AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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La monografia scientifica e le sfide dell'accesso aperto
Scholarly monographs still play an important role in the university, despite the crisis due to the deep transformations occurred in scientific communication. Academic publishers have made several attempts to overcome this critical juncture, and they took into consideration the Open Access model (note that – since the beginning – the OA movement has focused mainly on articles, paying very little attention to monographs). On the other hand, in recent years the role of academic publishers within the OA movement has changed, and they're no longer seen as antagonists. The author demonstrates how Open Access books were born in a publishing context rather than in an academic one, and describes the latest updates in OA scholarly monographs.La monografia riveste ancora un ruolo importante all'interno del mondo accademico, anche se da tempo risente di una crisi legata alle profonde trasformazioni che hanno investito la comunicazione scientifica. Per fronteggiare questo problema il mondo dell'editoria ha preso in considerazione diverse soluzioni, tra cui quelle offerte dal modello Open Access (anche se il movimento OA ha inizialmente mostrato poco interesse nei confronti delle monografie, preferendo concentrarsi sugli articoli di rivista). D'altra parte, negli ultimi anni il ruolo degli editori accademici all'interno del movimento OA è cambiato, e oggi non sono più considerati come degli antagonisti. L'autore mostra come gli Open Access book non siano nati in contesto accademico, ma in ambito editoriale, e nella parte finale dell'articolo fornisce un ampio resoconto dei più recenti sviluppi nel settore delle monografie scientifiche ad accesso aperto
ESCO, l’iniziativa europea nel campo della semantica delle professioni
Today jobs are less standardised and homogeneous than in the past. Therefore, a bad or poor representation of the work content (seldom suitable to the actual work contents) can be one of the causes of the current asymmetry between occupational supply and demand. That’s why the European Commission developed a new project for the classification of European skills/competencies, qualifications and occupations (ESCO). ESCO will create a classification scheme to identify and categorise skills, competences, qualifications and occupations in a standard way, using standard terminology in all EU languages. Information professionals – librarians, record managers etc. – have always dealt with this kind of issues, and thanks to their professional experience will be positively qualified to accomplish this task. The paper briefly describes the launch of the new phase of the ESCO project, that will be concluded in 2017 by producing a multilingual classification scheme of occupations, skills/competences and qualifications available throughout Europe.Lo squilibrio tra domanda e offerta di lavoro è oggi più evidente che mai. Uno dei fattori che incide negativamente su questo fenomeno è senza dubbio quello della cattiva o insufficiente rappresentazione dei contenuti lavorativi, che al giorno d’oggi non è quasi mai adeguata ai contenuti effettivi. Con il progetto ESCO (European Skills/Competencies, Qualifications and Occupations) l’Unione Europea vuole dare un contributo per superare questa empasse creando uno schema di classificazione che identifichi con sufficiente precisione abilità, competenze e qualifiche richieste dalle diverse professioni. I professionisti dell’informazione – bibliotecari, documentalisti, archivisti ecc. – si sono sempre dimostrati molto attenti a queste problematiche, e grazie alle riflessioni e agli approcci operativi elaborati nel corso degli anni possono a buon diritto essere chiamati a partecipare a questo lavoro di definizione e classificazione.L'articolo descrive sinteticamente l'avvio della nuova fase del progetto ESCO, che dovrà concludersi nel 2017 con uno schema di classificazione delle professioni valido per tutta l'Unione Europea
Biblioteche giuridiche in evoluzione tra nuovi modelli e tradizione
On November 6, 2008 the J. Michael Goodson Law Library at the Duke University School of Law held a debate about the 21st century law library, i.e. about the development of law libraries in a transformed technological and informational environment. This is an extremely hot topic for Italian law libraries too, not so different from their American counterparts as for collections and services. The paper points out the salient features and criticalities of 21st century Italian law libraries: the ever increasing price of electronic resources, the growing disaffection towards paper, the necessity of a further development of Open access, the role of librarians in the process of digitalization and preservation of library documents, the different use of library spaces in a technological environment, the strategic role of information literacy, the cooperation between librarians and professors. Finally, it describes The Law Student Research Competencies and Information Lteracy Pinciples developed by the AALL (American association of law libraries) in order to improve the library services and promote the quality of research in the Law field.Nel 2009, presso la J. Michael Goodson Law Library della Duke University, tre bibliotecari statunitensi si sono confrontati sul tema dell’evoluzione delle biblioteche giuridiche in un contesto tecnologico ed informativo assai mutato. Il tema é quanto mai attuale e si adatta perfettamente anche alle biblioteche giuridiche italiane, che per complessità delle collezioni e tipologia di servizi non sono poi così diverse dalle loro “colleghe” statunitensi. L’articolo ne illustra caratteristiche e criticità, individuando alcuni aspetti cruciali: il costo sempre crescente delle risorse elettroniche, la graduale disaffezione nei confronti del materiale cartaceo, la necessità di una maggiore diffusione e sviluppo dell'open access, il ruolo dei bibliotecari nei processi di digitalizzazione e di conservazione dei documenti, il diverso utilizzo degli spazi in seguito all’introduzione delle nuove tecnologie, il ruolo strategico dell'information literacy, il rapporto fra bibliotecari e docenti. Vengono infine illustrati gli Information Literacy Principles per gli studenti di Giurisprudenza elaborati dall’American Association of Law Libraries (AALL) in un’ottica di potenziamento dei servizi e di miglioramento della qualità della ricerca in campo giuridico
Il «Bollettino AIB» come open journal: dalla carta a OJS passando per l’HTML
The article describes the transmigration on OJS platform of the «Bollettino AIB» volumes already hosted on the old AIB website, focusing on specific technical problems as well as on the wider theoretical issue of the difference between paper and digital reviews. The work – accomplished by a team of volunteer librarians – allowed the editorial team to implement the old review volumes with additional features. Besides, it offered the chance to consider how editorial decisions were made also depending on the review’s format – the paper edition, the old digital edition hosted on AIB website, and the new digital edition published using OJS software. One of the most notable considerations is that not only the review content is heavily influenced by its media (analog VS digital), but that different digital architectures bring to different editorial choices.L’articolo descrive il recupero su piattaforma OJS delle annate del «Bollettino AIB» già ospitate sul vecchio sito AIB, soffermandosi non solo sui problemi di natura tecnica ma anche sulla questione più generale delle differenze tra cartaceo e digitale. Il lavoro, svolto da un team di bibliotecari volontari di cui hanno fatto parte anche gli autori di questo articolo, ha permesso non solo di offrire nuove funzionalità relativamente alle annate recuperate, ma anche di riflettere sulle scelte editoriali legate al diverso supporto della rivista – la versione cartacea, la versione digitale presente sul vecchio sito AIB e la versione digitale realizzata con OJS. In particolare si è notato come non soltanto i contenuti siano fortemente influenzati dal supporto scelto (analogico VS digitale), ma anche come architetture digitali diverse comportino scelte editoriali diverse
Una storia delle biblioteche dall'interno della professione
The reviewed book – Alberto Petrucciani's Libri e libertà: biblioteche e bibliotecari nell'Italia contemporanea (Books and freedom: libraries and librarians in contemporary Italy) – includes a number of already published essays along with a few new ones. The first part is about The history of libraries: why? how? while the second part – Moments and problems – gets into the core of the library profession since the foundation, in 1930, of the Associazione dei bibliotecari italiani (Italian librarians' association). Eventually, the third part examines the figures of some historical Italian librarians.Petrucciani believes in a sort of continuity and coherence of the library profession since its birth (that he sets in the age of the Risorgimento) up to this time. Nevertheless – in the reviewer's opinion – this is a rather utopian ideal, although a charitably one now that our national consciousness seems so dismayed. Italian history (even Italian libraries' history) is not only made of discouraging political events, but of unequaled cultural prosperity as well. Still, it is also true that a a distinctive Italian feature is a serious lack of access to culture, interpreted as the ability of understanding reality. That's the reason why the following words don't sound bombastic at all, and perhaps can help us to understand the deep meaning of the title: «This book is dedicated to everyone – old and young – has fought and will fight the everlasting ball and chain of our country: illiteracy and ignorance».Il volume qui presentato (Alberto Petrucciani. Libri e libertà: biblioteche e bibliotecari nell'Italia contemporanea) contiene una raccolta di saggi in parte già pubblicati altrove, ed è articolato in tre sezioni. La prima è dedicata a La storia delle biblioteche: perché?come? La seconda entra nel vivo della storia della professione bibliotecaria a partire dalla nascita, nel 1930, dell'Associazione dei bibliotecari italiani (che due anni dopo diventerà Associazione italiana per le biblioteche). La terza infine è dedicata ad alcune personalità del mondo bibliotecario italiano.Petrucciani crede fermamente nella continuità culturale della professione bibliotecaria fin dalle sue origini (che lui colloca nel Risorgimento), tuttavia la sua è una visione fortemente marcata da quella prospettiva risorgimentale ben espressa nel famoso slogan “fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani”. Si tratta di una visione che presenta, a parere di chi scrive, tratti alquanto utopici, anche se di un'utopia generosa a cui forse non è male far riferimento oggi, in un momento in cui la coscienza nazionale – se mai ve ne è stata una – sembra così smarrita. È vero infatti che la storia (anche bibliotecaria) italiana non è fatta solo di episodi politici umilianti, ma presenta anche una ricchezza culturale che regge a qualsivoglia confronto con il resto del mondo; tuttavia accanto a tanta ricchezza permangono gravi carenze di accesso alla cultura intesa come capacità di interpretazione critica della realtà. Non suonano allora per nulla retoriche (e forse aiutano a capire meglio il significato profondo del titolo) le parole poste a conclusione della nota introduttiva: «Il libro è dedicato ai vecchi e giovani che hanno combattuto e combatteranno quella che è sempre stata la palla al piede del nostro paese, la sua ignoranza e incultura»
Stati Generali dei professionisti del patrimonio culturale: una prospettiva di alleanze da perseguire con convinzione
Le biblioteche pubbliche in Francia oggi
Towards the end of the seventies and during the eighties of the last century, France created a new and successful model of library, the médiathèque. At the end of the nineties this much-appreciated and much-reproduced model of library faced a major crisis, mostly because of the advent of the Internet: the culture of dematerialization and disintermediation put to challenge the concept and legitimacy of libraries in France and all over the world.As to the French situation, there are a few several critical points still to be solved. First of all, there isn't a national public library network for the more than 30.000 bibliothèques municipales. In the second place, several new issues aroused around the profession: career advancement today is much more difficult than before; professional training is up to too many different players; and there are too many different library associations. Finally, people generally don't understand “what librarians do”: in the digital age everyone can produce, spread and archive documents – and in the common belief everyone with administrative skills can manage a library. Eventually, since we put a major focus on inclusion, in the library cultural mediators are as important as librarians. Therefore, the French bibliothèques municipales are now looking for a new mission.Foreign models are appealing, and the idea of library as a “third place” is well widespread. But what will be left of traditional library services (e.g. library collections) in a library whose “users are the most valuable collection”? Will its identity be lost among cool and comfortable sofas? Today's library professional debate in France is mostly about the role of library in the society, and we all hope that IFLA WLIC 2014 in Lyon will succeed in putting “libraries on the agenda!” of France too, according to Claudia Lux's incisive motto.Tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso in Francia venne lanciato un nuovo modello di biblioteca – la cosiddetta “mediateca” – che ha riscosso un notevole successo in patria e all'estero e che è entrato in crisi verso la fine degli anni Novanta. Tra i molti fattori che hanno provocato questa crisi, Internet è sicuramente uno dei più significativi. Con l'avvento di Internet infatti l’immagine e la legittimità della biblioteca vengono messi in seria discussione in Francia come nel resto del mondo. Per quel che riguarda la realtà francese, poi, gli elementi critici sono di varia natura e toccano diversi aspetti della biblioteca. Innanzitutto manca una vera rete nazionale che coordini le 30.000 e più bibliothèques municipales. La professione, poi, si dibatte tra dubbi e interrogativi di ogni genere: la mobilità di carriera è molto più difficile che in passato; la formazione è frazionata e disomogenea; le associazioni professionali sono molteplici e frammentate. Non ultimo, il “mestiere di bibliotecario” rimane un mistero per la maggior parte delle persone comuni: con l’avvento del digitale infatti chiunque può produrre, diffondere e archiviare documenti, e i confini della professione sono tutt'altro che chiari soprattutto da quando, con l’affermazione della cultura del management, ogni impiegato amministrativo è ritenuto in grado di gestire una biblioteca – o da quando, con il nuovo focus sull’accoglienza, vi trovano posto anche professioni più vicine a quella del mediatore sociale e culturale. Di conseguenza, le bibliothèques municipales sono oggi in cerca di proposte alternative e di una nuova definizione della loro mission.Gli esempi stranieri sono seducenti, e il concetto della biblioteca come “terzo luogo” è ormai diffuso anche in Francia. Ma cosa ne sarà dei servizi tradizionali in una biblioteca in cui “la collezione più preziosa sono gli utenti”? Che ne sarà delle collezioni vere e proprie, del suo ruolo culturale, dell'intermediazione informativa? Non c'è il rischio che la sua identità si smarrisca in mezzo alle comode poltroncine di design? Le discussioni che animano oggi il mondo bibliotecario francese vertono principalmente sul ruolo della biblioteca nella società, ed è forte la speranza che il congresso IFLA che si terrà a Lione nel 2014 contribuisca a inserire anche in Francia le biblioteche on the agenda!, secondo l'efficace motto di Claudia Lux
Valutazione dello spazio architettonico delle biblioteche attraverso la Post-Occupancy Evaluation
Post-Occupancy Evaluation (POE) is the process of evaluating buildings after they have been built and occupied for some time – in order to assess their conformity to the original project and to their actual use – paying particular attention to the feedback from the occupants of the building being evaluated. POE is of some help for enhancing buildings’ organization, finding inspiration for a possible future renovation and – in wider terms – for improving buildings’ design. It usually includes a mix of quantitative and qualitative techniques and it’s versatile enough to be adapted to different needs and specific budget/time limitations.Library buildings’ Post-Occupancy Evaluation has been adopted in order to plan libraries’ refurbishment and to support organizational changes. On the whole, it increased the positive perception of spaces and the patrons’ sense of belonging and participation to the library. Given these positive results, it is advisable to test POE in Italian libraries too.La Post-Occupancy Evaluation (valutazione post-abitativa) o POE è un tipo di indagine diffusa prevalentemente nei paesi di area anglosassone che consente la valutazione di un edificio architettonico dopo che è entrato in funzione, e ne verifica la fedeltà al progetto iniziale e l’adeguatezza rispetto all'uso effettivo che ne viene fatto, prestando particolare attenzione al giudizio dei suoi utenti. Grazie ai risultati ottenuti è possibile perfezionare l'organizzazione interna di un edificio, ottenere indicazioni per eventuali ristrutturazioni, e più in generale migliorare la progettazione di determinate tipologie di edifici. Da un punto di vista metodologico la Post-Occupancy Evaluation è caratterizzata dall'impiego congiunto di indagini quantitative e qualitative, e la sua flessibilità consente di adattarla a esigenze differenti e di tenere conto di fattori contingenti come quelli di carattere economico e/o temporale. In ambito bibliotecario, questo tipo di indagine è stato impiegato per ottenere feedback utili per la riprogettazione delle biblioteche o per supportare scelte di cambiamento nell’organizzazione interna. Nel complesso, è servita a rafforzare la percezione positiva degli spazi da parte degli utenti, contribuendo a creare un senso di partecipazione e di appartenenza. Visti i risultati positivi è auspicabile che la Post-Occupancy Evaluation degli edifici bibliotecari venga introdotta anche in Italia
Stato dell’arte e prospettive future della biblioteconomia nell’università italiana
The paper presents some reflections on the sidelines of the “First national workshop of library science: teaching activity and research in Italian universities and international comparisons” (Rome, May 30-31, 2013). The seminar was an opportunity to discuss the role of LIS disciplines in the universities as well as the prospects of interactions with close or related disciplines, and also their possible contribution to cultural institutions or to the world of books and information. The workshop offered the chance to compare Italian experience of training and education with that of other countries (France, Spain and the United States). Several young researchers had the opportunity to present their LIS research, thus contributing to create a map of the latest LIS trends in Italy.L’articolo presenta alcune riflessioni a margine del “1. Seminario nazionale di biblioteconomia: didattica e ricerca nell'università italiana e confronti internazionali”, Roma, 30-31 maggio 2013. Il seminario si è configurato come uno spazio di riflessione e discussione sul ruolo delle discipline biblioteconomiche all’interno delle università, sulle relazioni fruttuose che esse possono intrecciare con discipline di ambiti affini, e sul contributo che possono offrire a istituzioni culturali, al mondo del libro e a quello dell'informazione. Si è trattato inoltre di un’occasione di confronto tra esperienze di formazione e didattica realizzate in diversi paesi (Francia, Spagna e Stati Uniti), che ha dato modo a molti giovani studiosi di biblioteconomia di presentare le proprie ricerche, contribuendo così a tracciare la mappa delle ultime tendenze nazionali in campo biblioteconomico