AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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Riviste open access in Italia: stato dell’arte
This brief essay describes the state of the art of Italian open access journals. After an introduction on how the open access movement has developed in Italy, the author analyses the presence of Italian OA journals in international directories, and focuses on the different kind of journals publishers. At the end of the essay, the author briefly examines OA journals within the journal list developed by an expert group for the recently completed research quality evaluation (VQR 2004-2010).Questo contributo ha l’obiettivo di illustrare lo stato dell’arte delle riviste italiane ad accesso aperto. Dopo una breve panoramica sulla storia del movimento per l’open access in Italia, viene analizzata la presenza delle riviste italiane nei repertori internazionali dedicati, e il tipo di editori che le pubblicano. Viene infine esaminata la presenza di riviste ad accesso aperto nella lista di riviste di fascia A utilizzata per la VQR 2004-2010
Contro le unanticipated consequences della valutazione quantitativa della ricerca: il Leiden Manifesto for research metrics
During the annual conference “STI-Science and technology indicators 2014”, one of the main opportunities for specialists of science and technology metrics to meet each other – organized by the prestigious Centre for Science and Technology Studies (CWTS) at the University of Leiden – a group of researchers produced a document that clearly recognizes the unanticipated consequences resulting from the pervasive misapplication of indicators to the evaluation of scientific performance.The article Bibliometrics: Leiden Manifesto for research metrics, published on April, 2015 on «Nature», establishes the 10 fundamental principles for anyone using quantitative metrics for evaluation purposes. Stressing the differences between the previous San Francisco Declaration of research assessment-DORA and the Manifesto, the paper emphasizes the strengths of the latter, that can be rightly considered a milestone on the road to evaluation research.Durante il convegno “STI-Science and technology indicators 2014”, una delle principali occasioni di incontro annuale per bibliometristi e scientometristi – organizzato dal prestigioso Centre for Science and Technology Studies (CWTS) dell’Università di Leiden – è nato un documento che riconosce in modo pubblico, chiaro e partecipato le cosiddette unanticipated consequences (conseguenze inattese) derivanti da un uso non accorto degli indicatori bibliometrici nella valutazione della ricerca. Il Bibliometrics: Leiden Manifesto for research metrics, pubblicato lo scorso aprile su «Nature», fissa i 10 principi fondamentali rivolti a chi utilizza le metriche quantitative per scopi valutativi.L’articolo propone un commento a margine di questo documento: partendo dalle differenze rispetto alla precedente San Francisco Declaration of research assessment-DORA, vengono messi in evidenza i punti di forza del manifesto, che ci permettono di considerarlo una pietra miliare sulla strada della valutazione della ricerca
ISSN e i suoi fratelli: la lunga marcia dei codici internazionali. Prima parte. UNESCO, ISO e il primogenito
The international bibliographic identification system based on numeric codes celebrates its 40th anniversary. UNESCO and ISO have worked together for a long time in order to disseminate and support this technique for identifying publishing products. The ISSN code for serial publications was the first to be standardized by an ISO standard (3297:1975). The paper describes the main steps of its international diffusion, briefly mentioning also the additional identifier codes created after the ISSN. Finally, the huge information capacity of these international systems is briefly outlined (more details in the second part).(NB: this is the first part of a more extensive study. The second part will be published in AIB studi 3/2015)Il sistema dell’identificazione bibliografica internazionale tramite codici numerici compie quarant’anni. L’UNESCO e l’ISO hanno collaborato per decenni nel diffondere e sostenere questa modalità di rintracciamento editoriale. Il codice ISSN per le pubblicazioni in serie fu il primo a essere standardizzato con la norma ISO 3297 del 1975. L’articolo ripercorre le tappe salienti della sua espansione internazionale per poi accennare brevemente al panorama complessivo dei molti altri codici identificativi editoriali creati dopo l’ISSN. Le sue enormi potenzialità informative, qui appena tratteggiate, verranno descritte più in dettaglio nella seconda parte dello studio.(Questo articolo è la prima parte di un contributo più esteso. La seconda parte sarà pubblicata sul numero 3/2015 della rivista)
Vecchi paradigmi e nuove interfacce: la ricerca di un equilibrato sviluppo degli strumenti di mediazione dell’informazione (Prima parte)
The paper presents a literary review of several pending issues that show the necessity of an innovation in the field of information management and search systems – still, this innovation must be deep, balanced and scientifically aware of LIS principles. In particular, it examines the role of web-scale discovery services and discovery tools, and their possible inclusion among the library mediation tools.First, the article reviews a number of arguments supporting the development of OPAC interfaces according to the principles of Web 2.0 and semantic Web: extreme user-friendliness and usability, interactive and collaborative organization, interoperability, data granularity. Then, it investigates the prospect of discovery tools as the new ‘single’ systems to search for all the resources mediated by a library. However, such an innovation should aim not only to the transformation of the query interfaces of databases, but also to the development of a new way of creating and organizing data according to FRBR, RDF, linked data.These arguments are then compared with other approaches more focused on LIS principles. In any case, it is essential to maintain the resources’ original coherence, and the authority of the data origin. Finally, the paper remarks the limits of ‘information discovery’: at present, new systems do not have the same precision of databases, OPACs and other trustworthy tools.(NB: this is the first part of a more extensive study. The second part will be published in AIB Studi 2/2015)Scopo dell’articolo è proporre – con la forma della rassegna critica delle fonti, o literary review – una serie di temi ancora aperti, per indicare come sia effettivamente necessaria un’innovazione dei sistemi di gestione e ricerca dell’informazione, ma che sia profonda, equilibrata e scientificamente consapevole dei principi biblioteconomici. In particolare, è discusso il ruolo dei web-scale discovery service e dei discovery tool, inquadrando criticamente il loro accoglimento tra gli strumenti di mediazione della biblioteca.Sono riassunte, anzitutto, varie considerazioni a favore dello sviluppo delle interfacce OPAC secondo alcuni principi riferibili al Web 2.0 e al semantic Web: estrema amichevolezza e usabilità, organizzazione interattiva e collaborativa, interoperabilità, granularità dei dati. È indagata, poi, la prospettiva dei discovery tool, proposti come nuovi strumenti rappresentanti il sistema ‘unico’ per la ricerca di tutte le risorse mediate da una biblioteca. Tale innovazione deve, però, puntare non solo alla trasformazione delle interfacce di interrogazione delle basi dati, ma anche a un nuovo modo di creare e organizzare i dati nelle basi stesse: secondo FRBR, RDF, linked data.Sono, quindi, confrontate altre posizioni maggiormente orientate al rispetto dei principi biblioteconomici. È sottolineata l’importanza di mantenere la coerenza originaria delle risorse e l’autorevolezza della provenienza dei dati. Infine, sono proposte alcune riflessioni sui limiti dell’‘information discovery’, in quanto i nuovi sistemi non hanno, al momento, il rigore dell’information retrieval cui ci hanno abituato le banche dati, gli OPAC e altri strumenti di eguale affidabilità.(Questo articolo è la prima parte di un contributo più esteso. La seconda parte sarà pubblicata sul numero 2/2015 della rivista
Il progetto BIBFRAME della Library of Congress: come stanno cambiando i modelli strutturali e comunicativi dei dati bibliografici
The Bibliographic framework initiative – BIBFRAME – is a project initiated by the Library of Congress in order to design an entities/relationships bibliographic description, capable of easing the transition from MARC to linked data and the semantic Web. The paper describes the professional and scientific debate leading to BIBFRAME, the project’s first steps, the structure and classes of the BIBFRAME model, and the other related initiatives.Il progetto Bibliographic framework initiative (BIBFRAME) della Library of Congress di Washington propone un modello di struttura bibliografica del tipo entità-relazione il cui scopo è la transizione delle strutture bibliografiche dai formati MARC all’ambiente dei dati collegati e del Web semantico. L’articolo analizza il dibattito professionale e scientifico internazionale che conduce a BIBFRAME, le fasi di avvio del progetto, la struttura e le classi del modello proposto, le iniziative e i progetti affini o paralleli a BIBFRAME
Valutazione della biblioteca e sondaggi sull’utenza nelle biblioteche accademiche degli Stati Uniti
Academic libraries in the United States are facing increasing demands for accountability and quality assurance. In addition to facing external pressures, academic librarians are also committed to providing high quality services that meet user needs. Library assessment enables and empowers libraries and librarians to respond to external accountability pressures while also monitoring and improving service quality. This essay provides a general overview of current library assessment initiatives in academic and research librarianship in the United States with a particular focus on user surveys as a mechanism for gathering useful data for library decision-making and service development.Le biblioteche accademiche negli Stati Uniti devono confrontarsi con crescenti richieste di dimostrare la loro accountability e assicurare la qualità. Oltre a dover far fronte alle pressioni esterne, i bibliotecari accademici sono altresì impegnati a fornire servizi di alta qualità che rispondano alle necessità degli utenti. La valutazione della biblioteca fornisce gli strumenti che consentono a bibliotecari e biblioteche di rispondere alle pressioni esterne per l’accountability, mentre monitorano e migliorano la qualità dei servizi. Questo saggio fornisce una visione generale delle attuali iniziative di valutazione nella biblioteconomia accademica e di ricerca degli Stati Uniti con un focus particolare sui sondaggi rivolti all’utenza come meccanismo per raccogliere dati utili al supporto decisionale e allo sviluppo del servizio nelle biblioteche
Ricordo di Stefania Rossi Minutelli
The author commemorates Stefania Rossi Minutelli – librarian at the Marciana National Library from 1971 to 2005, who died on october 10th, 2008 – remembering her professional career and her role within the Italian Library Association.L'autore ricorda con affetto e stima professionale Stefania Rossi Minutelli – bibliotecaria marciana dal 1971 al 2005, scomparsa nell'ottobre 2008 – ripercorrendo il tratto di strada fatto insieme all'interno dell'Associazione Italiana Biblioteche e del mondo bibliotecario italiano