AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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Le biblioteche nella mente della politica: la politica bibliotecaria nei programmi elettorali delle elezioni amministrative 2021-2022
This paper aims to focus on the importance of investigating the value and weight given to libraries by politicians, decision-makers and administrators within their political and administrative activities. The article proposes a reflection on the value given to libraries by some Italian policymakers and a quantitative and qualitative analysis of the presence of libraries within the electoral programs of the Italian local elections (autumn 2021 - spring 2022). This study has made it possible to construct a map of the positioning of libraries in the mind of politics. This fact is essential for understanding the context from which librarians and researchers can start to change the perception, often simplistic, of policymakers about libraries, to make them understand the impact that libraries can have on society, and to identify effective and efficient strategic actions.Il contributo vuole porre l’attenzione sull’importanza di indagare il valore e il peso dato alle biblioteche da politici, decisori e amministratori all’interno della propria attività politica e amministrativa. Viene proposta una riflessione sull’immaginario nei confronti delle biblioteche presente nella mente di alcuni policy maker italiani e un’analisi quantitativa e qualitativa sulla presenza delle biblioteche all’interno dei programmi elettorali delle elezioni amministrative che si sono svolte nel nostro Paese nell’autunno 2021 e nella primavera del 2022. Queste indagini hanno permesso di costruire una mappa del posizionamento delle biblioteche nella mente della politica utile a comprendere il contesto da cui bibliotecari e ricercatori possono partire per cambiare la percezione, spesso semplicistica, dei decisori politici sulle biblioteche, far comprendere loro l’impatto che le biblioteche possono avere sulla società, individuare azioni strategiche efficaci ed efficienti
Per una biblioteconomia mediterranea: note a margine del “I Seminario hispano-italiano en biblioteconomía y documentación”
The paper offers a report of the “I Seminario hispano-italiano en biblioteconomía y documentación”, delivered online on 29 and 30 October 2020 and organized by Facultad de ciencias de la documentación de la Universidad Complutense de Madrid and by Departamento de biblioteconomía y documentación de la Universidad Carlos III de Madrid, in collaboration with other Spanish and Italian universities.After a general overview of libraries context in Italy and Spain, the paper goes deeply on panel discussions and numerous reflections these offered about the organization of library studies in the two countries, scientific journals and research evaluation criteria, publishing market, scientific societies and professional associations, relations between libraries, archives and documentation centers and between documentary cultures and profession.Born with the aim to build a common space for reflection between Italy and Spain and to strengthen the relationship between library traditions, the seminar allowed to deepen consonances and divergences between the two countries in terms of library practices, academic cultures and library theories, prompting to welcome the idea of a Mediterranean librarianship as a guide to give continuity and impulse to this first moment of discussion and exchange.L’articolo propone un resoconto del “I Seminario hispano-italiano en biblioteconomía y documentación: estado actual y perspectivas de futuro” tenutosi online il 29 e il 30 ottobre 2020 e organizzato congiuntamente dalla Facultad de ciencias de la documentación de la Universidad Complutense de Madrid e dal Departamento de biblioteconomía y documentación de la Universidad Carlos III de Madrid, in collaborazione con altre università spagnole e italiane. Dopo un generale inquadramento del contesto bibliotecario di riferimento di Italia e Spagna, il contributo entra nel merito delle tavole rotonde del seminario e delle numerose sollecitazioni che queste hanno offerto in merito all’organizzazione degli studi in ambito biblioteconomico nei due paesi, alle riviste scientifiche di settore e ai criteri di valutazione della ricerca, al mercato editoriale, alle società scientifiche e alle associazioni professionali, ai rapporti tra biblioteche, archivi e centri di documentazione e tra culture documentarie e professione. L’occasione del seminario, nato con l’obiettivo di costruire uno spazio comune di riflessione tra Italia e Spagna e rafforzare il rapporto tra tradizioni bibliotecarie, ha permesso di approfondire consonanze e divergenze tra i due paesi sia in termini di realtà e pratiche bibliotecarie che di culture accademiche e teorie biblioteconomiche, spingendo ad accogliere con favore l’idea di una biblioteconomia mediterranea intesa come guida e stimolo a dare continuità e slancio a questo primo momento di confronto e di scambio
L’informazione del settore pubblico per una cittadinanza consapevole
This paper focuses on the role of the public sector information, seen as the most relevant form of accountability for a democratic state, crucial for citizens to be able to take informed decisions in their lives. The paper stresses also the role of public administration publications in the complex world of public sector information and describes the evolution of the availability and the access to these resources. The author analyzes the evolving scenario of Italian public sector information of the last twenty years, the e-government transition and the issues still to be faced. In particular, the author notes a discontinuity in the publication and making available by institutions of this type of documents and analyzes the reasons. Lastly, the article underlines the importance of information literacy and civic information literacy for communities’ development and digital well-being.L’articolo analizza il ruolo della documentazione di fonte pubblica come aspetto fondamentale dell’accountability di uno Stato, sottolineando il ruolo delle pubblicazioni della pubblica amministrazione nel complesso mondo dell’informazione del settore pubblico e analizzando l’evoluzione della disponibilità delle stesse. L’autrice rileva una discontinuità nella pubblicazione e nella messa a disposizione, da parte degli enti, di questo tipo di documenti e ne analizza le ragioni. Viene sottolineato il ruolo fondamentale della proattività dei cittadini, da un lato nel chiedere la pubblicazione della documentazione di fonte pubblica e dall’altro nell’impiegare spirito critico nella sua fruizione. L’articolo evidenzia infine la necessità per le biblioteche di un’azione puntuale a supporto dell’information literacy, con particolare riferimento alla documentazione di fonte pubblica
Riuso dell’immagine digitale del bene culturale pubblico: problemi e prospettive
The EU directive 2019/790 on copyright in the digital single market includes some principles and exceptions to exclusive rights of particular interest for archives, libraries and museums: art. 14 of the directive, in particular, aims to promote the dissemination and reuse of faithful reproductions of works of visual arts in the public domain. For a better harmonization of the directive with national regulations, it is necessary to modify art. 87 of the Italian law on copyright, which defines the related rights on simple photographs of figurative art works, and it is desirable to amend artt. 107 and 108 of the Italian Code of Cultural Heritage and Landscape, liberalizing the reuse – for any purpose – of faithful reproductions of public cultural heritage in public domain.
The current pandemic, in the digital era, has, moreover, strongly brought out the issue of the digital cultural resources' reuse. If the digitization of public cultural heritage will be accompanied by an expansion of conditions for reusability of the digital reproductions of cultural heritage, it will be able to unfold its potential in support of creativity, publishing, cultural entrepreneurship and tourism, sectors weakened by the pandemic, which could be revitalized by the free reuse of images also for commercial purposes. The ongoing debate, which has recently entered the Italian parliament, is not only a urgent matter but also a political issue, as it directly affects the relationship between society, cultural heritage and cultural institutes.La dir. UE del 17 aprile 2019, n. 790 introduce alcuni principi ed eccezioni al diritto d’autore di particolare interesse per l’attività ordinaria di archivi, biblioteche e musei: l’art. 14, in particolare, punta a promuovere la diffusione e il riuso delle riproduzioni fedeli di opere delle arti visive in pubblico dominio. Per una migliore armonizzazione della direttiva con le norme nazionali si rende necessario un intervento sull’art. 87 della legge italiana sul diritto d’autore, che definisce i diritti connessi sulle fotografie semplici di opere d’arte figurativa, e auspicabile una modifica degli artt. 107 e 108 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, liberalizzando il riuso, per qualsiasi finalità, della riproduzione fedele di beni culturali pubblici non più protetti dal diritto d’autore.
La pandemia in corso ha del resto fatto emergere prepotentemente il tema del riuso delle risorse culturali digitali nell’era di internet e del digitale. La digitalizzazione del patrimonio culturale pubblico, se si accompagnerà a un ampliamento delle condizioni di riutilizzabilità delle immagini del patrimonio culturale, potrà dispiegare sino in fondo il suo potenziale a sostegno della creatività, dell’editoria, dell’imprenditoria culturale e del turismo, tutti settori oggi piegati dalla pandemia che potrebbero trovare nuova linfa vitale dal libero riuso, anche a fini commerciali, delle immagini del patrimonio. Il dibattito in corso, di recente entrato nelle aule parlamentari, rappresenta non solo un tema di attualità ma anche un nodo politico di primo piano, in quanto investe direttamente la natura della relazione tra società, patrimonio culturale e istituzioni pubbliche di tutela
Offerta editoriale e collezioni bibliotecarie: uno studio comparato
The paper proposes a new methodological approach to collection evaluation in public libraries, with the aim to read bibliographic and usage data in a less self-referential way and to improve collection development and management. Behind this approach there are two integrated types of analysis. The first one is a quantitative and qualitative benchmarking between different library collections: the attention focuses on the size of collections, the variety, the publishers, the subjects, the circulation data.The second type of analysis concerns the benchmarking between library collections and editorial production. Also in this case, the comparison covers the quantitative aspects (number of books selected by libraries and number of books published), the qualitative aspects (subjects, types of documents, Conspectus levels) and the usage data (loans and sales).The paper illustrates the results of a first and experimental application of this methodological approach for the analysis of collection portions of 26 public libraries (belonged to two Italian library systems), that are compared with the editorial production of the subject area Social sciences.Il contributo propone un nuovo approccio metodologico per la valutazione delle collezioni delle biblioteche pubbliche, al fine sia di interpretare in modo meno autoreferenziale e più sfaccettato i dati bibliografici e quelli relativi all’utilizzo delle raccolte, sia di migliorare le pratiche di sviluppo e gestione delle collezioni. Alla base di questa impostazione si pongono due livelli di analisi, strettamente integrati. Il primo riguarda il confronto quantitativo e qualitativo tra le collezioni di più biblioteche: l’attenzione si focalizza sulla consistenza delle raccolte e sulle relative caratteristiche distintive, quali editori, argomenti, tipologie documentarie, livelli di approfondimento dei singoli volumi, indicatori d’uso.Il secondo livello si basa, invece, sul confronto tra le collezioni bibliotecarie e l’offerta editoriale, sempre in termini quantitativi (numero di libri acquisiti dalle biblioteche e numero di libri pubblicati), qualitativi (argomenti, tipologie documentarie e livelli Conspectus) e di utilizzo (prestiti e vendite).Il contributo presenta i risultati di una prima e sperimentale applicazione di questo impianto metodologico per l’analisi di porzioni dei patrimoni librari di 26 biblioteche pubbliche di due sistemi italiani, effettuando anche un confronto con la produzione editoriale dell’area disciplinare presa in esame (ossia la divisione CDD 300, Scienze sociali, sociologia e antropologia)
Piattaforme digitali aperte, luoghi della connessione: le biblioteche e la sfida dell’inclusione
Una nuova antologia per una nuova scuola: progetti culturali e strategie editoriali da Carducci a Calvino
The article traces the history of the Italian anthology in the light of the school reforms that followed from the unification of the country to the 1960s. Particular attention is paid to the activity of the Zanichelli publishing house and its main publications in the field, including Letture italiane by Giosue Carducci and Ugo Brilli (1883), Limpide voci by Ferruccio Bernini and Lorenzo Bianchi (1935) and La lettura by Italo Calvino and Giambattista Salinari (1969). The second part of the article is dedicated to the latter and, through the analysis of unpublished minutes and editorial correspondence, attempts to measure the distance between the original project and its realisation.L’articolo ripercorre la storia dell’antologia d’italiano alla luce delle riforme scolastiche che si sono succedute dall’unificazione del paese agli anni Sessanta del Novecento. Particolare attenzione è rivolta all’attività della casa editrice Zanichelli e alle sue principali pubblicazioni nel settore, fra cui le Letture italiane di Giosue Carducci e Ugo Brilli (1883), Limpide voci di Ferruccio Bernini e Lorenzo Bianchi (1935) e La lettura di Italo Calvino e Giambattista Salinari (1969). A quest’ultima è dedicata la seconda parte dell’articolo che, attraverso l’analisi di verbali e carteggi editoriali inediti, prova a misurare la distanza fra il progetto originario e la sua realizzazione
Il deposito legale dei materiali cartografici in Italia e il loro censimento da parte del Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa e della BNI
The paper deals with two closely related issues: the legal deposit of cartographic materials in Italy and their census by the Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa (1886-1957) and the Bibliografia nazionale italiana (BNI, 1958). Although cartographic materials represent a heritage of extraordinary historical, artistic and cultural value, they have long been neglected by legal deposit regulations, and their census by the Bollettino and Bibliografia nazionale italiana was irregular for a long time, until it was completely abandoned in the 1960s. Moreover, only maps and atlases were required to be deposited and surveyed, while other types of cartographic resources such as globes, three-dimensional models and digital maps have never been taken into account.L’articolo affronta due temi strettamente legati tra loro: il deposito legale dei materiali cartografici in Italia e il loro censimento da parte del Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa (1886-1957) e della Bibliografia nazionale italiana (BNI, 1958). Pur costituendo un patrimonio di straordinario valore storico, artistico e culturale, i materiali cartografici sono stati a lungo trascurati dalla normativa sul deposito legale e il loro censimento da parte del Bollettino e della Bibliografia nazionale italiana è stato per molto tempo irregolare, fino a venire completamente abbandonato negli anni Sessanta del Novecento. L’obbligo di deposito e il censimento, inoltre, hanno riguardato solo le carte geografiche e gli atlanti, mentre altre tipologie di risorse cartografiche come i globi, i modelli tridimensionali e le carte geografiche digitali non sono mai state considerate
La terminologia della catalogazione e la sua traduzione: aspetti linguistici, etici e professionali
The article analyses some critical issues related to the translation of the terminology of cataloguing, and the impact this has on professional language and practice, focusing in particular on some of the choices made in various editions of ISBD standards, in their Italian translations and, subsequently, in the Italian cataloguing rules (REICAT).The article emphasizes the need to combine expertise in the historical evolution of modern cataloguing rules with a high level of linguistic competence, so as to avoid unclear or overly generic language choices; at the same time, the article underlines that international committees should carefully take into account national ‘localisms’, which are considered ‘valuable clues’ for the detection of flaws and limits in the source texts.L’articolo analizza alcuni aspetti critici relativi alla traduzione della terminologia catalografica e l’impatto che questa può avere nel linguaggio e nella pratica professionali, soffermandosi in particolare su alcune delle scelte compiute nella stesura delle diverse edizioni delle norme ISBD, nelle relative traduzioni italiane e, successivamente, nelle REICAT.L’articolo pone l’accento sulla necessità di affiancare alla conoscenza dell’evoluzione storica della normativa catalografica moderna una solida padronanza linguistica, al fine di evitare soluzioni poco chiare o eccessivamente generiche; allo stesso tempo, si sottolinea come i comitati internazionali dovrebbero seguire con attenzione le ‘localizzazioni’ nazionali, ritenute una ‘spia preziosa’ dei difetti e dei limiti dei testi originali
Deposito legale quattordici anni dopo: come, quando, ‘quanto’, e perché
A recent survey on the state of the Italian regional legal deposit, conducted by the AIB Commission on national services and libraries, prompted the author to further discuss the theme. Starting from the comments on some specific questions asked by the authors of the survey to the depository libraries, the considerations affect the whole topic of legal deposit fourteen years after the law came into force. Therefore, various issues are discussed, such as the harvesting of born-digital documents, not yet implemented; the new forms of digital publishing that may be critical in deposit management; the need to modify some current models for the collection and preservation of legal deposit documents, since exhaustiveness is no longer achievable nor sustainable. At the same time, the author emphasises the need of facing the new challenges posed by both digital publishing and digital communication, including social media, in order not to suffer the loss of essential evidence of the contemporary society and its forms of expression.Una recente indagine sul deposito legale regionale, a cura della Commissione nazionale biblioteche e servizi nazionali AIB, ha sollecitato l’autrice a esprimere alcune osservazioni in merito. A partire dal commento ad alcune specifiche domande poste dai curatori alle biblioteche depositarie, la riflessione si estende a tutti gli aspetti critici del deposito legale, a quattordici anni dall’entrata in vigore della legge. Viene discusso il tema del deposito dei documenti diffusi tramite rete informatica di cui all’articolo 37 del Regolamento, ancora non attuato; vengono descritte nuove tipologie di pubblicazioni suscettibili di criticità nella gestione del deposito; si riflette sulla necessità di modificare alcuni modelli correnti di approccio alla raccolta e alla conservazione dei documenti, dal momento che l’esaustività non è più perseguibile né sostenibile, e al tempo stesso si sottolinea l’urgenza di adeguarsi alle sfide dell’editoria e della comunicazione digitali, allo scopo di non perdere testimonianze essenziali della società contemporanea e delle sue forme di espressione