Università degli Studi di Bari: Open Journal Systems
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    UNA SCOMMESSA VINTA COL CLIL

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    Sono molteplici i punti di forza di un insegnamento che si avvaledell'approccio CLIL. Esso facilita il passaggio dalla ricettività alla produttività; creale condizioni affinché l'input linguistico si trasferisca dal sistema della memoriatemporanea a quella a lungo termine; agevola l'attivazione di meccanismi similiall'apprendimento naturale della lingua straniera; valorizza non solo l'intelligenzalinguistica ma anche quelle necessarie allo studio dei contenuti che si voglionoveicolare in LS; aumenta la motivazione allo studio perché la LS è utilizzata insituazioni di studio reale, diverse dalle simulazioni tipiche dell'insegnamentotradizionale della lingua straniera. Questo approccio, che spesso è definito innovativoma che la storia ci insegna essere abbastanza antico, si sta facendo strada tra i metodidi insegnamento tradizionali, anche se non è semplice organizzare percorsi CLILcurriculari in una scuola che non prevede compresenze

    GLI APPRENDENTI OVER 55 E LE LINGUE STRANIERE

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    Un nuovo fenomeno che è sotto gli occhi di tutti è la presenza sempre più massiccianei corsi di lingua straniera di studenti "in là con gli anni". Ciò nonostante la ricerca inglottodidattica stenta a riconoscerli come un pubblico a parte, attribuendogli motivazioni,stili e bisogni simili a coloro che hanno 20 o 30 anni di meno.Il presente contributo ha, quindi, tra i suoi obiettivi proprio quello di avviare unariflessione su questo target di apprendenti al fine di sostenere al meglio il loro percorso diapprendimento favorendo, così, quell'apprendimento lungo l'arco di tutta la vita più volterichiamato tra gli obiettivi della formazione linguistica in ambito europeo.Il rapporto tra over 55 e lingue straniere si è modificato in conseguenza deicambiamenti in atto nella nostra società che, come mostreremo, hanno creato le condizioniper nuovi bisogni linguistici orientati all'utilizzo delle L2.Ma quali sono le L2 maggiormente apprese da questi apprendenti? Perché scelgonodi entrare o di rientrare in formazione rivolta alla L2? Quali sono le tecniche didattichepreferite una volta entrati in un corso di lingua?A queste domande si risponderà mostrando i risultati di un'ampia indagine su uncampione di apprendenti over 55 attualmente inseriti in percorsi di apprendimento di varielingue straniere sparsi su tutto il territorio nazionale

    LINGUA MADRE E LINGUA STRANIERA: LE IMPLICAZIONI PSICOAFFETTIVE DELL'APPRENDIMENTO

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    Gli aspetti psicoaffettivi dell'apprendimento di una lingua straniera sono soventetralasciati. Accanto ad un problema di apprendimento cognitivo classico, ne esiste unospecifico di tipo affettivo che riguarda la relazione tra la L1 e la L2, e che si registra in unadistanza emozionale verso la lingua straniera, causata dal differente investimento affettivoche si fa sulle parole nell'una o nell'altra lingua. Una disciplina storicamente attenta aquesti aspetti è la psicoanalisi. Nel presente articolo faccio uso di una letteraturapsicoanalitica che indaga la relazione tra apprendimento e processi psichici e suggeriscel'importanza di tenere presenti questi risvolti per capire le trasformazioni psicologiche che ilpassaggio da una lingua all'altra comporta

    DIALOGO, EVENZIALITÀ LINGUISTICA E VERTICALITÀ POETICA

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    L'insegnamento risponde spesso ad una logica rappresentativa e identitaria.Non c'è comunicazione senza mediazione, assunzione di ruoli e responsabilità. Ciònon significa che il pedagogo non possa mettersi da parte e guardare ciò che stafacendo e come lo sta facendo. Guardare la funzione pedagogica come una funzioneteatrale può servire da punto di vista esterno. Per usare ironia magari, che delladidattica è l'arma più potente. A teatro il dialogo mostra le sue qualità funzionali epretestuose: lo scambio di battute come interrogatorio, conciliazione, conferma osmentita delle identità. La forma dialogica che viene usata come "garanzia divalidità" per la gran parte delle nostre prassi conoscitive e persuasive è in realtà unaforma dialettica. I luoghi dove l'insofferenza verso la rappresentazione è maggioresono i luoghi dell'opera artistica. E' possibile considerare la soggettività comerisultato d'un processo attraverso il quale gli uomini e le parole, rapportandosi einterpretandosi, si educano reciprocamente. Ribaltando ciò siamo stati costretti asubire a scuola, c'è da chiedersi se sia possibile invertire il processo diapprendimento e provare una traduzione dei processi cognitivi partendo dall'operad'arte. Capire sintatticamente il senso significa inscriverne la sua decifrazione in unanarrazione temporale. Riuscire a rileggere quelle parole attuali, in quanto fuori dallastoria è un esercizio utile per ritrovare il senso attuale delle proprie percezioni

    LA SCHEDA US. PERCHÉ SUL SAGGIO NON SI SCRIVE IL SAGGIO...

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    L'insegnamento dell'italiano L2 per scopi accademici deve essere calibrato suesigenze più o meno circoscritte ed omogenee. La seguente ipotesi di lavoro è fondatasu una preliminare analisi dei bisogni, incentrata sulla formazione archeologicaofferta nell'ambito di istituti universitari americani o canadesi convenzionati conuniversità italiane. La prospettiva dell'indagine tiene conto dei possibili eventicomunicativi che possono coinvolgere un archeologo - sia nell'ambito dell'attività dacampo sia nell'ambito dell'attività di ricerca -, del lessico specifico che richiedono edelle modalità di interazione. Nello specifico, la proposta di lavoro concerne unpeculiare genere testuale inerente propriamente all'attività di scavo, un documentotecnico di documentazione del "saggio" stratigrafico, la scheda US

    LA MEMORIA A BREVE TERMINE NELLA SORDITÀ: UNA RIDEFINIZIONE DELLO SPAN DI MEMORIA?

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    Il tema della Memoria a Breve Termine nella sordità è stato affrontato in letteratura scientifica da numerosi autori, i quali hanno proposto alcune ipotesi talvolta in contrasto tra loro. Argomento importante all'interno di questo ambito di studio è  il ruolo della modalità di elaborazione delle informazioni implicata nei processi cognitivi che sottostanno la memoria, in particolare nella Memoria a Breve Termine (MBT) e nella Memoria di Lavoro (Working Memory). Alcune recenti ricerche su popolazione segnante, sorda e udente, hanno riscontrato una riduzione dello span di MBT da 7+/-2, misura standardizzata dello span, a 4+/-1 items. Queste evidenze cliniche hanno portato a discutere i dati emersi in termini di necessità di ridefinizione dell'ampiezza dello span di MBT anche per la popolazione udente non segnante

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