Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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    La produzione scientifica italiana attaverso un'analisi degli articoli pubblicati sulle riviste infermieristiche: 2003-2009

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    RIASSUNTOIl presente articolo analizza la produzione scientifica italiana attraverso una fotografia delle pubblicazioni infermieristiche su 5 riviste nazionali nel periodo tra il 2003 e 2009.Questo è il terzo articolo di un lavoro iniziato nel1978 e che ha visto due pubblicazioni nel 2005. Il lavoro ha l'intento di monitorare nel tempo la produzione bibliografica italiana per quanto attiene 5 Riviste di settore. Gli articoli sono stati catalogati in base a criteri predefiniti con lo scopo di verificare lo status dell'avanzamento dei lavori di ricerca e di sviluppo teorico. I risultati ottenuti dimostrano che, nonostante ci sia un incremento delle pubblicazioni che applicano metodi di ricerca, queste rimangono comunque al di sotto della tendenza internazionale e che, in ambito nazionale, si prediligono ancora argomenti quali piani assistenziali, normative ed organizzazione del lavoro invece che ricerca o evidenze scientifiche. Da un lato si tende a sensibilizzare il mondo infermieristico per essere al passo con i tempi e con il dibattito internazionale, dall'altro si registra la mancanza di adeguati strumenti per la conoscenza ed investimenti specifici nella ricerca, Il risultato è di limitare fortemente l'aggiornamento continuo scientifico nelle diverse generazioni di professionisti e la partecipazione per la generalizzazione delle stesse. Altro risultato che può essere interpretato anche come una conseguenza, è relativo alla scarsa produzione nella letteratura italiana presa in considerazione, di Modelli Concettuali e Teorie. Modelli e Teorie che costituiscono e contribuiscono al sapere specifico di una disciplina e che si pongono quali strumenti necessari per creare un sapere e di conseguenza una immagine delle scienze infermieristiche diversa da quella di esclusiva scienza applicata. Parole Chiave: articoli scientifici, riviste italiane, immagine infermieristica, ricerca infermieristica ABSTRACTThis study investigates the number of articles published by Italian nursing journals by analyzing five Italian journals between 2003 and 2009. This is the third part of a study started in 1978, two articles were already published in 2005. The work is aimed at monitoring the number of nursing articles published. The articles were cataloged according to predefined criteria with the main aim to verify the status of the progress of research and theoretical development among Italian nurses. Results show that, although there is an increase in publications which apply research methods, these are still below the international trend and that, at national level, nurses prefer topics such as care plans, regulations and organization of work rather than research or scientific evidence. On the one hand there is a raise on Italian nurses of interest in wider topic in order to be closer to the international debate, on the other hand there is a lack of adequate tools to improve knowledge and specific investments in research. As result of this there is a strong limitation in the knowledge growth of Italian nurses together with a lack of participation among and for different generations of nurses. In addition to the above it has been enucleated a scarcity within the literature analyzed of development of theoretical models, theories and concepts. Conversely theoretical models, theories and concepts are important pillars of scientific knowledge and they have a strong role in professional development, moreover these are necessary in order to set and improve nursing and nurses image nowadays far from the exclusive applied science. Key words: scientific articles, italian journal, nursing image, nursing researc

    Resilience: A personal attribute, social process and key professional resource for the enhancement of the nursing role

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    ABSTRACT Resilience is the positive adjustment to adversity. Nursing work is characterised by assisting patients and families to cope through varying types of adversity- accidents, illness, disasters and upheaval and also in encouraging and supporting people to adapt, recover and maintain wellbeing. Thus strategies to promote resilience need to be integral to nurses' daily practice. Adverse conditions are also commonly experienced by nurses themselves and this impacts negatively on attitude to work, stress and burnout and this affects the whole profession through ongoing shortages, and disengagement with the work still to be done by nursing in terms of research and practice development. This paper will discuss the meaning of resilience, how it has been researched and applied to health care and to nursing. It will suggest pro-active strategies that educators, researchers and clinical nurses can implement that work on building strength, focus and endurance in individuals, communities and the workplaces.Key words: Stress, Adversity, Disasters, Nursing, ResilienceResilienza: attributo personale, processo sociale e risorsa professionale chiave per il rafforzamento del ruolo dell'infermiere.RIASSUNTOLa resilienza è il modo di affrontare positivamente le avversití . Il lavoro dell'infermiere è caratterizzato dall'assistere i pazienti e le famiglie nel far fronte a vari tipi di avversití  quali ad esempio: incidenti, malattie, disastri come anche nell'incoraggiare e supportare le persone verso la guarigione ed al mantenimento del well being. Quindi le strategie per promuovere la resilienza devono essere parte integrante della pratica quotidiana dell'infermieristica. Situazioni difficili sono anche comunemente vissute dagli infermieri stessi e questo ha un impatto negativo sul comportamento nel lavoro, comportando anche stress e burn out. Questo ha effetti negativi su tutta la professione in termini di scarsití  di personale e distacco da quanto dovrebbe essere ancora fatto dall'infermieristica in termini di ricerca e pratica. Questo articolo discuterí  il concetto di resilienza come è stato studiato ed applicato all'health care ed all'infermieristica. L'articolo suggerirí  strategie che insegnanti, ricercatori e infermieri clinici potranno implementare al fine di rafforzare il lavoro sugli individui, comunití  e luoghi di lavoro.Parole Chiave: Stress, Avversití , Disastri, infermieristica/Infermieri, Resilienz

    L'utilizzo della tecnica ad ultrasuoni FAST eseguita dagli infermieri del Dipartimento di Emergenza: una revisione sistematica

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    RIASSUNTOLa metodica FAST è considerata il gold standard delle valutazione point-of-care del paziente con trauma addominale chiuso tanto da aumentarne l'uso anche da parte di professionisti non solo radiologi, ma anche del personale che opera in emergenza come l'infermiere. Lo scopo di questa revisione sistematica è quello di valutare l'efficacia dell'ecografia FAST eseguita dagli infermieri di emergenza. Sono state consultate 7 banche dati di letteratura primaria e secondaria. Inoltre sono state visionate 3 riviste nazionali attinenti al settore. La revisione è stata condotta fra marzo e agosto 2011 costruendo 9 stringhe di ricerca. Gli articoli visualizzati sono stati valutati criticamente da due autori in modo indipendente. Non sono state applicate restrizioni di lingua né di tempo di pubblicazione. Complessivamente sono stati visualizzati 4767 documenti ma solo 4 pertinenti alla revisione. In totale sono state incluse 1035 ecografie FAST svolte da personale infermieristico. I risultati mostrano che l'impiego dell'ecografia FAST eseguita dagli infermieri formati è molto efficace con una sensibilití  del 84% (95% CI 72.1-92.2) ed una specificití  del 97,37% (95% CI 92.55-99.10). Il tempo di esecuzione pratica aveva una media di 156 secondi (2.6 minuti), tempo mediano di 138 secondi (range=76 a 357). Solo in uno studio veniva specificato in modo dettagliato il tipo di corso formativo che dovevano frequentare gli infermieri. In conclusione l'ecografia FAST eseguita dal personale infermieristico può avere un ruolo determinante nell'ambito delle emergenze e nei processi specifici di triage in quanto vero e proprio strumento di screening.Parole chiave: FAST, infermieristica di emergenza, lesione addominale, servizio di emergenza, ultrasonografia.  Nurse-performed FAST ultrasound in the Emergency Department: a systematic reviewABSTRACTFocused Assessment with Sonography for Trauma (commonly abbreviated as FAST) is considered for patients with blunt abdominal trauma as the gold standard for accident assessment in site. This method is increasingly used even by not radiologists professionals, as well as by nurses who works in emergency settings. This systematic review is aimed at evaluating the effectiveness of ultrasound FAST performed by nurses in emergencies department. Seven databases of primary and secondary literature as well as three national journals relevant to the field were consulted. The review was conducted between March and August 2011 developing 9 search strings. Articles have been critically reviewed by two authors independently. No restriction on language or time of publication have been used. A total of 4767 documents were displayed, of those only 4 were considered to be reviewed. A total of 1035 FAST ultrasound performed by nurses were included. The results show that the use of ultrasound FAST performed by trained nurses is very effective, with a sensitivity of 84% (95% CI 72.1-92.2) and a specificity of 97.37% (95% CI 92.55-99.10) . Practice execution time was an average of 156 seconds (2.6 minutes), median time of 138 seconds (range = 76 to 357). Just one study specified the training course that nurses were required to attend. To sum up, FAST ultrasound performed by nurses have an important role in emergencies management as well as in triage setting as valid screening tool.Key words: abdominal injuries, emergency nursing, emergency service, FAST, ultrasonography

    Accertamento e scelta dei dispositivi ad accesso venoso

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    RIASSUNTO L'esecuzione da parte degli infermieri di un accurato accertamento vascolare all'inizio e per tutta la durata della terapia infusiva, insieme all'individuazione del dispositivo più adatto al paziente, può aumentare la soddisfazione del paziente, diminuire le complicanze, preservare le vene periferiche, diminuire o eliminare il tempo impiegato dagli infermieri a reperire accessi venosi improbabili, ridurre i costi associati alla terapia infusiva. Gli obiettivi sono stati di indagare la presenza di una procedura per la scelta del dispositivo venoso più adeguato al paziente, descrivere i criteri utilizzati per la valutazione del letto vascolare, identificare il momento in cui gli infermieri eseguono la valutazione del letto vascolare. E' stato svolto uno studio descrittivo con campione di convenienza composto da 290 infermieri. Lo strumento di raccolta dati utilizzato è un questionario anonimo. I questionari somministrati, restituiti e ritenuti validi sono stati 227. Il 14% del campione afferma che è in uso una procedura per valutare il dispositivo venoso più adatto per ogni paziente mentre, il 70% dichiara che non è in uso e il 16% che non sa se c'è una procedura. I risultati dello studio mostrano che nelle unití  operative appartenenti al campione (1) non è in uso una procedura per la scelta del dispositivo più adeguato al paziente, (2) che gli infermieri non hanno chiari i criteri per effettuare la valutazione del letto vascolare, (3) che essi effettuano la valutazione del letto vascolare in momenti differenti del processo infusivo.Parole Chiave: accertamento vascolare, selezione dispositivo venoso, accesso vascolare, terapia infusiva, linee guida praticheThe accurate vascular monitoring by nurses both at the beginning and during infusion treatment, in addition to the selection of the best device for each patient, can increase patient satisfaction, reduce complications, preserve peripheral veins, reduce or eliminate time used to find unlikely vein access, reduce hospital stay length and reduce the costs associated with infusion treatment. Aims of study are to ascertain the presence of a procedure for choosing the most suitable venous device for each patient, to identify nurses' criteria to make a vascular assessment, and to describe when nurses make a vascular assessment. A descriptive study with convenience sample of 290 nurses. The data collection instrument is an anonymous questionnaire. The questionnaires administered, returned, and considered valid were 227. 14% of the sample states that within their ward there is a a procedure to evaluate the most suitable device, while 70% states the opposite and 16% of the sample states that "they do not know". The results show fairly clearly that in the wards considered there is no procedure currently in use in order to choose the most suitable device for each patient, that nurses do not have clear criteria to make a vascular assessment, that they carry out vascular assessment at different times of the infusion's process. Key words: vascular assessment, venous device selection, vascular access, infusion therapy, practice guideline

    Convegno Nazionale CNAI SENZA INFERMIERI NON C'È FUTURO

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    Nei giorni 25, 26 e 27 ottobre 2012 si è tenuto a Roma il Convegno Nazionale della Consociazione Nazionale delle AssociazioniInfermiere/i dal titolo "Senza infermieri non c'è futuro" che ha visto la presenza di un centinaio di partecipanti dadiverse localití  italiane, nonché lo straordinario contributo di Stefanie Ferguson, professore associato alla Virginia CommonwealthUniversity (Richmond, Virginia, USA) e consulente ICN (Consultant for Nursing and Health Policy e Direttore del programma ICN Leadership for Changeâ„¢ e dell'ICN-Burdett Global Leadership Institute).Rilevante è la sede scelta per il Convegno: Roma. Oltre ad essere la capitale d'Italia è il cuore pulsante della politica, argomento a cui la Consociazione è particolarmente sensibile, al punto da dedicare un'intera sessione del convegno alla presenza degli infermieri nelle sedi dove si decidono le politiche sanitarie e assistenziali (IV sessione).Il titolo richiama l'omonima Campagna di raccolta-firme, iniziata nel dicembre 2010 e conclusa, appunto, con questo convegno. La scelta di un tale titolo non è casuale, ma lega i contenuti fondamentali presentati nelle quattro sessioni che hanno composto il Convegno. Infatti, il focus principale è stato portare alla luce l'urgenza di considerare gli infermieri quale risorsa fondamentale del sistema sanitario e assistenziale. Un ulteriore scopo era quello di presentare alcune esperienze nazionali e internazionali, relative all'indispensabile contributo infermieristico alla salute della collettivití 

    Confronto tra sutura con antibatterico vs sutura standard nella prevenzione delle infezioni del sito chirurgico

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    RIASSUNTOLe infezioni del sito chirurgico rappresentano ancora oggi un problema aperto, con prolungamento dei tempi di degenza e relativo aumento dei costi sanitari ed assicurativi. La recente letteratura evidenzia come il triclosan® possa essere utilizzato con sicurezza per ridurre l'incidenza di infezioni. In questo studio vengono confrontati due gruppi di pazienti sottoposti in regime di elezione a chirurgia "pulita". Il follow up, condotto trenta giorni dopo l'intervento chirurgico attraverso intervista telefonica, come da protocollo del Sistema Nazionale di sorveglianza delle infezioni del sito chirurgico, ha mostrato migliori outcomes, anche se non statisticamente significativi, in termini di prevenzione del sito chirurgico, utilizzando le suture con antibatterico rispetto a quelle standard.Parole chiave: infezioni del sito chirurgico, sicurezza, gestione del rischioComparison between antibacterial coated suture vs standard suture to prevent the surgical site infectionsABSTRACTThe surgical site infections (SSI) still represent an issue, which causes prolonged hospital staying, major costs for both healthcare system and professional insurance. Recent studies enlighten that using the antibacterial agent triclosan® leads to decrease infections rates. In this observational study we compared two groups of patients undergoing scheduled the so called clean surgery. The absence of SSI was assessed in all patients, 30 days later the surgery, through a telephone interview as indicated by the National Group for SSI surveillance protocol. The use of antibacterial sutures shows to be successful in preventing the SSI in comparison to standard sutures, even if results are not statistically significant.Keywords: surgical site infections, safety management, risk managemen

    Dal team accoglienza al bed management ospedaliero.

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    RIASSUNTOLa riduzione dei posti letto negli ospedali laziali, ha ri-disegnato il concetto di servizio sanitario ospedaliero regionale, riconoscendo l'ospedale il solo luogo dove recarsi per curare le malattie acute ed urgenti. L'Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma, nel rispetto del piano sanitario regionale, del piano di rientro e della riqualificazione della rete ospedaliera, ha avuto una significativa riduzione di posti letto e ciò, ha comportato una riorganizzazione interna. La Direzione Aziendale per dare una risposta soddisfacente all'utenza, ha dato inizio nel febbraio del 2008 ad un progetto, oggi servizio, con l'istituzione di un gruppo di coordinatori infermieristici, con lo specifico mandato di razionalizzare ed ottimizzare i posti letto dedicati all'emergenza-urgenza. Questo gruppo denominato "Team Accoglienza" è formato da caposala esperti, che conoscono il funzionamento dell'intero ospedale. Il team collabora, quotidianamente, con il personale medico ed infermieristico del Pronto Soccorso, per la definizione del percorso diagnostico, terapeutico ed assistenziale più idoneo al malato. Il progetto è stato sviluppato applicando la metodologia: del Percorso di Massima di Riferimento e l'Analisi Sistemica. Negli anni questo servizio ha contribuito: al miglioramento di alcuni indicatori sistemici di attivití , di alcune Unití  Operative ed alla formazione di personale sanitario di direzione. Nel 2009 la Giunta Regionale del Lazio ha riconosciuto tale progetto come strategico all'interno delle organizzazioni ospedaliere pubbliche e private.Parole Chiave: Bed Manager, ricovero, ottimizzatore.ABSTRACTReduction on number of hospital beds i.e. on patients' admission among hospitals in Lazio has lead to a reformulation of health service framework within Lazio indentifying hospital as the only place to go to treat acute and urgent diseases. San Camillo-Forlanini, the largest hospital in Rome, according to the regional health plan, the recovery plan and the redevelopment of network hospital has had a significant reduction of hospital beds leading, as consequence, to the need of an internal reorganization. In order to correctly address this issue, the management of the Hospital started in February 2008 a project, setting up a group made up by nursing coordinators which had as a main aim to manage the number of hospital beds needed for emergencies. This group has been called "Admission Team" and nurses within the group are familiar with hospital policies and organization. The team collaborates daily with physicians and nurses in emergency room, in order to decide the most appropriate health care protocol for each patient. The project follows a specific methodology i.e. Systemic Analysis. Over the years this project has contributed to the improvement to a number of indicators and more generally to the health care within the hospital together with the enhancement of education of new managerial roles among health professional. In 2009, the Regional Council of Lazio has recognized this project as strategic within private and public hospitals. Keywords: Bed Management, admission, hospital polic

    Progressive Patient Care e organizzazione ospedaliera per intensití  di cure: revisione narrativa della letteratura

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    Scopo del presente articolo è riassumere la letteratura relativa alla Progressive Patient Care con particolare attenzione alle sue caratteristiche concettuali e pratiche, all'implementazione nel corso degli anni e agli effetti che ha avuto sugli attuali sistemi di erogazione della salute.E' stata condotta una Revisione integrativa-narrativa della letteratura.La Progressive Patient Care è un modello che ha la finalití  di raggruppare i pazienti secondo il grado di complessití  che essi presentano. Tale organizzazione è finalizzata alla collocazione del paziente nel setting di cura più appropriato. Il modello originale prevede cinque livelli di unití  assistenziali: intensive care, intermediate care, self-care, long term care, organized home care. In Italia il modello di organizzazione ospedaliera per intensití  di cura può essere considerato come una contestualizzazione della Progressive Patient Care alla realtí  nazionale, date le similitudini sia dal punto di vista delle finalití  che il modello si pone, sia per la tipologia di livelli di assistenziali.La riorganizzazione per intensití  di cure rappresenta un'opportunití  per l'Italia di operare nella direzione di un'assistenza che si basi sul concetto di continuití  di cure, dal momento che si pone l'accento sui processi di cura e di assistenza a partire dai bisogni dei pazienti, piuttosto che sulla  suddivisione ospedaliera secondo criteri di specialití  disciplinare.Parole chiave: Cure progressive, Italia, Continuití  delle cure, Assistenza centrata sul paziente Progressive Patient Care Model and its application into hospital organization: a narrative review ABSTRACTAim of this article is to review the literature about the Progressive Patient Care Model, in particular its conceptual and practical characteristics, its implementation and effects on the current health care organization. Was conducted by an integrative-narrative literature review.The Progressive Patient Care is a model which aims at group patients according to their complexity in order to place patients in the most appropriate care setting.The original model consists on five care levels: intensive care, intermediate care, self-care, long term care, home care.In Italy the above mentioned model can be considered as a contextualization of Progressive Patient Care in the light of similarities both in terms of model purposes and care levels classification.The organization for intensive care levels is an opportunity for Italian healthcare facilities to reach continuity of care. This model emphazises care processes looking to patients' needs rather than a division according to criteria of specialties.Keywords: Progressive Patient Care, Italy, Continuity of Patient Care, Patient Centered Car

    Non vedere, non sentire, non parlare: il silenzio come ostacolo al processo di cura. Indagine fenomenologica fra personale sanitario che opera in area critica

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    oai:ojs.pkp.sfu.ca:article/2 Molti sanitari manifestano preoccupazioni in merito agli "errori professionali" commessi da colleghi. Tali preoccupazioni talvolta vengono riferite a colleghi o a superiori, ma raramente sono comunicati direttamente alle persone interessate. Partendo da questi assunti si è voluto indagare se nei setting di area critica italiani, si presenta la stessa percezione.È stata effettuata un'indagine di tipo fenomenologico, rivolta a raccogliere i vissuti degli operatori sanitari, che lavorano in un pronto soccorso, in una rianimazione e in una terapia intensiva neurochirurgia, rispetto alle problematiche dell'errore.Come strumento di rilevazione si è utilizzata un'intervista semi-strutturata, audio-registrata e trascritta integralmente. L'analisi è stata fatta utilizzando il metodo Giorgi.Sono state identificate cinque unití  di significato, espressione dei vissuti più rilevanti e ricorrenti. Esse sono: il clima/alleanza e senso di appartenenza; il significato di errore: errore tollerabile ed errore non tollerabile; emozioni/sentimenti; errori/motivazioni; la comunicazione.La ricerca mette in luce come non sia diffusa la "cultura del silenzio"; pertanto in caso di errore il collega viene affrontato.Fanno però eccezione i casi in cui l'errore non è grave, oppure quando il collega da affrontare è gerarchicamente superiore.Rispetto a colui che commette l'errore, la non ammissione è legata al timore di mettere in discussione la propria "immagine" oppure per paura delle conseguenz

    Dinamiche socio-culturali in sanití : Comunicazione come tempo di cura

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    L'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Bari in collaborazione con le Associazioni di Volontariato accreditate, l'Ufficio Formazione e Ufficio QualitÄ…, ritiene il tempo dedicato all'informazione, alla comunicazione e alla relazione di aiuto "tempo di cura". E' stato organizzato un corso di formazione pilota, dal titolo "Comunicazione come tempo di cura". L'obiettivo è stato quello di condurre uno studio teorico-pratico sul tema ed avere tecniche, strumenti ed informazioni piÄš approfondite al fine di una buona comunicazione. Il progettoè stato teorico-pratico con la compilazione di schede di osservazione per raccogliere informazioni riguardanti gli atteggiamenti del paziente durante le attivitÄ… clinico-assistenziali e/o la personale rappresentazione di malattia. Al termine, i partecipanti hannovalutato i risultati ottenuti dall'analisi delle schede, hanno evidenziato alcuni elementi di criticitÄ… ed avanzato proposte per il miglioramento della comunicazione operatore/paziente. Il percorso ha permesso inoltre di rafforzare il rapporto di fiducia fra questi ultimi. Il progetto, nella fase iniziale, è stato rivolto a tre UnitÄ… Operative (Cardiologia Ospedaliera, Cardiologia D'Urgenza e Neurologia "Amaducci") e a tutti gli operatori professionali (medici e infermieri) delle stesse, tenuto conto che la diversa provenienza professionale dei partecipanti poteva permettere di arricchire l'analisi dei problemi

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