Sapienza University of Rome

Pubblicazioni Aperte Digitali Interateneo Sapienza
Not a member yet
    2176 research outputs found

    GLI AGENTI DELLE CORTI TEDESCHE A ROMA NEL SETTECENTO

    No full text

    La fortuna della Pietà di San Pietro nel Cinquecento: influsso, interpretazioni, copie e varianti Con precisazioni alla storia del Compianto nel Cinquecento

    No full text
    La tesi è incentrata sulla Pietà giovanile di Michelangelo commissionata dal cardinale Jean de Bilhères, collocata nella basilica di San Pietro come oggetto di indagine storica delle componenti iconografiche, compositive, stilistiche e delle modalità di diffusione e di ricezione. L’indagine prende in considerazione sia la reinterpretazione in forma classica dell’immagine del Vesperbild, il rapporto con l’arte fiorentina alla quale appartiene, ma dalla quale si distacca, sia coma la Pietà vaticana abbia avuto un enorme successo nel Cinquecento, testimoniato dalla numerose copie in incisione, pittura e scultura. Vengono rilette le varie tipologie della Pietà a Firenze alla fine del Quattrocento, nonché il problema dell’influsso savonaroliano su queste rappresentazioni. La tesi si confronta inoltre anche con il significato dell’immagine devozionale nel Cinquecento

    L’EVOLUZIONE DEGLI STRUMENTI DI PAGAMENTO IN ITALIA: CONCORRENZA E STRATEGIE COMPETITIVE NEL SETTORE DELLE CARTE DI CREDITO

    No full text
    Il lavoro riflette sulle motivazioni per le quali l’uso degli strumenti di pagamento alternativi al contante è, in alcuni Paesi, ancora limitato. In particolare, si osserva la dinamica evolutiva dei mezzi di pagamento, in termini di valori transati e propensione all’utilizzo, in un campione di ventuno Stati. Lo studio si focalizza soprattutto sul caso Italia, dove è evidente che gli strumenti di pagamento alternativi al contante sono meno utilizzati rispetto a diversi altri Paesi analizzati. In questo contesto, è stata studiata l’offerta delle carte di credito, la quale è risultata poco rispondente alle esigenze della clientela. A seguito di ciò si ritiene che il mercato delle carte di pagamento in Italia sia potenzialmente aggredibile dai nuovi operatori oramai abilitati dalla regolamentazione

    L’inibizione di EGFR abroga la chemioresistenza delle cellule di Leiomiosarcoma attraverso l’inattivazione di segnali di sopravvivenza e riduzione del potenziale di staminalità.

    No full text
    Cellule tumorali che mostrano un fenotipo e posseggono proprietà di cellule staminali, sono definite cellule staminali tumorali (CSC). Esse sono state identificate in diversi tumori solidi e si presume che siano le responsabili della crescita del tumore, della chemio-resistenza, della formazione di metastasi e delle recidive osservate nei pazienti e. Una sottopopolazione di cellule con un più alto potenziale staminale, è stata già identificata all’interno dei sarcomi. Queste cellule presentano un elevato potenziale tumorigenico, sono chemioresistenti, esprimono marcatori di tipo embrionale e possiedono un fenotipo di side population (SP). Il leiomiosarcoma (LMS) è un sarcoma dei tessuti molli che origina presumibilmente da cellule indifferenziate di origine mesenchimale, le Cellule Staminali Mesenchimali (MSC). Le frequenti ricadute e la chemioresistenza osservata in pazienti affetti da leiomiosarcoma potrebbe derivare dalla mancata efficacia dei farmaci, attualmente utilizzati in clinica, sulla sottopopolazione di CSC. Ne emerge che terapie innovative che abbiano come bersaglio principale le cellule staminali tumorali (CSC), potrebbero migliorare notevolmente la prognosi dei pazienti affetti da LMS. In questo lavoro abbiamo espanso in vitro cellule staminali di LMS da biopsia asportata da paziente con lo scopo di contrastare questa neoplasia colpendo la popolazione più tumorigenica. CSC di LMS sono state espanse in vitro sia come “ sferoidi” che come “monostrato di cellule aderenti” ottenuto in condizioni utilizzate per coltivare le MSC. Esse presentano un fenotipo di tipo mesenchimale indifferenziato, hanno un’alta percentuale di cellule con fenotipo SP, un’elevata capacità di espellere farmaci, un illimitato potenziale proliferativo e di auto autoreplicazione; inoltre sono in grado di differenziare nei diversi lineage di tipo mesenchimale. Le CSC di LMS sono chemioresistenti, altamente tumorigeniche, e riproducono fedelmente il tumore del paziente in topi immunodeficenti. Esse presentano attivazione del pathway di EGFR/AKT/MAPK, suggerendo la possibilità di inibire la loro chemioresistenza mediante il blocco di questa via di segnale. Il trattamento combinato con IRESSA più Vincristina determina l’inattivazione della via del segnale di EGFR, riduce la SP, esercita un’elevata citotossicità in vitro e una forte attività antitumorale in xenografts generati dalle CSC di LMS, colpendo sia le cellule staminali sia differenziate. In conclusione, il trattamento con l’inibitore di EGFR in combinazione con la vincristina determina un marcato effetto antitumorale sia in vitro che in vivo contro le cellule di LMS, fornendo una possibile terapia antitumorale per pazienti affetti da LMS.This work was supported by the Italian Association for Cancer Research and the Italian Health Ministry. The funders had no role in study design, data collection and analysis, decision to publish, or preparation of the manuscript

    La costruzione dello spazio del sacro cattolico nell XXI secolo in Italia e Francia fra tradizione e futuro, attrattività e repulsione. Esperienze a Roma e Parigi dopo il Grande Giubileo

    No full text
    Quali sono le problematiche poste per la costruzione di una chiesa del terzo millennio nel tessuto urbano? Quali sono, attualmente, i luoghi di culto – più o meno visibili – capaci di attirare fedeli, abitanti ma anche visitatori o migranti in transito? Che tipo di conflitti la costruzione di una chiesa o più generalmente di uno spazio del sacro, può generare in un quartiere e quali potrebbero essere le condizioni per evitarlo ? In certi casi, i luoghi di culto contribuiscono a rinforzare il sentimento di appartenenza e/o d’identità ; sono anche dei punti di orientamento nella città, che, supera la scala della loro comunità aprendosi anche ad altre confessioni. Essi partecipano alla vita urbana attraverso molteplici eventi che possiamo qualificare di cultura (concerti, kermesses, rappresentazioni teatrali). Questo lavoro interroga la nozione di sacro tanto dal punto di vista spaziale, attraverso l’analisi delle chiese costruite a Roma e a Parigi, dopo il Grande Giubileo (tra il 2000 e il 2010), che dal punto di vista delle rappresentazioni individuali e collettive; i poli della celebrazione liturgica e le loro diverse componenti sono considerati anche come dei luoghi che rivelano una cultura e non degli oggetti presi individualmente. Tra tradizione e futuro, attrattività e repulsione, al di là della dimensione simbolica (brand) dell’edificio cultuale, la tesi pone la questione dei processi metodologici che portano alla costruzione di uno spazio tanto reale quanto virtuale. Argomento finale, il confronto tra le esperienze italiane e francesi può aiutare ad individuare le differenze tra i due sistemi, le problematiche di ordine tecnico o sociologico, al fine di individuare la maniera con la quale possiamo superare l’utilizzo monofunzionale e restrittivo del luogo di culto, a favore di utilizzi plurifunzionali sia interni che aggregati, che permettano una più ampia appropriazione di questi spazi, in un’epoca dove le chiese si svuotano sempre di più

    Health status after union dissolution in Italy

    No full text
    The major aim of this research is to analyze several aspects of the quality of life after separation, especially its effects on mental and physical well-being. This research considers separation as a process and takes into account that preceding the event there are sources of distress which create subsequent mental and physical ailments. The research first focuses on Italian survey instruments measuring separation and its consequence on health. The aim is to check the appropriateness of these instruments to measure union dissolution (marital and consensual) and its consequences. The empirical analysis tests the hypothesis that marital dissolution is an adverse event for health, in two steps. In the first step, cross-sectional data from the 2003 Italian sample of the Generation and Gender Survey are used through logistic regression models. The analysis investigates the association between separation experience and longstanding illness or permanent disabilities, and investigates the role of possible mediators. Results show that people who experienced separation or divorce are more likely to be affected by longstanding illness or permanent disabilities that hamper them in daily activities, compared to people in intact families. Results also show a gender specificity of the majority of the mediators. In the second step, panel data from the European Survey on Income and Living Condition are used through fixed-effects models. In this step the effect of union dissolution on self-rated health is investigated. Dissolutions of consensual unions are included. The causal analysis supports the beneficial effect hypothesis, although it does not appear to be intensely strong. Results indicate an improvement in the self-perception of one’s health in the very short run of a single year. This “relief” effect seems to be true only for men, and only if they are not custodial

    Trasformazione e stratificazione

    No full text
    La ricerca si è posta l’obiettivo di indagare le fasi di formazione, trasformazione e uso di Piazza Navona e di comprenderne le dinamiche formative rispetto alla preesistenza: dall’abbandono dello Stadio di Domiziano alle grandi trasformazioni di età barocca. La piazza, che conserva memoria, nell’evoluzione topografica, dell’antico impianto romano, è caratterizzata da una ricca e complessa stratificazione, leggibile sia negli allineamenti murari e nelle geometrie degli edifici, sia nelle tracce materiali dissimulate tra le fondazioni: i sotterranei e gli scantinati si sono rivelati un prezioso palinsesto, un ‘archivio di pietra’ cui attingere, soprattutto quando le fonti storiche si rivelano carenti o addirittura inesistenti. Lo studio è stato condotto secondo un duplice approccio: da un alto l’indagine più propriamente filologica e materiale delle strutture, dall’altra l’analisi dei tessuti urbani (supportata dalle suddette analisi e dall’esame delle fonti indirette) e offre diverse letture: quella diacronica, stratigrafica, con una specifica riflessione sulle modalità d’inserimento nell’impianto antico, e quella sincronica, orizzontale, che delinea fasi significative dello sviluppo dell’insieme urbano. Lo Stadio di Domiziano (I d.C.) rimane in uso fino al IV sec. ma risulta conservato, almeno in parte, fino al XV sec. Ciò è probabilmente dovuto a un processo di lunga durata, un progressivo adattamento all’antico impianto, che non ha mai rifiutato del tutto la preesistenza, ma ha operato in continuità, secondo dinamiche diverse in relazione alle varie epoche storiche e ai differenti contesti: opere ad integrazione o tamponamento, piccole modifiche funzionali, operazioni di distruzione-livellamento o piuttosto di consolidamento-rinforzo. Lo stesso Borromini, nella grande opera di riedificazione della chiesa di S. Agnese, tiene conto delle sostruzioni dello Stadio e conserva, restaurandoli, alcuni ambienti della chiesa medievale, luoghi sacralizzati dalla tradizione del martirio della Santa. Ancora più evidente è il caso della chiesa di S. Giacomo degli Spagnoli, cresciuta mantenendo le proporzioni e il ritmo strutturale imposti dalle strutture più antiche. Lo stadio romano era, probabilmente, un luogo destinato a diverse funzioni, anche commerciali, come accade in contesti analoghi e come testimoniano le recenti scoperte archeologiche che ipotizzano, nel IV sec. la presenza di un’officina di marmoraio tra le grandi aule sotto la cavea; nella fase di abbandono (V-VI sec.) il rinvenimento di sepolture in diversi punti della piazza ne attesta invece l’uso funerario, analogamente a quanto avviene in altre aree intramuranee a Roma. Le nuove funzioni, abitative o di culto (le chiesette sorte nel medioevo in griptis agonis) s’innestano sul monumento dapprima secondo una logica di spontanea occupazione, sfruttando i fornici che meglio si prestavano ad accoglierle, poi gradualmente e parallelamente all’espansione urbana e alla crescita d’importanza dell’area, saturando i vuoti e occupando gli antichi percorsi. Il tessuto medievale è disomogeneo, con edifici semplici rivolti verso le vie esterne, accostati o divisi da stretti passaggi; spesso hanno un orto sul retro, sull’antico campus agonis, che si presenta come uno spazio concluso, libero e non coltivato. Il mutare del toponimo da campus a piazza, nella seconda metà del XV sec., testimonia il grande cambiamento urbanistico e sociale di Piazza Navona; le case volgono il fronte principale verso l’interno, divenuto ormai centro della vita economica e sociale. Si assiste a una maggiore progettualità, sia di ‘mano’ pubblica che privata. Le fonti archivistiche attestano modesti interventi di restauro, chiusura di spazi aperti, eliminazione di parti comuni per ottenere spazi abitativi, maggiore articolazione degli ambienti e, soprattutto, la costruzione di palazzi ottenuti, spesso, dalla ‘rifusione’ di cellule abitative più antiche. Nel secolo successivo la strategia patrimoniale di grandi enti religiosi (S. Giacomo) da un lato, l’ascesa sociale delle grandi famiglie (soprattutto i Pamphili) dall’altro, determinano importanti trasformazioni nel tessuto edilizio, a partire dal versante sud, cambiamenti che caratterizzano ancora oggi l’immagine di Piazza Navona. Lo studio intende fornire un contributo sia in relazione alla tematica specifica, sia, più in generale, alla storia dell’architettura e dell’evoluzione delle tecniche costruttive, con particolare riguardo all’atteggiamento, nelle varie epoche, nei confronti dell’antico. Tali strumenti conoscitivi sono fondamentali per la conservazione: sia per l’interpretazione delle forme di degrado e di dissesto (anche in vista di una conservazione programmata), sia in una più ampia prospettiva di valorizzazione, di fruizione e, soprattutto, di rilettura di questi contesti stratificati, nell’ottica di una sistemazione unitaria, di una visione diacronica, anche con la possibilità di un percorso archeologico museal

    1

    full texts

    2,176

    metadata records
    Updated in last 30 days.
    Pubblicazioni Aperte Digitali Interateneo Sapienza
    Access Repository Dashboard
    Do you manage Open Research Online? Become a CORE Member to access insider analytics, issue reports and manage access to outputs from your repository in the CORE Repository Dashboard! 👇