AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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    Il lato oscuro del libro medievale: alcune riflessioni su recenti progetti di descrizione degli incunaboli

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    The paper presents a methodological focus on recent projects related to the description of incunabula, which started in 2015 in Sicily, in Syracuse, and then landed in other Italian regions and even across the border, in San Marino and Nova Gorica. The praxis applied addresses the study and description of incunabula with a codicological method, an approach that is not considered more scientific than others, but – according to those who practice it – is the one that allows one to observe details of both textual and material nature with greater attention, and also to highlight certain descriptive difficulties. One could perhaps speak, therefore, of an experimental methodology for describing incunabula– although almost ten years have already passed since its first application – which looks back to the manuscript model, but points forward to the description of the ancient printed book.Il contributo propone una riflessione metodologica sui recenti progetti legati alla descrizione degli incunaboli, avviati nel 2015 in Sicilia, a Siracusa, e poi approdati in altre regioni italiane e anche oltre confine, a San Marino e a Nova Gorica. La prassi applicata si rivolge allo studio e alla descrizione degli incunaboli con una metodologia di ambito propriamente codicologico, un approccio non considerato più scientifico di altri, ma, secondo chi lo pratica, quello che permette di osservare con maggiore attenzione i dettagli di natura sia testuale sia materiale, e anche di mettere in luce talune difficoltà descrittive. Si potrebbe forse parlare, quindi, di una metodologia di descrizione di incunaboli in fase sperimentale, sebbene siano trascorsi già quasi dieci anni dalla sua prima applicazione, che guarda indietro al modello del manoscritto, ma punta in avanti verso la descrizione del libro antico a stampa

    L' Odissea editoriale dell’Ulysses di James Joyce tra censure, varietà infinite ed edizioni scomparse: saggio-recensione a seguito del libro di Lucio Gambetti Un’Odissea editoriale. A cento anni dall’Ulysses di Joyce. Biblion, 2022

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    The book by Lucio Gambetti, An editorial Odyssey: one hundred years after Joyce’s Ulysses, little more than a hundred pages, leads us on a journey through the publishing history of one of the most important and influential novels of the twentieth century, James Joyce’s Ulysses. In particular, the book focuses on the Italian edition of the novel, exploring its publishing history, its critical reception, and the linguistic challenges that made it difficult to translate and interpret such a complex work. In the past, the issues related to the question of copyright for the various editions of the novel over the decades has been already addresses, the copyright claims made by the heirs, in particular by the late Stephen James Joyce (who passed away in January 2020), and the double expiration of the author’s copyright, first in 1992 and then in 2012. The subsequent battles over the copyright of the unpublished manuscripts, the veto on investigating what the original text of the work was, the censorship biographers were subjected to at the hands of Stephen Joyce, and the editions that disappeared from the market are all issues that the author of this article is familiar with. Throughout the twentieth century, numerous acts of censorship slowed down the availability of translations or revisions in the publishing market in various countries. Therefore, this paper is an essay-review, with some new references missing in Gambetti’s book, such as the recovery of a sentence of an Italian Court, which can be found at the end of this paper.Il libro di Lucio Gambetti Un’Odissea editoriale. A cento anni dall’Ulysses di Joyce, di poco più di un centinaio di pagine, ci conduce in un viaggio attraverso la storia editoriale di uno dei romanzi più importanti e influenti del XX secolo, l’Ulisse di James Joyce, soffermandosi in particolare sull’edizione italiana del romanzo ed esplorando la sua storia editoriale, la ricezione critica e le sfide linguistiche che hanno reso difficile la traduzione e l’interpretazione di un’opera così complessa. In passato si sono già affrontate le tematiche legate alla questione relativa al copyright delle varie edizioni del romanzo nel corso dei decenni: sui diritti d’autore vantati dagli eredi – in particolare dal nipote Stephen James Joyce (mancato nel gennaio 2020) e sulla duplice caduta nel pubblico dominio del suo autore, prima nel 1992 e poi nel 2012. Le successive battaglie sui diritti d’autore dei manoscritti inediti, il divieto di indagare su quale fosse il testo dell’opera originale, le censure subite dai biografi da parte di Stephen Joyce, fino alle edizioni scomparse dal mercato, sono tutte questioni che chi scrive conosce bene. Numerosi sono stati gli atti di censura nei vari paesi che hanno rallentato la presenza nel mercato editoriale di traduzioni o revisioni del romanzo, e questo per tutto il Novecento. Pertanto il presente contributo si connota come un saggio-recensione, con alcuni riferimenti nuovi, non presenti nel libro di Gambetti, come il recupero della sentenza italiana posta in conclusione.

    Gli archivi dei dati della ricerca nel ciclo RDM: sfide e punti di forza per curatori/data steward

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    This paper is concerned with academic research data repositories, and their curators, in different locations across five global regions. Using an ad-hoc sample, we explore the roles of curators in research data repositories and their perceptions of skills and training, research data management (RDM) practices, and the limitations, strengths, and opportunities they encounter in relation to their work. In addition, the study examines the functions of academic research repositories and the extent to which FAIR principles are integrated into repository strategies. Our results show that while some repositories are operated by consortia of higher education institutions and research centers, in some countries research data repositories are still in their infancy, often with only a limited representation led by one institution. Moreover, curators encounter problems with how researchers submit datasets with unclear information for the reuse of the data. We argue that although data repositories are built to comply with FAIR principles, there is still a lot of work to be done in relation to training researchers on how to use data repositories.Questo articolo si occupa degli archivi accademici di dati della ricerca, e dei loro curatori, in diverse località sparse su cinque regioni globali. Con l’ausilio di un campione costruito su misura, esploriamo i ruoli dei curatori negli archivi di dati della ricerca e le loro impressioni su competenze e formazione, su pratiche e limiti nella gestione dei dati della ricerca (RDM), sui punti di forza e le opportunità con le quali si confrontano nel loro lavoro. Contestualmente lo studio esamina le funzioni svolte dagli archivi accademici della ricerca e indaga fino a che punto i principi FAIR vengano effettivamente integrati nelle strategie di archiviazione. I nostri risultati mostrano che, mentre certi archivi vengono gestiti da consorzi di istituzioni per l’educazione superiore e centri di ricerca, in alcuni paesi essi sono ancora agli inizi, spesso hanno una rappresentatività solo parziale, con una singola istituzione alla guida. Per di più, i curatori si scontrano con il fatto che i ricercatori corredano i set di dati depositati con informazioni poco chiare sul loro riuso. Nonostante gli archivi di dati siano costruiti per aderire ai principi FAIR, siamo convinti che ci sia ancora molto lavoro da fare per insegnare ai ricercatori come usarli

    Beyond the score: l’indicizzazione della musica notata per la performance

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    Proceeding from the shift, in the perspective of librarianship, from the centrality of book and library collections to that of the user, the paper intends to explore the informational potential of semantic indexing for notated music, to be considered as a pervasive tool for the organization of an integrated information retrieval service based not only on musical performance but also on fruition. Through a case study, insights will be offered on the practice of indexing notated music in Anglo-Saxon countries through the projects developed by the Library of Congress (LCSH, LCGFT, and LCMPT). Practical proposals will be offered to streamline the retrieval of music resources in the National Library Service by means of the Nuovo soggettario (the Italian New Subject Heading system). After analyzing the information needs of the users of a music library, the authors will propose a FRBRization for SBN OPAC (the Catalogue of the Italian National Library Service), moving from the categorization of Musical Works according to form/genre, and, by exploiting the ‘logical connections’ that link works with related subject entities provided by LRM, they will propose that subject headings may function as a flywheel to enable the transformation of the SBN OPAC into library linked data.Il contributo, partendo dalla constatazione del cambiamento di prospettiva della biblioteconomia, dalla centralità del libro e delle collezioni alla centralità dell’utente, intende esplorare le potenzialità informative dell’indicizzazione semantica delle risorse di musica notata come strumento pervasivo per l’organizzazione del servizio di information retrieval finalizzato alla performance, intesa non solo come esecuzione ma anche come fruizione della musica. Tramite un caso di studio, si offriranno spunti di riflessione sulla pratica dell’indicizzazione semantica della musica notata nei paesi anglosassoni attraverso i progetti elaborati dalla Library of Congress (LCSH, LCGFT e LCMPT), e si formuleranno proposte operative per rendere maggiormente efficiente il recupero delle risorse musicali nel Servizio bibliotecario nazionale con il Nuovo soggettario. Analizzando i bisogni conoscitivi degli utenti di una biblioteca specializzata in ambito musicale, le autrici avanzeranno una proposta di FRBRizzazione dell’OPAC SBN, a partire dalla categorizzazione delle opere musicali per forma/genere e, sfruttando le ‘connessioni logiche’ che collegano le opere con le entità soggetto correlate previste da LRM, proporranno di utilizzare le voci di soggetto come volano per consentire la trasformazione dell’OPAC SBN in library linked data.

    La lettura nell’era digitale: impatto sulla percezione del lettore

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    The relationship between the reader and the text plays a fundamental role during the act of reading. The book transition from the print to the digital format entails significant changes in how the reader interacts with the text and ascribes meaning to the reading process. These changes, driven by new technological advancements, can profoundly impact the reading experience, eliciting a range of responses from reader acceptance to dissatisfaction with the chosen medium. Despite new electronic devices attempting to emulate the reading experience provided by paper books, the digital realm continues to shape our perception of reading, highlighting the differences in manipulating a physical text compared to one displayed on an e-reader screen. The paper puts forward several themes that have emerged from a case study on the perception of digital reading at the University of Salamanca (ES). The aim is to gain a deeper understanding of and insight into the preferences, expectations, and behaviors of contemporary readers, highlighting the gap that has emerged between analog and digital reading, primarily driven by the structural and aesthetic differences between the two reading formats and, consequently, their interaction with the reader.L’interazione tra il lettore e il testo assume un ruolo fondamentale durante l’atto del leggere. La transizione del libro dal formato cartaceo a quello digitale comporta notevoli cambiamenti nella relazione tra il testo e il lettore e nella sua attribuzione di significato al processo di lettura. Questi mutamenti, dovuti all’evoluzione delle nuove tecnologie, possono influenzare profondamente l’esperienza di lettura, generando reazioni diverse che spaziano dall’accettazione all’insoddisfazione del lettore rispetto al supporto adottato. Nonostante i nuovi dispositivi elettronici cerchino di emulare l’esperienza di lettura procurata dal libro cartaceo, il digitale continua a plasmare la nostra percezione della lettura, evidenziando le differenze nel manipolare un testo fisico rispetto a un testo visualizzato attraverso lo schermo di un e-reader. Il presente contributo propone alcune tematiche emerse da uno studio di caso sulla percezione della lettura digitale nel contesto accademico dell’Università di Salamanca. L’obiettivo è quello di conoscere e approfondire preferenze, aspettative e comportamenti dei lettori moderni, mettendo in evidenza il divario venutosi a creare tra la lettura analogica e quella digitale, motivato principalmente dalle differenze strutturali ed estetiche tra i due formati di testo e, di conseguenza, dalla loro interazione con il lettore

    La tesi di laurea, la tutela del diritto d’autore, il plagio e la funzione pedagogica della biblioteca universitaria

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    The dissertation can – metaphorically and anthropologically – constitute a ‘rite of passage’, since it marks the transition from student to graduate status. It is a written work: a sort of essay, planned together with a supervisor, that the undergraduate student produces and discusses at the end of a cycle of University studies. The drafting of the paper is usually fraught with impediments, due – in principle – to the fact that students never before have to face such a task and, therefore, the utmost care is needed so as not to, more or less intentionally, run into the infringement of a third party’s intellectual property. By virtue of this, the present contribution has a substantially pragmatic goal, since it intends to offer methodological guidance for the writing process, hoping to help students avoid incurring in plagiarism. The university library, from this point of view, plays a crucial pedagogical function, since it does not merely provide documents, but it contributes to expanding the boundaries of the civic and social, legal and cultural education of undergraduates.La tesi di laurea può costituire, metaforicamente, e antropologicamente parlando, un ‘rito di passaggio’, giacché segna il passaggio dalla condizione di studente alla condizione di laureato. Si tratta di un lavoro scritto: una sorta di tema, concordato con il proprio relatore, che il laureando realizza e discute al termine di un ciclo di studi universitari. La stesura del documento è, di solito, colma di ostacoli, dovuti – in linea di massima – al fatto che mai prima si è affrontato un tale compito e, pertanto, richiede la massima attenzione per non incappare, peraltro, più o meno intenzionalmente, in situazioni che possono configurare la violazione della proprietà intellettuale di un soggetto terzo. In virtù di ciò, il presente contributo si propone un obiettivo sostanzialmente pragmatico, giacché intende offrire indicazioni metodologiche per la compilazione della tesi di laurea, evitando di incorrere in circostanze riguardanti il plagio. La biblioteca universitaria, da questo punto di vista, svolge una funzione pedagogica dirimente poiché non si limita a fornire solo i documenti, ma contribuisce ad ampliare i confini della formazione civica e sociale, legale e culturale dei laureandi

    Oggetti e carte: assemblaggi che parlano

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    German art historian Aby Moritz Warburg (1866-1929) was the first to introduce a revolution in the traditional criteria for classifying works of art. He challenged the ‘organ pipes’ conception of the various art genres and advocated its opposite, the ‘blending’, thus valorising, rather than the canonical division, the melting, the synergies and the mutual contamination. The catalogue-book Beni svelati, by studying the agglomeration that has accumulated over time in the closed rooms of the State, illustrates precisely how this fusion, accidental at the start, resolved itself, as time passed, into something historically meaningful in itself. This is even truer at the present moment, now that the advent of the digital format has decisively affected the traditional division by subject, characterising the culture of the last centuries.Lo storico dell’arte tedesco Aby Moritz Warburg (1866-1929) ha per primo proposto una rivoluzione  nei criteri tradizionali di classificazione delle opere d’arte. Egli ha contestato la concezione ‘a canne d’organo’ dei vari generi  artistici e sostenuto quella opposta della ‘mescolanza’, valorizzando, piuttosto che non la divisione canonica, la fusione, le sinergie, e le reciproche contaminazioni.  Il libro-catalogo Beni svelati, studiando l’agglomerato accumulatosi nel tempo nelle stanze chiuse dello Stato, illustra appunto come questa fusione, in origine casuale, si sia risolta col trascorrere del tempo in qualcosa di per sé storicamente significativo. Ciò tanto più in un’epoca come l’attuale, nella quale l’avvento del digitale incide in modo decisivo sulle tradizionali ripartizioni per materia tipiche della cultura degli ultimi secoli

    Leggere in Europa: ieri, oggi, domani

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    The paper offers a reflection on the volume Leggere in Europa. Testi, forme, pratiche (Secoli XVIII-XXI), a rich anthology edited by Lodovica Braida and Brigitte Ouvry-Vial on the history of reading in Europe from the 18th century to the present. The volume makes use of the most recent historiographic studies and proposes a common history of reading in Europe starting from the ambiguous and debatable concept of ‘revolution’. Just because it is ambiguous and debatable, this concept is endlessly questioned, and this is the strength of the volume: the reader, essay after essay, is led to reflect on the elements of continuity and fracture that characterise the history of reading as an individual and collective practice, and ultimately on the role or new roles that the book exercises in people's lives and imaginary.Il contributo propone una riflessione sul volume Leggere in Europa. Testi, forme, pratiche (Secoli XVIII-XXI), ricca miscellanea curata da Lodovica Braida e Brigitte Ouvry-Vial sulla storia della lettura in Europa dal XVIII secolo ad oggi. Il volume si avvale delle più recenti acquisizioni storiografiche e riesce, a trent’anni dalla pubblicazione di Storia della lettura nel mondo occidentale, a proporre una storia comune della lettura in Europa ruotando intorno al concetto, ambiguo e discutibile, di ‘rivoluzione’. Proprio in quanto ambiguo e discutibile, tale concetto viene continuamente messo in discussione ed è questa la forza del volume: il lettore, saggio dopo saggio, viene portato a riflettere sugli elementi di continuità e di rottura che caratterizzano la storia della lettura come pratica individuale e collettiva e in definitiva sul ruolo o i nuovi ruoli che il libro esercita nella vita e nell’immaginario delle persone

    Dino Provenzal: i lettori nell’Italia che scrive

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    The paper examines the rich production and the reflections by the writer Dino Provenzal (1877-1972) on his relationship with reading and on the world of books, on readers’ behaviour, on the inadequacy of libraries in Italy between the two wars. The author focuses especially on the many articles by Provenzal published in L’Italia che scrive, the journal by Angelo Fortunato Formiggini, between 1922 and 1938.Il saggio esamina la ricca produzione e le riflessioni dello scrittore Dino Provenzal (1877-1972) sul suo rapporto con la lettura e sul mondo dei libri, i comportamenti dei lettori, le inadeguatezze delle biblioteche in Italia tra le due guerre. L’autore si sofferma, in particolare, sui numerosi articoli di Provenzal usciti nella rivista di Angelo Fortunato Formiggini, L’Italia che scrive, fra il 1922 e il 1938

    «Ma il protagonista non era un uomo?» Il ribaltamento dei ruoli di genere nell’arte di Daniela Comani

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    Using gendering as an artistic strategy, Daniela Comani rewrites not only the history of literature and publishing, but also the canon of general history, blockbusters movies and daily news. Over the years, Comani’s artistic research has included photographic and video material produced by herself, as well as images and articles collected from magazines and newspaper which she put together into an ongoing archive, from which she has drawn since the 1990’s and from which she continues to draw to create her works of art and her artist books.Utilizzando il gendering come strategia artistica, Daniela Comani riscrive non solo la storia della letteratura e dell'editoria, ma anche la storia mondiale, il canone del cinema e delle notizie quotidiane. Nel corso degli anni, la ricerca artistica di Comani ha incluso materiale fotografico e video prodotto da lei stessa, ma anche immagini e articoli raccolti da riviste e giornali che ha riunito in un archivio disorganico ma continuo, da cui ha attinto a partire dagli anni Novanta e dal quale continua ad attingere per realizzare le sue opere d’arte e i suoi libri d’artista

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