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La rappresentazione dello spazio urbano nel cinema documentario. Tre viaggi nell'immagine di Roma
I FONDI SOVRANI: nascita, evoluzione e strategie di investimento
L’obiettivo dell’intero progetto di ricerca, partendo dalla letteratura di riferimento, e’ quello di evidenziare nuovi elementi di interesse ”accademico” e, tramite appropriati approcci econometrici, indagare alcuni aspetti rilevanti che possono essere rintracciati nelle seguenti, e specifiche per ogni singolo capitolo, research questions:
1 -Il ruolo dei Sovereign Wealth Fund nel mutato scenario internazionale; 2- Quali sono le condizioni macroeconomiche che favoriscono la realizzazione di un Sovereign Wealth Fund?; 3- Partendo dalle scelte di localizzazione e dalla gestione settoriale del portafoglio e’ possibile giungere a una nuova classificazione dei Sovereign Wealth Fund?; 4- Gli investimenti dei Swf possono essere determinati da elementi di natura
macroeconomica?Con l’obiettivo di rispondere alle precedenti research questions, la struttura della
tesi e’ stata articolata in cinque parti. Nel secondo capitolo si sono passate in
rassegna alcune informazioni di base sulla definizione e sulla classificazione dei
Fondi Sovrani cercando di fornire un quadro particolarmente dettagliato della loro
struttura operativa e delle modalita’ di investimento.
Nel terzo capitolo, dopo una prima rassegna della principale letteratura di riferimento,
l’attenzione e’ stata focalizzata sulle motivazioni alla base della realizzazione
di un Sovereign Wealth Fund cercando di andare a individuare una serie di
country factors che potrebbero spiegarne, o inibirne, la realizzazione.
Il quarto capitolo, pur mantenendo una propria indipendenza, puo’ essere considerato
come un’estensione del precedente. Riprendendo alcuni spunti accademici,
relativi alla classificazione e all’organizzazione dei Swf, il perno della ricerca e’
stato incentrato sull’analisi delle operazioni di acquisizione e, grazie alla realizzazione
di un apposito dataset, sull’individuazione di una nuova suddivisione di
questi strumenti.
L’ultimo capitolo, infine, sposta la propria attenzione sulle scelte d’investimento
dei fondi. Nello specifico, a seguito della realizzazione di un dataset di informazioni
sulle transazioni operate da questi strumenti tra il 2003 e il 2013, si sono
andate a testare una serie di ipotesi per verificare la presenza di specifici elementi
macroeconomici che rendono un paese maggiormente attrattivo o se i comportamenti
di investimento possono modificarsi prendendo in considerazione alcune
caratteristiche strutturali/operative dei fondi censiti.
All’interno delle Conclusioni, infine, verranno sintetizzati i risultati ottenuti nei
singoli capitoli, in funzione delle specifiche research questions precedentemente
indicate, e saranno introdotti brevemente alcuni spunti per le ricerche future
Il Quốc Ngữ : l’origine e l’evoluzione della scrittura romanizzata del Vietnam in tre documenti inediti dell’Archivio Segreto Vaticano
Il Vietnam è un piccolo paese del Sud est asiatico poco conosciuto nel mondo, salvo per le sue vicende belliche. E' poco conosciuto anche il vietnamita Questa lingua è parlata da circa settanta milioni di vietnamiti in Vietnam e circa due milioni dei così detti, vietnamiti della diaspora, fuorisciti dopo la guerra e oramai cittadini di quei paesi che li accolsero nella loro fuga. La sua scrittura, un tempo, era ideografica e ora è stata trascritta con i caratteri latini, o romanizzata.Introduzione alla storia della scrittura vietnamita romanizzata in comparazione a tre documenti inediti nell'Archivio Segreto Vatican
METODOLOGIE DI ANALISI E DEFINIZIONE DI SOGLIE DI EVENTI PLUVIOMETRICI CHE HANNO INNESCATO COLATE RAPIDE E FRANE SUPERFICIALI IN UN’AREA DELL’ARCO ALPINO NORD-ORIENTALE
Debris flows and shallow landslides, due to the high velocity, in recent decades have caused the most damage in Italy both in terms of casualties that economic losses. The triggering is in almost all cases related to intense rainfall events. For these types of landslides one of the main risk mitigation measures is the adoption of early warning systems based on rainfall thresholds that identify the critical amount of precipitation for landslide initiation. The aim of this research is the development of objective, repeatable and exportable methodologies for the identification, analysis and characterization of rainfall events responsible for the triggering of shallow landslides and debris flows and the definition of empirical rainfall thresholds. The study area is the province of Trento (6,208 km2), located in the north-eastern Alps, and characterized by complex orography, with 70% of the area at an altitude above 1,000 m. 260 debris flows and shallow landslides with known date of occurrence in the study area have been extracted from the Italian Landslide Inventory (Progetto IFFI) and descriptive statistical analysis related to the main landslide controlling factors have been performed in order to assess the representativeness of the sample with known date of activation respect to the total debris flows and shallow landslides of Trento province. An objective and rigorous statistical methodology has been defined for the identification of the beginning of the triggering event based on the critical duration, that is the minimum dry period duration separating two stochastically independent rainy periods. The critical duration has been calculated for each rain gauge of the study area and its variability during the months of the year has been analysed. An analysis of the rainfall spatial variability in a neighbourhood of the landslide detachment zone has been then carried out through the examination of the Monte Macaion radar maps during some summer convective events, the comparison of rainfall records of rain gauges located in a 10 km buffer around the landslide, and the calculation of the Pearson's correlation coefficient between pairs of neighbouring rain gauges. An automatic procedure for the identification and characterization of the triggering rainfall event has been developed, which provides in output the event duration, cumulated rainfall and average intensity, the maximum rainfall height for fixed durations (from 5 minutes to 96 hours), the cumulated antecedent rainfall (from 1 to 30 antecedent days), the maximum return period of the event, the duration, rainfall amount and intensity associated with the maximum return period. The following rainfall thresholds have been then calibrated with the frequentist approach: cumulated event rainfall-duration (E-D) and average intensity-duration (I-D), which represent the rainfall event in its entirety, and rainfall amount-duration and intensity-duration associated with the event maximum return period (ETR-DTR and ITR-DTR), which consider the most critical portion of the event therefore responsible for the landslide triggering. In the absence of information about the landslide time of activation, the end of the triggering event has been identified using two criteria: the rainfall peak intensity and the last registration of the day. The relationship between rainfall thresholds and some environmental landslide controlling factors (i.e. lithology, land use and elevation) has been analysed and finally the contribution of antecedent rainfall has been evaluated. The main outcomes of the research are: the good applicability of the methodology adopted for the objective identification of the beginning of the triggering event, the low representativeness during convective summer events of the rainfall information recorded at the nearest rain gauge with respect to the precipitation over the landslide source area, the influence of the two criteria for the identification of the end of the event on the thresholds coefficients
Hydro-generated Urbanism. Da Venezia alla Florida.
Il progetto di ricerca s’inquadra in una generale riflessione sul ruolo giocato, nello sviluppo della società urbana, dalle “città d'acqua” nelle quali il rapporto tra acqua e suolo abitabile, naturale o artificiale, è nettamente sbilanciato a favore dell'elemento liquido. Esse costituiscono i più eloquenti rappresentanti dei limiti estremi cui è riuscita a spingersi la capacità umana di costituire straordinarie aggregazioni urbane e dimostrano palesemente quanto la creatività costruttiva - morfologica, tipologica e architettonica - sia stimolata da condizioni ambientali estreme. Così esse sono diventate, nella storia, veri laboratori di ricerca d'avanguardia sull’organizzazione e sulla forma urbana a vantaggio del più generale avanzamento dell'”arte” di costruire le città.
In questa cornice la ricerca, dopo una larga esplorazione sulla sterminata costellazione delle città d'acqua nei diversi continenti, e dopo aver richiamato sommariamente la realtà genetica e morfologica dell'inevitabile esempio di Venezia – che è il più frequentato e più tradito riferimento culturale di ogni successiva fondazione di città d'acqua nel mondo occidentale – si pone l'obiettivo di esaminare i tratti caratteristici, genetici e morfologici, della più imponente città occidentale d'acqua dei tempi nostri, lontanissima culturalmente e storicamente da Venezia e dalle altre, storiche città d'acqua d'Europa. Si tratta della “città” costituita dalla diffusa urbanizzazione costiera, pianificata e non, realizzata e tuttavia continuamente “in fieri” nel territorio fluviale- lagunare della Florida (USA), costellato di laghi e di ampissime zone umide; una “urbanizzazione americana estrema” sia per il suo intimo rapporto con l'acqua sia per la sua vastità sia per il fatto d'essere avvenuta e di avvenire nel territorio spinto più a Sud tra tutti quelli degli Stati Uniti d'America – escluse le Isole Hawaii – che quasi lambisce il Tropico del Cancro.
Naturalmente, in questa dissertazione i riferimenti alla realtà veneziana sono tratti dalle conoscenze sedimentate in letteratura, pur se selezionati ed ordinati in modo che credo significativo ai fini della presente trattazione; oltre a ciò presento alcuni studi originali da me compiuti al termine degli studi universitari relativi al rapporto tra la nostra fatale città d'acqua e i maggiori maestri dell'architettura moderna.
La trattazione della realtà degli insediamenti d'acqua della Florida è invece prevalentemente frutto dell'osservazione diretta (ho trascorso sette mesi di studio presso l'Università di Gainsville, Florida) e della raccolta e dello studio dei documenti storici e attuali riguardanti le forme dell'urbanizzazione, lo stato presente e le prospettive future di quella che io, per brevità con un con po' di intento provocatorio chiamo la città d'acqua floridiana. Si tratta di una estesissima città- regione, si sarebbe detto una volta in Italia, che, pur se ancora frammentata in diversi centri, sembra poggiare su un unico modello insediativo che mi sembra abbia una matrice tipicamente americana (vedi cap.III.9), variamente declinato nella qualità materiale della realizzazione e nella densità dei servizi a secondo del censo degli abitanti e della loro età. Gran parte degli insediamenti floridiani, infatti, sono costituiti da tessuti residenziali realizzati e offerti per più o meno lunghe permanenze di riposo e vacanza, tra le quali spiccano quelle di milioni di persone in retirement – noi diremmo in pensione – provenienti da altri Stati dell'Unione, ma tra le quali emergono anche, dal punto di vista finanziario, quelle di una moltitudine di persone più giovani e ben attive che amano trascorrere le loro vacanze negli ozi subtropicali o tropicali attrezzatissimi e alla moda della Florida centrale e meridionale (Miami, Palm Beach, le Florida Keys). A questo panorama si aggiunge il flusso del turismo di massa indirizzato al sistema delle grandi attrezzature per il tempo libero (Disney World, Epcot, Universal Studios, Sea World ecc.) situate nella zona centrale, non lontane da Orlando.
Naturalmente soltanto la parte più esterna degli insediamenti costieri della Florida si inoltra letteralmente nell'acqua; ma in Florida la presenza dell'acqua non si limita alle fasce lagunari e costiere. L'intero suolo floridiano è sede di un rapporto dinamico impressionante e apparentemente misterioso tra terra e acqua nel quale l'acqua sembra minare il suolo e tendere a prevalere su di esso mentre le opere dell'uomo, al contrario e continuamente, nelle lagune costiere e nelle paludi, tendono a conquistare nuovo suolo o nuova stabilità. Ovunque l'interno del territorio è caratterizzato dalla presenza e dalla variabile dinamica delle doline (Sinkholes) che si aprono nel suolo carsico, si riempiono d'acqua, formano superfici lacustri e a volte inaspettatamente si seccano o si riempiono ancora provocando una ininterrotta serie di non minimi danni agli insediamenti e alle attività agricole. Nella parte più meridionale poi, malgrado le
grandi metamorfosi dovute allo sfruttamento agricolo, si ha ancora la netta percezione di vivere comunque tra gli infiniti rami di un immenso delta fluviale tropicale, quello dell'enorme, lento fiume Everglades che interessa l'intera porzione Sud della penisola, regno degli alligatori, delle querce sempreverdi, degli agrumi selvatici.
Su questo quadro, infine, gravano gli effetti attuali e, ancora di più, quelli futuri dovuti ai cambiamenti climatici. Nel capitolo (vedi cap.III.13) si richiama sommariamente quanto l'estensione della penisola floridiana sia funzione diretta - e macroscopica - dello stato di equilibrio tra acqua allo stato liquido e acqua allo stato solido (ghiaccio) nel nostro globo. Come per la Pianura Padana – e per Venezia in particolare - anche per il grande e basso plateau carsico e sabbioso della Florida l'innalzamento anche di non molti decimetri del livello del mare determinerà restringimenti drammatici della dimensione e modificazioni della forma delle terre emerse; esso eroderà ampiamente gli insediamenti costieri e lagunari, mentre anche all'interno il sollevamento delle falde marine muterà l'equilibrio tra acqua dolce e salata e potrà intaccare fisicamente le zone agricole e urbane meno alte sul livello del mare anche se distanti dalle coste. Oggi non pare che in Florida – almeno a livello amministrativo - tale problema, pur sempre ben presente nelle coscienze, sia affrontato apertamente e con realismo, dunque con la necessaria lungimiranza e l'obbligatorio spirito innovativo (per quel che se ne riesce a sapere). Ma nel tempo, direi dai tempi della prima colonizzazione, gli abitanti di origine occidentale della Florida, oggi gli Americani, hanno imparato a trattare il suolo emerso di questo speciale paese con la levità dovuta a un’entità geologica delicata nella quale occorra soltanto appoggiare, non certo impiantare profondamente le proprie abitazioni. Qui, in Florida, la tradizione costruttiva del legno tipica della cultura americana sembra arricchirsi, se possibile, ancora di un maggior senso di leggerezza e di transitorietà; le case, gli edifici dei servizi normali della residenza – negozi, bar, ristoranti, scuole, chiese – quasi sempre prefabbricati in legno, vengono trasportati già montati, completamente o in parti, sul luogo dove essi vengono posati su semplici pilastrini alti circa un metro che formano e livellano un aereo piano di appoggio senza vere fondazioni. La condizione indispensabile all'adozione universale di tale tecnica insediativa è costituita, naturalmente, dalla accettazione acritica di una densità generale bassissima, come se il territorio americano, in quell'angolo degli Stati Uniti, fosse ancora realmente infinito. Certo, soprattutto nei maggiori centri urbani, le Downtown e i complessi delle grandi istituzioni statali come le università, nonché gli edifici delle grandi zone alberghiere delle maggiori e più famose città di vacanza adottano sistemi costruttivi di solida tradizione urbana moderna e si innalzano decisamente anche molte decine di piani al disopra del largo tessuto di case unifamiliari costruite in struttura lignea o comunque leggera. Ma in generale il bordo degli specchi d'acqua delle città è estesamente e indifferentemente coperto dal tessuto quasi ossessivo degli insediamenti residenziali a bassissima densità. Essi corrono i maggiori rischi di fronte all'innalzamento del livello medio del mare indotto dall'inarrestabile riscaldamento del pianeta e non basterà seguire l'innalzamento dell'acqua sollevando su pilastrini sempre più alti le case già costruite. I giardini privati e larghe fasce verdi spariranno e, soprattutto, l'impianto infrastrutturale, strade e reti, verrà sommerso e con esso la possibilità di raggiungere i centri e i servizi comuni. Con gli insediamenti costieri di Florida l'espressione forse la più perfetta di uno stile di vita verrà messo in crisi dalle mutazioni climatiche; intendo lo stile di vita fondato sull'abitazione individuale a diretto contatto con il suolo – il back e il front garden - e, nel caso della Florida, spesso con l'acqua. Uno stile di vita che in Florida sembra grandemente favorito dal clima sostanzialmente caldo e costante nelle temperature, anche se variabile - dall'umido al secco - nelle due stagioni percepibili a quelle latitudini; parte integrante di quello stile è il rapporto con l'aria aperta e la natura che avanza, docile, fino alla porta di casa. Noi europei con difficoltà comprendiamo gli aspetti positivi di tale stile, che ci è vietato dalla densità insediativa del nostro territorio e dalla nostra storia, fatta di esaltanti e feroci prossimità e di tristi ghetti contrapposti, fisici o ideologici; ma io comincio a credere che quello stile così “americano” costituisca il tessuto culturale su cui si sostiene e ancora avanza, pur se con fatica, una civiltà che, per quanto guardata con sufficienza dalle nostre sponde dell'Atlantico, ha assicurato alla cultura occidentale, ai suoi valori illuministici, di continuare a sopravvivere in una nuova storia pur se ancora e sempre agitata da profonde contraddizioni, minata da ottusità religiose e da basse crudeltà sociali; ed ha rassicurato alle moltitudini diseredate o fuggitive non “americane” che sì, è vero, esiste un luogo dove è possibile ad ogni individuo partecipare a un modello di vita semplice e non infelice, fondato soltanto su ciò che è comprensibile e raggiungibile da tutti.
Per questo io credo, nella Università di Gainsville, sotto la guida della professoressa Martha Kohen, sono stata sollecitata a disegnare un progetto teorico che presentasse sinteticamente un'analisi critica e un superamento del modello insediativo floridiano per mezzo di una proposta che certamente mirasse a un deciso superamento dei suoi aspetti negativi – quindi: impulso al trasporto pubblico, aumento della densità e provvidenze per affrontare positivamente l'innalzamento del livello medio del mare in un tempo di lunghissima durata – ma che d'altra parte mantenesse al nuovo modello i valori positivi di quello attuale, individuati nel diffuso uso della abitazione individuale cui la natura si possa ancora accostare facilmente anche se, in futuro, con una buona dose di artificialità, fino alla porta di casa.
In questa dissertazione, dunque, quel progetto, quell'idea dunque, va considerato come un paragrafo finale di conclusioni, fatto di poche e brevissime frasi, come io credo convenga a un architetto che, se si sente tale, al termine di uno studio che lo abbia appassionato, sente di dover mettere mano alla matita - forse temerariamente - piuttosto che alla penna, per esprimere la sintesi delle proprie idee
New analytical tools for determination of drugs of abuse by means of Liquid Chromatography – tandem Mass Spectrometry
The research route of this PhD started from workplace drug testing, an emerging need for safety and hygiene at work. The aim of the work consisted of developing and validating analytical methods: innovative tools for drug addiction monitoring and for illicit drugs testing.
Different classes of psychotropic substances are examined in relation to their chemical and pharmacological effects, with a special focus on new psychoactive substances (NPS) and new trends of abuse. The most important biological matrices, suitable for analysis, are studied and the peculiarities of each matrix are highlighted. Analytical methods were developed for drugs determination in biological samples, such as human urine, plasma, oral fluids and hair. All these matrices are equally important for forensic purposes as they give different kind of information about the time of assumption and they show some distinctive features. Sample preparation is a critical step and is a key factor in determining the success of analysis: the task of chemist is to develop the best strategy to ensure that the system, consisting of 3 variables, matrix - target analytes - instrumental equipment, will be solved consistently with the ultimate purpose of the analysis. Therefore in this project appropriate sample preparation techniques have been investigated with special regard to each different matrix. The manual operations associated with these processes are often expensive, labor-intensive and time-consuming and affect the uncertainty of the final analytical data, for these reasons in this work new procedures based on innovative sample preparation were investigated and developed. The goal has been to provide short sample preparation times, automation of the clean-up step and low sample volumes, minimizing the consumption of solvents and chemicals.
Development of methods based on liquid chromatography coupled with tandem mass spectrometry (LC–MS/MS) was a crucial component of this work. LC–MS is considered to be the benchmark for quantitative/qualitative bioanalysis, providing specificity, sensitivity and speed to the method. Different chromatographic conditions have been evaluated for the optimal separation and detection of the investigated compounds. As a new trend, the application of columns with superficially porous packing materials has been investigated, which allowed fast chromatographic runs and high efficiency.
The versatility of the LC-MS/MS has been proven by providing a single analytical method for the determination of 11 drugs of abuse in biological fluids: conventional matrices, such as plasma and urine, and unconventional ones, such as oral fluids.
The research route was then directed to hair analysis and for the first time pressurised liquid extraction (PLE) was shown to be effective for the extraction of drugs belonging to different classes from hair samples. Experiments were carried out to ensure correct interpretation of the analytical data by studying the phenomenon of external contamination (a critical point in the analysis of hair for forensic purposes).
To improve the methods selectivity, multi reaction monitoring (MRM) acquisition modes were used for quantification of the investigated compounds in both cases.
Finally analytical target was extended to NPS: a method for the screening of methylenedioxyamphetamine and piperazine-derived compounds in urine was developed. These substances, characterized by possessing common moieties, are screened using precursor ion and neutral loss scan mode and then quantified in MRM acquisition mode.
All the methods developed have been validated according to specific international guidelines to ensure reliable results, unambiguously interpreted and useful for forensic purposes
NUOVI SCENARI ENERGETICI NEI PAESI DEL GULF COOPERATION COUNCIL (GCC): IL CASO DEL QATAR
Nell’elaborato, focalizzato sui possibili scenari energetici dei Paesi del Golfo Persico, sono state analizzate le variabili che regolano i complessi meccanismi d’indicizzazione dei prezzi delle risorse energetiche: consumi, tassi di produzione, stime, riserve e fabbisogno mondiale, innovazioni tecnologiche e relative nuove possibilità di sfruttamento. Tale analisiè stata condotta in particolare prendendo in esame i dati quantitativi elaborati da numerosi Istituti di Ricerca contattati direttamente in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti.
Parte sostanziale dello studio è stata quella di analizzare le prospettive legate al futuri scenari energetici. A causa della crescita della domanda interna delle economie in via di sviluppo, le fonti di tipo convenzionale da sole non potranno garantire la soddisfazione del fabbisogno energetico mondiale. L’obiettivo della presente ricerca è stato quello di mostrare come il settore delle rinnovabili, seppur in una sua fase ancora embrionale, possa costituire il futuro energetico anche di Stati, come il Qatar, che contano al loro interno alcuni dei più importanti giacimenti di idrocarburi nel pianeta. L’incremento demografico e la crescente domanda di energia derivata dallo sviluppo industriale dei Paesi del Golfo Persico sono variabili che condizioneranno profondamente gli assetti futuri di questi Stati.
Il Qatar seppur ricco di petrolio e gas al suo interno mostra una vulnerabilità strutturale a causa della crescita esponenziale dei consumi interni. Tale elementi sono pressoché assenti nei principali studi di settore che evidenziano soprattutto le grandi capacità estrattive di questi Paesi. La crescita del fabbisogno interno dei Paesi del Golfo Persico, prevista tra il 2012 e il 2035, andrà ad erodere una quota consistente nella capacità regionale di esportazione di gas naturale e petrolio nei mercati internazionali.
In particolare l’intento di tale ricerca è stato quello di individuare le criticità presenti all’interno della pianificazione energetica del Qatar mostrando possibili soluzioni, quali l’investimento nella costruzione di impianti fotovoltaici policristallini di grandi dimensioni. La necessità di una diversificazione energetica deriva dalla crescita dei consumi interni e da numerose variabili geopolitiche legate in particolare all’instabilità politica Medio Oriente e lo sviluppo dello shale gas.
Sono state utilizzate fonti dirette di molti Enti ed Istituti qatarini in loco attraverso il contatto con membri del Board Qatar Vision 2030 e della comunità scientifica locale (Qatar University, Qatar Foundation) e con esponenti di società attive nel settore delle rinnovabili come SolarWorld, QSTec, Green Gulf, Msheireb Downtown Doha (MDD), QGBC (Qatar Green Building Council), Ashghal e Karamaa.
Il lavoro è stato impostato seguendo una duplice direttiva metodologica. Ad un approccio più descrittivo, introduttivo, è stato associato uno più analitico che, mediante analisi quantitative e utilizzo di grafici e statistiche, ha delineato i risultati potenzialmente verificabili in ambito energetico
Conflittualità sociale, violenza politica e collettiva e gestione dell'ordine pubblico a Roma (luglio 1948-luglio 1960)
EDILIZIA RESIDENZIALE DI ETÀ IMPERIALE E TARDO-IMPERIALE IN CIRENAICA
Lo sviluppo dell’edilizia residenziale urbana della Cirenaica in età imperiale e tardoimperiale è stato affrontato esaminando 46 complessi e approfondendo, anche grazie all’acquisizione di documenti d’archivio, aspetti poco indagati nella storia degli studi, come le forme degli elevati architettonici, la decorazione pavimentale e parietale o la lettura delle istallazioni produttive. Tali studi si sono svolti alla luce dei dati di scavo recenti o relativi alle campagne succedutesi nel corso del secolo scorso, con particolare attenzione verso le indicazioni provenienti dai reperti ceramici. I contesti esaminati mostrano legami con il Mediterraneo orientale, ma anche influssi derivanti dal rapporto con Roma. Rilevante è risultata la continuità nell’utilizzo a scopo abitativo di determinate insulae: molti complessi attestano infatti una occupazione che dall’età ellenistica giunge sino al VII sec. d.C., in una successione di modifiche che seguono i cambiamenti del paesaggio urbano
LA SERIE ‘MARCHI’ DEL FONDO UFFICIO ITALIANO BREVETTI E MARCHI COME FONTE STORICA. Il caso della categoria ‘Prodotti per l’igiene personale e la pulizia della casa’
I marchi visti come depositari di antiche memorie diventano espressione di un’epoca e dei suoi cambiamenti.
La ricerca ha esaminato la serie marchi del fondo UFFICIO ITALIANO BREVETTI E MARCHI presente presso l’Archivio Centrale dello Stato nel periodo compreso tra il 1870 e il 1960 allo scopo di verificare i possibili coinvolgimenti della serie nei processi evolutivi che caratterizzarono il nostro Paese in quel periodo.
L’analisi ha permesso di qualificare questa serie e suoi cambiamenti come fonte storiografica.
In definitiva si può quindi affermare che i marchi si pongono come importanti fonte di informazioni che attraverso i dati in essi contenuti forniscono nuove chiavi di lettura per l’analisi storica dei processo evolutivi del Paese, conservando al loro interno traccia del pensiero storico e culturale del periodo a cui si riferiscono