AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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Wikidata: la soluzione wikimediana ai linked open data
Wikidata is the latest project run by Wikimedia Foundation, the non-profit organization sustaining Wikipedia and several related projects. The aim of Wikidata is to collect and structure the key data of every article and page of the 800+ Wikimedia projects, so that they can be read, translated, edited and re-used by anyone (including machines) in every official language of Wikimedia projects. The paper examines Wikidata’s technical and theoretical features; its main objectives; the essential notion and meaning of ‘item’ and ‘property’; the state of the art three years after its launch – with regard to Wikimedia projects as well as to third parties; and finally it provides an overview of the main tools created so far for the reuse of Wikidata’s data.Wikidata è il progetto più giovane fra quelli gestiti dalla Wikimedia Foundation, la fondazione non-profit che gestisce Wikipedia e i suoi progetti fratelli. Il suo scopo principale è raccogliere e strutturare i dati fondamentali delle voci e delle pagine degli oltre 800 progetti Wikimedia, in modo tale che possano essere letti, tradotti, modificati e riutilizzati da chiunque (macchine comprese) in ciascuna delle 285 lingue ufficiali dei progetti Wikimedia. In questo articolo si affrontano i vari aspetti di Wikidata: si analizzano le caratteristiche tecniche e teoriche del progetto; si elencano gli obiettivi fondamentali; ci si concentra sulle nozioni e il significato, fondamentali per Wikidata, di ‘elemento’ e ‘proprietà’; si analizza lo stato di Wikidata a tre anni dal lancio, sia in relazione ai progetti Wikimedia, sia in relazione a parti terze; infine, si propone una panoramica di tutti i principali tool di riutilizzo dei dati di Wikidata finora ideati
Dokk1: la co-creazione come nuovo metodo di lavoro in biblioteca
This article presents Dokk1 as an example of the new generation of modern, hybrid libraries. Dokk1 is co-created with users, partners and stakeholders. It has become an open, flexible library space that also uses technology as a way to invite the users to become part of the space. Using design thinking as a new way of working, co-creation also becomes a part of developing new services and spaces and a new way of working for the library staff.Dokk1 is a library for people, not for books. It represents the shift in library development from being media-oriented to being citizen-oriented. A citizen-oriented library requires co-creation on different levels, for example: 1) a new way of working and becoming a design driven library; 2) open spaces that allows citizens, partners and the library to do things together and 3) technology that supports the fact that this library belongs to the users.Questo articolo presenta Dokk1, rappresentante della nuova generazione di biblioteche ibride e moderne. Dokk1 è co-creato con gli utenti, i partner e i portatori di interesse. È divenuto uno spazio bibliotecario aperto e flessibile che utilizza anche la tecnologia come mezzo per invitare gli utenti a diventare parte dello spazio stesso. Utilizzando nuovi metodi di lavoro basati sul design thinking, anche la co-creazione diviene una fase dello sviluppo di nuovi servizi e spazi e un nuovo modo di lavorare per il personale bibliotecario.Dokk1 è una biblioteca per le persone, non per i libri. Essa rappresenta uno spostamento nello sviluppo bibliotecario dall’orientamento al mezzo a quello verso i cittadini. Una biblioteca orientata ai cittadini necessita di co-creazione a livelli differenti, ad esempio: 1) un nuovo modo di lavorare, ovvero diventare una biblioteca guidata dal design, 2) spazi aperti che permettano ai cittadini, ai partner e alla biblioteca di fare cose insieme e 3) tecnologia che supporti il fatto che la biblioteca appartiene ai suoi utilizzatori
Linked open data, linked open libraries. Note sulla giornata di studio “Dati nella rete” (Università di Salerno, 4 dicembre 2015)
The paper describes the main topics discussed during the symposium “Data in the Net: archives and libraries in the Semantic Web” held on December 4, 2015 at the Central Library “Caianiello” of the University of Salerno. The speakers – Marina Mecheri, Isidoro D'Auria, Patrizia De Martino, Andrea Marchitelli, Roberto Raieli, Tiziana Possemato, Antonella Trombone and Valeria Lo Castro – provided several insights on the evolution of cataloging standards and on the latest technologies adopted by librarians in order to keep methods and practices up-to-date with the web developments. Beyond the variety of techniques and solutions, there’s a clear need to disseminate knowledge and to enhance the librarianship’s social dimension, that can be paraphrased in the expression ‘linked open libraries’.Il contributo riporta i contenuti discussi nell’ambito della giornata di studio “Dati nella rete: archivi e biblioteche nel Web semantico”, svoltasi il 4 dicembre 2015 presso la Biblioteca centrale “Caianiello” dell’Università di Salerno, cui hanno partecipato Marina Mecheri, Isidoro D’Auria, Patrizia De Martino, Andrea Marchitelli, Roberto Raieli, Tiziana Possemato, Antonella Trombone e Valeria Lo Castro. La giornata ha offerto molteplici spunti di riflessione in merito all’evoluzione degli standard catalografici e delle tecnologie adottate dai bibliotecari per aggiornare metodi e pratiche di lavoro in linea con gli sviluppi del Web. Al di là della varietà di soluzioni tecniche a disposizione, emerge l’esigenza di disseminare la conoscenza e accrescere la dimensione sociale del lavoro bibliotecario, che si propone di sintetizzare nella formula linked open libraries
Trent’anni di Dewey in Italia: il ruolo della Biblioteca nazionale centrale di Firenze e i nuovi sviluppi sul fronte dell’interoperabilità con altri strumenti di indicizzazione semantica
The aim of this article is to provide a historical overview of the Dewey Decimal Classification with particular regard to the BNCF role, starting from the first Italian translation in 1897 and continuing with the design and development of the Dewey notation's archive in the National library service's (SBN) OPAC, and with the adoption of the DDC for the Italian national bibliography (BNI). Since 2014 the BNCF has been involved in the Italian translation of the WebDewey, and is now working on its interoperability with the Nuovo soggettario Thesaurus, with particular regard to the semantic and technical criteria for the creation of concordances between equivalents concepts. These criteria are in compliance with ISO 25964 and with the recommendations of the European DDC users group (EDUG).La diffusione in Italia della Classificazione decimale Dewey ha beneficiato sin dalle origini del ruolo svolto dalla Biblioteca nazionale centrale di Firenze, che nel 1897 ne ha curato la prima traduzione italiana e che dal 1958 ha impiegato notazioni ridotte per i fascicoli della Bibliografia nazionale italiana. Con la nascita di SBN e del Polo BNCF le attività legate all'impiego della DDC si sono ulteriormente sviluppate. Dal 2014 infine, con l'inaugurazione dell'interfaccia della WebDewey italiana, il ruolo della Biblioteca nazionale di Firenze continua seppur con caratteristiche diverse. La BNCF infatti è il curatore scientifico della WebDewey italiana, e parallelamente si occupa delle problematiche legate alla sua potenziale interoperabilità con il Thesaurus del Nuovo soggettario. L'esperienza in atto e i criteri di mappatura adottati per la creazione di concordanze fra concetti equivalenti sono conformi alle indicazioni dettate dallo standard ISO 25964, e ai suggerimenti del gruppo EDUG (European DDC users group)
Information literacy e mondo del lavoro: un connubio possibile anche in Italia?
The recent reshaping of the world of work has brought into the limelight the issue of employability, i.e. the ability to know how to actively seek, find and keep a job. The article provides a few questions, insights, scientific resources and practical suggestions in order to analyze the issue with a specific focus on information literacy.The text consists of three parts: the first one examines the national and international (i.e. European) active labour market policies; the second part provides a first LIS literature review about the relationship between information literacy and the world of work; the last part describes an Italian pilot project accomplished by a job center thanks to European funds: a training course for young entrepreneurs given by a heterogeneous team of professionals, including a full module of information literacy.Le trasformazioni in corso nel mondo del lavoro hanno posto al centro dell’attenzione pubblica il tema dell’‘occupabilità’, ovvero della capacità delle persone – bibliotecari compresi – di saper cercare attivamente, trovare e mantenere un impiego. L’articolo propone, senza pretese di sistematicità e completezza, domande, spunti di analisi, risorse scientifiche e qualche indicazione pratica per esplorare questo fenomeno, con un focus specifico sulle sfide e le opportunità offerte dall’information literacy.Il testo si compone di tre parti: nella prima vengono prese in esame a grandi linee le politiche attive del lavoro messe in campo dalla governance europea e italiana; nella seconda si presenta una rassegna introduttiva alla letteratura professionale biblioteconomica (in lingua inglese) dedicata al rapporto tra information literacy e posti di lavoro; nella terza si riporta l’esito di un corso di formazione per giovani imprenditori – finanziato da un centro per l’impiego italiano tramite fondi europei – tenuto da un gruppo interdisciplinare di professionisti, nel quale è stato integrato un modulo dedicato all’alfabetizzazione informativa
Biblioteche e discovery tool: il caso OneSearch e l’ateneo di Siena
The purpose of this paper is to investigate the development of modern bibliographic research tools, with a focus on discovery tools.In the first part it analyzes the evolution of the online catalog: being the main intermediary between the library and the outside world, the online catalog has been at the center of the professional debate since the late Seventies, when first generation OPACs were developed. The advent of the Internet brought to light several critical issues related with traditional catalogs, especially their inability to respond to the users’ emerging needs: as a consequence, Web search engines started to become a major search and retrieval tool of documentary sources too. This led to the birth of two new instruments: next generation catalogs and discovery tools, new generation and web-based catalogs showing many similarities with to the most popular Web search engines.The second part of the paper shows the results of a qualitative analysis conducted on 116 users of the Library “Circolo Giuridico” of the University of Siena, in order to investigate their approach with OneSearch, the new library platform adopted by Tuscan universities.Obiettivo dell’articolo è esaminare la successione di eventi che ha portato allo sviluppo dei moderni strumenti di ricerca bibliografica con particolare riferimento ai discovery tool.La prima parte dell’analisi si focalizza sull’evoluzione del catalogo online, principale strumento di mediazione tra la biblioteca e il mondo esterno e in quanto tale oggetto di infinite discussioni sin dalla fine degli anni Settanta, quando sono stati sviluppati gli OPAC di prima generazione. L’avvento del Web, con le sue funzioni di interattività, socialità e ipertestualità, ha contribuito a portare alla luce le criticità dei cataloghi tradizionali e la loro incapacità di rispondere alle nuove esigenze degli utenti, tanto che i motori di ricerca hanno rischiato di diventare i principali strumenti di ricerca e recupero delle risorse documentarie. In questo contesto sono nati due nuovi strumenti: i next generation catalog e i discovery tool, cataloghi di nuova generazione integrati con il Web e in grado di offrire all’utente modalità di navigazione simili a quelle della rete.Poiché l’uso di questi nuovi strumenti segna un importante punto di rottura con il passato, la seconda parte dell’articolo presenta i risultati di un’analisi qualitativa sul rapporto degli utenti della Biblioteca “Circolo Giuridico” dell’Università di Siena con la nuova piattaforma di ricerca OneSearch adottata dagli atenei toscani
Biblioteche e carte d’autore: tra questioni cruciali e modelli di studio e gestione
The essay examines the existing literature on the topic of writers’ archives and libraries, dwelling upon theoretical issues as well as on management models and practical matters.What do we mean by writers’ libraries? What are the main bibliographic and archival issues regarding writers’ archives and libraries? What’s the relationship between books and documents, libraries and archives, and how can librarians, archivists and scholars work together? Why is it still important to acquire private libraries and archives? How can the place of destination (locus) affect the writers’ libraries fortune? The paper answers to all these questions.Il contributo fa il punto degli studi sul tema delle biblioteche, degli archivi, dei libri e delle carte definite ‘d’autore’, soffermandosi sia su questioni di natura teorica e disciplinare che su problemi di carattere pratico e gestionale.Che cosa si intende per biblioteca d’autore? Quali sono le questioni biblioteconomiche e bibliografiche legate alle biblioteche e carte d’autore? Qual è rapporto tra documenti librari e documenti archivistici, e quale collaborazione è possibile tra bibliotecario, archivista e studioso specializzato? Perché acquisire ancora oggi fondi privati e d’autore? Quanto influisce il locus di destinazione sulla sorte delle biblioteche d’autore? Queste sono le domande a cui l’articolo cerca di dare una risposta esaustiva e ragionata
Buone pratiche di integrazione in biblioteca: i sistemi bibliotecari di Roma e Amburgo
Ethnical and cultural diversity is a distinguishing mark of today’s urban communities, where integration is becoming a major challenge, and public libraries could play a key role.The article examines the results of a qualitative research involving the urban library systems of Rome and Hamburg, and points out – through the libraries’ best practices – the function of public libraries in promoting integration and cultural awareness with a bottom-up approach. In both Rome and Hamburg libraries responded to community needs that the government couldn’t satisfy in the short term, thus gaining the support and trust of the citizens and becoming an urban shelter of cultural diversity. Public libraries are welcoming and unrestricted places that can grant a different kind of citizenship to all the newcomers who haven’t become new citizens yet.In società complesse come quelle di oggi, dove le comunità cittadine si fanno sempre più variegate, le biblioteche pubbliche possono svolgere un’importante funzione nel coadiuvare i processi di integrazione.L’articolo presenta le osservazioni emerse durante una ricerca qualitativa che ha coinvolto due sistemi bibliotecari urbani: le Biblioteche di Roma e le Hamburger Bücherhallen, le biblioteche della città di Amburgo. Attraverso l’analisi di alcune buone pratiche emerge il ruolo sociale e di educazione interculturale svolto dalla biblioteca pubblica, oltre che il suo impegno a declinare il processo di integrazione in maniera bidirezionale. In entrambi i casi presi in esame le biblioteche, partendo dal basso, hanno saputo dare una risposta a esigenze espresse dalla comunità e per le quali non c’era stato un intervento tempestivo da parte del governo. In questo modo hanno assunto un ruolo essenziale e riconosciuto nel contesto cittadino, diventando presidi di integrazione e di scambio interculturale. La biblioteca è un luogo accogliente e aperto a tutti, e nella sua apertura riesce a dare cittadinanza anche a chi formalmente ancora non ce l’ha
Il corsivo
The Editor in chief and the Assistant editor in chief of the journal AIB studi leave the editorial board after five years of strenuous and passionate work. They say goodbye to the readers, thank the editorial team, and greet their successors.Il direttore e il vice direttore della rivista AIB studi, che dopo cinque anni lasciano l’incarico, inviano un saluto ai lettori e un ringraziamento ai collaboratori, nonché l’augurio di un buon lavoro al nuovo direttore e al nuovo vice direttore