2176 research outputs found
Sort by
NUOVA TECNICA CHIRURGICA DI IMPIANTO DI SFINTERE ARTIFICIALE AMS-800 CON ACCESSO MINI-INVASIVO PENO-SCROTALE
Characterization of different subsets of spermatogonial stem cells: influence of niche derived factors
Servizi pubblici locali e rapporti di utenza
La tesi ha ad oggetto il rapporto di utenza nei servizi pubblici locali, con particolare riferimento a quelli a carattere imprenditoriale, perchè è con riguardo ai fruitori di questi che si è posta la questione dell'inquadramento delle deviazioni dei relativi contratti dai modelli civilistici, deviazioni determinate dalla stretta compenetrazione, nell'erogazione del servizio, di aspetti organizzativi ed aspetti gestionali. Nella relazione triadica ( amministrazione-gestore del servizio-utente), se le controversie relative ai rapporti attinenti al primo 'segmento' sono ricondotte al processo amministrativo, l'assetto giurisdizionale di quelle tra utente e gestore risulta frammentato tra giudice amministrativo e giudice ordinario, anche con riguardo al medesimo oggetto (ad es. gli atti generali emanati dall'erogatore per disciplinare il servizio- il regolamento o la carta di servizio) attribuito alla competenza dell'uno o dell'altro giudice, secondo la nozione di servizio pubblico che si accolga. Vi è stata, infatti, facendo eguale riferimento alla disciplina comunitaria in materia (che, com'è noto, le consente entrambe), una rivisitazione delle teorie, soggettiva ed oggettiva, del servizio pubblico, a cui corrisponde un'accezione di questo ristretta o allargata. Nelle versioni più avvedute, la prima afferma la ricorrenza di un servizio pubblico solo ove la relativa attività non possa disgiungersi da una soggettività pubblica," cui soltanto compete di assumere decisioni implicanti dirette valutazioni di interessi pubblici e di garantire il rispetto del principio di necessaria attuazione dello scopo pubblico che connota causalmente il pubblico servizio, controllando e dirigendo l'operato di soggetti imprenditoriali pubblici e privati". La seconda, esclude la natura oggettivamente amministrativa dell'attività erogativa, anche nel caso in cui soggetti ( solo formalmente) privati operino come 'fiduciari' dell'amministrazione, venendo diversamente contraddetto il ricorso a soluzioni organizzative differenziate, che consentono solo una regolazione, il cui compito, una volta definita con legge o in base a legge la struttura del mercato, l'istituzione dei sistemi regolativi e l'individuazione dei servizi garantiti, sta nel " comporre e arbitrare gli interessi privati contrapposti, mimando il funzionamento di un mercato concorrenziale o correggendo le sue imperfezioni". Secondo la teoria soggettiva, soltanto la natura finalistica dell'attività consente al destinatario delle prestazioni di promuovere il sindacato sulla razionalità di una scelta organizzativa dell'amministrazione. Secondo la teoria oggettiva, diritto pubblico e diritto privato possono intervenire in via sussidiaria l'uno rispetto all'altro, in funzione degli interessi tutelati, che sono privatistici, e ciò reagisce sull'identità e sulla disciplina degli istituti pubblicistici. La tesi coglie le esigenze sottese ad entrambe le ipotesi ricostruttive e recepite dalle recenti, disordinate riforme della disciplina dei servizi pubblici locali, che, pur senza snaturare la politicità della scelta relativa alla istituzione di un servizio pubblico, rendono più stringente il sindacato sulla ragionevolezza delle limitazioni alle libertà economiche e alla concorrenza. Il tentativo è quello di pervenire ad una impostazione ( diversamente) pubblicistica, a sottolineare, negli ultimi interventi normativi, la dimensione superindividuale del rapporto di utenza, con l'attenuarsi della differenziazione e contrapposizione fra tutela degli utenti 'uti singuli', nelle controversie individuali, e tutela di un interesse collettivo concernente il profilo organizzativo e qualitativo dei servizi pubblici, in quanto sono gli interessi diffusi ad elevarsi ad interessi individualmente azionabili a conclusione di un percorso per certi versi opposto a quello compiuto dalla giurisprudenza per consentire tutela agli interessi collettivi (così Tar Lazio n.552/11, citata, relativa ad un'azione collettiva amministrativa, concernente, però, un servizio pubblico sociale). A fronte del conferimento all'amministrazione locale di poteri di carattere precettivo generale, che connotano un'attività di regolazione ( determinazione dei criteri relativi agli standard qualitativi, monitoraggio,controllo) si ripropone la questione, nel confronto tra atti espressione di due distinte autonomie, quella locale e quella delle autorità indipendenti, della riconducibilità o meno della funzione regolatoria all'archetipo del potere amministrativo discrezionale, del carattere necessariamente preventivo o invece successivo dell'adozione delle relative misure, dell'adeguatezza della disciplina della partecipazione dei soggetti coinvolti da queste.
Il lavoro si articola su tre capitoli : nel primo si inquadra il rapporto di utenza nel dibattito sempre aperto in ordine alla stessa nozione di servizio pubblico, anche per effetto delle trasformazioni imposte dal diritto comunitario; nel secondo si riporta il complesso e stratificato quadro normativo relativo ai modelli organizzativi per l'erogazione dei servizi pubblici, fino all'analisi della sua più recente e caotica evoluzione, perchè ripetutamente modificato ma costantemente sospeso tra una concorrenza proclamata e una traduzione in regole che finiscono per risultare protezionistiche (anche a motivo del non chiaro rapporto tra disciplina generale e disciplina di settore) ; nel terzo si procede all'analisi strutturale del rapporto di utenza, del ruolo, in tale ambito, del contratto di utenza, trattandosi di fattispecie contrattuale di natura composita, nella quale profili pubblicistici coesistono con la disciplina negoziale, sia generale che speciale, nel momento genetico, in quello contenutistico ed in quello esecutivo. Nella ricostruzione dell'assetto della tutela giurisdizionale, sia individuale che collettiva, emerge la necessaria complementarietà delle relative forme, nel coordinamento, quanto alla legittimazione, alla competenza, agli effetti, dei rimedi civilistici dettati a tutela degli utenti e dei consumatori con quelli di carattere amministrativo. La dimensione ultraindividuale del rapporto di utenza e la preordinazione della tutela collettiva all'anticipazione' della soglia di intervento della tutela giurisdizionale forniscono il criterio della possibile correlazione tra domande di annullamento di atti di organizzazione pregiudizievoli della qualità, come carte dei servizi a contenuto generico e domande risarcitorie, in sede di giurisdizione esclusiva ai sensi dell'art.33 d.lgs.n., con l'azione 'di classe' contro le inefficienze dei servizi dell'amministrazione, di cui, peraltro, si rilevano nella tesi le criticità. Nelle conclusioni si sono prospettati gli effetti possibili del referendum abrogativo dell'art.23-bis
SIMPLE LINEAR COMPACTIFICATIONS OF SPHERICAL HOMOGENEOUS SPACES
Let G be a simply connected semisimple algebraic group over an algebraically closed field k of characteristic 0 and let V be a rational simple G-module. If G/H is a spherical orbit in P(V) and if X is its closure, then we describe the orbits of X and those of its normalization X. If moreover the wonderful completion of G/H is strict, then we give necessary and sufficient
combinatorial conditions so that the normalization morphism X → X is a
homeomorphism. Such conditions are trivially fulfilled if G is simply laced or
if H is a symmetric subgroup. In the special case of an odd orthogonal group G regarded as a GxG variety, we give an explicit classification of its simple linear compactifications, namely those equivariant compactifications with a unique closed orbit which are obtained by taking the closure of the GxG-orbit of the identity in a projective space P(End(V)), where V is a finite dimensional rational G-module
Spatial cognition in Virtual Environments
Since the last decades of the past century, Virtual Reality (VR) has been developed also as a methodology in research, besides a set of helpful applications in medical field (trainings for surgeons, but also rehabilitation tools). In science, there is still no agreement if the use of this technology in research on cognitive processes allows us to generalize results found in a Virtual Environment (VE) to the human behavior or cognition in the real world. This happens because of a series of differences found in basic perceptual processes (for example, depth perception) suggest a big difference in visual environmental representation capabilities of Virtual scenarios. On the other side, in literature quite a lot of studies can be found, which give a proof of VEs reliability in more than one field (trainings and rehabilitation, but also in some research paradigms). The main aim of this thesis is to investigate if, and in which cases, these two different views can be integrated and shed a new light and insights on the use of VR in research. Through the many experiments conducted in the "Virtual Development and Training Center" of the Fraunhofer Institute in Magdeburg, we addressed both low-level spatial processes (within an "evaluation of distances paradigm") and high-level spatial cognition (using a navigation and visuospatial planning task, called "3D Maps"), trying to address, at the same time, also practical problems as, for example, the use of stereoscopy in VEs or the problem of "Simulator Sickness" during navigation in immersive VEs. The results obtained with our research fill some gaps in literature about spatial cognition in VR and allow us to suggest that the use of VEs in research is quite reliable, mainly if the investigated processes are from the higher level of complexity. In this case, in fact, human brain "adapts" pretty well even to a "new" reality like the one offered by the VR, providing of course a familiarization period and the possibility to interact with the environment; the behavior will then be “like if” the environment was real: what is strongly lacking, at the moment, is the possibility to give a completely multisensorial experience, which is a very important issue in order to get the best from this kind of “visualization” of an artificial world. From a low-level point of view, we can confirm what already found in literature, that there are some basic differences in how our visual system perceives important spatial cues as depth and relationships between objects, and, therefore, we cannot talk about "similar environments" talking about VR and reality. The idea that VR is a "different" reality, offering potentially unlimited possibilities of use, even overcoming some physical limits of the real world, in which this "new" reality can be acquired by our cognitive system just by interacting with it, is therefore discussed in the conclusions of this work.Research developed in collaboration with the Virtual Development and Training Center of the Fraunhofer Institute of Magdeburg, Germany.Econ
Comportamenti a rischio per la salute nella popolazione giovanile: la rilevazione della sedentarietà e dell'obesità: concetti, definizioni, misure
L'OLTRAGGIO E LA LEGITTIMA REAZIONE AGLI ATTI DEL PUBBLICO UFFICIALE
L’elaborato si articola in due parti. Nella prima sono illustrate le censure d'incostituzionalità avanzate in riferimento alla previgente fattispecie, la presa di posizione delle Corte Costituzionale con la sentenza n. 341/1994, le ragioni sottese all'abrogazione del vecchio art. 341 c.p. e le conseguenti problematiche applicative. Successivamente sono analizzate le principali questioni interpretative che si pongono a seguito della riformulazione del delitto, procedendo anche in una prospettiva comparativa con la vecchia fattispecie. Nella seconda parte della tesi, invece, si approfondisce la legittima reazione agli atti arbitrari del pubblico ufficiale
Profili di regolazione e di rilevanza antitrust del trasporto ferroviario passeggeri
Nel corso degli ultimi venti anni, il settore ferroviario è stato interessato, su scala europea, da processi di ristrutturazione particolarmente incisivi, orientati alla progressiva liberalizzazione dei servizi di trasporto ferroviario. L’esigenza della creazione di un mercato unico europeo del trasporto ferroviario, improntato ai principi del libero mercato, ha condotto alla elaborazione di una cornice normativa articolata e tendenzialmente completa, che ha fornito agli Stati membri i principali strumenti per la ridefinizione della nomenclatura dei settori nazionali, a partire dall’abolizione degli assetti monopolistici sino a quel momento conosciuti.
In tale contesto, si colloca l’esperienza italiana, che dall’ordinamento comunitario ha tratto i principi e le linee guida per la predisposizione delle regole che presiedono ai meccanismi di apertura del mercato nazionale del trasporto passeggeri. Il presente lavoro si propone, muovendo dall’analisi del progetto di riforma europeo, di analizzare il settore del trasporto ferroviario, con particolare riguardo al trasporto dei passeggeri, all’esito del processo di liberalizzazione nazionale, valutandone in particolare i profili regolatori e le criticità antitrust, nel tentativo di formulare, anche in confronto con l’esperienza di altri Paesi europei, alcune osservazioni circa le prospettive future relativamente all’applicazione della disciplina antitrust al mercato del trasporto passeggeri, in una prospettiva dialettica con gli interventi della regolazione settoriale.L’indagine si articola, dopo una breve introduzione, in due sezioni composte a loro volta da due capitoli ciascuna, e da brevi considerazioni conclusive.
Nella introduzione, delimitato il campo di indagine del lavoro, si è scelto di svolgere in via preliminare alcune considerazioni circa le caratteristiche fondamentali dell’infrastruttura ferroviaria, quale tipico esempio di monopolio naturale, e gli strumenti pro-competitivi previsti dal legislatore per la rimozione dei vincoli propri del settore del trasporto ferroviario (i.e. liberalizzazione, net neutrality, unbundling). Anche dal confronto del settore del trasporto ferroviario con i settori delle altre public utilities oggetto di liberalizzazione, sono emerse alcune indicazioni, oggetto di verifica nel prosieguo del lavoro, circa gli elementi di maggiore criticità del trasporto ferroviario passeggeri, e precisamente: (i) le inefficienze ed i rischi connessi al modello di unbundling, e più in generale di ristrutturazione settoriale, adottato dal legislatore nazionale, soprattutto in considerazione della prassi dei cc.dd. sussidi incrociati; (ii) le problematiche connesse alla mancanza di un’Autorità di regolazione indipendente; (iii) la perdurante ambiguità nella individuazione del perimetro dei servizi di trasporto passeggeri assoggettati agli oneri del servizio pubblico rispetto all’area del trasporto di tipo “commerciale”, con il rischio di sovvenzioni incrociate, e dunque di abusi, da parte dell’incumbent Trenitalia S.p.A., della posizione dominante da questo detenuta sui mercati del trasporto ferroviario passeggeri.
La prima sezione del lavoro si compone di due capitoli dedicati alla ricostruzione dei processi di liberalizzazione del trasporto ferroviario rispettivamente in Europa ed in Italia, con la segnalazione di alcuni spunti critici, oggetto di specifica considerazione della seconda parte del lavoro.
Il primo capitolo, muovendo da un breve inquadramento del settore nell’ambito della politica dei trasporti europea, illustra gli obiettivi e le tappe del processo di liberalizzazione europeo del trasporto ferroviario e sottolinea le fasi relative all’apertura del mercato del trasporto internazionale passeggeri e gli strumenti di apertura del mercato predisposti in generale dal legislatore europeo ed applicabili al segmento considerato. Nel tentativo di fornire un primo orientamento circa le criticità del settore del trasporto passeggeri, emerse a seguito dell’implementazione dei tre pacchetti ferroviari, e di prospettare eventuali strumenti di correzione delle stesse, si è ritenuto utile sia confrontare le esperienze più significative degli Stati dell’Unione europea, sia descrivere in maniera compiuta l’attuale tendenza in seno alle istituzioni europee, proprio nel momento in cui esse si preparano ad un recast della normativa di settore attraverso un profondo intervento sul primo pacchetto ferroviario.
Il secondo capitolo centra il focus sui processi di liberalizzazione del trasporto ferroviario passeggeri in Italia, precisando così la distinzione tra servizi di trasporto passeggeri “commerciali” e servizi di trasporto passeggeri assoggettati agli oneri del servizio pubblico, e dunque “sussidiati”. Mentre la trattazione del processo di liberalizzazione del trasporto “commerciale” ripercorre sostanzialmente le tappe dell’iter europeo, dando conto delle fasi di attuazione in Italia dei tre pacchetti di direttive pur con alcune significative devianze della recente legislazione nazionale da questi ultimi, nella parte relativa al processo di apertura del mercato del trasporto ferroviario “sussidiato” si descrivono i tratti salienti di un percorso di rilevanza esclusivamente nazionale, che è rimasto sostanzialmente immune rispetto al recente intervento europeo in materia di servizio universale. Lo scopo di questo secondo capitolo è dunque fornire una rappresentazione chiara e tendenzialmente esaustiva del quadro normativo vigente in entrambi i settori considerati, al fine di poter valutare, nella seconda sezione del lavoro, i profili regolatori e le criticità antitrust che il settore del trasporto ferroviario passeggeri presenta.
La seconda sezione si articola dunque in due capitoli, entrambi volti alla osservazione ed alla valutazione specifica del settore nazionale, pur con rinvii costanti alle indicazioni provenienti dall’ordinamento europeo e dall’esperienza di altri Stati.
Il terzo capitolo, in particolare, è dedicato alla valutazione degli strumenti pro-competitivi messi in campo dal legislatore nazionale nel settore del trasporto ferroviario passeggeri. Nella prima parte, si confronta il modello di unbundling proposto dal legislatore europeo, con quelli adottati da alcuni Stati europei ed extra-europei, anche al fine di trarre alcune indicazioni di principio per la correzione del sistema italiano, oggetto di crescenti critiche anche in ambito internazionale. Nella seconda parte, si analizzano le misure di regolazione adottate in concreto dal legislatore italiano, muovendo tuttavia da un dato preliminare, comune agli altri settori a rete, alla stregua del quale l’effettiva implementazione degli strumenti di promozione della concorrenza passa attraverso l’attribuzione delle funzioni di regolazione e di controllo ad un soggetto terzo ed indipendente sia rispetto al gestore dell’infrastruttura, sia rispetto alle imprese che forniscono i servizi di trasporto, al fine di garantire a queste ultime un accesso equo e non discriminato all’infrastruttura. Soprattutto dalla valutazione del settore oggetto della presente indagine, tuttavia, sembrerebbe emergere nitidamente la necessità che indipendenza e terzietà dei soggetti, deputati alla regolazione del settore, siano previste e garantite dal legislatore in maniera sostanziale, in particolare mediante l’istituzione di Autorità amministrative, indipendenti ed autonome rispetto all’apparato statale centrale ed alle sue articolazioni interne. Di qui, il contrasto stridente con l’attuale contesto normativo e regolamentare italiano, caratterizzato, anche a seguito di alcuni recenti interventi legislativi, dalla presenza di un organismo di regolazione settoriale – Ufficio di Regolazione dei Servizi Ferroviari (URSF) – dotato di poteri particolarmente penetranti, ma formalmente dipendente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di cui costituisce una mera articolazione interna.
Il quarto ed ultimo capitolo è dedicato all’analisi delle criticità antitrust del settore del trasporto ferroviario passeggeri, condotta muovendo dalla preliminare individuazione, per un verso, dei modelli di concorrenza adottati dal legislatore nazionale con riferimento ai distinti mercati a valle del trasporto ferroviario passeggeri (per il mercato; nel mercato) e, per altro verso, dei mercati rilevanti del settore ferroviario, interessati dal trasporto ferroviario dei passeggeri, secondo le indicazioni fornite dalle Autorità di concorrenza nazionale ed europea. L’esperienza nazionale, e quella maturata nel corso degli ultimi decenni in ambito europeo, sebbene limitate, offrono sufficienti elementi per ritenere che i maggiori problemi di tutela antitrust, per quanto riguarda il segmento del trasporto di tipo “commerciale”, possono sostanzialmente ricondursi nell’alveo della figura anticoncorrenziale dell’abuso di posizione dominante, ed in particolare a tre sub-fattispecie specifiche, quali: (i) rifiuto a contrarre, attuato mediante il diniego di accesso all’infrastruttura essenziale, di norma risolto mediante il ricorso alla essential facilities doctrine; (ii) pratiche discriminatorie, egualmente perpetrate nella fase di accesso alla rete; (iii) altre pratiche escludenti, consistenti nel godimento di vantaggi economici derivanti dall’utilizzazione e disponibilità della rete per stabilire condizioni di prezzo non replicabili in altri mercati. Dalla casistica presentata, è tuttavia emerso che mentre i casi di rifiuto diretto ed inequivocabile costituiscono una voce irrisoria, gli illeciti antitrust più frequenti sono posti in essere attraverso comportamenti in cui l’accesso è sostanzialmente, ma non formalmente, impedito. Questa seconda categoria di abusi contempla, in particolare, pratiche discriminatorie di vario tenore, relative all’esistenza di sussidi incrociati tra i diversi servizi offerti dall’incumbent; ad innumerevoli aspetti tecnici direttamente connessi all’accesso alle infrastrutture ed ai servizi ferroviari; all’imposizione di condizioni amministrative ed economiche non direttamente correlate all’accesso alle infrastrutture ed ai servizi stessi. Problematiche peculiari al regime di concorrenza adottato presenta poi il segmento del trasporto ferroviario passeggeri assoggettato agli oneri del servizio pubblico. In questo ambito, è stato infatti rilevato che le maggiori criticità riguardano l’attuale impianto normativo e regolamentare, assolutamente inadeguato a sostenere il processo di apertura dei mercati del trasporto passeggeri sia di interesse nazionale, sia di interesse locale
Gli archivi acquisiti e aggregati de 'La Sapienza-Università di Roma'. Contributo ad una Guida generale degli archivi de "La Sapienza"
Nel corso degli anni gli istituti, i dipartimenti, i musei e le biblioteche dell’Università hanno ottenuto fondi archivistici di persone fisiche, di persone giuridiche, enti ed istituti, sia attraverso donazioni che attraverso piani di acquisizione; della maggior parte di questa mole di documentazione non si conosce né la natura né la consistenza, non essendo stata oggetto di studio. Con questo lavoro ci si propone di effettuare un censimento del patrimonio archivistico conservato presso l’Università, allo scopo di creare uno strumento che possa essere una base per ulteriori sviluppi di studio e di ricerca