AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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    Rete di reti: un progetto per accrescere l’efficienza e l’efficacia delle biblioteche e delle reti bibliotecarie italiane (Prima parte)

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    Many professionals who work in the library field agree that nowadays the Italian library system is experiencing a state of discomfort. There's a lack of resources essential to manage the everyday activities – and perhaps if there were plentiful resources libraries wouldn't really know how to use them, in order to improve their services. Assuming that cooperation is the right solution for enhancing the efficiency and cost-effectiveness of library services, a path was conceived to overcome this situation.The project was structured in three steps: first there was a consultation with the researchers who – in 2001 – published the study Le professionalità operanti nel settore dei Servizi culturali: le Biblioteche lombarde (“Professionals operating in cultural services: the libraries of Lombardia”), then international benchmarking was carried out, and finally some library specialists were interviewed. The project pointed out the opportunity of creating a new system that may serve as well library networks as single libraries.This paper presents the first part of the research, i.e. a summary of the activities carried out by libraries and library networks, and the project to achieve their further integration in a “network of networks”, exploring also unconventional resources as time banking. The five library areas that were identified as the more suitable for this integration are: digital services, funding, planning of cultural events/activities, monitoring, evaluation and development, editorial support.Molti di coloro che lavorano in ambito bibliotecario condividono l’opinione che il sistema delle biblioteche italiane stia attraversando oggi un momento di malessere: spesso mancano le risorse per la gestione del lavoro quotidiano, e quand’anche queste risorse ci fossero non è detto che sapremmo impegnarle al meglio per ridare slancio al settore. Si è quindi tentato di immaginare un percorso utile a superare questo malessere, partendo dal presupposto che la cooperazione è la leva in grado di migliorare l’efficienza e l’efficacia dei servizi bibliotecari.Il percorso progettuale si è articolato in tre fasi. Per prima cosa si è avviato un confronto con gli ideatori della ricerca Le professionalità operanti nel settore dei servizi culturali: le biblioteche lombarde, commissionata nel 2001 dalla Regione Lombardia; a questo è seguito un benchmarking internazionale (attraverso l'esame di strutture di servizio simili a quella oggetto dell'analisi, la rete di reti); per finire sono stati intervistati alcuni direttori di reti bibliotecarie ed esperti nel funzionamento delle biblioteche di pubblica lettura come Antonella Agnoli, Alessandro Agustoni, Sergio Dogliani, Ester Dominici e Stefano Parise. Alla fine del percorso ci si è trovati di fronte alla possibilità di creare una struttura di servizio che lavori non solo per conto e in favore delle reti bibliotecarie, ma anche delle singole biblioteche.In questa prima parte viene presentata la sintesi dello studio sulle attività svolte dalle biblioteche e dalle reti di biblioteche, nell’ottica di approdare a un’ulteriore integrazione di queste attività in una “rete delle reti” che operi anche attraverso lo strumento della banca del tempo. I cinque ambiti in cui tentare questa integrazione, così come sono stati individuati dal progetto, sono: i servizi digitali, la progettazione di eventi e attività culturali, il funding, il monitoraggio, la valutazione e lo sviluppo, il supporto editoriale

    Così lontani, così vicini: i possibili alleati delle biblioteche nelle sfide per la trasmissione delle conoscenze

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    Recensioni e segnalazioni, a cura di Silvana de Capua

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    Oltre la comunicazione scientifica: riflessioni sul trasferimento della conoscenza nelle scienze umane

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    Knowledge transfer between scientific research and industry is especially relevant today, because of the resolute demand for innovation on the part of the European Commission.Libraries and documentation centres – traditionally committed to improving the efficiency of the process of knowledge sharing within the scientific community, with special regard to information access and retrieval – might soon be summoned to support knowledge transfer between research institutions and industry. This is one of the subjects investigated by the IPS – Information Policies in Science – project, briefly described in the paper. With respect to the European Commission’s demand for innovation, Humanities seem to be one of the most critical research fields: for this reason they are one of the privileged areas of investigation of the IPS project.A fronte delle decise sollecitazioni verso l’innovazione da parte della Commissione Europea, il trasferimento della conoscenza dalla ricerca scientifica all’impresa è diventato oggi di fondamentale importanza. Le biblioteche e i centri di documentazione – tradizionalmente impegnati a migliorare l’efficienza del processo di condivisione della conoscenza all’interno della comunità scientifica, in particolare per quel che riguarda l’accesso e il recupero dell’informazione – potrebbero quindi essere chiamate in causa anche per occuparsi della comunicazione dei risultati scientifici al mondo delle imprese. È questo uno degli aspetti indagati dal Progetto Information Policies in Science (IPS) che viene sinteticamente descritto in questo articolo. L’area delle scienze umane, particolarmente vulnerabile rispetto alle istanze di innovazione provenienti dalla Commissione Europea, costituisce un’area privilegiata di indagine del progetto

    Il deserto dei Tartari

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    The paper takes a cue from the report on the new professional profiles required by Italian academic and research libraries, published in the first 2013 issue of «AIB studi». The author wonders if, given the current legislative and economic circumstances, such proposals – even though correct and legitimate – may realistically be taken into due consideration by Italian politicians and academic governance. Even if it is right to contemplate foreign models such as the American one, the Italian situation – despite some undeniable steps forward – is still too different from that of other countries, especially in terms of staff recruitment and of the effective correspondence between the tasks required and what’s really necessary to run academic and research institutions.L’articolo prende spunto dal dossier – pubblicato sul primo numero del 2013 di «AIB studi» – sui nuovi profili professionali dei bibliotecari che operano nelle strutture universitarie e di ricerca italiane. Pur concordando con le proposte avanzate, vengono tuttavia sollevati dei dubbi sulla reale possibilità che nell’attuale contesto legislativo e economico sia possibile ottenere su questi temi la dovuta attenzione da parte del mondo politico italiano e della governance degli atenei. Sebbene sia giusto prendere ad esempio modelli stranieri come quello americano, la realtà italiana pare – malgrado qualche indiscutibile passo in avanti – ancora troppo lontana da quegli esempi, specie per quel che concerne il reclutamento del personale e l’effettiva rispondenza tra i compiti che si viene chiamati a svolgere e quanto davvero serve per far funzionare la struttura in cui si opera

    Alcune osservazioni a proposito della formazione del bibliotecario

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    This paper deals with a few general issues concerning librarians' education and professional refresher training, and was inspired by a meditation on the deep changes that are taking place in the world of academic and research libraries. The subject has recently been addressed in a meeting held in Milan on November 22th-23th 2012 – “Stati generali dei professionisti del patrimonio culturale” (States-General of cultural workers) – promoted by MAB Italia. Also, it has become an hot topic after the recent approval of law no. 4 of January 14th 2013, Disposizioni in materia di professioni non organizzate (Rules on professions not governed by a professional order) which introduces new legal profiles for professionals not belonging to any professional order – librarians included. The paper makes a clear distinction between professional refresher training and higher education, claiming that technological and digital skills are essential for the profession, but have to be grounded on a broader and more structured cultural background that may help librarians to deal with the constant changes that all kinds of libraries are facing over and over today.Partendo da una riflessione sulle profonde trasformazioni che stanno investendo il mondo delle biblioteche accademiche e di ricerca, il contributo affronta alcune questioni di carattere generale relative alla formazione e all’aggiornamento professionale dei bibliotecari. Il tema – affrontato anche nel corso dei recenti “Stati generali dei professionisti del patrimonio culturale” organizzati a Milano il 22 e 23 novembre 2012 dal MAB (coordinamento Musei Archivi Biblioteche) – è divenuto di particolare attualità in seguito alla recente approvazione della legge 14 gennaio 2013, n. 4 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate) che introduce nuovi profili giuridici per l’esercizio delle professioni non ordinistiche, tra le quali è da includere anche quella del bibliotecario.A una prima e necessaria distinzione tra formazione di base e aggiornamento professionale, segue la considerazione che le competenze tecnologiche ed informatiche – essenziali per l’esercizio consapevole della professione – devono essere radicate in un background culturale più ampio, articolato e critico che aiuti a comprendere e interpretare i continui cambiamenti che stanno investendo – e sempre più investiranno – le biblioteche di ogni genere e categoria

    La delegazione sovietica al primo Congresso dell’IFLA

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    The Soviet Union – not wanting to miss the first important international event in the library world – sent two librarians to the first IFLA Congress: Lyubov' Borisovna Havkina (1871-1949) and Genrietta Karlovna Derman (1882-1954). Their biographies are remarkable both for the importance of their work for the development of Russian libraries and because of the biographical events that marked their lives. This paper tells their story.L’Unione Sovietica non volle mancare al primo importante appuntamento internazionale del mondo bibliotecario, e inviò al primo Congresso dell’IFLA una delegazione composta da Ljubov’ Borisovna Havkina (1871-1949) e Genrietta Karlovna Derman (1882-1954). L’articolo ricostruisce i dati salienti delle biografie di queste due bibliotecarie, figure particolarmente interessanti sia per l’importanza del loro lavoro per lo sviluppo delle biblioteche russe, sia per i rispettivi percorsi di vita che le segnarono.

    Biblioteconomia, università, formazione, professione

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    Letteratura professionale italiana, a cura di Vittorio Ponzani

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