AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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Emilia Franceschini: la prima bibliotecaria all’Università di Firenze
Emilia Franceschini’s first job was in her father's bookshop, where intellectuals used to meet. In 1918 she started working at the Library of the Branch of Medicine and Surgery of the Institute of Higher Practical and Advanced Studies, in Florence. She was the first woman to be mentioned among the staff of the Institution, which would become the University of Florence in 1924.Franceschini also devoted herself a great deal to translating, and published numerous cultural articles. In the library she mainly dealt with cataloguing of both modern and rare books and, in addition, she reorganised some archival fonds.Despite the fact that she earned recognition and respect for her work, she never succeeded in covering the role of ‘librarian’ at the University; even though a position was opened in 1923, because women were prevented from participating. In 1929 she contributed to set up the first National Exhibition of the History of Science, curating the exhibition of rare printed books and manuscripts of the Library.She died in 1933 at the age of 68.Emilia Franceschini svolse il suo primo lavoro nella libreria del padre, frequentata da intellettuali. Nel 1918 cominciò a lavorare per la Biblioteca della Sezione di medicina e chirurgia dell’Istituto di studi superiori pratici e di perfezionamento di Firenze. Fu la prima donna ad essere citata tra il personale dell’istituzione che diventerà nel 1924 Università di Firenze.Franceschini si dedicò molto anche all’attività di traduzione e pubblicò numerosi articoli di argomento culturale. In biblioteca si occupò principalmente di catalogazione di libri moderni e antichi e riordinò alcuni fondi archivistici.Nonostante i numerosi riconoscimenti e gli attestati di stima ottenuti per il suo lavoro, non riuscì mai a ricoprire il ruolo di ‘bibliotecaria’ dell'Università: quando, nel 1923, fu messo un posto a concorso, alle donne fu impedito di partecipare.Nel 1929 contribuì all’allestimento della prima Mostra nazionale di storia della scienza, curando l’esposizione di libri a stampa e manoscritti antichi della Biblioteca.Morì nel 1933 all’età di 68 anni
Un’ idea di biblioteca, un’idea di professione
Starting from Giovanni Solimine’s career and from his decisive contribution to the culture, to the Library and information science community and to the librarians’ one, the article reflects on the importance and the necessity of a continuous and systematic exchange between scholarly and professional world, both for the knowledge’s advancement and for a qualified library service’s development, but also for the growth of employment levels in library sectors and for the awareness’ diffusion of the role played by libraries in society’s growth and improvement.Prendendo spunto dalla carriera di Giovanni Solimine e dal suo decisivo contributo al mondo della cultura, alla comunità biblioteconomica e a quella bibliotecaria, l’articolo riflette sull’importanza e sulla necessità di uno scambio continuo e sistematico tra il mondo scientifico e quello professionale, tanto per l’avanzamento degli studi, quanto per lo sviluppo di un servizio bibliotecario qualificato, per la crescita dei livelli occupazionali nel settore e per la diffusione della consapevolezza del ruolo che le biblioteche rivestono nella crescita e nel miglioramento della società
Saggi in ricordo di Maria A. Abenante: le qualità (e i valori) di una bibliotecaria
Reading the essays collected within the miscellaneous volume edited by Vittorio Ponzani L’orgoglio di essere bibliotecari: saggi in ricordo di Maria A. Abenante (AIB, 2020) offers the opportunity to reflect on some of the values that support and move the librarian action: declined in its various services, aimed at a varied audience, immersed in a complex information reality, today perhaps more than ever it needs solid elements on which to rely. Pride, inclusion, bond for one’s land and farsightedness, but also meekness, rigor and conviction are some of the characteristics that guided the professional and life path of Maria A. Abenante (1969-2019), and which can serve as an anchor, but also be inspirational.La lettura dei contributi raccolti nel volume miscellaneo curato da Vittorio Ponzani L’orgoglio di essere bibliotecari: saggi in ricordo di Maria A. Abenante (AIB, 2020) offre l’occasione di riflettere su alcuni dei valori che sostengono e muovono l’azione bibliotecaria: declinata nei suoi diversi servizi, rivolta a un’utenza variegata, immersa in una realtà informativa complessa, oggi forse più che mai necessita di elementi solidi su cui poggiare. Orgoglio, inclusione, legame per la propria terra e lungimiranza, ma anche mitezza, rigore e convinzione sono alcune delle caratteristiche che hanno guidato il percorso professionale e di vita di Maria A. Abenante (1969-2019), e che possono fungere da ancora, ma anche essere di ispirazione
Bilanci e nuove prospettive della ricerca applicata per le biblioteche: resoconto del convegno “Misurazione e valutazione delle biblioteche: ne è valsa la pena? Cambiamenti, impatti e racconti di 30 anni di lavoro comune”
The conference “Measuring and evaluating libraries: was it worth it? Changes, impacts and narratives from 30 years’ common work” looked back at over three decades of applied library research, aiming at reporting about different assessment experiences, and outlining new potential perspectives for the future of library evaluation. This paper provides a summary of the conference, reporting the most significant passages of all the speakers’ contributions, and concludes by individuating in the collaborative and co-planning dimension a key to future developments in library evaluation.Il convegno “Misurazione e valutazione delle biblioteche: ne è valsa la pena? Cambiamenti, impatti e racconti di 30 anni di lavoro comune” ha ripercorso tre decenni di ricerca applicata per le biblioteche, col fine di trarne un bilancio, raccontare esperienze di valutazione e delineare nuove prospettive per il futuro. L’articolo presenta un resoconto di questo convegno, riportando i passaggi significativi di tutti gli interventi, col fine di restituire una traccia – inevitabilmente parziale, ma essenziale – del percorso che i relatori del convegno hanno intrapreso lungo tre decenni di valutazione e misurazione delle biblioteche. In conclusione, l’autrice individua nella dimensione collaborativa e di co-progettazione una chiave per le future evoluzioni della valutazione delle biblioteche
Biblioteche accademiche in rete per la terza missione? Valorizzazione, inclusione e nuove opportunità strategiche
In recent years, Italian academic libraries have undertaken third mission activities linked to the enhancement of their heritage: library science scholars have already been studying this kind of initiatives, and today the Italian national agency for the evaluation of universities and research institutes (Anvur) considers such actions as a result of the institutional commitment of a university library. A workshop, organized by the Library System of the University of Ferrara together with the Italian library association during the Stelline congress 2022 (Milan, 11 march), analyzed the case study of the bibliotour Storie di libri e palazzi, set up by the University of Ferrara; the workshop also explored new strategic opportunities for the enhancement of academic libraries’ heritage, firstly the inclusion of all audiences, with specific reference to Goal 10 (“Reduce inequalities”) of the United Nations 2030 Agenda. Furthermore, this perspective embraces potentially the entire corpus of recommendations provided by the Agenda. The paper is intended not only to report the main ideas that emerged during the workshop held in Milan but, starting from them, also to suggest building a network of academic libraries, in order to facilitate the communication of third mission initiatives and their public outreach. Therefore, full adherence to the inclusive dimension and the commitment to sustainable development are two new strategic opportunities for academic library activities related to heritage enhancement. AIB has been supporting both strategies for several years, by means of concrete actions, such as the “Maria A. Abenante” Award, as well as organizational structures, like the Observatory on library and sustainable development (Obiss).In anni recenti le biblioteche accademiche italiane hanno intrapreso attività di terza missione legate alla valorizzazione del proprio patrimonio, entro una linea d’azione già in parte esplorata dalla letteratura biblioteconomica, ed oggi anche oggetto d’indagine dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) quale espressione delle funzioni istituzionali di una biblioteca di ateneo. Un workshop, organizzato dal Sistema bibliotecario dell’Università degli studi di Ferrara e dall’Associazione italiana biblioteche in occasione del convegno delle Stelline 2022 (Milano, 11 marzo), ha analizzato il caso-studio dell’itinerario biblioturistico “Storie di libri e palazzi” attivo presso l’ateneo estense, e ha consentito di approfondire la riflessione su nuove opportunità strategiche entro le quali contestualizzare l’azione bibliotecaria di valorizzazione del patrimonio culturale universitario. Si tratta, in primis, dell’impegno per l’inclusione di tutti i pubblici, con specifico riferimento all’Obiettivo 10 (“Ridurre le diseguaglianze”) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, ma potenzialmente la prospettiva abbraccia l’intero corpus di raccomandazioni contenute nel documento. Il presente contributo intende restituire i principali spunti emersi durante il laboratorio milanese e, a partire da essi, aprirsi alla concreta proposta di una rete fra le biblioteche accademiche, utile ad agevolare la comunicazione delle iniziative di terza missione e a favorire il raggiungimento dei pubblici. A questo scopo, nuove opportunità strategiche per le biblioteche di ateneo che operano sul fronte della valorizzazione sono individuate nella piena adesione alla dimensione inclusiva e nell’impegno per lo sviluppo sostenibile, istanze che da tempo AIB supporta attraverso iniziative concrete, come l’istituzione del Premio Maria A. Abenante, e specifici assetti organizzativi, quale l’Osservatorio biblioteche e sviluppo sostenibile (OBISS)
Il rapporto dei giovani ricercatori con le biblioteche dell’università
This article examines the evolving attitudes and practices of early career researchers (ECRs) towards the library, in particular its role as a source of discovery and access to information, the use of institutional repositories, and their predicted future for the library. The study is based on interviews conducted with young researchers in the sciences and social sciences in several countries over five years and on two questionnaires that facilitated further information gathering. The results show that the role of the academic library is largely limited to the provision of electronic resources, a role that open access and piracy have recently challenged. Interest in institutional archives is also limited. It does not appear, however, that the pandemic has had a significant impact on the relationship between young researchers and the university library.Este artículo examina la evolución en las actitudes y prácticas de los investigadores noveles (early career researchers, ECRs) respecto a la biblioteca, y en particular su función como fuente de descubrimiento y acceso a la información, la utilización de los repositorios institucionales y el futuro que pronostican para la biblioteca. El estudio se fundamente en entrevistas realizadas a jóvenes investigadores de ciencias y ciencias sociales de varios países durante cinco años y en dos cuestionarios que facilitaron ampliar la recogida de información. Los resultados muestran que el rol de la biblioteca se circunscribe en gran medida a la provisión de recursos electrónicos, papel que el acceso abierto y las plataformas piratas están poniendo en peligro en los últimos tiempos. Se observa, asimismo, el escaso interés que muestran por los repositorios institucionales. No parece, sin embargo, que la pandemia haya incidido de forma relevante en la relación investigadores noveles-biblioteca académica.L’articolo analizza l’evoluzione dei comportamenti e delle abitudini informative dei giovani ricercatori (early career researchers, ECRs) nei confronti delle biblioteche, in particolare rispetto al loro ruolo di fonti per la scoperta e l’accesso all’informazione, all’uso degli archivi istituzionali e ai possibili scenari futuri. Lo studio si basa su una serie di interviste condotte nei confronti di giovani ricercatori di ambito scientifico e delle scienze sociali, provenienti da diversi paesi, in un arco temporale di cinque anni e su due questionari che hanno permesso di raccogliere ulteriori dati. I risultati mostrano come il ruolo della biblioteca accademica sia in gran parte limitato alla fornitura di risorse elettroniche, un ruolo che l’accesso aperto e la pirateria hanno recentemente messo in discussione. Limitato è anche l’interesse nei confronti degli archivi istituzionali. Non sembra, tuttavia, che la pandemia abbia avuto un impatto significativo sul rapporto tra i giovani ricercatori e la biblioteca dell’università
Grande è la disinformazione sotto il cielo: la situazione non è eccellente, ma tutto sommato potrebbe andare peggio
Disinformation is a topic that is becoming more and more relevant. According to several influential voices, the risks related to this phenomenon are undermining the foundations of democratic societies. The current pervasiveness and relevance of the information sphere, based on digital networks, and the evidence presented seem to strongly support this thesis. Given the prominence of this topic, a systemic approach that takes into account various factors and is not limited to a critique of the technology used is necessary. In this essay, the current scenario is analyzed, starting with the definition of ‘Dark Ages 2.0’ and information disorders such as fake news and conspiracy theories. These factors are examined under the critical lenses of narrative and particularly postmodernist literature, in which, among many aspects, information theory is a key element. Based on this analysis, a synthesis is offered, with the aim of reconciling the technological component with sociocultural patterns, in order to foster a continuous and iterative process capable of enhancing, as much as possible, the functionality of the information ecosystem.La disinformazione è un tema sempre più attuale, e oggetto di numerosi articoli e saggi. Secondo diverse e autorevoli voci, i rischi collegati a questo fenomeno arrivano a minare le fondamenta delle società democratiche. L’attuale pervasività e rilevanza della sfera informativa, basata sulle reti telematiche, e le evidenze presentate sembrano supportare fortemente questa tesi. Data l’importanza di questo argomento è necessario un approccio sistemico che tenga in considerazione diversi fattori e non si limiti ad una critica della tecnologia utilizzata. In questo saggio si prende in considerazione lo scenario attuale partendo dalla definizione che ne viene data di ‘Medioevo 2.0’ e dai disordini informativi tra cui fake news e teoria del complotto; questi vengono analizzati sotto la lente del racconto e in particolare della letteratura postmodernista, in cui, tra i numerosi aspetti, la teoria dell’informazione è un topos fondamentale. Sulla base di questa analisi viene effettuata una sintesi che cerca di conciliare la componente tecnologica con i modelli socioculturali, così da poter avere un processo continuo e iterativo in grado di rendere il più funzionale possibile l’ecosistema informativo
Modelli di business emergenti e transizione digitale nel settore editoriale spagnolo
The main goal of this research is to give a vision of the main challenges faced by Spanish publishers because of technical change, analyzing its digital transformation. Subsequently, this work proposes different publishing business models currently tested in the market, from which publishers can take advantage by expanding the portfolio of their products and services. Besides, this study outlines and formulates possible future scenarios to deepen the Spanish publishers’ cultural and business functions and encourage them to assume a proactive position on innovation. The main conclusions of this research are the following: first, the Spanish publishing sector presents two lines of business that coexist as complementary and not as substitutes: on the one hand, the paper book and, on the other, the e-book; second, the innovative caution of Spanish publishers is holding back the development of the e-book market on the supply side, given the low volume of works published digitally compared to those on paper; third, the lack of joint digital initiatives, that is, between the different agents of the book value chain, has caused hardware manufacturers and Internet service providers to enter the book industry, surpassing, in many cases, traditional industry players in the creation of new business models for digital content; and finally, the current pandemic situation has represented a turning point in the attitude of a part of the Spanish publishing sector, forced to focus on the need to carry out an accelerated digital transformation to continue with its activity, for which the Covid-19 has indirectly catalyzed, as a collateral effect, the urgency of organizational change.L’articolo intende fornire una panoramica delle principali sfide che gli editori spagnoli si trovano ad affrontare a seguito del cambiamento tecnico, analizzando la loro trasformazione digitale. Vengono descritti diversi modelli di business editoriale attualmente sperimentati sul mercato, che gli editori possono sfruttare per ampliare il portafoglio dei loro prodotti e servizi. Vengono inoltre delineati e formulati possibili scenari futuri per approfondire il ruolo culturale e imprenditoriale degli editori spagnoli e per incoraggiarli ad assumere una posizione proattiva in termini di innovazione.Le principali conclusioni dello studio presentato in questo articolo sono quattro. In primo luogo, il settore editoriale spagnolo ha due linee di business che coesistono come complementari e non sostitutive: da un lato il libro cartaceo e, dall’altro, l’e-book. In secondo luogo, la cautela degli editori spagnoli nei confronti dell’innovazione frena lo sviluppo del mercato del libro elettronico dal punto di vista dell’offerta, considerato il basso volume di opere pubblicate in digitale rispetto a quelle stampate. In terzo luogo, la mancanza di iniziative digitali congiunte, ovvero tra i diversi agenti della catena del valore del libro, ha portato i produttori di hardware e i fornitori di servizi web a entrare nell’industria del libro superando, in molti casi, i tradizionali attori del settore nella creazione di nuovi modelli per contenuti digitali. Infine, l’attuale situazione pandemica ha rappresentato un punto di svolta nell’atteggiamento di una parte del settore editoriale spagnolo, costretto a concentrarsi sulla necessità di realizzare una trasformazione digitale accelerata per proseguire la propria attività: il Covid-19 ha dunque indirettamente catalizzato, come effetto collaterale, l’urgenza di un cambiamento organizzativo
Il testamento di Paul Otlet
Paul Otlet’s will, made up of 67 versions written across nearly a thirty-year time span, with numerous annotations, additions and revisions, represents an essential document in order to be able to retrace, from an intimate and personal point of view, both the life and thought of the Belgian bibliographer and his personal archive, which he identifies as his true spiritual legacy. Considered right from the outset as an inseparable whole and clearly distinguishable from the rest of his library, the order and preservation criteria and the destination and use of the individual parts are described. The backlash of the two wars he witnessed, the devastation of the Mundaneum as well as the removal of the collections, the loss of collaborators and personal doubts are intersected with philosophical and technical notations in an unquestionably fascinating text.Il testamento di Paul Otlet, composto da ben 67 versioni redatte nel corso di quasi un trentennio, con numerose postille, aggiunte e revisioni, rappresenta un documento privilegiato per ripercorrere, da una angolatura intima e personale, la vita e il pensiero del bibliografo belga e del suo archivio personale che identifica come il suo vero lascito spirituale. Considerato fin dall’inizio come un tutt’uno inscindibile e nettamente distinto dalla sua biblioteca, ne vengono descritti i criteri di ordinamento e conservazione e la destinazione e l’utilizzo delle singole parti. Gli echi delle due guerre delle quali fu testimone, la devastazione del Mundaneum e l’asportazione delle collezioni, l’abbandono dei collaboratori e i dubbi personali si intersecano con notazioni filosofiche e tecniche in un testo indubbiamente affascinante