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Aspetti del sistema nuziale del Punteruolo rosso delle palme (Rhynchophorus ferrugineus): un approccio molecolare e bioinformatico.
Il Punteruolo rosso delle palme, Rhynchophorus ferrugineus, Olivier (Curculionoidea, Dryophtoridae), è un coleottero originario del Sud-Est asiatico e della Melanesia invasivo in Medio Oriente ed in quasi tutti i paesi del bacino del Mediterraneo, compresa l'Italia. Il fitofago arreca ingenti danni a numerose specie di Arecaceae, tra cui molte palme di interesse economico. Le attuali azioni di controllo integrato, adottate per contenerne l'espansione, si sono rivelate finora insufficienti anche perché manca una approfondita conoscenza del sistema nuziale dell'insetto, ed il suo grande successo riproduttivo è proprio una delle cause principali del enorme potenziale invasivo di questa specie dannosa.
Obiettivo generale del progetto di dottorato è stato dunque lo studio di aspetti del mating system del Punteruolo rosso legati ad eventuali comportamenti poliandrici e fenomeni di selezione sessuale post-copulatoria. Sono stati eseguiti a questo scopo dei test di paternità, per mezzo di analisi genetiche e bioinformatiche, sulla prole di esperimenti di incrocio effettuati in laboratorio, in modo da verificare ipotesi alternative riguardanti il sistema nuziale della specie. Date le scarse informazioni genetiche disponibili su R. ferrugineus, è stato necessario mettere a punto ex novo un pannello di 16 loci microsatelliti polimorfici, tramite un approccio innovativo basato su tecniche di Next Generation Sequencing accoppiate ad analisi bioinformatiche. Attraverso un'analisi preliminare della variabilità genetica di popolazioni provenienti sia dall'areale primario che da quello secondario della specie, sono state individuate aree a maggior diversità genetica reciproca, da utilizzare come sorgenti di campionamento degli individui destinati all'allevamento e agli accoppiamenti controllati. In seguito sono stati quindi condotti in laboratorio due esperimenti di incrocio, nei quali una femmina vergine si è accoppiata spontaneamente con due maschi in successione, ed è stata poi isolata e lasciata libera di ovideporre ad oltranza. La generazione filiale è stata poi allevata e caratterizzata geneticamente insieme a quella parentale per attribuire la paternità a ciascuna larva.
I risultati ottenuti, supportati da esperimenti di incrocio con maschi sterilizzati e non, indicano chiaramente la presenza di un fenomeno di selezione sessuale post-copula. Per quanto siano necessari ulteriori studi, sembrerebbe che le femmine della specie, nonostante si accoppino normalmente con più individui, fecondino le uova quasi esclusivamente con il contributo spermatico ricevuto per ultimo. Questo fenomeno è conosciuto come precedenza spermatica dell'ultimo maschio (last male sperm precedence), e potrebbe essere legato a strategie di scelta criptica del partner da parte della femmina o a competizione spermatica tra maschi. La comprensione di questi meccanismi va senza dubbio approfondita, specialmente in vista dell'eventuale progettazione di interventi di controllo biologico mirati ad attaccare il successo riproduttivo della specie, come la Tecnica dell'Insetto Sterile.FARI 2010 prot.C26I10SBMC "Bioinformatica, ecologia molecolare e specie invasive: in silico mining di librerie genomiche da pirosequenziamento 454 per l'individuazione di loci microsatelliti". University Project 2012 prot. C26A12KRHP "Tagged Next Generation Sequencing e in silico mining di polimorfismi nucleotidici (SNP) nello studio delle invasioni biologiche"
LUCE DINAMICA E MEDIA SUPERFICI. L'ARCHITETTURA SOTTO UNA NUOVA LUCE
Questa ricerca intende analizzare le problematiche che concorrono nel
complesso tema della Media architettura e di come questa abbia radicalmente
modificato il concetto di spazio architettonico, ridefinendo la scala gerarchica
degli elementi che lo costituiscono e ridisegnandone il processo progettuale, in
un’articolata interrelazione con i nuovi media digitali. La funzione comunicativa
dell’architettura subisce una vertiginosa impennata nel momento in cui le pareti
diventano fogli bianchi a servizio dei media, trasformando l’involucro
architettonico prima e le superfici interne poi, in una interfaccia comunicativa e
propagandistica
PROCESSI PER LA PREVENZIONE DELL’INQUINAMENTO E LA BONIFICA DEI SUOLI: ESTRAZIONE DI FLUORURI E RIDUZIONE DELL’AZOTO DA FANGHI ANAEROBICI
La tesi tratta la prevenzione dell'inquinamento del suolo e la bonifica di terreni contaminati. In particolare, vengono analizzate sia la tecnica del soil washing, sia la produzione dell'energia elettrica mediante MFC
LA TUTELA TRANSNACIONAL COMPARTIDA (TTC) COMO SUPERIOR INTERES DE LOS MENORES EXTRANJEROS NO ACOMPAÑADOS CON VINCULOS FAMILIARES
The dissertation examines the situation of unaccompanied children in Europe and the means of reception by Social Services to demonstrate that the way in which they are treated assumes that they do not have a family. Drawing on instruments of quantitative and qualitative research it is demonstrated that most of the children have made the migration journey in agreement with their family, and maintain frequent contact with them using new information and communication technologies (ICT). Through a reflection on the need for a Best Interest Determination (BID) suitable for minors, the thesis proposes a Shared Transnational Guardianship (STG) as in the best interests of unaccompanied children with a migrant economic project. The STG would be a collaboration between the Social Services in the country of arrival of the child and the family in the country of origin, and would be a form of decentralized cooperation.La tesi di dottorato prende in esame la situazione dei minori stranieri non accompagnati in Europa e le modalità di accoglienza da parte dei Servizi Sociali, per dimostrare che il trattamento si realizza come se essi non avessero una famiglia. Attraverso gli strumenti di indagine quantitativa e qualitativa si evidenzia che la maggior parte dei minori ha affrontato la migrazione in accordo con la famiglia e che mantiene con quest’ultima una relazione frequente grazie alle nuove tecnologie di informazione e comunicazione. Riflettendo sulla necessità di una adeguata Best Interest Determination (BID) dei minori si propone un tipo di Tutela Transnazionale Condivisa (TTC) al fine di garantire il superiore interesse dei minori stranieri non accompagnati il cui progetto migratorio è di carattere economico. La TTC presuppone una collaborazione tra i Servizi Sociali nel Paese in cui arriva il minore e la famiglia nel Paese di origine, e prevede una modalità di cooperazione decentrata.Cotutela con Universidad Pontificia de Comilla
ISTITUTI E REGOLE DELL’ATTIVITÀ PRIVATA NEI SISTEMI INTEGRATI NAZIONALI DELL’ISTRUZIONE E DELLA SANITÀ
Lacuna architettonica e innovazione tecnologica. Aspetti teorici e metodologici
La questione della lacuna, cioè della perdita fisica di materia di un manufatto, costituisce uno dei temi aperti da sempre più dibattuti nel campo del restauro: la ricerca affronta l'argomento analizzandolo a partire da una riflessione di tipo teorico e di impostazione metodologica.
Intende poi valutare se, e come, un utilizzo cosciente e criticamente guidato degli strumenti messi a disposizione oggi dall’innovazione tecnologica e di metodo possa condurre alla formulazione di soluzioni per il trattamento della lacuna, coerenti alla specificità del contesto.Si veda anche il contributo in lingua inglese: A. ALVISI, N. SANTOPUOLI, C. SODANO, Lacuna's treatment in restoration and technological innovation in “6th international congress on 'Science and technology for the safeguard of Cultural Heritage in the Mediterranean basin'. Proceedings”, Athens, Greece, 22-25 october 2013, Valmar, Roma 2014, Vol. II, pp. 115-121
Health, survival and proximity to death: exploring health and mortality risks among Italian older adults
Architecture and Neurophenomenology: Rethinking the Pre-reflective Dimension of Architectural Experience
The essential benefit of neurophenomenological investigations in architecture is
to be found in the capacity to provide us with the closest currently available
approximation of the human being in its biological and cultural complexity, which
can be used in architectural design and thinking. The prevailing praxis of creating
abstract, conceptual designs, which favor reflexive and intellectualized over
existential, perceptually based experience of architecture, is being increasingly
recognized in architectural circles as contradictory and inadequate interpretation
of our involvement with architectural spaces. This renewed interest in rethinking
the experiential dimension of architecture coincides with the
neurophenomenological understanding of recent interdisciplinary findings,
which unequivocally confirm that the experiencing – architectural – subject is a
profoundly embodied, enactive and situated human being.
Neurophenomenological analysis of architectural experience is aimed at
understanding the conditions of our embodiment, how we relate with
architectural environment and essentially, what it is about architecture that has
the capacity to sustain and nourish a meaningful human existence. By
emphasizing the pre-reflective dimension of experience, intention is to raise
architects’ awareness that our engagement and understanding of architectural
spaces is to a large extent determined by profoundly embodied and preconscious
processes. Importantly, neurophenomenology has the potential to
articulate the implicit architects’ knowledge: there is neurophenomenologically
valid evidence that the workings of dynamically intertwined brain and bodily
mechanisms have been intuitively used by architects throughout architectural
history as a pre-reflective architecture-body communication, in order to shape
the overall embodied experience and atmosphere of an architectural setting.
Architectural theories like late-nineteenth century idea of empathy (Einfühlung),
Le Corbusier’s promenade architecturale, Steven Holl’s “enmeshed experience”,
Juhani Pallasmaa’s “architecture as a verb”, Jan Gehl’s “life between buildings”,
have neurophenomenological correlates in sensorimotor theory of perception,
mirror neurons, hard-wired emotional responses, brain plasticity and the
concept of enriched environments, to name but a few.
In this sense, a crucial advantage of a dialogue between architecture and
neurophenomenology lies in the compatibility of ideas already present in
architectural discourse and the theoretical background of
neurophenomenological approach. Establishing a common ground facilitates
more accurate definition and overlapping of investigative goals, while the
phenomenologically enriched scientific hypotheses allow for the exploration and
protection of the intrinsic poetic nature of architecture
Centauri e Giganti nell'artigianato artistico di ambiente etrusco
La presente tesi di dottorato affronta l’analisi delle iconografie di Centauri e Giganti nell’artigianato artistico in Etruria seguendone il percorso evolutivo a partire dalla loro prima comparsa (primo quarto del VII secolo a.C. per i Centauri, seconda metà del VI per i Giganti) fino alle più recenti rappresentazioni di II e I secolo a.C. Il lavoro, concentrandosi su quanto finora edito, ha innanzitutto l’obiettivo di costituire un catalogo aggiornato che, suddiviso per classi di materiali, possa costituire la base per un’indagine sistematica dei soggetti iconografici in esame. Allo spoglio della bibliografia sono stati affiancati, ove possibile, la visione diretta dei materiali e il recupero della documentazione fotografica inedita, in particolare presso il Louvre, il Musée des Monnaies, Médailles et Antiques della Bibliothèque Nationale de France e il British Museum.
I documenti raccolti, che costituiscono un Catalogo di circa 470 pezzi, interessano molte classi di materiali, dalla coroplastica architettonica alle diverse produzioni ceramiche (impasto ‒ white-on-red, impasti orientalizzanti con decorazione incisa e a stampo, produzione ceretana stampigliata in impasto rosso ‒, bucchero, ceramica dipinta tardo-orientalizzante, ceramica etrusco-corinzia, hydria della Polledrara, ceramica etrusca a figure nere, gruppo delle hydriai ceretane, ceramica etrusca e falisca a figure rosse, ceramica etrusca e falisca sovradipinta e ceramica a vernice nera con decorazione a rilievo), dalla pittura parietale alla statuaria in pietra, dalle stele felsinee ai lastroni “a scala”, dai sarcofagi alle urne, dalla toreutica (vasellame, specchi, elementi decorativi, armi ed elementi di armatura) agli avori (contenitori, elementi decorativi e manici di flabello), dagli oggetti di ornamento in materiali preziosi alla glittica (scarabei, scaraboidi e gemme da anello).
Il lavoro si apre con un primo capitolo su “Centauri e Giganti: storia degli studi e inquadramento mitologico”, nel quale è tracciata una sintesi della storia degli studi e viene presentato un accurato quadro delle principali fonti letterarie sull’argomento che, spaziando dal ciclo troiano alla Biblioteca di Fozio, raccoglie un nutrito elenco di passi relativi non solo alle più note vicende del mito, ma anche ad episodi meno conosciuti dei quali ci si avvale utilmente nelle conclusioni, avanzando una serie proposte esegetiche.
Si passa quindi nel capitolo II alle considerazioni relative alle classi di materiali interessate, ai contesti di rinvenimento (nell’intento di tener conto di specifiche associazioni) e ai dati cronologici, che vengono riassunti in una serie di grafici volti ad evidenziare prospettive sincroniche e diacroniche di diffusione dei soggetti.
L’indagine iconografica (capitolo III), nella quale emerge la consapevolezza della frequente ambiguità di queste figure e della difficoltà – specie nel caso dei Giganti – di un loro preciso riconoscimento e “inquadramento”, prende l’avvio dallo studio delle tipologie iconografiche ricostruibili: dai primi ibridi identificati quali “Protocentauri” o “uomini-cavallo” alle diverse combinazioni di natura umana ed equina, dal Gigante in panoplia oplitica a quello d’aspetto selvaggio, dedicando particolare attenzione ad alcuni elementi significativi, come la figura del Centauro alato o il fenomeno dell’ibridazione dal quale scaturiscono Giganti anguipedi e, talvolta, alati. L’analisi di abbigliamento, gesti e attributi consente di approfondire alcuni dettagli, come il diffondersi, in epoca orientalizzante e arcaica, dell’iconografia del Centauro vestito. Ulteriori dati sono stati tratti dall’esame dei cicli narrativi di pertinenza, oltre che, quando presenti, dalle rappresentazioni associate. Particolarmente interessante il discorso relativo ai c.d. Protocentauri e al loro possibile rapporto con altre figure partecipanti della natura equina – come i Sileni, l’hippomigés Mares di Claudio Eliano o addirittura Odisseo che, stando ad una notizia di Fozio, sarebbe stato trasformato in cavallo da un’incantatrice tirrenica – o l’analisi di specifici tipi iconografici riferibili alle figure di Giganti, come quello dello “sputafuoco”, presente in ambiente etrusco dalla fine del VI secolo a.C., e riconosciuto di recente anche sulla coppia di schinieri da Aleria del 530-520 a.C. Una particolare attenzione è dedicata anche al tema della genesi, diffusione ed eventuali confronti riguardanti la variante alata del Centauro, generalmente nota in Etruria per la sola produzione chiusina di buccheri a cilindretto (uno dei quali potrebbe essere accostato per la sequenza delle scene ad una coppa tardo-geometrica dal Dypilon), ma in realtà presente anche su un più tardo scarabeo etrusco di stile a globolo richiamante alcuni esempi di glittica greca arcaica. Viene anche messa in evidenza la rarità, sia nel mondo greco che in ambito etrusco, di alcuni motivi, come quello della Centauressa, la cui immagine sembra presente, per il momento, in sole quattro attestazioni: tre situle a vernice nera della fabbrica di Malacena (seconda metà del IV sec. a.C.) e un’urna di produzione chiusina (II sec. a.C.).
Nel capitolo conclusivo, si affrontano il rapporto con i modelli di ambiente greco, il discorso sulla destinazione e la committenza dei manufatti, fino ad arrivare ad un’ultima rielaborazione dei dati concernente le ipotesi di significato, che lasciano aperte alcune questioni che potranno essere ulteriormente riprese e approfondite in futuri studi specifici