this thesis, we propose an innovative approach to Functional Regionalization based on the solution of graph partition problems over an undirected graph called transitions graph, which is generated by using the journey-to-work data.
In this approach, the problem is solved by recursively partitioning the transition graph by using the min cut algorithms proposed by Stoer and Wagner and Brinkmeier.
%In the second approach, the problem is solved maximizing a function of the sizes and interactions of subsets identified by successions of partitions obtained via Multilevel partitioning approach.
This approach is applied to the determination of the Functional Regions for the Italian administrative regions.
The target population of a statistical survey, also called scope, is the set of statistical units that should be surveyed.
In the case of some large surveys or censuses, the scope cannot be the set of all available units, but it must be selected from this set.
Surveying each unit has a cost and brings a different portion of the whole information.
In this thesis, we focus on the case of Agricultural Census.
In this case, the units are farms, and we want to determine a subset of units producing the minimum total cost and safeguarding at least a certain portion of the total information, according to the coverage levels assigned by the European regulations.
Uncertainty aspects also occur, because the portion of information corresponding to each unit is not perfectly known before surveying it.
The basic decision aspect is to establish the inclusion criteria before surveying each unit.
We propose here to solve the described problem using multidimensional binary knapsack models
Pensare costruendo. Il cantiere come fase di concepimento dell'architettura tra auspici progettuali e incidenti di percorso
Antefatto
Come architetti si è portati a trarre insegnamento non solo dall'opera ma anche dall'operare di quegli autori che eleggiamo a nostri maestri e che evochiamo allorquando, chiamati al compito costruttivo, cerchiamo appiglio e supporto per il nostro lavoro.
Nel volgere l’interesse contemporaneamente verso prodotto e produzione, la ricerca esprime la necessità di comprendere insieme il cosa fare e il come farlo: di indagare l’architettura nel suo manifestarsi come forma compiuta- mediante l’analisi delle articolazioni compositive, delle connotazioni linguistiche- e di conoscere il lavoro dell’architetto che emerge a partire dalle procedure di cui si serve per configurare la realtà costruita. Di comprendere dunque non solo il lavoro dell’autore- l’opera- ma anche il lavoro del lavoro poiché questo costituisce, a nostro avviso, un aspetto imprescindibile al fine di una conoscenza feconda dell’architettura. Considerazione preliminare Spesso accade, nel tentativo di valutare alcune opere di architettura contemporanea, di constatare che a disegni tanto gratificanti corrispondano realizzazioni deludenti. Per altre opere sarebbe possibile rilevare una condizione opposta e contraria: seppur dotati di grande espressività, dettagliati, opportunamente integrati da scrupolose descrizioni alcuni disegni, che di quelle opere rappresentano caratteri e fattezze, risultino inadeguati al fine di restituire con efficacia e completezza d’informazione la ricchezza dello spazio costruito.
Una delle ragioni dello scarto tra la forma disegnata e quella costruita può, a nostro parere, essere ricercata nel lavoro introdotto durante la fase esecutiva, in quello straordinario investimento progettuale profuso in corso d’opera di cui tanta architettura è intrisa.
A quel lavoro si riferisce lo studio che segue. L’assunto Collocandosi nell'ambito teorico delle ricerche sulle relazioni tra progetto e costruzione, l’indagine che qui si presenta focalizza un preciso aspetto di questo rapporto: quello relativo al momento del passaggio dalla forma “pensata e disegnata” alla forma “costruita”, un tempo questo durante il quale l’intenzione progettuale si confronta- a volte urta- con le costrizioni connesse al farsi dell’opera.
La fase di transizione dall'ideazione all'esecuzione espone l’opera ad eventi cruciali e circostanze imprevedibili: siano queste mosse da una decisione sopraggiunta a cantiere aperto, da un pentimento dell’ultima ora (cause interne al processo di indagine) oppure provocate da un inatteso incidente (agente inintenzionale), possono alterare il disegno che l’ha originata o inflettere le traiettorie di sviluppo del piano iniziale.
Prendendo avvio dalla constatazione che alcuni inattesi accadimenti possano costituire motivo di arricchimento per l’opera che li accoglie- che sappia interpretarli come occasioni per interrogare ancora i progetti e dar loro nuove risonanze- la ricerca propone una riflessione sul tema del progetto che, spostandosi dal tavolo da disegno al cantiere, trova le traiettorie del proprio sviluppo, sperimentando, tra invenzioni, approssimazioni e adattamenti, aggiustamenti, la propria definizione ultima. Assumendo poi l’idea che l’operare costruttivo si configuri come un momento integrante e indissolubile per la costituzione di un’opera, la ricerca si costruisce intorno alla necessità di conoscere le modalità attraverso cui si esprime il lavoro in cantiere e dunque di comprendere l’intricata rete di relazioni che lega l’opera all'operare del progettista. L’operare costruttivo
Facendo riferimento al lavoro calato nella dialettica aperta dei materiali, dei tempi e delle tecniche di realizzazione, l’operare costruttivo trova espressione all'interno del tracciato in progressione del fare, configurandosi come un lavoro teoretico ed empirico al tempo stesso che, alla logica combinatoria delle relazioni astratte, all'attento calcolo dei pesi, delle spinte e delle misure, affianca le impressioni apprese sui luoghi di esecuzione dell’architettura, apprendimenti che innervano e alimentano il tessuto e la trama dell’opera. Ambito dell'indagine
Se il campo delle relazioni tra progetto e costruzione non può certo dirsi inesplorato, il tema dell’operare costruttivo appare invece poco dibattuto dalla critica d’architettura. Così, non potendo avvalersi di una letteratura consolidata di riferimento, la ricerca ha attinto alle testimonianze degli autori chiamati in causa dall'indagine. Il corpus dei materiali oggetto di studio è costituito da una raccolta di contributi che, senza mediazione da parte di critici, lasciano la parola direttamente ai progettisti: attraverso riflessioni, dichiarazioni e racconti, Juan Navarro Baldeweg, Giacomo Borella, Flores & Prats, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, Adolf Loos, Enric Miralles, Le Corbuiser, Renzo Piano, Stefano Pujatti, Umberto Riva, Carlo Scarpa, Alvaro Siza, Bruno Vaerini, Francesco Venezia, Peter Zumthor descrivono alcune loro opere- e più in generale il proprio lavoro- fornendo il punto di vista di chi è direttamente coinvolto nel processo di produzione dell’architettura.
Una prospettiva insolita quella che vuole offrirsi al lettore, a cui viene chiesto di rileggere alcune opere- la cui conoscenza è ampiamente diffusa e consolidata- ma da una posizione orientata alla comprensione dell'intero processo di costruzione, nell'intento di dimostrare come l’operare espresso nel farsi dell’architettura possa essere considerato esso stesso opera.
A partire da questo dato si è scelto di accompagnare i contributi con materiale grafico e fotografico, illustrativo dell’intero percorso progettuale: dai primi schizzi ai disegni esecutivi, comprendendo anche i momenti intermedi di esecuzione dell’opera.
Struttura dell’argomentazione
Con l’intento di restituire compiutamente le diverse implicazioni connesse al tema indagato secondo un quadro sistematico ma al tempo stesso aperto alla possibilità di recepire altri contenuti e inedite chiavi interpretative, la selezione dei contributi viene ordinata secondo quattro itinerari d’indagine.
Riferiti al carattere delle procedure che il progetto attiva per orientarsi tra gli ostacoli- per inventarsi a partire dall'accidente e dall'errore, per adattarsi alle contingenze specifiche dei luoghi e delle occasioni- gli itinerari considerano un campo di azioni che si estende dalla programmatica pianificazione di un processo che prende avvio dal disegno per poi svilupparsi in cantiere alla risposta immediata concertata direttamente con le maestranze sui luoghi di esecuzione dell’opera.
Pur delimitando confini imprecisi e sfocati- le procedure che si è tentato di descrivere non si fondano sull'attivazione esclusiva di una strategia progettuale né si avvalgono specificatamente di strumenti operativi ma ne coinvolgono simultaneamente più d’uno tra questi- la perimetrazione degli itinerari ha reso possibile un primo avvicinamento al tema indagato, consentendo l’individuazione di chiavi di lettura utili alla comprensione di un lavoro che, seppur troppo spesso trascurato, rivela specifici orientamenti progettuali e operativi. Obiettivi e prospettive Se oggi sempre maggiore appare la distanza tra teoria e prassi, soprattutto nel contesto delle grandi scale di intervento- dove la complessità di gestione che queste comportano sono tali da richiedere il contributo congiunto di équipe di tecnici e di figure specialistiche per la gestione dei diversi momenti del processo di costituzione dell’architettura- le scale minori o gli interventi sull'esistente possono essere assunti quali ambiti privilegiati per una ricerca progettuale che, alle modalità della prefigurazione affianca procedure basate sull'esperienza condotta in cantiere e dunque sulla partecipazione attiva del progettista alle fasi esecutive.
In questi casi ancora oggi la fase del progetto e quella della direzione del lavoro in cantiere sono molto spesso appannaggio della stessa figura che, proprio in virtù della maggiore vicinanza alla materia (dimensione primaria nel progetto di piccola scala e in quello sull'esistente) potrà dirsi al contempo del tecnico e dell’artista. Ma se, fino al recente passato, il tema della costruzione ha costituito insieme motivo di interesse teorico e preoccupazione progettuale, sembra oggi particolarmente trascurata la relazione tra pensiero progettuale e operare costruttivo che vada oltre i tecnicismi propri delle discipline specialistiche. Riteniamo invece che la necessità di discutere tale rapporto non sia venuta meno: il problema sembra, a nostro avviso, quello di elaborare un’idea di progetto d’architettura che, pur non negando valore alla specializzazione, guardi al superamento di logiche disciplinari che rischiano di essere miopi di fronte alla complessità degli aspetti formativi dell’architettura.A tal fine lo studio che segue tenta di fornire elementi utili all'affinamento di una teoria dell’Architettura che consideri l'operare costruttivo una parte integrante e indissolubile del processo di costituzione del progetto