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For a School beyond the school. Phenomena, tools and perspectives of extra-academic transmissibility
La tesi indaga il tema della trasmissibilità, intesa come atto di costruzione e diffusione critica di sapere, nell’ambito della cultura del progetto, un argomento da sempre centrale per la sua naturale importanza nel progresso della disciplina architettonica.
Nell’epoca contemporanea le ragioni di questa centralità necessitano poi di essere prese in esame con particolare urgenza se si considera che il tradizionale ruolo della Scuola nella trasmissione di sapere è entrato in competizione con un sistema di iniziative esterne – consolidatosi con l’avvento del Web – la cui velocità e pervasività nella vita quotidiana sta producendo effetti più efficacemente “formativi” di quelli garantiti dai tradizionali luoghi deputati a farlo.
Il presupposto epistemologico alla base della definizione di trasmissibilità assunta nella ricerca è da rintracciarsi nella complementarità tra due dimensioni che, almeno idealmente, concorrono a costruire e diffondere sapere tramite meccaniche differenti, la Scuola e l’Esterno. La prima attraverso il rapporto maestro-allievo, la seconda in forma autodidattica, tramite un processo individuale, privo di mediazione.
Se la dialettica Scuola-Esterno divenne, tra il dopoguerra e gli anni Novanta, un prerequisito indispensabile per costruire e divulgare una tradizione attraverso riviste, collane editoriali oppure la Triennale di Milano e successivamente la Biennale di Venezia, progressivamente questa complementarità si è deteriorata fino a giungere nella contemporaneità. In particolare, oggi, l’Esterno risulta un terreno sconfinato, quasi del tutto inesplorato ma proprio per questo capace di mostrare le regressioni e le potenzialità di un sistema di esperienze estremamente diversificate. Social media, piattaforme online, magazine, riviste, podcast fino ad arrivare a manifestazioni come festival, seminari, workshop possiedono una capacità di coinvolgimento e attrazione molto più elevata rispetto alla tradizionale trasmissione accademica, grazie alla quotidianità con cui agiscono e alla disinvoltura con cui sfruttano linguaggi più efficaci e familiari.
Alla dinamicità dell’Esterno, si affianca l’istituzione Scuola, un corpo apparentemente inerte e pericolosamente isolato dentro le solide mura di un neo-accademismo iper-burocratizzato e di una cultura del progetto limitata a espressione di consumo o di tecnicismo ben lontano da essere un luogo di produzione culturale, un “attivo servizio del complesso sociale” (Rogers 1962).
La tesi parte dalle precedenti considerazioni, assumendo il compito di interrogare l’Esterno per comprenderne a fondo l’efficacia, l’evoluzione, gli strumenti e i meccanismi su cui si fonda, ponendosi come obiettivo quello di rintracciare delle prospettive attraverso cui rianimare la Scuola a partire proprio dai contributi positivi proveniente al di fuori dei suoi confini. Presupposto, questo, perseguito da numerose esperienze che verranno descritte nel corso dell’elaborato, quali, per esempio, la rifondazione dello IUAV da parte di Samonà, la “Open University” britannica, gli “Urban study Centres” promossi Colin Ward o, seppur in forma utopica, il progetto “Potteries Thinkbelt” elaborato di Cedric Price.
Infine, un capitolo specifico verrà dedicato a delineare degli scenari operativi orientati a promuovere una corretta e autentica trasmissibilità del sapere extra-accademica attraverso lo sviluppo, oltre a una serie di azioni formulate in un catalogo critico, di uno strumento capace di riassumere l’intero percorso dell’elaborato. In questo senso lo sviluppo di una piattaforma multimediale, denominata “LIA. Lezioni italiane di architettura”, tenta di portare gli esiti teorici della ricerca direttamente in quei luoghi a lungo oggetto di indagine, per evitare di esaurire il ragionamento in un esercizio esclusivamente critico.The thesis delves into the theme of transmissibility, conceived as the act of constructing and critically disseminating knowledge within the context of design culture—an enduringly central topic due to its natural significance in the advancement of architectural discipline. In contemporary times, the reasons for this centrality require urgent examination, given that the traditional role of the School in knowledge transmission is now in competition with an external initiative system—consolidated with the advent of the Web—whose speed and pervasiveness in daily life are generating effects more effectively "formative" than those guaranteed by traditional educational institutions.
The epistemological premise underlying the definition of transmissibility adopted in the research can be traced to the complementarity between two dimensions that, at least ideally, concur to construct and disseminate knowledge through different mechanisms: the School and the External. The former through the teacher-student relationship, the latter in a self-taught form, through an individual process, devoid of mediation.
If the School-External dialectic became an indispensable prerequisite for building and disseminating a “tradition” through magazines, editorial series, or events like the Milan Triennale and later the Venice Biennale, this complementarity has progressively deteriorated to the present day. In particular, today, the External is an almost entirely unexplored and vast territory, capable of revealing the regressions and potentials of an extremely diversified system of experiences. Social media, online platforms, magazines, journals, podcasts, and even events such as festivals, seminars, and workshops possess a much higher capacity for engagement and attraction than traditional academic transmission, thanks to their daily actions and the ease with which they utilize more effective and familiar languages.
Alongside the dynamism of the External, the School institution coexists—an apparently inert body dangerously isolated within the solid walls of a hyper-bureaucratized neo-academia and a design culture limited to expressions of consumption or technicality, far from being a place of cultural production, an "active service to the social complex" (Rogers 1962).
The thesis builds upon these considerations, assuming the task of interrogating the External to thoroughly understand its effectiveness, evolution, tools, and mechanisms, with the objective of identifying perspectives through which to reanimate the School based on positive contributions from beyond its boundaries. This premise is pursued through numerous experiences described in the document, such as the IUAV's re-foundation by Samonà, the British "Open University," Colin Ward's promoted "Urban Study Centres," or, albeit in utopian form, Cedric Price's "Potteries Thinkbelt" project.
Finally, a specific chapter is dedicated to outlining operational scenarios aimed at promoting a correct and authentic transmissibility of extra-academic knowledge through the development, in addition to a series of actions outlined in a critical catalog, of a tool capable of summarizing the entire course of the work. In this sense, the development of a multimedia platform, named "LIA. Italian Architecture Lectures," seeks to bring the theoretical outcomes of the research directly to those long-understood places, avoiding the exhaustion of reasoning in an exclusively critical exercise
Neuropsychological tests for the evaluation of the prodromal phase of Lewy Body Dementia
La demenza a corpi di Lewy (DLB) è la seconda patologia neurodegenerativa per frequenza dopo la malattia di Alzheimer (AD) e fa parte dell’insieme delle malattie a corpi di Lewy (LBD) insieme a Parkinson’s disease (PD) e a Parkinson’s Disease Dementia (PDD). La DLB è caratterizzata dal progressivo accumulo di corpi di Lewy, agglomerati proteici formati da α-Sinucleina, nel citoplasma delle cellule neuronali, con conseguente degenerazione delle strutture colpite. L’espansione della malattia segue un decorso preciso, inizia dal midollo allungato e dal tronco dell’encefalo per poi progredire attraverso diversi circuiti, principalmente dopaminergici, ad altre strutture encefaliche fino all’inclusione della neocorteccia nelle fasi più avanzate. I sintomi principali della malattia sono allucinazioni, fluttuazioni cognitive, parkinsonismo e disturbo del sonno REM (RBD) ma possono esserne presenti altri meno comuni in funzione delle aree cerebrali danneggiate; inoltre, sono fortemente colpiti il dominio attentivo, le funzioni esecutive e le abilità visuo percettive dei soggetti affetti. La malattia si suddivide in diverse fasi che si differenziano per l’intensità dei sintomi e l’integrità cognitiva del soggetto. La presente revisione sistematica analizza la fase prodromica della DLB, esponendone i sintomi principali, i domini cognitivi maggiormente colpiti e le tecniche di imaging e i biomarcatori attualmente utilizzati per l’individuazione della malattia in fasi precoci. L’obiettivo della revisione è quello di valutare i principali test neuropsicologici utilizzati per la diagnosi e la loro funzionalità, così da contribuire alla standardizzazione di una batteria di test specifica per la malattia in fase prodromica e migliorare quindi la somministrazione di terapie efficaci che possano rallentarne il decorso
L'organizzazione visuotopica del collicolo superiore nel macaco
The superior colliculus (SC) is an ancient midbrain structure containing topographic maps in different sensory and motor modalities to guide (c)overt orienting behavior. While the orderly progression space represented along the collicular surface in primates is well documented, the details regarding the representation of central versus eccentric visual space are controversial. Moreover, anatomical, behavioral and functional data collectively support the hypothesis of a pragmatic rather than a metric representation of the visual field in the primate SC, tuned for the detection of contralateral peripheral stimuli in the upper visual field and for hand-object interactions under foveal control in the lower visual filed.
Here, we used sub-mm and conventional resolution fMRI to perform retinotopic mapping in the macaque SC. In six monkeys, we performed phase-encoded retinotopic mapping fMRI experiments at 3T, with stimuli covering either 80° (n = 2) or 25° (n = 4) of the visual field. In two separate passive-viewing fMRI experiments (n = 2), we presented spatially restricted stimuli (80°, 25°, 18° diameter) at different locations (center, and at ~17° eccentricity in the lower left/right quadrants).
We obtained clear wide-field retinotopic maps of the macaque SC showing a topology largely consistent with previously reported fMRI maps in humans and most recent electrophysiological findings in macaques. These maps showed an overrepresentation of peripheral and upper visual fields. The same functional bias for the upper visual field was observed in areas FEF and LIP. Surprisingly, however, the representation of peri-foveal fields differed between the left and right SC of all monkeys in all experiments, being largely confined to the left colliculus. None of the other main regions of the oculomotor/attentional system nor early visual cortices showed a similar interhemispheric asymmetry. Overall, the left SC was more sensitive to variations in eccentricities, and the right SC to variations in polar angles. Smaller interhemispheric differences were also found in the intraparietal sulcus and inferior parietal lobule.
Our fMRI study presents a detailed picture of macaque SC retinotopic maps aligned with most recent electrophysiological models. These findings support the hypothesis that the primate SC overrepresents relevant sectors of the visual space, and that this pragmatic organization may be a property of the whole oculomotor/attentional system. Finally, the unexpected interhemispheric asymmetries found within the macaque SC and, to a lesser extent, the posterior parietal cortex may suggest larger lateralized functional specializations in the macaque brain than know until now
Coronary vascular inflammation estimated by coronary peri-vascular attenuation on chest computed tomography in patients hospitalised for COVID-19 and in-hospital mortality
Scopo
La malattia da coronavirus-19 (COVID-19) è una patologia infiammatoria sistemica con un decorso clinico estremamente eterogeneo e senza markers prognostici affidabili. L'obiettivo di questo studio è quello di chiarire il ruolo prognostico dell'infiammazione coronarica stimata mediante l'attenuazione del tessuto adiposo peri-coronarico (PCAT) sull’arteria discendente anteriore, per la prima volta eseguita alla tomografia computerizzata ad alta risoluzione (HRCT) del torace (non ECG-trigger e senza mezzo di contrasto), nei pazienti COVID-19 che necessitano di ospedalizzazione.
Materiali e metodi
Sono stati arruolati due gruppi distinti di pazienti affetti da COVID-19 nel marzo 2020 e nel marzo 2021 (picchi della prima e della terza ondata della pandemia di COVID-19 in Italia, con prevalenza rispettivamente della variante wild-type e B.1.1.7 SARS-CoV-2), ricoverati presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. L'endpoint primario è la mortalità intra-ospedaliera. Sono stati raccolti dati demografici, clinici, di laboratorio, e variabili di imaging alla HRCT quale percentuale di coinvolgimento polmonare, calcium score coronarico (CAC) e PCAT.
Risultati
Sono stati arruolati 769 pazienti, 555 (72%) sono stati dimessi vivi e 214 (28%) sono deceduti durante il ricovero. All'analisi statistica di regressione logistica multivariabile l'età (p<0.001), il numero di malattie croniche (p<0.001), l'abitudine tabagica (p=0.006), il rapporto P/F (p=0.001), la conta piastrinica (p=0.002), la creatinina sierica (p<0.001), la ventilazione meccanica non-invasiva (p<0.001), il "visual score" HRCT (p<0.001) ed il PCAT (p<0.001), ma non il CAC, sono risultati associati in modo indipendente alla mortalità intra-ospedaliera.
Conclusioni
Questo è il primo studio che dimostra che l'infiammazione coronarica stimata alla HRCT del torace è associata in modo indipendente alla mortalità nei pazienti ricoverati per COVID-19 differentemente dal burden aterosclerotico coronarico quantificato mediante il CAC
Examining problematic social networking media uses from an attachment framework
This thesis was composed as follows: an introduction in which the main theories related to the psychological construct of attachment will be set out. Next, the topic, related to the research project, of new technologies, specifically on social networking sites (SNS), their daily and possibly dysfunctional use, will be addressed. The focus will be directed towards the presentation of the relationship between problematic SNS use and attachment patterns. This examination will be carried out through three distinct studies, each contributing a unique facet to the comprehensive understanding of this phenomenon.Questa tesi è composta nel seguente modo: un'introduzione in cui verranno esposte le principali teorie legate al costrutto psicologico dell'attaccamento. Successivamente, verrà affrontato il tema, correlato al progetto di ricerca, delle nuove tecnologie, in particolare sui siti di social networking (SNS), il loro utilizzo quotidiano ed eventualmente disfunzionale. L'attenzione sarà rivolta alla presentazione della relazione tra l'uso problematico dei SNS e i modelli di attaccamento. Questa analisi sarà condotta attraverso tre studi distinti, ognuno con un contributo a una comprensione completa di questo fenomeno
Behavioral interference in an auditory task as a function of repetition of emotional visual distractors
Il sistema attentivo rivolge risorse all’elaborazione di stimoli emozionali anche quando non sono significativi per lo svolgimento di un compito. Tale interferenza comportamentale nel compito principale diminuisce quando gli stessi stimoli emozionali vengono ripetuti, per l’instaurarsi del fenomeno dell’abituazione emozionale. L’abituazione è stata finora studiata in contesti unimodali, in cui gli stimoli significativi per il compito e i distrattori venivano presentati su un unico canale, visivo o uditivo.
La presente ricerca esplora il fenomeno dell'abituazione della cattura attentiva in un contesto crossmodale. Lo studio ha coinvolto 36 partecipanti ai quali è stato richiesto di eseguire un compito di discriminazione uditiva mentre distrattori visivi (di tipo neutro, piacevole o spiacevole) venivano presentati perifericamente al campo visivo. Il paradigma consisteva in una sessione sperimentale in cui gli stimoli sono ripetuti per ottenere l’abituazione, e da una seconda sessione (a distanza di 24 ore) in cui gli stessi stimoli venivano ripresentati. Infine, veniva presentato un blocco con stimoli nuovi appartenenti alla stessa categoria di quelli ripetuti. Sono stati raccolti dati comportamentali sui tempi di reazione (RT) al fine di misurare l'interferenza causata dai distrattori sul compito principale.
I risultati mostrano che la ripetizione dei distrattori visivi porta ad una riduzione significativa dell'interferenza di quest’ultimi sul compito uditivo, che è ancora presente dopo 24 ore di pausa (in cui i soggetti non venivano esposti agli stimoli). Inoltre, l'introduzione di nuovi distrattori ha ripristinato l'interferenza solo per gli stimoli emozionali, mostrando un’interruzione dell’abituazione.
Questi risultati suggeriscono che il sistema attentivo continua a monitorare il canale non rilevante per il compito e ad elaborare gli stimoli emozionali nuovi. Inoltre, la risposta agli stimoli nuovi è specifica per i contenuti emozionali rispetto ai neutri, che non catturano l’attenzione, come osservato negli studi precedenti.The attentional system allocates resources to the processing of emotional stimuli even when
they are not relevant to task performance. Such behavioral interference in the primary task decreases
when the same emotional stimuli are repeated, due to the phenomenon of emotional habituation.
Habituation has been studied primarily in unimodal contexts, where task-relevant stimuli and
distractors are presented through a single channel, either visual or auditory.
The present research explores the phenomenon of habituation of attentional capture in a
crossmodal context. The study involved 36 participants, who were asked to perform an auditory
discrimination task while visual distractors (neutral, pleasant, or unpleasant) were presented
peripherally to the visual field. The experimental paradigm consisted of a session in which stimuli
were repeated to induce habituation, followed by a second session (24 hours later) in which the same
stimuli were re-presented. Finally, a block with new stimuli belonging to the same category as the
repeated ones was presented. Behavioral data on reaction times (RT) were collected to measure the
interference caused by distractors on the primary task.
The results show that repetition of visual distractors leads to a significant reduction in their
interference with the auditory task, an effect that persists after a 24-hour interval (during which
participants were not exposed to the stimuli). Moreover, the introduction of new distractors restored
interference only for emotional stimuli, indicating a disruption of habituation.
These findings suggest that the attentional system continues to monitor the task-irrelevant
channel and process new emotional stimuli. Furthermore, the response to new stimuli is specific to
emotional content compared to neutral stimuli, which do not capture attention, as observed in previous
studies
Mild neuropsychiatric disorders as prodromal symptoms of Alzheimer’s disease : relations with biomarkers
I disturbi neuropsichiatrici hanno acquisito particolare rilevanza nel contesto di diagnosi di malattia di Alzheimer in quanto sembrano portare, se presenti al momento dell'esordio, una compromissione maggiore del profilo clinico dei pazienti. La presente ricerca si è posta come obiettivo quello di andare ad indagare la relazione tra declino cognitivo e sintomi neuropsichiatrici all'interno di una campione di riferimento selezionato dal database dell'Alzheimer's Disease Neuroimaging Initiative, indagando le possibili compromissioni dei profili in ambito neuropsicologico, anatomico e relativo ai biomarcatori, prendendo in considerazione anche le differenze di sesso presenti nel campione. Tramite regressione lineare non sono risultate relazioni chiare tra il declino cognitivo e i sintomi neuropsichiatrici. Attraverso l'analisi della covarianza, tuttavia, emergono interazioni significative tra il declino cognitivo e i sintomi neuropsichiatrici, in particolare per il pattern di atrofia dell'ippocampo di destra. Sono emerse differenze di sesso nei volumi cerebrali dovute al differente volume intracranico tra i sessi, e differenze nel metabolismo del giro angolare e del giro temporale inferiore medio per l'interazione tra sesso e declino cognitivo.Neuropsychiatric disorders have become particularly relevant in the context of the diagnosis of Alzheimer’s disease as they seem to lead, if present at the time of onset, to a greater impairment of the clinical profile of patients. The present research aims to investigate the relationship between cognitive decline and neuropsychiatric symptoms within a reference sample selected from the Alzheimer’s Disease Neuroimaging Initiative database, investigating the possible compromises of the profiles in the field of neuropsychological, anatomical and biomarkers, taking into account also the gender differences present in the sample. Linear regression revealed no clear relationship between cognitive decline and neuropsychiatric symptoms. Through covariance analysis, however, significant interactions emerge between cognitive decline and neuropsychiatric symptoms, particularly for the right hippocampus atrophy pattern. Sex differences in brain volumes have emerged due to different intracranial volume between the sexes, and differences in angular gyrus and lower mean temporal gyrus metabolism due to the interaction between sex and cognitive decline
Feline stray protection: regulations, health management and biosecurity in cat shelters
La gestione della popolazione felina è argomento di attualità perché permane, soprattutto in alcune realtà del nostro Paese, il fenomeno del randagismo. Questa situazione ha diverse ripercussioni, influenzando la salute pubblica, il benessere degli animali stessi, l’equilibrio dell’ambiente e anche le risorse economiche degli enti locali.
Analizzando il quadro normativo, il gatto è tutelato in primis dalla Legge Quadro del 1991, recepita poi singolarmente dalle regioni italiane. Più recentemente, il quadro normativo ha subito significativi aggiornamenti dopo l’entrata in vigore del Regolamento Europeo 2016/429, conosciuto come Animal Health Law. L’Italia, per adeguarsi a questo Regolamento Europeo, ha provveduto nel 2022 ad emanare i decreti legislativi n. 134 e n. 135. Tra le innovazioni, introdotte con i decreti suddetti legislativi, c’è l’istituzione della nuova anagrafe degli animali da compagnia SINAC (Sistema Informativo Nazionale degli animali da compagnia) che è passata dall’avere valenza regionale a nazionale, rendendo così molto più semplice governare le situazioni di abbandono. Purtroppo, però, solo in alcune regioni italiane, come Lombardia e Puglia, è obbligatoria l’iscrizione in anagrafe dei gatti. L’unico protocollo per una corretta gestione della popolazione felina e delle colonie feline è l'implementazione di programmi di cattura, sterilizzazione e rilascio (TNR, trap-neuter-return), combinati all'incentivazione dell’adozione e a iniziative che promuovano la sterilizzazione dei gatti domestici e contrastino il loro abbandono.
Negli Stati Uniti, la questione è molto sentita e, di conseguenza, negli anni si è assistito a un significativo progresso nel campo della Shelter Medicine. In America la Shelter Medicine, infatti, ha redatto precise linee guida per quanto riguarda la gestione delle strutture di rifugio per gatti e oggi molte università americane lavorano in collaborazione con i rifugi.
In Italia, la situazione è, invece, meno avanzata rispetto agli Stati Uniti e, sebbene con la Legge 281/91 si sia affermata l’importanza della creazione delle strutture rifugio, la normativa relativa alla gestione igienico-sanitaria delle strutture rifugio è meno completa.
Nonostante ciò, rispettare standard operativi e strutturali di base nei rifugi è fondamentale, data l'elevata concentrazione di animali e il rischio di trasmissione di malattie infettive che ne consegue. Quindi, diventa indispensabile disporre di strutture che si possano facilmente pulire e disinfettare, e implementare rigorose procedure di pulizia e di biosicurezza. Tutto ciò deve essere integrato da una gestione attenta, volta a garantire il benessere degli animali ospitati.The management of the feline population is a topical subject because the phenomenon of straying persists, especially in some realities of our country. This situation has several repercussions, affecting public health, the welfare of the animals themselves, the balance of the environment and even the economic resources of local authorities.
Analyzing the regulatory framework, the cat is protected first and foremost by “Legge Quadro” of 1991, which was then individually implemented by the Italian regions. More recently, the regulatory framework has undergone significant updates after the entry into force of European Regulation 2016/429, known as the Animal Health Law. Italy, in order to comply with this European Regulation, proceeded in 2022 to issue Legislative Decrees No. 134 and No. 135. Among the innovations, introduced with the aforementioned legislative decrees, is the establishment of the new pet registry SINAC (National Pet Information System), which went from having regional to national validity, thus making it much easier to govern abandonment situations. Unfortunately, however, only in some Italian regions, such as Lombardy and Apulia, is it mandatory to register cats in the registry.
The only protocol for proper management of the feline population and feline colonies is the implementation of trap-neuter-return (TNR) programs, combined with adoption incentives and initiatives that promote the sterilization of domestic cats and counteract their abandonment.
In the U.S., this issue is highly felt and, as a result, there has been significant progress in the field of Shelter Medicine over the years. In fact, Shelter Medicine in America has drafted precise guidelines regarding the management of cat shelter facilities, and today many American universities work in partnership with shelters.
In Italy, on the other hand, the situation is less advanced than in the United States, and although Law 281/91 affirmed the importance of the establishment of shelters, regulations regarding the hygienic and sanitary management of shelters are less complete.
Despite this, meeting basic operational and structural standards in shelters is essential, given the high concentration of animals and the resulting risk of transmission of infectious diseases. Thus, it becomes essential to have facilities that can be easily cleaned and disinfected, and to implement rigorous cleaning and biosecurity procedures. All this must be complemented by careful management aimed at ensuring the welfare of the housed animals
Evaluation of quadratus lumborum block in cats undergoing ovariohysterectomy
L’ovariectomia e l’ovarioisterectomia sono comuni procedure di sterilizzazione, utilizzate per il controllo della popolazione e prevenire patologie riproduttive sia nel cane che nel gatto.
Sebbene relativamente semplici, queste procedure possono causare dolore significativo. La gestione analgesica perioperatoria diventa quindi cruciale per garantire il benessere del paziente e una buona ripresa postoperatoria. Negli ultimi anni si è assistito sempre più ad un incremento dell'utilizzo delle tecniche di anestesia locoregionale, per queste procedure. Il blocco del muscolo quadrato dei lombi è un blocco eco-guidato in grado di fornire analgesia somatica e viscerale all'addome.
Lo scopo di questo studio era valutare l'effetto analgesico intraoperatorio del blocco del muscolo quadrato dei lombi con approccio ventrale in gatti selvatici sottoposti a ovarioisterectomia. Sono state incluse in totale 16 gatte, assegnate in modo casuale a uno dei due gruppi: il gruppo [QLB (n = 8)] riceveva blocco bilaterale del quadrato dei lombi con approccio ventrale utilizzando 0,3 ml/kg di ropivacaina allo 0,3%; il gruppo di controllo [No-QLB (n = 8)] non riceveva il blocco. Durante l’intervento, all’occorrenza è stato somministrato Fentanil in boli da 1 g/kg. Tutti i gatti sono stati pre-medicati per via intramuscolare (IM) con metadone 0,2 mg/kg e dexmedetomidina 5 g/kg, mentre l'anestesia è stata indotta con propofol (2-4 mg/kg) per via endovenosa (EV) e mantenuta con isoflurano in una miscela di aria e ossigeno.
Durante l’intera procedura sono stati monitorati i dati emodinamici e l’uso dell’analgesia di soccorso. Non sono emerse differenze significative tra i due gruppi riguardo alla frequenza cardiaca (FC), alla pressione arteriosa media (PAM), alla frequenza respiratoria (RR), all’ETCO2 (anidride carbonica di fine espirazione) e alla Spo2 (saturazione dell'emoglobina dell'ossigeno). Il gruppo QLB ha richiesto meno boli intraoperatori di fentanil rispetto al gruppo NO-block. Questa differenza è risultata statisticamente significativa.
I risultati suggeriscono che il QLB con 0,3 ml/kg di Ropivacaina allo 0,3% può essere una valida opzione, da includere in un protocollo multimodale, per la gestione del dolore perioperatorio nell’ovarioisterectomia elettiva nelle gatte.Ovariectomy and ovariohysterectomy are common sterilization procedures, used to control the population and to prevent reproductive diseases in both dogs and cats. Although relatively simple, these procedures can cause moderate pain. Perioperative analgesic management therefore becomes crucial to ensure patient well-being and good postoperative recovery. Recent years have seen an increasing use of locoregional anesthesia techniques, for these procedures. The quadratus lumborum muscle block is an ultrasound-guided block capable of providing somatic and visceral analgesia to the abdomen.
The purpose of this study was to evaluate the intraoperative analgesic effect of quadratus lumborum muscle block with ventral approach in feral cats undergoing ovariohysterectomy. A total of 16 cats were included and a randomly assigned to one of two groups: the [QLB (n = 8)], group received bilateral quadratus lumborum block with ventral approach using 0.3 ml/kg of 0.3% ropivacaine; the control group [NO-block (n = 8)] did not receive the block. During the operation, Fentanyl was administered as needed in boluses of 1 g/kg. All cats were premedicated intramuscularly (IM) with methadone 0.2 mg/kg and dexmedetomidine 5 g/kg, while anesthesia was induced with propofol (2-4 mg/kg) intravenously (IV) and maintained with isoflurane in a mixture of air and oxygen.
Hemodynamic data and use of rescue analgesia were monitored throughout the procedure. There were no significant differences between the two groups regarding heart rate (HR), mean arterial pressure (PAM), respiratory rate (RR), ETCO2 (end-tidal carbon dioxide) and Spo2 (hemoglobin oxygen saturation). The QLB group required fewer intraoperative Fentanyl bolus administrations than the NO-block group. This difference was statistically significant.
The results suggest that QLB with 0,3 ml/kg Ropivacaine 0.3% may be a valid option, to be included in a multimodal protocol, for the management of perioperative pain in elective ovariohysterectomy in cats
Diagnostic approach to hyperthermia in dogs
L'ipertermia è definita come una condizione caratterizzata da un innalzamento pirogeno o
non pirogeno della temperatura corporea. Nel caso dell'ipertermia pirogena si assiste
all'aumento del set-point del centro termoregolatore ipotalamico, mentre l’ipertermia non
pirogena deriva da un'eccessiva produzione di calore o da una ridotta capacità di
dissipazione dello stesso, senza alterazioni del set-point.
Clinicamente, i pazienti affetti da ipertermia presentano sintomi vaghi e poco specifici,
come distress respiratorio, collasso, vomito, atassia, convulsioni, diarrea, ematemesi,
oliguria e, nei casi più gravi, coma. Possono inoltre manifestarsi epistassi, gonfiore della
lingua e tremori muscolari.
Le alterazioni derivanti dall’aumento della temperatura corporea possono coinvolgere
diversi sistemi, tra cui il sistema nervoso centrale, cardiovascolare, respiratorio, urinario,
muscolo-scheletrico, gastroenterico, epato-biliare, ematologico e della coagulazione.
Le patologie responsabili di ipertermia pirogena si dividono principalmente in sei categorie:
infettive, immunomediate, neoplastiche, infiammatorie non infettive, miscellanee e
sindromi da immunodeficienza.
L'approccio diagnostico per l'identificazione e il trattamento della patologia prevede
un'accurata anamnesi, esame fisico, analisi ematobiochimiche, esame delle urine e colture
di sangue e urine, integrati da tecniche di imaging come radiografie, ecografie ed
ecocardiografie.
Ulteriori indagini diagnostiche includono test sierologici, PCR, agoaspirato con esame
citologico, biopsie, artrocentesi, test per anticorpi antinucleari (ANA), fattore reumatoide e
test di Coombs, nonché test per anticorpi anti piastrinici. Possono essere utili anche
l'elettroforesi delle proteine sieriche, il lavaggio prostatico, l’analisi del liquido
cerebrospinale (CSF), la broncoscopia con lavaggio bronco alveolare, la tomografia assiale
computerizzata (TAC) e la risonanza magnetica (RMN).
In conclusione, la tesi si propone di approfondire l’iter diagnostico e le possibili opzioni
terapeutiche attraverso l’analisi di due casi clinici seguiti presso l’Ospedale Veterinario
Universitario Didattico dell’Università di Parma.Hyperthermia is defined as a condition characterized by an increase in body temperature,
which can be either pyrogenic or non-pyrogenic. In pyrogenic hyperthermia, there is an
elevation of the set-point of the hypothalamic thermoregulatory centre, whereas non
pyrogenic hyperthermia results from excessive heat production or impaired heat dissipation,
without changes to the set-point.
Clinically, hyperthermia may present with nonspecific symptoms such as respiratory
distress, vomiting, seizures, diarrhea, and, in severe cases, coma. Various systems,
including the central nervous, cardiovascular, respiratory, urinary, musculoskeletal,
gastrointestinal, hepatobiliary, hematological and coagulation system can be affected.
The conditions responsible for pyrogenic hyperthermia are primarily classified into six
categories: infectious, immune-mediated, neoplastic, non-infectious inflammatory,
miscellaneous, and immunodeficiency syndromes.
The diagnostic approach to identifying and treating the underlying condition involves a
thorough history, physical examination, hematobiochemical analyses, urinalysis, and blood
and urine cultures, supplemented by imaging techniques such as X-rays, ultrasound, and
echocardiography.
Further diagnostic investigations may include serological tests, PCR, fine needle aspiration
with cytological examination, biopsies, arthrocentesis, tests for antinuclear antibodies
(ANA), rheumatoid factor, Coombs test, and tests for anti-platelet antibodies. Serum protein
electrophoresis, prostatic lavage, cerebrospinal fluid (CSF) analysis, bronchoscopy with
bronchoalveolar lavage, computed tomography (CT), and magnetic resonance imaging (MRI)
may also be useful.
In conclusion, this thesis aims to explore the diagnostic process and possible therapeutic
options through the analysis of two clinical cases treated at the Veterinary Teaching Hospital
of University of Parma