AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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Orizzonti culturali 2020
Is the book the only possible vessel to sail to ‘culture’? Statistical data demonstrate that readers are ‘weak’ or do not read at all. And yet, contemporary readers actually do ‘read’ also the net and social networks, videos and videogames, TV series and music. The list is astonishingly long. Furthermore any kind of ‘reading’ is interwoven with others in a complex, pluralistic, ‘horizontal’, rhizome. The so- called ‘third mission’ is therefore a duty that scholars have to fulfill towards society as a whole. It is time to imagine and use other interpretative tools to analyze and direct a new idea of ‘culture’ towards new horizons.Il libro è l’unico possibile veicolo per raggiungere la ‘cultura’? Indagini statistiche dimostrano che i lettori sono ‘morbidi’ o non leggono affatto. Tuttavia, vanno considerati anche i ‘lettori’ della rete e dei social network, di video e videogiochi, di serie TV e musica. La lista è incredibilmente lunga. Bisogna inoltre notare che ciascuna di queste tipologie di ‘lettura’ si intreccia con altre fino a formare un complesso, pluralistico, ‘orizzontale’ rizoma. La cosiddetta ‘terza missione’ dell’università è dunque un dovere che gli studiosi devono onorare nei confronti dell’intera società. È ormai tempo di immaginare e utilizzare nuovi strumenti interpretativi per analizzare e dirigere una nuova idea di ‘cultura’ verso nuovi orizzonti
Che cos'è la cultura?
In the first part, the article analyses relationships and differences between ‘culture’ and ‘information’ from a neurological and cognitive point of view. In the second part, the author reflects on the role of libraries as archives of human intellectual and spiritual creation and as a bridge between past and present culture, which for centuries has been represented by libraries’ collections. Today, however, expanded by the concept of ‘science’, culture has lost its traditional connotations, to the point that both its configuration and its future have entered into an identity crisis.Nella prima parte, l’articolo analizza il rapporto e le differenze tra ‘cultura’ e ‘informazione’ da un punto di vista neurologico e cognitivo.Nella seconda parte si riflette sul ruolo delle biblioteche quali archivi della creazione intellettuale e spirituale degli uomini, nonché ponte fra la cultura del passato e quella del presente: cultura che, per secoli, è stata rappresentata dal patrimonio documentario delle biblioteche stesse. Oggi, tuttavia, dilatata dal concetto di ‘scienza’, la cultura ha smarrito i suoi connotati tradizionali, al punto che sono entrate in crisi di identità sia la sua configurazione che il suo futuro
Il web semantico: il contesto di lavoro odierno
The article reports the speech given by the author as part of the seminar “Lights and shadows of the semantic web” (January 21, 2022), during which the Manifesto sul web semantico (Semantic Web Manifesto) was presented by the Cataloguing, Indexing, Linked Open Data and Semantic Web Study Group of the Italian Libraries Association (AIB). Interconnection, interoperability, access and data quality are the pillars on which the semantic web must rest, without fearing to question principles and references that, at this point, are considered stable and consolidated.L’articolo riporta l’intervento tenuto dall’autore nell’ambito del seminario “Luci e ombre del semantic web” (21 gennaio 2022), durante il quale è stato presentato il Manifesto sul web semantico a cura del Gruppo di studio Catalogazione, indicizzazione, linked open data e web semantico dell’AIB. Interconnessione, interoperabilità, accesso, qualità del dato sono i pilastri su cui deve poggiare il web semantico, senza temere di mettere in discussione principi e riferimenti ritenuti oramai stabili e consolidati
Rappresentazione, organizzazione e trasmissione della conoscenza: Library and information science e digital humanities
The article takes its cue from two recent monographs that fall within the spectrum of digital humanities, both published by Editrice bibliografica (Milan): Oltre il libro: forme di testualità e digital humanities by Federico Meschini (2020) and Organizzare la conoscenza: digital humanities e web semantico: un percorso tra archivi, biblioteche e musei by Francesca Tomasi (2022).The article dwells on the links between memory institutions, book and document disciplines and the ‘potential’ that can arise from projects conceived and developed in the digital environment.L’articolo prende spunto da due recenti lavori monografici che ricadono nello spettro delle digital humanities, entrambi pubblicati da Editrice bibliografica: il volume di Federico Meschini Oltre il libro: forme di testualità e digital humanities (2020) e quello di Francesca Tomasi Organizzare la conoscenza: digital humanities e web semantico: un percorso tra archivi, biblioteche e musei (2022).L’articolo si sofferma in particolare sui legami esistenti tra le istituzioni della memoria, le discipline del libro e del documento e il ‘potenziale’ che può derivare da progetti ideati e sviluppati in ambiente digitale
Note a margine del libro di Giovanni Solimine L’Italia che legge
The paper reflects in the margin of Giovanni Solimine’s book L’Italia che legge, published by Laterza in 2010. The paper underlines Solimine’s intellectual versatility, one of the first and few Italian LIS scholars who devoted some attention, during his long career, to the fields of reading, publishing, cultural consumption and cultural industry. One of the great merits of the author is the ability to use statistical data without forgetting that reading question and its development is first a cultural question, overcoming data peremptory nature and revealing details that go beyond purely numerical relief. Solimine’s book is the result of a desire to see things from different angles, to avoid theorems or mystical impulses, not to resign himself to the simplest or most fashionable explanation. Reading data analyzed with hindsight give the impression of a substantial immobility and, thanks to Solimine’s depth of research and vision, on numerous passages the book seems to foresee trends and problems that will strongly emerge in Italy in the following years.L’articolo riporta alcune riflessioni a margine del libro di Giovanni Solimine L’Italia che legge, edito da Laterza nel 2010. Si sottolinea la poliedricità intellettuale di Solimine, tra i primi e pochi studiosi italiani di biblioteconomia a dedicare nel corso della sua lunga carriera una certa attenzione ai campi della lettura, dell’editoria, dei consumi e dell’industria culturale. Uno dei grandi meriti dell’autore è, infatti, la capacità di ricorrere ai dati statistici senza dimenticare, però, che la questione della lettura e del suo sviluppo è innanzitutto una questione culturale, superando la perentorietà stessa dei dati e rivelando particolari che vanno oltre il rilievo puramente numerico. Il libro di Solimine è il risultato di una volontà di vedere le cose da diverse angolazioni, di evitare teoremi o slanci mistici, di non rassegnarsi alla spiegazione più semplice o più di moda. Analizzati con il senno di poi i dati sulla lettura danno l’impressione di una sostanziale immobilità e su numerosi altri punti il libro, grazie alla profondità di ricerca e di visione di Solimine, sembra prevedere tendenze e problemi che emergeranno con forza nel nostro Paese negli anni successivi
La scelta di lettura nella biblioteca pubblica: fisionomia, spazi e contesti del progetto Reading(&)Machine
The central theme of the article is the ‘choice of reading’ in the public library and aims to outline the characteristics and the contexts of the Reading(&)Machine project, promoted and developed by the SmartData @PoliTO and VR@PoliTO centers of the Polytechnic of Turin and the Department of Historical Studies of the University of Turin. Reading(&)Machine consists of: a) a recommendation system based on Artificial Intelligence tools; b) an immersive interface, augmented and enhanced, to access system suggestions; c) a hybrid, physical and digital environment, with which Reading(&)Machine becomes part of the library’s information ecosystem. The ‘choice of reading’, mapped within the typologies of reading realized in the semiotic space of the library, is treated in the framework of the relationships between public libraries, librarianship, reading practices, analyzed using the conceptual lexicon of Paul Ricoeur, and the terms and concepts of ‘prefiguration’, ‘configuration’, ‘refiguration’. The reference literature is mainly that produced in LIS studies, national and international, starting from the sixties of the twentieth century, and includes the description of some of the most relevant characteristics of the recommendation systems, in which the ‘choice of reading’ is suggested not by humans but by machines. In conclusion, some of the main implications aroused are briefly recalled.Il tema centrale del contributo è costituito dalla ‘scelta di lettura’ nella biblioteca pubblica e si pone l’obiettivo di delineare le caratteristiche e i contesti del progetto Reading(&)Machine, promosso ed elaborato dai centri SmartData@PoliTO e VR@PoliTO del Politecnico di Torino e dal Dipartimento di Studi storici dell’Università degli studi di Torino. Reading(&)Machine consiste in: a) un sistema di raccomandazione basato su strumenti di intelligenza artificiale; b) un’interfaccia immersiva, aumentata e potenziata, per accedere ai suggerimenti del sistema; c) un ambiente ibrido, fisico e digitale, con cui R(&)M diventa parte integrante dell’ecosistema informativo della biblioteca. La ‘scelta di lettura’, mappata all’interno delle tipologie di lettura attuate nello spazio semiotico della biblioteca, viene trattata nel quadro delle relazioni tra biblioteche pubbliche, biblioteconomia, pratiche di lettura, analizzate utilizzando il lessico concettuale di Paul Ricoeur e i termini e i concetti di ‘prefigurazione’, ‘configurazione’, ‘rifigurazione’. La letteratura di riferimento è prevalentemente quella prodotta in area biblioteconomica, nazionale e internazionale, a partire dagli anni Sessanta del Novecento, e include la descrizione di alcune delle più rilevanti caratteristiche dei sistemi di raccomandazione, in cui la scelta di lettura è suggerita non dagli umani ma dalle macchine. In conclusione vengono sinteticamente richiamate alcune delle principali implicazioni suscitate
Risorse cartografiche e descrizione standardizzata: da ISBD(CM) a ISBD Edizione consolidata rivista:
ISBD(CM) – International standard bibliographic description for cartographic materials – constitutes the first international standard for the description of cartographic materials. It was published in 1977 and since then has been an indispensable reference for the development of cataloguing rules specifically for cartography. In 1987, a revision of the standard came out and in 2004 a working group was set up to develop a new draft of the text which was never published in final form. In 2011, the ISBD Consolidated edition was published and it has recently been revised and updated. The new text, published in 2021, includes important new features for the description of celestial cartography.ISBD(CM) – International standard bibliographic description for cartographic materials – costituisce il primo standard internazionale per la descrizione di carte geografiche, atlanti, globi ecc. È stato pubblicato nel 1977 e da allora ha costituito un riferimento imprescindibile per lo sviluppo di regole di catalogazione dedicate alla cartografia. Nel 1987 uscì la revisione dello standard e nel 2004 fu creato un gruppo di lavoro che elaborò una nuova bozza del testo, mai pubblicata in forma definitiva, in quanto nel 2011 il testo elaborato confluì nell’ISBD Edizione consolidata. Essa è stata rivista e aggiornata e il nuovo testo, pubblicato nel 2021, prevede importanti novità per la descrizione della cartografia celeste