Sapienza University of Rome

Pubblicazioni Aperte Digitali Interateneo Sapienza
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    2176 research outputs found

    Panoramic Image-Based Interactive Modelling

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    This study is to exploit texturing techniques of a common modelling software in the way of creating virtual models of an exist architectures using oriented panoramas. In this research, The panoramic image-based interactive modelling is introduced as assembly point of photography, topography, photogrammetry and modelling techniques. It is an interactive system for generating photorealistic, textured 3D models of architectural structures and urban scenes. The technique is suitable for the architectural survey because it is not a «point by point» survey, and it exploit the geometrical constraints in the architecture to simplify modelling. Many factors are presented to be critical features that affect the modelling quality and accuracy, such as the way and the position in shooting the photos, stitching the multi-image panorama photos, the orientation, texturing techniques and so on. During the last few years, many Image-based modelling programmes have been released. Whereas, in this research, the photo modelling programs was not in use, it meant to face the fundamentals of the photogrammetry and to go beyond the limitations of such software by avoiding the automatism. In addition, it meant to exploit the potent commands of a program as 3DsMax to obtain the final representation of the Architecture. Such representation can be used in different fields (from detailed architectural survey to an architectural representation in cinema and video games), considering the accuracy and the quality which they are vary too. After the theoretical studies of this technique, it was applied in four applications to different types of close range surveys. This practice allowed to comprehend the practical problems in the whole process (from photographing all the way to modelling) and to propose the methods in the ways to improve it and to avoid any complications. It was compared with the laser scanning to study the accuracy of this technique. Thus, it is realized that not only the accuracy of this technique is linked to the size of the surveyed object, but also the size changes the way in which the survey to be approached. Since the 3D modelling program is not dedicated to be used for the image-based modelling, texturing problems was faced. It was analyzed in: how the program can behave with the Bitmap, how to project it, how it could be an interactive projection, and what are the limitations

    RUOLO DELL’ARTROCENTESI NEL TRATTAMENTO DELLA PATOLOGIA TEMPORO- MANDIBOLARE

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    Studio sul ruolo dell'artrocentesi nel trattamento dei disordini intra- capsulari dell'articolazione temporo-mandibolar

    Heterocyclic compounds endowed with antiviral activity

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    Il progetto CITYMOBIL Il Dimostrativo di Roma

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    The potential in urban environments of innovative public transport systems based on automation is being investigated within the CityMobil project (2006-2011). The Rome demonstration is implementing a cybernetic transport system (CTS) to connect the new fair with the car park. For this, a demand study has been carried out with a view to assessing the attitudes of the users towards innovative and conventional systems. A stated preference survey has been designed based on two questionnaires: one for the choice between foot and CTS, one for the choice between foot and a minibus. The responses to the two questionnaires have been pooled and a logit model has been calibrated using the joint maximum likelihood. The results are indicative of the relative preference of the users for innovation, as the demand for CTS is higher than the demand for minibus, the scenario and level-of-service attributes being the same. The hypothesis of heterogeneity across individuals of the attitude towards innovation is tested using a mixed logit formulation. Finally, the variation of preferences with the characteristics of the users, including gender, age and education, is explored.Non

    La scuola di oggi nella scuola di ieri - Linee guida per un recupero delle qualità

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    Il patrimonio immobiliare scolastico italiano è costituito prevalentemente da pregiati edifici costruiti prima del Secondo conflitto mondiale. Questi edifici, alcuni dei quali sottoposti a vincolo di tutela, in molti episodi presentano qualità architettoniche, spaziali, distributive notevoli e, comunque, sono dei preziosi testimoni della storia. Tuttavia, questo splendido patrimonio non sta reggendo il passare del tempo. Come abbiamo modo di leggere quasi quotidianamente dalle cronache, lo stato di conservazione di molti edifici lascia a desiderare, dove non addirittura rasenta la fatiscenza. Lo studio proposto vuole analizzare lo stato dell’immenso patrimonio degli edifici scuola per proporre delle linee guida per il loro recupero ed adattamento alle esigenze didattiche presenti e future. Siamo dunque partiti con una ricognizione del tema di base, cioè l’edilizia scolastica, ma rivolgendo l’attenzione a quelle strutture edificate appositamente per quell’uso, e non a quelle nate per altre funzioni e successivamente adattate. Inoltre, data la ricchezza del tema, si è ristretto il campo di studio ad un determinato periodo, limitandolo all’arco temporale che intercorre tra l’Unità d’Italia e il Secondo conflitto mondiale. Si sono individuate all’interno di questo periodo tre fasi stilistiche, che si esplicitano con differenti qualità formali, distributive e tecnologiche degli edifici in questione, comunque interessanti e degne di studio. La tesi è strutturata in tre parti. Nella prima parte viene studiato l’argomento “scuola” nelle sue diverse accezioni e dei suoi cambiamenti ed evoluzioni succedutisi nel tempo: la scuola vista come istituzione, la scuola vista come pedagogia, la scuola come architettura, la scuola secondo la normativa. Nella seconda parte della tesi è stata affrontato l’aspetto che definiamo della “convivenza”, cioè l’analisi critica, effettuata attraverso delle schede di analisi di edifici scolastici, di come la scuola di oggi (vista come “didattica”, come l’insieme degli operatori ed utenti) vivono nella scuola di ieri (vista come “edificio”). Sono state analizzate alcune scuole sul territorio nazionale, scelte in base a dei parametri, quali ad esempio la storicità, le caratteristiche architettoniche (distribuzione planimetrica, apparati decorativi e stilistici, caratteristiche tecnologiche e impiantistiche), le dimensioni, la destinazione d’uso originaria esclusivamente scolastica, la relazione che avevano con la città quando sono state costruite, ecc. E’ stata redatta una scheda per ognuna di queste scuole, nella quale sono state riportate tutte le informazioni che è stato possibile reperire sull’edificio. Ogni scheda di analisi è costituita da due parti. La prima parte, più propriamente analitica, è costituita da una tabella divisa in due sezioni, nelle quali viene descritto lo stato originario della scuola, desunto dalla letteratura, dalle cronache d’epoca, o dalla lettura delle stratificazioni dell’edificio (sopraelevazioni, aggiunte di corpi di fabbrica, modifiche strutturali, inserimento di ascensori, ecc.). Nell’altra sezione della scheda d’analisi viene analizzata la situazione dello stato di fatto alla prima metà del 2011, quando sono stati effettuati i sopralluoghi delle scuole. Nel corso del sopralluogo di ogni singola scuola è stato effettuato un rilievo di massima delle principali grandezze caratterizzanti l’edificio: numero dei piani, dimensione delle aule, dei corridoi, dei laboratori e aule speciali, della palestra, di porte e finestre, sia per verificare gli eventuali cambiamenti avvenuti nel corso degli anni, che per verificarla rispondenza alle prescrizioni delle normative dell’epoca di costruzione e a quelle attuali. E’ stata effettuata anche una mappatura delle distribuzioni funzionali, e in alcuni casi problematici un’analisi dei percorsi interni. Inoltre nella lasciato spazio scheda vengono riportate le classificazioni nelle quali ricade la scuola, ed è stato lasciato spazio per le “note” -intese come citazioni dalla relativa bibliografia - e per i “commenti”, una personale individuazione delle principali situazioni problematiche o degli interventi - considerati positivi e non - effettuati per risolvere problemi pregressi. La seconda parte, definibile iconografica, consiste in una tabella contenente una selezione di immagini rappresentative dell’edificio in analisi, riportate secondo una sequenza prestabilita, per compiere una sorta di “visita virtuale” della scuola. Ogni immagine è corredata da didascalia, che la descrive brevemente e che può riportare anche un commento Nella terza parte della tesi, partendo dall’approfondimento delle problematiche emerse nella fase di analisi, si sono individuate delle macroaree di criticità. Queste sono state analizzate nel dettaglio, si sono confrontate con situazioni simili, descrivendone gli eventuali interventi occorsi per la risoluzione. Ne sono stati valutati i differenti risultati, e proposti eventuali correttivi. Si sono quindi cominciate a delineare le conclusioni relativamente alla serie di interventi tipo (le cosiddette “linee guida”) da attuare in caso di interventi edilizi sull’architettura scolastica storica

    ENCEFALOPATIA EPATICA POST-TIPS CON STENT RICOPERTI: INCIDENZA, FATTORI DI RISCHIO E CONFRONTO TRA STENT DI DIFFERENTE DIAMETRO.

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    Introduzione. I nuovi stent ricoperti hanno migliorato significativamente la pervietà e l’efficacia clinica della TIPS. Tuttavia, a fronte di una maggiore efficacia clinica, una pervietà ininterrotta dello shunt potrebbe aumentare il rischio di sviluppare encefalopatia epatica (EE). I dati attualmente disponibili in letteratura sull’effetto della TIPS con stent ricoperti sull’EE sono pochi e controversi. Scopo. Pertanto, lo scopo del nostro studio è stato quello di valutare l’incidenza, le caratteristiche, la storia naturale ed i fattori predittivi dell’EE in un gruppo di 78 pazienti cirrotici consecutivi sottoposti a TIPS con i nuovi stent ricoperti. Metodi. Tutte le procedure TIPS sono state eseguite dalla stessa equipe di radiologi e tutti i pazienti sono stati valutati e seguiti nel tempo dallo stesso team medico secondo un preciso e codificato protocollo di sorveglianza e valutazione diagnostica. Risultati. La TIPS è stata posizionata con successo in tutti i pazienti. Durante il follow-up, almeno un episodio di EE si è presentato in 35 dei 78 pazienti con un’incidenza cumulativa del 46% ad un anno e del 50% a due anni. L’EE non è risultata confinata solo al primo periodo post-operatorio, non tende a decrescere con il tempo e sembra essere frequente durante l’intero follow-up. Inoltre, 6 dei 78 pazienti trattati con gli stent ricoperti hanno presentato una forma severa e persistente di EE non rispondente alla terapia medica e per cui è stata necessaria la riduzione di calibro dello shunt. In seguito a tale procedura, il gradiente porto-sistemico è risalito a 14.7±1.9 mmHg ma si è ottenuto un miglioramento dell’EE in tutti i pazienti. Tuttavia, due di questi pazienti hanno recidivato una complicanza legata all’ipertensione portale. L’età più avanzata, valori più elevati di creatininemia, valori più bassi di albuminemia e di sodiemia sono i fattori risultati essere indipendentemente associati allo sviluppo di EE all’analisi multivariata (multiple events per subject Cox regression model). La creatinina è l’unica variabile che è risultata, all’analisi multivariata, essere associata allo sviluppo di EE refrattaria. Conclusioni. L’EE post-TIPS continua a rimanere un problema anche con i nuovi stent ricoperti. L’EE refrattaria si verifica in una minoranza dei pazienti (8%) e può essere trattata con successo mediante la riduzione di calibro dello shunt, sebbene questa manovra non sia scevra di rischi. Pertanto, la selezione dei pazienti da sottoporre a TIPS con stent ricoperti deve essere molto accurata e rigorosa, in particolare nei pazienti con valori alterati di creatininemia. In questi pazienti, potrebbe essere proposto l’utilizzo di stent di diametro inferiore (8 mm). Scopo 2. Pertanto, ulteriore scopo del nostro studio è stato quello di confrontare l’efficacia clinica e l’incidenza di complicanze del TIPS costruito con stent ricoperti da 8 mm e da 10 mm in pazienti affetti da cirrosi epatica. Metodi 2. Sono stati considerati tutti i pazienti cirrotici sottoposti a TIPS presso la nostra Divisione per sanguinamento da varici o per ascite refrattaria. Prima del TIPS, tutti i pazienti sono stati sottoposti ad un’anamnesi accurata, esami bioumorali, test psicometrici, ecografia addominale ed EGDS. I pazienti sono stati quindi randomizzati in due gruppi in cui il TIPS è stato costruito con stent ricoperti del diametro di 8 mm o di 10 mm, rispettivamente. Dopo il posizionamento del TIPS, tutti i pazienti sono stati seguiti nel tempo secondo un protocollo identico per i due gruppi al fine di valutare l’incidenza di EE e la risoluzione delle complicanze dell’ipertensione portale. Risultati 2. Lo studio è stato interrotto precocemente dopo l’inclusione di 45 pazienti; un interim analisi ha infatti mostrato che il numero di pazienti con ricorrenza/persistenza di complicanze dovute all’ipertensione portale era significativamente maggiore nel gruppo trattato con stent da 8 mm di diametro rispetto a quelli trattati con stent da 10 mm (12/22 versus 3/23; difference 41%; p=0.002). I due gruppi di pazienti con stent da 8 mm (n=22) e stent da 10 mm (n=23) erano simili in termini di età, sesso, eziologia e severità della cirrosi. Dopo il posizionamento di TIPS, il gradiente porto-sistemico si è significativamente ridotto in entrambi i gruppi; tuttavia, il valore del gradiente post-TIPS è risultato essere significativamente inferiore nel gruppo trattato con stent da 10 mm rispetto a quello trattato con stent da 8 mm. L’incidenza cumulativa di EE è risultata simile tra i due gruppi (log-rank test, p=0.48). L’incidenza cumulativa di ricorrenza/persistenza di complicanze dovute all’ipertensione portale è risultata significativamente maggiore nel gruppo di pazienti trattato con stent da 8 mm rispetto al gruppo trattato con stent da 10 mm: 58.1% versus 17% ad un anno; log-rank test, p=0.002. La sopravvivenza cumulativa è risultata simile nei due gruppi. Conclusioni 2. L’uso degli stent ricoperti da 8 mm di diametro sembra comportare una minore efficacia in termini di controllo dell’ipertensione portale e non fornire alcun vantaggio in termini di incidenza di EE post-TIPS

    Analisi numerico strutturale e verifiche sperimentali di materiali compositi tradizionali e con sensoristica in fibra ottica inglobata

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    A new proposal of connector for optical fibers particularly used for composite materials is analyzed in the work. numerical analyses are presented as complement of the studyThe aim of this study is to propose a new concept of optical connector mainly used for composite embedded fibers. Starting from a FEM (Finite Element Method) analysis the new concept is presented, as a complement of the activity, technological tests and application are shown.ENEA, INF

    Fractional Branching Processes

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    Lo studio di processi di tipo nascita-morte è molto importante nell'analisi di fenomeni fisici quali, ad esempio, la dinamica di popolazioni oppure la diffusione di epidemie, o ancora il susseguirsi delle scosse di assestamento nello studio dei terremoti. Modelli classici (eventualmente nella loro versione non lineare) sono per esempio il processo di pure nascite, di pure morti o di nascite-morti. Sfruttando l'apparato teorico del calcolo frazionario, notevolmente sviluppato negli ultimi anni, si è costruita un'intera classe di nuovi processi, sempre di tipo nascita-morte, la cui evoluzione è guidata da equazioni differenziali e alle differenze finite frazionarie (su questo punto si possono consultare. La struttura della tesi è la seguente: nel primo capitolo è delineata una panoramica dei modelli classici con una descrizione delle proprietà fondamentali e del comportamento dinamico. L'ultima sezione del capitolo è dedicata a una concisa descrizione del calcolo frazionario; tra le altre cose vengono definiti i concetti fondamentali di integrale frazionario e di derivata frazionaria, questa nelle due definizioni di Riemann-Liouville e Caputo. Utilizzando il calcolo frazionario, nei successivi capitoli 2, 3 e 4, vengono definiti e analizzati in dettaglio i processi frazionari di pure nascite non lineare, di pure morti non lineare, lineare e sublineare e il processo lineare di nascite-morti frazionario. Nel capitolo 5 viene proseguito lo studio della versione lineare del processo di pure nascite frazionario (Yule-Furry frazionario) con la determinazione della distribuzione dei tempi inter nascita, e di alcune convenienti rappresentazioni; sono inoltre presentati i risultati di alcune simulazioni per facilitare lo studio della dinamica del processo e alcune considerazioni di tipo inferenziale (stimatore dei momenti) per la stima del tasso di nascita e dell'ordine frazionario di differenziazione. Nell'ultimo capitolo vengono proposte alcune estensioni dei modelli studiati nei capitoli precedenti tramite subordinazione con tempi aleatori, permettendo quindi di introdurre un'ulteriore fonte di variabilità. Vengono inoltre derivate alcune rappresentazioni per i processi non lineari subordinati di pure nascite e derivate relazioni funzionali che coinvolgono alcune funzioni speciali quali, per esempio, quella di Mittag-Leffler

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