Università degli Studi di Bari: Open Journal Systems
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Maria Casola, Massimo Clemente, Gaia Daldanise, Antonio Felice Uricchio (a cura di), Cultura della sostenibilità per comunità inclusive. Strumenti metodologici per nuove visioni, Aracne, 2024
Il volume “Cultura della sostenibilità per comunità inclusive”, curato da Maria Casola, Massimo Clemente, Gaia Daldanise e Antonio Uricchio, approfondisce il tema della sostenibilità come bene comune attraverso un approccio interdisciplinare, analizzando strategie, strumenti e visioni innovative per la rigenerazione urbana e lo sviluppo territoriale sostenibile
Traiettorie inclusive: l’orientamento come ricerca del proprio spazio nel mondo
Il contributo esamina il ruolo dell’autodeterminazione delle persone con disabilità e bisogni educativi speciali nella riflessione pedagogica sul percorso di carriera. Si pone particolare attenzione all’orientamento nei contesti educativi e formativi, considerato una metodologia chiave da adottare in modo strutturato. L’obiettivo è quello di esplorare come le competenze orientative possano favorire la definizione di sé, il riconoscimento del proprio potenziale, e agevolare le transizioni scuola-lavoro.The contribution examines the role of self-determination of people with disabilities and special educational needs in pedagogical reflection on career paths. Particular attention is paid to orientation in educational and training contexts, considered a key methodology to be adopted in a structured way. The objective is to explore how orientation skills can promote self-definition, recognition of one’s potential, and facilitate school-work transitions
La comunità come spazio generativo di apprendimento e nuove pratiche di sviluppo umano per i giovani: verso il modello delle Fabbriche del Lavoro per lo sviluppo locale
Il contributo intende indagare la possibilità di ripensare la comunità come sistema organizzativo di ulteriore, nuova e altra educabilità al fine di promuovere nuove pratiche di lavoro con particolare riferimento ai giovani. Si struttura in tre sezioni principali: 1) la cornice concettuale della comunità come categoria pedagogica, gli assunti di base (comunità, cittadinanza attiva, capacità ri-generativa, capitale formativo) e le implicazioni teoriche; 2) l’analisi critica del rapporto tra agire professionale e identità; 3) l’importanza del lavoro di comunità come processo generativo di nuovi talenti sulla base di un’azione progettuale chiamata “Benessere in comune” promossa dal Dipartimento per le politiche della Famiglia. The paper intends to investigate the possibility of rethinking the community as an organisational system of further, new and other educability in order to promote new working practices with particular reference to young people. It is structured in three main sections: 1) the conceptual framework of the community as a pedagogical category, the basic assumptions (community, active citizenship, re-generative capacity, formative capital) and the theoretical implications; 2) the critical analysis of the relationship between professional action and identity; 3) the importance of community work as a generative process of new talents on the basis of a project action called “Wellbeing in common” promoted by the Department for Family Policies
Il ritorno del Leviatano? Fantasmi digitali e Corpo politico
Negli ultimi anni i social network hanno trasformato il modo di comunicare, informarsi ed interagire con il mondo. L’accesso ad un’enorme quantità di informazioni ha reso questi spazi un’arma a doppio taglio: se da un lato offrono opportunità di partecipazione al dibattito pubblico, dall’altro espongono gli utenti a fenomeni come la disinformazione e la polarizzazione delle opinioni. L’elettore rischia così di trasformarsi in un fantasma digitale, un’entità che lascia tracce della propria presenza, ma che viene manipolata per la sua scarsa capacità di autodeterminazione. Circondato da influencer, immerso in un flusso di dati contraddittori che non riesce a gestire, il fantasma digitale cerca una incarnazione, qualcosa che lo sottragga alla pressione di modelli troppo perfetti. La domanda che dobbiamo porci è se tutto questo favorisca la rinascita di regimi autoritari, se la frammentazione delle esistenze all’interno di spazi sociali in cui verità e verosimile si scambiano di posto spinga i cittadini verso forme di populismo digitale il cui fine ultimo è quello di azzerare la complessità e le differenze. In recent years, social networks have profoundly reshaped the modalities of communication, information and social interaction. The unprecedented accessibility of vast quantities of information has rendered these digital environments a double-edged sword: while they facilitate engagement in public discourse, they expose users to systemic phenomena such as misinformation and the polarization of opinions. Within this framework, the political subject risks being reduced to a “digital phantom” — a presence that leaves traces of its existence yet remains susceptible to manipulation due to its diminished capacity for autonomous critical reflection. Immersed in a continuous flux of contradictory data and surrounded by opinion leaders and algorithmic influences, this digital phantom seeks a form of embodiment — an anchor that might mitigate the destabilizing effects of hyper-mediated realities and idealized social models. A fundamental question thus arises: does this epistemic and social fragmentation contribute to the resurgence of authoritarian tendencies? Does the increasing conflation of truth and plausibility within digital spaces encourage forms of algorithmic populism that ultimately aim to eliminate complexity and eradicate difference
Contenuti contaminanti: odio e violenza nei social network
I contenuti user-generated sono la linfa vitale dei social media, e la content moderation è necessaria per limitarne varie categorie. Ciò include i contenuti d'odio e violenti, sebbene possano rimanere visibili. Il saggio esplora la relazione tra le strategie di content moderation e le concettualizzazioni di odio e violenza. Viene posta una domanda filosofico-politica relativa a come la visibilità e la regolamentazione dei contenuti d’odio e violenti modellano le dinamiche di aggregazione dell’utenza. User-generated content is the lifeblood of social media platforms, and content moderation is required to restrict various categories of it. This includes hateful and violent content, although it may still be visible. The essay explores the relationship between content moderation strategies and conceptualizations of hate and violence. It raises the politico-philosophical question of how the visibility and regulation of hateful and violent content shapes the dynamics of user aggregation
Processi comunicativi e reti digitali: l’impianto metodologico della ricerca sul campo
L’adozione delle tecnologie digitali ha ridefinito le relazioni umane, dissolvendo il confine tra realtà fisica e virtuale. In un’ottica transindividuale, emerge un’ibridazione dell’identità tra umano, macchinico e naturale. Re-immaginando l’identità digitale come “corpo testuale”, la ricerca utilizza un approccio transdisciplinare e di valutazione realistica per analizzare le criticità degli spazi virtuali, con particolare attenzione alle narrazioni di “corpi non conformi”. L’obiettivo è sviluppare un vademecum per lə decisorə pubblicə, supportando politiche che valorizzino il tema del corpo nell’era digitale. The adoption of digital technologies has reshaped human relationships, blurring the boundary between physical and virtual reality. From a transindividual perspective, identity emerges as a hybrid of human, machinic, and natural elements. Reimagining digital identity as a “textual body,” this research employs a transdisciplinary and realistic evaluation approach to examine the critical aspects of virtual spaces, focusing on narratives of “non-conforming bodies.” The goal is to develop a guide for policymakers, supporting policies that enhance the concept of the body in the digital era
Le pari opportunità e il valore delle differenze
The concept of equal opportunities is a founding principle of contemporary democratic societies and represents, at the same time, one of the essential conditions for the construction of a fair legal and social order. Guaranteeing each individual the possibility of being able to access, without any discrimination, the enjoyment of fundamental rights and social resources is not only an ethical obligation but is a necessary condition for the collective progress of the entire community/society. In this perspective, equal opportunities are not limited to constituting an ethical duty or an abstract ideal but take on the value of a concrete prerequisite for the social, economic and cultural progress of the entire community. Substantial equality between individuals must not be interpreted solely as the absence of formal discrimination, but as the effective guarantee of the possibility for each citizen to have free access to fundamental rights and the resources of the community.Il concetto di pari opportunità si configura come un principio fondante delle società democratiche contemporanee e rappresenta, al tempo stesso, una delle condizioni imprescindibili per la costruzione di un ordinamento giuridico e sociale equo. Garantire a ciascun individuo la possibilità di poter accedere, senza alcuna discriminazione, alla fruizione dei diritti fondamentali e alle risorse sociali rappresenta non soltanto un obbligo etico, ma risulta essere una condizione necessaria per il progresso collettivo dell’intera comunità/società. In questa prospettiva, le pari opportunità non si limitano a costituire un dovere etico o un ideale astratto, ma assumono il valore di prerequisito concreto per il progresso sociale, economico e culturale dell’intera comunità. L’uguaglianza sostanziale tra gli individui non deve essere interpretata unicamente come l’assenza di discriminazioni formali, bensì come la garanzia effettiva della possibilità, per ciascun cittadino, di accedere liberamente ai diritti fondamentali e alle risorse della collettività.
The concept of equal opportunities is a founding principle of contemporary democratic societies and represents, at the same time, one of the essential conditions for the construction of a fair legal and social order. Guaranteeing each individual the possibility of being able to access, without any discrimination, the enjoyment of fundamental rights and social resources is not only an ethical obligation but is a necessary condition for the collective progress of the entire community/society. In this perspective, equal opportunities are not limited to constituting an ethical duty or an abstract ideal but take on the value of a concrete prerequisite for the social, economic and cultural progress of the entire community. Substantial equality between individuals must not be interpreted solely as the absence of formal discrimination, but as the effective guarantee of the possibility for each citizen to have free access to fundamental rights and the resources of the community
Generare pensiero comune: processi formativi per accompagnare la trasformazione
Il sistema integrato 0-6 richiede la co-costruzione di significati condivisi e pratiche coerenti tra diversi professionisti. In quest’ottica, la formazione si configura come spazio generativo di pensiero e ricerca, capace di attivare riflessione e trasformazione. Il contributo intende presentare un’esperienza formativa che, valorizzando il ruolo del referente di servizio come mediatore di processi trasformativi, ha promosso una visione educativa comune e un metodo di lavoro organizzativo-sistemico. La formazione così intesa si presenta non solo come trasmissione di contenuti ma cura delle relazioni professionali e possibilità di sviluppo organizzativo base solida per una progettualità educativa trasformativa. In questo senso, la formazione si conferma come leva strategica per sostenere l’integrazione tra visioni, pratiche e soggetti coinvolti.Riconoscendo, infatti, che il cambiamento si realizza nell’integrazione tra processi top-down e bottom-up, diviene centrale il protagonismo di chi abita quotidianamente il sistema