Cineca

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    Pianificazione del movimento di una flotta di veicoli autonomi su un grafo

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    I veicoli a guida automatizzata (AGV) vengono utilizzati per spostare le merci tra diverse posizioni in un magazzino. Il coordinamento di una flotta di AGV è un problema molto complesso, che viene generalmente gestito da un software chiamato Traffic Manager nel modo seguente. Il Traffic Manager invia a ciascun AGV un task che prevede l'assegnazione di una posizione target nel magazzino, che deve essere raggiunta per effettuare un'operazione di ritiro o consegna. Quando un AGV riceve un task, sceglie il percorso per raggiungere l'obiettivo, senza tenere conto dei percorsi degli altri AGV. Tuttavia, questa procedura può portare ad una situazione di "deadlock", cioè ad uno scenario in cui un gruppo di veicoli si blocca reciprocamente lungo il percorso loro assegnato, in modo che non possano raggiungere le rispettive posizioni target. L'obiettivo di questa tesi è studiare un algoritmo che pianifichi i percorsi di tutti gli AGV, al fine di prevenire ed evitare situazioni di "deadlock". Poiché gli AGV seguono percorsi predefiniti che collegano le posizioni in cui gli articoli vengono immagazzinati o elaborati, associamo il layout dell'insieme di percorsi virtuali a un grafo diretto. In particolare si tratta di digrafi fortemente connessi, cioè grafi orientati in cui è possibile raggiungere qualsiasi nodo partendo da qualsiasi altro nodo. Il problema principale che deve essere risolto dal pianificatore di percorsi è il problema Multi-Agent Path Finding (MAPF) su grafi, che consiste nel calcolare una sequenza di movimenti che riposiziona tutti gli agenti sui nodi target assegnati, evitando collisioni. Poiché il nostro interesse primario è evitare situazioni di "deadlock", ci concentriamo sull'importante compito di trovare una soluzione ammissibile per il MAPF, anche in configurazioni molto affollate. Una volta trovata una soluzione ammissibile, studiamo anche come migliorarla, avvicinandola il più possibile a quella ottimale. Per soluzione ottimale intendiamo la sequenza di movimenti di ciascun agente che consente di raggiungere tutti gli obiettivi nel più breve tempo possibile. Inoltre, studiamo il problema di trovare tali percorsi per gli AGV tenendo conto di alcuni vincoli spaziali, ad esempio dovuti alle dimensioni dei veicoli (questo problema è chiamato C-MAPF), e il problema di trovare il percorso più veloce, considerando la velocità e vincoli di accelerazione, per un singolo agente (chiamato Bounded Acceleration Shortest Path problem).Automated-Guided Vehicles (AGVs) are used to move items between different locations in a warehouse. The coordination of a fleet of AGVs is a very complex problem, which is generally handled by a software called Traffic Manager in the following way. The Traffic Manager send to each AGVs a task that involves the assignment of a target position in the warehouse, which must be reached to carry out a pick up or delivery operation. When an AGV receives a task, it chooses the path to reach the target, without taking into account the routes of others AGVs. However, this procedure can lead to a "deadlock" situation, i.e., a scenario in which a group of vehicles are mutually blocked along the route assigned to them, so that they are unable to reach their target position. The objective of this thesis is to study an algorithm that plan the routes of all AGVs, with the aim of preventing and avoiding "deadlock" situations. Since AGVs follow predefined paths that connect the locations in which items are stored or processed, then we associate the layout of the set of virtual paths to a directed graph. In particular, we deal with strongly connected digraphs, directed graphs in which it is possible to reach any node starting from any other node. The main problem that must be solved by the path planner is the Multi-Agent Path Finding (MAPF) problem on graphs, which consists in computing a sequence of movements that repositions all agents to assigned target nodes, avoiding collisions. Since we are primarily interested in avoiding deadlock situations, we focus on the important task of finding a feasible solution to MAPF, even in crowded configurations. Once we find a feasible solution, we also study how to improve it, bringing it as close as possible to the optimal one. By optimal solution we mean the sequence of movements for each agent, which allows all targets to be reached in the shortest possible time. Moreover, we study the problem of finding such routes for AGVs taking into account spacial constraints, for instance due to the size of the vehicles (this problem is called C-MAPF), and the problem of finding the fastest path, considering velocity and acceleration constraints, for a single agent (called Bounded Acceleration Shortest Path problem)

    Review of studies on the role of visuo-spatial attention in evolutionary dyslexia

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    La ricerca contemporanea sulla dislessia evolutiva (DE), così come gli altri disturbi dell'apprendimento si muove verso una visione articolata, che prende in considerazione molteplici fattori. Tuttavia, le ipotesi unicausali restano rilevanti per la comprensione di tali disturbi. In particolare, nonostante l'ampia accettazione dell'ipotesi del deficit fonologico nella DE, questa presenta limitazioni evidenti, soprattutto a fronte delle convincenti prove di una compromissione della funzione visiva magnocellulare in molti individui con dislessia. Negli ultimi decenni, la teoria del deficit visivo si è affiancata a quella fonologica e si è articolata in varie ipotesi, fra cui quella di un deficit di attenzione visuo-spaziale. Questa rassegna critica analizza il ruolo dell'attenzione visuo-spaziale nella DE, esaminando 4 rassegne e 14 studi sperimentali rilevanti sull'argomento. Gli studi sono stati selezionati tra quelli più citati, sia recenti che datati, nell'ambito della psicologia cognitiva. Attraverso analisi e osservazioni critiche, vengono esplorati gli elementi che contribuiscono alla variabilità tra gli studi.The scientific community today examines developmental dyslexia (DD) and other learning disorders from an increasingly broad and complex perspective. However, single causal hypotheses remain relevant because they simplify the understanding of these disorders. Despite the widespread acceptance of the phonological deficit hypothesis in DD, it has evident limitations. Evidence of impairment in the magnocellular visual function in many individuals with dyslexia is now compelling. In recent decades, the visual deficit theory has complemented the phonological theory, articulating various hypotheses, including a deficit in visuospatial attention. This critical review analyzes the role of visuospatial attention in DD, examining 4 relevant reviews and 14 experimental studies on the topic. Studies were selected from the most cited, both recent and dated, in the field of cognitive psychology. Through critical analysis and observations, the elements contributing to variability among studies are explored

    Bipolar disorder and information seeking

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    Il disturbo bipolare è una patologia psichiatrica caratterizzata da oscillazioni dell'umore, che si manifestano con episodi maniacali, ipomaniacali e depressivi alternati a periodi di eutimia. Un recente modello interpretativo analizza il disturbo attraverso tre domini principali: azione, cognizione ed emozione. Questo approccio multidimensionale permette una comprensione più approfondita della malattia, migliorando diagnosi e trattamento. Lo studio si propone di esplorare come le diverse fasi del disturbo bipolare influenzino il comportamento di information seeking, ovvero la ricerca e l'acquisizione di informazioni online. Sono stati esaminati i dati di cronologia web di 30 pazienti con diagnosi di disturbo bipolare I e II, valutando il tipo di contenuti ricercati e la loro relazione con il tono dell'umore. Tale ricerca mira a comprendere meglio le connessioni tra l'umore e il comportamento di ricerca, con l'obiettivo di offrire nuove prospettive per la diagnosi e la gestione del disturbo.Bipolar disorder is a psychiatric condition characterized by mood swings, manifested by manic, hypomanic, and depressive episodes alternating with periods of euthymia. A recent interpretative model analyzes the disorder through three main domains: action, cognition and emotion. This multidimensional approach allows a deeper understanding of the disorder, improving both diagnosis and treatment. This study aims to explore how different phases of bipolar disorder influence information-seeking behavior, namely the process of searching for and acquiring information online. Web history data from 30 patients diagnosed with Bipolar Disorder I and II were examined, evaluating the type of content sought and its relationship to mood states. This research aims to better understand the connections between mood and information-seeking behavior, with the goal of offering new perspective for the diagnosis and management of bipolar disorder

    Effects of sedation on venous blood gas analysis in dog

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    I protocolli di sedazione utilizzati in medicina veterinaria nel cane fanno uso di moltissimi farmaci, tra i quali benzodiazepine, fenotiazine, oppioidi, alfa2-agonisti e alfaxalone. Ognuno di questi farmaci ha un impatto sui parametri del cane, sia fisiologici che emogasanalitici. Lo scopo di questa tesi è valutare tale impatto, considerando come parametri fisiologici frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e temperatura rettale e come parametri emogasanalitici pH, pCO2, pO2, sodio, potassio, cloro, calcio, glicemia, lattati, base excess, anion gap, bicarbonati ed emoglobina. Sono stati inclusi nello studio cani collaborativi che dovevano eseguire una procedura richiedente la sedazione presso l'Ospedale Veterinario Universitario Didattico del Dipartimento di Scienze Medico-veterinarie dell'Università di Parma (periodo marzo 2023 - luglio 2024); con rischio anestesiologico ASA1, ASA2 e ASA3 e dei quali si possedeva un quadro ematobiochimico completo. I pazienti selezionati sono stati 52, di diversa razza e sesso. L'età media dei pazienti selezionati era di 8 ± 4 anni, il peso medio era di 21,76 ± 14,25 kg e il BCS mediano 5/9 (range 3/9 - 8/9). I cani sono stati sottoposti a visita preanestesiologica con valutazione di frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e misurazione della temperatura rettale pre-sedazione. Successivamente è stato eseguito un prelievo venoso dalla vena safena (n = 46), giugulare (n = 2) o cefalica (n = 4). Tale campione è stato utilizzato per l'esecuzione del primo emogas venoso. L'anestesista ha poi definito il protocollo anestesiologico più adatto per i pazienti e i cani sono stati sedati. A distanza di almeno 2-5 minuti dalla sedazione per via endovenosa e di almeno 10-15 minuti dalla sedazione per via intramuscolare, sono stati ripresi i parametri fisiologici (frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e temperatura rettale post-sedazione) ed è stato eseguito il secondo prelievo ematico dalla vena safena (n = 43), giugulare (n = 2) o cefalica (n = 7). Questo campione è stato utilizzato per il secondo emogas venoso. Sono stati poi confrontati i parametri fisiologici ed emogasanalitici pre- e post-sedazione. I dati sono stati confrontati con il test t-student (p < 0,05). I dati hanno confermato gli effetti dei farmaci anestetici finora studiati: riduzione del pH e aumento della pCO2 a seguito di qualsiasi protocollo di sedazione; riduzione del calcio a seguito della somministrazione di benzodiazepine; bradicardia sinusale, depressione respiratoria e iponatriemia determinati dagli oppioidi; aumento di frequenza respiratoria (con correlata riduzione della pCO2), aumento di sodio, cloro e calcio e riduzione di emoglobina, anion gap, lattati e glicemia a seguito della somministrazione di metadone; aumento della glicemia determinato dal butorfanolo; tutti gli effetti degli alfa2-agonisti (riduzione della frequenza cardiaca, della frequenza respiratoria, ipotermia, iperglicemia, riduzione dell'emoglobina, aumento dei lattati); aumento della frequenza cardiaca a seguito della somministrazione di alfaxalone. Le variazioni statisticamente significative riguardano la riduzione della frequenza cardiaca e della frequenza respiratoria a seguito della somministrazione di dexmedetomidina e oppioidi; la riduzione dell'emoglobina a seguito della somministrazione di dexmedetomidina; l'aumento della glicemia a seguito della somministrazione di butorfanolo; l'aumento della temperatura rettale e la riduzione dei bicarbonati a dosi di butorfanolo 0,15 e 0,2 mg/kg per via endovenosa; la riduzione della pCO2, dei lattati e dell'emoglobina alla dose di metadone 0,2 mg/kg per via endovenosa e l'aumento della frequenza respiratoria alla somministrazione di metadone 0,2 mg/kg per via endovenosa. I dati ottenuti sono in linea con quanto riportato in letteratura confermando che la sedazione comporta una tendenza all'acidosi e minime variazioni elettrolitiche. Tutte queste variazioni non hanno comportato problematiche rilevanti per il paziente e, dunque tutti i protocolli di sedazione utilizzati nel presente studio sono risultati sicuri. Tuttavia, per garantire la sicurezza del paziente, è opportuno ripetere il monitoraggio dei parametri a cadenza regolare fino al completo recupero del paziente.Sedation protocols used in veterinary medicine in dogs consider a wide range of drugs, including benzodiazepines, phenothiazines, opioids, a2-agonists and alfaxalone. Each of these drugs has an impact on the dog's parameters, as physiological and blood gas analytic ones. The aim of this thesis is to evaluate the effects of these drugs on heart rate, respiratory rate and rectal temperature as physiological parameters and pH, pCO2, pO2, sodium, potassium, chlorine, calcium, glycemia, lactate, base excess, anion gap, bicarbonates and hemoglobin as blood gas analytic parameters. Selected collaborative dogs that underwent a sedation procedure at the Veterinary Teaching Hospital, Department of Veterinary sciences, University of Parma in the period March 2023 - July 2024 with anesthetic risk ASA1, ASA2 and ASA3 were included in the study. Every considered dog had a complete haematobiochemical picture. The selected patients were 52, of different races and sex. The mean age of the selected patients was 8 ± 4 years, the mean weight was 21.76 ± 14.25 kg and the median BCS 5/9 (range 3/9 - 8/9). The dogs were submitted to a pre-anaesthesiological examination with heart rate assessment, respiratory rate and rectal temperature measurement pre-sedation. Subsequently, a venous sample was collected from the saphenous vein (n = 46), jugular vein (n = 2) or cephalic vein (n = 4). This sample was used for the first venous blood test. For each dog the most appropriate anaesthetic protocol was defined on the basis of anaesthetist experience. At least 2-5 minutes after intravenous sedation and at least 10-15 minutes after intramuscular sedation, the physiological parameters (heart rate, respiratory rate and rectal temperature post-sedation) were taken and the second blood sample was collected from the saphenous vein (n = 43), jugular vein (n = 2) or cephalic vein (n = 7). This sample was used for the second venous blood test. The physiological and blood gas analytic parameters pre- and post-sedation were compared. Data were compared with the t-student test (p < 0.05). Data confirmed the effects of the anaesthetic drugs studied so far: reduction of pH and increase of pCO2 following any sedation protocol; reduction of calcium following administration of benzodiazepines; sinusal bradycardia, respiratory depression and opioid-induced hyponatremia; increased respiration rate (with related reduction of pCO2), increased sodium, chlorine and calcium and reduced hemoglobin, anion gap, lactate and blood glucose following methadone administration; increased blood sugar due to butorphanol; all effects of a2-agonists (reduction in heart rate, respiratory rate, hypothermia, hyperglycemia, reduction in hemoglobin, increase in lactate); increased heart rate following administration of alfaxalone. Statistically significant changes are the reduction of heart rate and respiratory rate following administration of dexmedetomidine and opioids; the reduction of hemoglobin following administration of dexmedetomidine; the increase in blood glucose following administration of butorphanol; the increase in rectal temperature and reduction of bicarbonates at doses of 0,15 and 0,2 mg/kg intravenous butorphanol; the reduction of pCO2, lactate and hemoglobin at the dose of methadone 0,2 mg/kg intravenously and the increase in respiratory rate with 0.2 mg/kg intravenous methadone. The data obtained are in line with what is reported in the literature confirming that sedation involves a tendency to acidosis and minimal electrolyte changes. All these variations did not cause any significant problems for the patient and therefore all sedation protocols used in this study were safe. However, to ensure patient safety, parameters should be monitored regularly until the patient has fully recovered

    The importance of Brain Derived Neurotrophic Factor in the treatment of Major Depressive Disorder : evidence from animal models and pharmacology

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    Il Disturbo Depressivo Maggiore è una patologia complessa ed altamente invalidante che influisce negativamente sulla qualità della vita di chi ne soffre e grava sui sistemi sanitari che prendono in cura questi pazienti. Sebbene questa patologia sia caratterizzata da chiari e distinti segni e sintomi, la sua eziologia non è del tutto chiara. Dal versante biologico, nel corso del tempo, sono state postulate molte teorie che comunque non danno una visione chiara ed unificata dell9eziologia di questo disturbo che ad oggi è ritenuta di natura multifattoriale. Un ruolo importante in ciò sembra essere rappresentato dall9azione (e dalla disfunzione) del BDNF. Questa molecola proteica svolge un ruolo importante nella sopravvivenza, nella crescita, nella proliferazione delle cellule, così come risulta implicata nei processi di strutturazione del sistema nervoso e in varie forme di neuroplasticità. In questo lavoro si è cercato di portare delle evidenze su come il BDNF, oltre che ad essere coinvolto nella genesi del Disturbo Depressivo Maggiore, sia di fondamentale importanza nel trattamento della patologia stessa. Attraverso la raccolta di dati in letteratura, sia provenienti dal modello animale sia in studi sugli agenti farmacologici comunemente utilizzati, sono state riportate evidenze che sottolineano come gli effetti antidepressivi, comportamentali e cellulari, siano mediati dall9azione del BDNF; e come tale azione potrebbe essere, in futuro, un target per lo sviluppo di nuovi farmaci, molecole o trattamenti non farmacologici, atti a contrastare questa patologia.Major Depressive Disorder is a complex and highly disabling disease that negatively affects the quality of life of those who suffer from it and burdens the health systems that treat these patients. Although this condition is characterized by clear and distinct signs and symptoms, its etiology is not fully understood. On the biological side, over time, many theories have been postulated which, however, do not give a clear and unified view of the etiology of this disorder, which to date is considered multifactorial in nature. An important role in this seems to be represented by the action (and disfunction) of the BDNF. This protein molecule plays an important role in cell survival, growth, proliferation, as well as being involved in the structuring processes of the nervous system and in various forms of neuroplasticity. In this work we tried to bring evidence on how BDNF, in addition to being involved in the genesis of Major Depressive Disorder, is of fundamental importance in the treatment of the pathology itself. Through the collection of data in literature, both from the animal model and from studies on commonly used pharmacological agents, evidence has been reported that underlines how the antidepressant, behavioral and cellular effects are mediated by the action of BDNF; and how this action could be, in the future, a target for the development of new drugs, molecules or non-pharmacological treatments, aimed at combating this pathology

    Geografia, alimentazione e stile di vita plasmano il microbiota intestinale umano

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    The microbiota, defined as the collection of bacteria inhabiting a specific ecological niche, is an expanding field of research. Microbiota itself is ubiquitous and significantly impacts a wide range of domains, including human beings as well as all the currently known environments. Recent research endeavors have highlighted the pivotal role played by bacterial communities in human lives, which is manifested through direct and indirect interactions. Nevertheless, despite sharing similar environmental conditions, the microbiota composition associated with a specific niche usually shows a high degree of variability, and this biodiversity is the source of various translational trial applications. The gut microbiota, among the many types of human-related microbiota, has caught the interest of researchers due to its deep complexity and high level of interaction with the human host. Actually, the human gut microbiota is regarded as one of the key variables that may affect the outcome of oral drug treatment, as well as metabolism and even brain functionality with psychological implications. For these reasons, comprehensive investigations of the gut microbiota composition in infants and adults led in the past decades to the identification of specific recurring bacterial communities in healthy subjects while correlating some bacterial taxa with the onset of specific disorders and the presence of chronic diseases. These correlations between the bacterial composition of the human gut and health status highlight the potential outcomes that could be achieved by exploiting the enhanced availability of gut microbiome data. Overall, studying the correlation between bacterial prevalence, abundance and correlation with the human host’s health status now offers valuable insights into the role of the human microbiota that will drive the progress of personalized medicine supporting human well-being. The underlying basis of my Ph.D. lies in examining microbial compositions associated with the human gut and accompanied by specific metadata such as age, geographical location, and lifestyle, as well as developing novel bioinformatic tools for data analysis. Furthermore, given that diet is one of the most complex factors capable of influencing the composition of the human gut, a thorough investigation into the role of fermented foods in delivering bacterial strains to the human gut was conducted

    Assessment of udder physical parameters and colostral immunoglobulins in sows on a high health status farm

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    Le variazioni quali quantitative nei livelli di immunoglobuline contenute nel colostro sono un argomento tutt’oggi molto dibattuto in letteratura. Nelle scrofe le caratteristiche del colostro sono soggette a diverse variabili in funzione dell’ordine di parto (primipare vs pluripare) o mammelle di provenienza. Lo studio aveva lo scopo di valutare la qualità del colostro impiegando dati innovativi quali la temperatura corporea della scrofa, la temperatura delle mammelle le loro caratteristiche fisiche presso un’azienda ad elevato standard sanitario, con l’obiettivo di individuare corrispondenze tra questi parametri. Lo scopo finale è utilizzare la correlazione tra questi parametri al fine di prevenire e diagnosticare problematiche legate al trasferimento dell’immunità passiva. Nello studio sono state arruolate n. 82 scrofe presenti nell’azienda considerata, alle quali sono stati prelevati 0,3 ml di colostro dalla prima coppia di mammelle craniali e dall’ultima coppia di mammelle caudali di entrambe le file, entro le 3 ore dal primo suinetto nato. Il secreto di ciascuna coppia di mammelle è stato esaminato impiegando un refrattometro manuale e portatile (refrattometro Brix) e tra le 5 e 12 ore dal prelievo del colostro, le scrofe sono state sottoposte ad esame clinico; anche i dati riguardanti lo svezzamento dei suinetti sono stati presi in considerazione. Dall’analisi dei dati ottenuti è emersa una relazione tra il grado di formazione delle mammelle e la temperatura corporea delle scrofe, in particolare esiste una correlazione tra mammelle caudali in regressione e un aumento della temperatura corporea, rimanendo sempre in un range fisiologico di temperatura. Inoltre, le mammelle “arrossate” presentano un colostro di qualità inferiore (bassi livelli di immunoglobuline), confermando l’influenza degli stati infiammatori mammari. Grazie all’impiego del termometro ad infrarossi è stato rilevato che la temperatura della mammella considerata era nei range quando associata una buona consistenza fisiologica; tale strumento è risultato utile per un monitoraggio pratico e precoce delle condizioni mammarie. Il livello di immunoglobuline era invariato confrontando il secreto delle mammelle craniali e caudali tra campioni di primipare e pluripare. I dati zootecnici dello svezzamento dei suinetti non hanno riportato alterazioni. Da un confronto tra i risultati con la letteratura disponibile, è importante sottolineare l’utilità di strumenti pratici ed economici come il refrattometro Brix, il termometro ad infrarossi e lo score delle mammelle al fine di migliorare la salute e la produttività delle scrofe in azienda. Successive ricerche ed approfondimenti saranno possibili ampliando il numero di soggetti esaminati correlata ad aspetti specifici e mirati come la genetica correlata alla produzione di immunoglobuline o su animali presentanti mastiti.Variations in levels of immunoglobulins contained in colostrum are topics still much debated in the literature today. In sows, the characteristics of colostrum are subject to several variables depending on the order of farrowing (primiparae vs pluriparae) or mammary glands of origin. The study aimed to assess colostrum quality by employing innovative data such as the sow's body temperature, the mammary glands' temperature and their physical characteristics at a farm with elevated health, with the aim of identifying correspondences between these parameters. The last goal is to use the correlation between these parameters to prevent and diagnose issues related to the transfer of passive immunity. In the study, 82 sows present on the farm under consideration were enrolled, from whom 0.3 ml of colostrum was taken from the first pair of cranial mammary glands and from the last pair of caudal mammary glands of both rows within 3 hours after the first piglet was born. The secretion from each pair of udders was examined by employing a portable Brix refractometer, and between 5 and 12 h after the sampling, the subjects were subjected to clinical examination; data about the weaning of the piglets were also considered. The analysis of the data obtained revealed a relationship between the degree of the udder formation and the body temperature of the sows; in particular there is a correlation between regressing caudal breasts and an increase in body temperature, always remaining within a physiological range. Also the redness of mammary glands is associated with lower quality colostrum (low immunoglobulin levels), confirming the influence of inflammatory states in the breasts. With the infrared thermometer, it was found that the temperature of the mammary glands considered was within physiological ranges when associated with good physiological consistency; this instrument was useful for practical and early monitoring of breast conditions. The level of immunoglobulins was unchanged when comparing the secretions of cranial and caudal mammary glands between samples from primiparae and pluriparae. The zootechnical data on the weaning piglets, on the other hand, reported no alterations. A comparison of the results with the available literature, underlines the usefulness of handy and inexpensive tools (Brix refractometer, infrared thermometer and udder score) to improve the health and productivity of sows. Future research will be advisable by larger number of sows related to specific aspects such as genetic related to immunoglobulin production or considering subjects affected by mastitis

    Effetto della chemioterapia metronomica sul sistema immunitario e sulla prognosi di cani affetti da neoplasia

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    Immunosuppressive regulatory T cells (Tregs) are part of the tumor microenvironment and contribute to the establishment of neoplastic tolerance, promoting tumor development and progression by dampening antitumor immune responses. Metronomic chemotherapy (MC) is defined as the oral administration of low doses of chemotherapy on a continuous schedule of treatment, without extended drug-free breaks. MC has been shown to be a multitarget therapy and to act not only on neovascularization, cancer stem cells and tumor quiescence but also being able to interact with the patient's immune response to cancer, reversing the state of immune tolerance by selectively depleting the number of Tregs and impairing their functions. The aim of this study was to evaluate the effects of MC consisting of daily administration of cyclophosphamide, meloxicam and thalidomide, on the absolute number of circulating Tregs in a population of patients with different cancer diseases, over the medium/long term. It was hypothesized that during metronomic chemotherapy, the absolute number of circulating Tregs would progressively decrease; furthermore, good tolerability with few adverse effects was expected. This prospective study included 29 canine cancer patients. To determine circulating Tregs we performed a complete blood count (CBC) and a cytofluorimetric examination of the lymphocytes. A blood sample was collected before and 15, 30, 90 and 180 days after the start of metronomic treatment (cyclophosphamide at 12,5 mg/m2, meloxicam at 0,1 mg/kg and thalidomide at 3-6 mg/kg). The percentage of circulating CD4+CD25+Foxp3+ Tregs obtained by cytofluorimetry was then related to the absolute number of circulating lymphocytes to obtain the absolute number of circulating Tregs of each sample. We found that the duration of MC administration has a statistically significant influence on the reduction of circulating Tregs absolute number, but not on the circulating Tregs percentage. Furthermore, in our cohort, tumor type or previous surgery did not seem to have any effect on the circulating Tregs absolute number. Our patients did not develop any moderate or severe adverse effects, and long-term treatment was well tolerated. This is the first time that the effect of the metronomic combination of cyclophosphamide, meloxicam, and thalidomide on circulating Tregs is evaluated in a canine population with cancer, showing a reduction in their absolute number over time. This is an interesting result that should motivate to gather more knowledge about the interactions between immune system and different tumor types, in order to be able to use MC in a more targeted way. Furthermore, flow cytometry is a readily available tool that could be of great value in daily clinical practice to analyze the pattern of circulating Tregs during MC to detect early tumor progression.Le cellule T regolatorie immunosoppressive (Tregs) fanno parte del microambiente tumorale e contribuiscono all'instaurarsi della tolleranza neoplastica, promuovendo lo sviluppo e la progressione del tumore riducendo le risposte immunitarie antitumorali. La chemioterapia metronomica (MC) è definita come la somministrazione continuativa per via orale di farmaci chemioterapici a bassi dosaggi. La MC ha dimostrato di essere una terapia multitarget e di agire non solo sulla neo-vascolarizzazione, sulle cellule staminali tumorali e sulla quiescenza tumorale, ma anche sulla risposta immunitaria del paziente nei confronti del cancro, invertendo lo stato di tolleranza immunitaria attraverso la deplezione selettiva del numero di Tregs e la compromissione delle loro funzioni. L'obiettivo di questo studio è stato quello di valutare, nel medio-lungo termine, gli effetti della chemioterapia metronomica sul numero assoluto dei Tregs circolanti in una popolazione di pazienti affetti da diversi istotipi tumorali. Si ipotizzava che durante la chemioterapia metronomica il numero assoluto di Tregs circolanti sarebbe progressivamente diminuito; inoltre, ci si aspettava una buona tollerabilità con pochi effetti avversi. Questo studio prospettico ha incluso 29 cani neoplastici. Per determinare i Tregs circolanti sono stati eseguiti un esame emocromocitometrico e un esame citofluorimetrico. Un campione di sangue è stato raccolto prima e 15, 30, 90 e 180 giorni dopo l'inizio del trattamento metronomico (ciclofosfamide a 12,5 mg/m2, meloxicam a 0,1 mg/kg e talidomide a 3-6 mg/kg). Per ciascun campione, la percentuale di Tregs CD4+CD25+Foxp3+ circolanti ottenuta mediante citofluorimetria è stata poi rapportata al numero assoluto di linfociti, ottenuto tramite l’esame emocromocitometrico, per ottenere il numero assoluto di Tregs circolanti. Abbiamo scoperto che la durata della somministrazione di MC ha un'influenza statisticamente significativa sulla riduzione del numero assoluto di Tregs circolanti. Inoltre, nella nostra popolazione, la tipologia tumorale o la precedente chirurgia non sembrano avere alcun effetto sul numero assoluto di Tregs circolanti. Il trattamento a lungo termine è stato ben tollerato e non ci sono state evidenze di effetti avversi di grado moderato o grave. È la prima volta che viene valutato l'effetto della combinazione metronomica di ciclofosfamide, meloxicam e talidomide sui Tregs circolanti in una popolazione canina affetta da diversi istotipi tumorali, dimostrando una riduzione del loro numero assoluto nel tempo. Si tratta di un risultato interessante che dovrebbe motivare ad implementare le nostre conoscenze sulle interazioni tra sistema immunitario e istotipi tumorali, per poter utilizzare la MC in modo più mirato. La citofluorimetria e l’emocromo sono strumenti accessibili per le indagini di routine anche in ambito veterinario e potrebbero essere di grande utilità nella pratica clinica quotidiana per analizzare l’andamento dei Tregs circolanti durante la chemioterapia metronomica e rilevare la progressione precoce del tumore

    On non autonomous Ornstein-Uhlenbeck evolution operators in infinite dimension

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    The present thesis concerns non autonomous evolution equations driven by time depending Ornstein-Uhlenbeck operators in an infinite dimensional separable Hilbert space. They arise as Kolmogorov equations of linear stochastic evolution PDEs with Gaussian noise, rewritten as stochastic evolution equation in suitable Hilbert spaces. In the autonomous case, stochastic PDEs and their Kolmogorov equations are widely studied; one of the most fruitful approaches is the Da Prato-Zabczyk one, that exploits semigroup theory. In the non autonomous case, semigroups of operators are replaced by evolution operators whose theory is not complete and satisfying as in the autonomous case. In fact, the study of non autonomous Kolmogorov equations in infinite dimensions is just at the beginning. In the first chapter of this thesis we recall some preliminaries about functional analysis, infinite dimensional analysis and about abstract non autonomous parabolic problems. In chapter two we consider backward linear non autonomous Kolmogorov equations and their mild solutions, expressed through the Ornstein-Uhlenbeck evolution operator Ps,t. Moreover we study smoothing properties of Ps,t along suitable directions and in chapter three we use these results to prove maximal Hölder regularity for the mild solutions. In chapter four we study the behavior of Ps,t on a linear space of cylindrical and smooth functions that are essential for further results. In chapter five we extend Ps,t to a continuous and bounded operator between Lp spaces with respect to suitable probability measures. To be more precise, under natural assumptions we show the existence of an evolution system of Gaussian measures, namely a family tγ u of Gaussian r rPR measures such that for every s ď t and for every continuous and bounded f : X ÞÑ R we have żż Ps,tf dγs “ f dγt. XX In this case, Ps,t can be extended to a linear bounded operator from LppX,γtq to LppX,γsq, with s ď t. We prove a family of Logarithmic-Sobolev inequalities, and we use them to prove a hypercontractivity result for the evolution operator. In chapter six we prove a representation formula for Ps,t as a second quantization operator and we use it to prove further properties of Ps,t

    The models of the Republic: Historic Commentary to Plutarch's Publicola

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    Il presente lavoro propone un commento storico alla Vita di Publicola scritta da Plutarco. Publicola, console e trionfatore nel primo anno di Repubblica, è una figura cardine all’interno del mito di fondazione di Roma, tenuto a lungo dagli studiosi in una zona d’ombra tra realtà e leggenda. La ricerca, al di là del recupero della storicità di Publicola, persegue tre obiettivi principali che riguardano il metodo di lavoro di Plutarco. In primo luogo, indagando il filo conduttore dei viri exemplares, si cerca di comprendere i motivi che hanno condotto alla scelta di Publicola. In secondo luogo, osservando le numerose e cospicue digressioni, si cerca di far luce sulle fonti utilizzate da Plutarco. Infine, considerando il carattere talvolta contraddittorio e incoerente del protagonista, si cerca di individuare e di datare le diverse stratificazioni storiografiche presenti nella tradizione su Publicola filtrate da Plutarco e, contestualmente, di isolare un nucleo storico delle vicende

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