AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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Ripensare spazi e collezioni: best practices dall'IFLA Satellite Conference "Space and collections earning their keep: transformation, technologies and re-tooling" (Parigi, 13-14 agosto 2014)
The article is an analytical report of the IFLA satellite conference “Space and collections earning their keep: transformation, technologies and re-tooling” organized in Paris by the IFLA Acquisition and Collection Development Section and by the Library Buildings and Equipement Section.During the conference, twenty-two speakers from twelve different countries presented the best practices in restoration/reorganization of existing libraries and in designing new library buildings. All the projects showed a common goal: reorganizing the library space according to the transformation of library collections as well as to the users’ needs, and enhancing the social function of the library both as a place of individual and group study, and as a meeting and entertainment space. In order to do this, it seems necessary to give up the notion of a permanent and unchanging space and to embrace the idea of a flexible, pleasant and multifunctional space.L’articolo propone un resoconto critico della conferenza satellite IFLA “Space and collections earning their keep: transformation, technologies and re-tooling”, organizzata presso la Bibliothèque Universitaire des Langues et Civilisations (BULAC) di Parigi dall’IFLA Acquisition and Collection Development Section e dall’IFLA Library Buildings and Equipement Section. La conferenza – volta a illustrare le best practices nella ristrutturazione/riorganizzazione di biblioteche esistenti e nella costruzione di nuove strutture – ha ospitato ventidue relatori provenienti da dodici paesi diversi. Tutti i progetti presentati, pur nella varietà di contesti e di tipologie bibliotecarie, mostrano una serie di caratteristiche comuni: il recupero e la trasformazione dello spazio in relazione all’evolversi delle collezioni e delle esigenze degli utenti, e la valorizzazione della funzione sociale della biblioteca come luogo di studio (individuale e di gruppo), di intrattenimento e d'incontro. L'imperativo comune sembra essere quello di rinunciare all’idea di uno spazio fisso a favore di uno spazio che sia flessibile, piacevole e multifunzionale
Il riconoscimento delle professioni non regolate e la legge n. 4 del 14 gennaio 2013
The Law 4/2013 (“Provisions about non-regulated professions”) finally makes it possible in Italy for non-regulated professions to coexist with regulated professions. This was a long awaited reform, required both from non-regulated professionals and from the European Union (as the rigidity of the Italian professional system contradicted some of the EU basic principles). The need of a professional recognition has become more and more urgent for LIS professionals too, especially due to the huge increase in temporary jobs in the last decades.In the first part, the paper analyses the historical reasons that led to the development of professional orders, and explains why this model has been in a crisis since the 1980's. After a brief description of the composite universe of the non-regulated professions, it examines some relevant features of the Law 4/2013, highlighting how it is affected by the double attempt to overcome the natural oppositions of professional orders, and to smooth the many different opinions of non-regulated professionals. Finally, it urges the Italian library association's government bodies and the whole professional community to rethink the role of the Association in such a context.Con l’entrata in vigore della legge 4/2013 che disciplina le professioni non organizzate, anche in Italia si introduce un sistema duale nel quale coesistono professioni esercitabili liberamente e professioni regolate dalla legge in quanto di particolare rilevanza pubblica. Da circa un ventennio si attendeva che il Parlamento ponesse mano alla riforma delle professioni: a richiederla erano non solo i professionisti non regolamentati, ma anche l’Unione Europea, per la quale la rigidità del sistema professionale italiano era in contrasto con alcuni dei cardini della politica comunitaria.Per i bibliotecari la necessità di un riconoscimento professionale si è fatta in questi anni via via più urgente, soprattutto – ma non solo – a causa del notevole incremento del lavoro precario.La prima parte dell’articolo analizza le ragioni storiche che in Italia hanno condotto al regime degli ordini, e i profondi cambiamenti di ordine sociale e politico che l'hanno messo in crisi a partire dagli anni Ottanta. Dopo una descrizione del mondo composito delle professioni non regolate, vengono quindi presi in esame alcuni degli aspetti più significativi della legge 4/2013, evidenziando come essa risenta del tentativo non solo di superare le inevitabili resistenze di natura corporativa, ma anche di mediare tra le diverse posizioni presenti all’interno del gruppo delle professioni non regolamentate. L’ultimo paragrafo invita gli organi di governo dell’AIB e tutta la comunità professionale a riflettere sul ruolo che l’associazione dovrà assumere in uno scenario così mutato
Il diritto d'autore sulle edizioni musicali a stampa: restrizioni legislative e nuove prospettive per la digitalizzazione
The article provides a concise copyright handbook for printed music for librarians who have to deal with musical funds or documents containing musical notations. What are the differences between printed music and other publishing products? Which instruments are available in order to avoid any copyright violation by the librarian that has to manage sheet music and scores? The author takes stock of the Italian and European laws on the subject and focuses on how current regulations affect libraries and librarians, trying to identify possible options for the digital dissemination of printed music within the confines of the law.L'articolo intende offrire un sintetico vademecum sul diritto d’autore nelle edizioni musicali a stampa, per i bibliotecari che si trovino ad affrontare il trattamento di fondi musicali o di singoli documenti contenenti musica notata. Quali sono le caratteristiche fisiche e di contenuto che differenziano la musica a stampa dagli altri prodotti editoriali? Di quali strumenti dispone il bibliotecario, dovendo gestire spartiti e partiture, per evitare di violare le leggi in materia di diritto d’autore e copyright? Facendo il punto sulla legislazione nazionale e comunitaria in materia, l’autrice analizza le ripercussioni della normativa vigente sulla gestione della musica a stampa in biblioteca, con una particolare attenzione alla possibilità di diffusione legale della musica a stampa in ambiente digitale
Sul perché, anche nel mondo dei Linked Data, non possiamo rinunciare al concetto di documento
Linked Data represent one of the most interesting and effective uses of open data, allowing the connection of data hosted by multiple digital archives and thus producing innovative information systems. On the other hand, they involve a few problems such as data sources and coarse data: that's why the more the deconstructive logic implied by Linked Data moves the concept of document to the background, the more we can't give it up, because only by preserving the concept of document we can contain the information “liquidity” into stable structures that are essential for our lives and society.I Linked Data rappresentano una delle forme di utilizzo più interessanti e proficue dei dati aperti, dal momento che offrono la possibilità di correlare i contenuti di differenti archivi digitali realizzando strumenti informativi estremamente innovativi. Tuttavia comportano anche alcuni problemi, fra i quali spiccano la provenienza dei dati e la loro granularità. Per far fronte a questi problemi è importante non abbandonare il concetto di documento, tanto più cruciale proprio nel momento in cui la logica della decostruzione sottesa ai Linked Data sembra porlo in secondo piano. Solo mantenendo in vita il concetto di documento, infatti, è possibile contenere la “liquidità” dell’informazione in strutture che possiedano quegli elementi di stabilità caratteristici (anche se non esclusivi) della tradizione bibliografica e che sono di fondamentale importanza per la costruzione della realtà sociale
Bibliometria sì, bibliometria no: la valutazione della ricerca nelle scienze umane e sociali al bivio
The debate on research assessment in Italy has intensified after ANVUR's (National agency for the assessment of the University system and research) proposition to create a bibliometric database for the humanities and social sciences (HSS). The article highlights the limits of ANVUR's proposal by presenting a brief review of HSS research and professional communities' responses, and points out the possible benefits of such a database particularly in terms of international visibility. Since research assessment is a multidimensional process, bibliometrics can complement qualitative methods for the evaluation of research produced in Italy by humanists and social scientists. However, a more rigorous methodological approach is needed in order to take account of the epistemological diversities of the research communities in HSS.Il contributo discute della recente proposta dell'ANVUR di creare una banca dati bibliografica e bibliometrica per le scienze umane e sociali. Il dibattito che è seguito alla proposta dell'ANVUR ha messo in luce, ancora una volta, come le scienze umane e sociali debbano aprirsi ad un tipo di valutazione più multiforme e variata. La chiusura di molte comunità di umanisti all'approccio bibliometrico appare, ad oggi e nonostante i limiti della bibliometria, poco giustificata. Secondo l'autrice è necessario maturare verso la bibliometria un approccio più consapevole e di tipo scientifico, favorendo studi e ricerche di alto profilo.Il contributo discute anche della possibilità di valutare la ricerca umanistica attraverso le metriche alternative del web. Anche in questo caso le scienze umane accusano un ritardo rispetto all'ambito scientifico, dal momento che non hanno ancora completato il loro passaggio al digitale
Il costo dell’ignoranza, un lusso che l’Italia non può più permettersi
The Italian economic and social crisis has its roots in the country's weak public policies in the fields of education and research. Italy ranks among lowest in most international surveys on educational attainment, student’s literacy, participation in cultural life, public and private investment in research and development. Giovanni Solimine’s new book – Senza sapere. Il costo dell’ignoranza in Italia (Not knowing. The price of illiteracy in Italy) – explains how this situation is fatally destined to increase the gap between Italy and the other developed countries unless real change is made. The article takes the cue form the issues discussed in the book to highlight the need for a quick transition towards a knowledge society in Italy. La crisi economica e sociale italiana affonda le sue radici nell’inadeguatezza delle politiche pubbliche nel campo dell’educazione e della ricerca. L’Italia occupa infatti gli ultimi posti nella maggior parte delle indagini internazionali relative ai livelli di istruzione della popolazione adulta, alle competenze degli studenti, alla partecipazione alla vita culturale, agli investimenti in ricerca e sviluppo pubblici e privati, alla spesa per il sostegno alla cultura. Il nuovo libro di Giovanni Solimine Senza sapere. Il costo dell’ignoranza in Italia (Laterza, 2014) analizza con lucidità questa situazione che, senza una reale inversione di tendenza, è destinata ad aumentare il divario tra l'Italia e i paesi più avanzati. Il testo dell’articolo prende le mosse dal libro di Solimine per sviluppare alcune considerazioni sulla necessità di avviare anche in Italia la transizione verso una società della conoscenza
Convergenza di biblioteche, archivi e musei: le iniziative di IFLA
The convergence of archives, libraries and museums is mainly about technology, but up till now it lacks a real understanding of the impact of digital technologies on professional identities. IFLA has been discussing about convergence since 2008 along with ICA (International council on archives), ICOM (International council of museums), ICOMOS (International council on monuments and sites) and CCAAA (Co-ordinating council of audiovisual archives associations). The Satellite Conference that will be held in Turin next August will present research and best practices of convergence, and will discuss the academic curriculum required by future professionals in this field.La convergenza di archivi, biblioteche e musei interessa soprattutto la dimensione tecnologica, mentre manca una reale comprensione dell'impatto delle tecnologie digitali sulle diverse identità professionali. L'IFLA ha cominciato a discutere di questa convergenza insieme a ICA (International council on archives), ICOM (International council of museums), ICOMOS (International council on monuments and sites) e CCAAA (Co-ordinating council of audiovisual archives associations) nel 2008. Nel corso della Conferenza satellite di Torino in programma per il prossimo agosto verranno presentati i risultati delle ricerche sui temi della convergenza e le buone pratiche già in atto, e si discuterà della necessità di rinnovare il curriculum universitario sulla base delle nuove competenze richieste