AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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Biblioteca pubblica di ieri e di oggi: un'antologia degli scritti di Virginia Carini Dainotti
Starting from the publication of an anthology of Virginia Carini Dainotti's writings (Roma: Bibliosofica editrice, 2014), this article offers a reinterpretation of the author's thought with particular respect to the current debate concerning the future of public libraries.A partire dalla pubblicazione di un'antologia degli scritti di Virginia Carini Dainotti (Roma: Bibliosofica editrice, 2014), l'articolo propone un tentativo di rilettura del pensiero dell'autrice sottolineandone qualche elemento di attualità, con particolare riferimento all'attuale dibattito in corso sul futuro della biblioteca pubblica
Vecchi paradigmi e nuove interfacce: la ricerca di un equilibrato sviluppo degli strumenti di mediazione dell’informazione (Seconda parte)
The paper presents a literary review of several pending issues that show the necessity of an innovation in the field of information management and search systems – still, this innovation must be deep, balanced and scientifically aware of LIS principles. In particular, it examines the role of web-scale discovery services and discovery tools, and their possible inclusion among the library mediation tools.First, the article reviews a number of arguments supporting the development of OPAC interfaces according to the principles of Web 2.0 and semantic Web: extreme user-friendliness and usability, interactive and collaborative organization, interoperability, data granularity. Then, it investigates the prospect of discovery tools as the new ‘single’ systems to search for all the resources mediated by a library. However, such an innovation should aim not only to the transformation of the query interfaces of databases, but also to the development of a new way of creating and organizing data according to FRBR, RDF, linked data.These arguments are then compared with other approaches more focused on LIS principles. In any case, it is essential to maintain the resources’ original coherence, and the authority of the data origin. Finally, the paper remarks the limits of ‘information discovery’: at present, new systems do not have the same precision of databases, OPACs and other trustworthy tools.(NB: this is the second part of a more extensive study. The first part has been published in AIB studi 1/2015)Scopo dell’articolo è proporre – con la forma della rassegna critica delle fonti, o literary review – una serie di temi ancora aperti, per indicare come sia effettivamente necessaria un’innovazione dei sistemi di gestione e ricerca dell’informazione, ma che sia profonda, equilibrata e scientificamente consapevole dei principi biblioteconomici. In particolare, è discusso il ruolo dei web-scale discovery service e dei discovery tool, inquadrando criticamente il loro accoglimento tra gli strumenti di mediazione della biblioteca.Sono riassunte, anzitutto, varie considerazioni a favore dello sviluppo delle interfacce OPAC secondo alcuni principi riferibili al Web 2.0 e al semantic Web: estrema amichevolezza e usabilità, organizzazione interattiva e collaborativa, interoperabilità, granularità dei dati. È indagata, poi, la prospettiva dei discovery tool, proposti come nuovi strumenti rappresentanti il sistema ‘unico’ per la ricerca di tutte le risorse mediate da una biblioteca. Tale innovazione deve, però, puntare non solo alla trasformazione delle interfacce di interrogazione delle basi dati, ma anche a un nuovo modo di creare e organizzare i dati nelle basi stesse: secondo FRBR, RDF, linked data.Sono, quindi, confrontate altre posizioni maggiormente orientate al rispetto dei principi biblioteconomici. È sottolineata l’importanza di mantenere la coerenza originaria delle risorse e l’autorevolezza della provenienza dei dati. Infine, sono proposte alcune riflessioni sui limiti dell’‘information discovery’, in quanto i nuovi sistemi non hanno, al momento, il rigore dell’information retrieval cui ci hanno abituato le banche dati, gli OPAC e altri strumenti di eguale affidabilità.(Questo articolo è la seconda parte di un contributo più esteso. La prima parte è stata pubblicata sul numero 1/2015 della rivista
Competenza visuale: imparare e insegnare nella biblioteca accademica del XXI secolo e oltre
The article provides an overview on the visual literacy competencies developed by the Association of College and Research Libraries (ACRL) examining the role of the academic librarian in teaching visual literacy, the affinity between information and visual literacy, and the possibility of using a non-traditional medium as the comic book to support visual literacy.L'articolo offre una panoramica sulla competenza visuale, così come elaborata dall'ACRL (Association of College and Research Libraries), e si sofferma sulle affinità tra competenze informative e competenze visuali; sul ruolo del bibliotecario accademico nelle università americane per quel che riguarda l’insegnamento delle competenze visuali; e sul potenziale ruolo dei fumetti nella trasmissione di tali competenze
Navigare nel mare di Scopus, Web of science e Google Scholar: l’avvio di una ricerca sulla vitalità delle discipline archivistiche e biblioteconomiche italiane
This article has been conceived within the PhD in Library and Information Science at La Sapienza University of Rome, and is focused on the vitality and effectiveness of Italian LIS studies.The paper describes the search in Web of science, Scopus and Google Scholar for any paper written by Italian LIS researchers and university professors, illustrating the research method, the difference of use – and limitations – of the three databases and the difficulties experienced with Google Scholar, and reporting WoS and Scopus numerical results as well.This first research results made it clear that, in order to investigate the presence and impact of Italian LIS studies, a correct use and organization of quantitative data is essential.Il contributo nasce parallelamente all’avvio di una ricerca all’interno del 29. ciclo di dottorato in Scienze documentarie, linguistiche e letterarie dell’Università La Sapienza di Roma, che si propone di analizzare il livello di salute degli studi del settore M-STO/08, inteso come capacità di uscire fuori dalla propria nicchia ed essere presenti in aree disciplinari e/o linguistiche esterne alla propria.Si descrive la ricerca – effettuata nei due grandi database citazionali, Web of science e Scopus, e in Google Scholar – dei lavori scientifici dei docenti e ricercatori del settore M-STO/08, illustrando il metodo seguito, le principali differenze d'uso nonché i limiti dei database interrogati. Si analizzano in particolare i criteri adottati per l’organizzazione del lavoro in Scholar, il problema della corretta identificazione dell'autore e la successiva pulizia delle informazioni ottenute. Vengono quindi esposti i risultati raggiunti nell’interrogazione delle banche dati di Thomson Reuters e Elsevier e le difficoltà incontrate nell’ambiente Google.Il quadro che emerge, oltre a confermare la complessità di uso degli strumenti citazionali, mostra come sia difficile ricavare risultati quantitativi rilevanti in contesti come quelli delle discipline LIS italiane, poco rappresentati nel panorama citazionale. La priorità emersa al termine di questa prima fase della ricerca è dunque quella della collocazione dei dati quantitativi all’interno di un corretta cornice di riferimento; solo in tal modo, infatti, si potrà cercare di rappresentare nel modo più oggettivo possibile i fenomeni di presenza e impatto – in altre parole, di internazionalizzazione e vitalità – delle discipline LIS italiane
ISO 16439: un nuovo standard per valutare l’impatto delle biblioteche
This article presents and analyzes the recent international standard ISO 16439:2014(E) (Information and documentation – Methods and procedures for assessing the impact of libraries) showing its relevance both to LIS research and to the social management of libraries.L’articolo presenta e commenta lo standard internazionale ISO 16439:2014(E) (Information and documentation – Methods and procedures for assessing the impact of libraries) recentemente pubblicato, segnalandone l’importanza sia per gli studi biblioteconomici sia per la gestione sociale delle biblioteche
E ora facciamo i conti con la realtà
The article analyses the Survey of Italian public libraries' preliminary report (July 2013). The survey was promoted by the Italian Centre for Book and Reading (Centro per il libro e la lettura) and by the Italian Library Association, and was carried out together with the Italian National Institute of Statistics (Istat) and the National Association of Italian Municipalities (ANCI). The author takes into consideration the methodological choices as well as the report's results, in order to bring out a realistic portrait of Italian public libraries and to reflect on their future perspectives – given the current international economic situation and the public policies' traditional rigidity.L'articolo propone un’analisi critica del rapporto preliminare dell'Indagine statistica sulle biblioteche degli enti territoriali italiani, promossa dal Centro per il libro e la lettura del MiBAC (Cepell) e dall’Associazione italiana biblioteche, e realizzata da questi due enti in collaborazione con l’Istat e l’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani). L’autrice si sofferma sia sulle scelte metodologiche che sui contenuti, a partire dai quali analizza il quadro descrittivo delle biblioteche pubbliche in Italia così come emerge dal rapporto. Tale analisi costituisce l’occasione per una riflessione sulle prospettive future di tali biblioteche, tenendo conto sia della difficile situazione economica internazionale che dell'immobilismo delle politiche pubbliche
Instant, cultural and infinite: lo sviluppo dei sistemi di ricerca e scoperta verso le qualità del pensiero (note da FSR 2014)
Today, libraries are facing major changes in the so-called information society, as well as in their patrons’ information needs. That’s why it is necessary to call into question the catalog and its services, focusing on bibliographic data, on their (current and future) users, and on the ways these data can be treated, used and disseminated – yet safeguarding the catalog identity despite all its transformations. On this very theme, the scientific forum FSR 2014 has been full of innovative ideas.Aim of the conference was to understand if the search and discovery tools developed so far are still useful, and if (and how) they need to evolve: at present library services and information professionals can still compete with the Internet in the dissemination of good and reliable information, but all the principles and standards that were built over the centuries could become obsolete at any moment. Scholars and professionals from all over the world illustrated the state of the art in their own countries by describing innovative experiences, and proved themselves willing to pursue change and innovation as well as to share their achievements with other professionals – according to the principles of good research.L’ambiente in cui operano le biblioteche oggi è in profonda trasformazione, così come le necessità di informazione dei cittadini. Per questa ragione è necessario che anche il catalogo e i servizi ad esso collegati siano messi in discussione, ponendo al centro della riflessione i dati bibliografici e i loro utenti – presenti e futuri – nonché i mezzi per il trattamento, la valorizzazione e la diffusione di tali dati, salvaguardando l’identità del catalogo pur nella sua trasformazione e integrazione con altri strumenti.Su questi temi il forum scientifico FSR 2014 è stato ricco di spunti innovativi. L’interrogativo sottointeso all’incontro era se gli strumenti finora elaborati possano avere ancora una loro utilità specifica, e se – e quanto – sia necessaria la loro trasformazione progressiva. Infatti, se in questo momento i servizi bibliotecari e i professionisti dell’informazione sono ancora competitivi con il Web per la diffusione di informazioni valide e di documenti utili, è sempre presente il rischio che quell’apparato di principi e paradigmi costruito nei secoli diventi obsoleto. Nel corso del convegno studiosi e professionisti hanno illustrato lo stato dell’arte nei loro Paesi, presentando le esperienze già realizzate e mostrandosi decisi a continuare nella stessa direzione, volta al futuro e al cambiamento, e a quella condivisione al di là dei confini nazionali che sta alla base della ricerca e della conoscenza
Dalla parte delle biblioteche
This collection of nineteen selected writings of Franca Arduini – originally published on Italian and foreign journals, conference proceedings and exhibition catalogues – offers interesting suggestions on the history of Italian libraries, on their historical collections, on librarians’ training and education and – last but not least – on how the Italian library non-system could be reconstructed. La raccolta comprende diciannove scritti scelti fra gli oltre cento pubblicati da Franca Arduini – su riviste italiane e straniere, atti di convegni e cataloghi di mostre – in oltre quaranta anni di attività professionale. Dalla loro lettura emergono numerosi spunti per la ricostruzione del "non sistema" bibliotecario italiano e per una riflessione sulla storia delle biblioteche italiane, sulle raccolte storiche e sulla formazione dei bibliotecari.