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Salone del Vino di Torino: A systemic analysis for the design of a sustainable cultural event
La presente tesi esplora l'applicazione del Design System alla progettazione e gestione di eventi, con particolare riferimento agli impatti ambientali, sociali ed economici generati. In un contesto in cui la sostenibilità è sempre più centrale, gli eventi culturali e sociali offrono un'opportunità per innescare trasformazioni significative nelle pratiche di consumo e nel comportamento collettivo.
Il caso studio scelto è il Salone del Vino di Torino, evento annuale organizzato dall’associazione Klug APS, che promuove la cultura del vino sostenibile, favorendo l'incontro tra produttori e consumatori. Il Salone del Vino si distingue per la sua missione educativa: sensibilizzare il pubblico sulle problematiche ambientali e sociali legate alla produzione e al consumo del vino, incoraggiando scelte più consapevoli e orientate al rispetto dell’ambiente e del tessuto sociale.
Attraverso un approccio sistemico, la ricerca analizza le fasi progettuali, organizzative e di realizzazione dell'evento, valutando come i principi di sostenibilità possano essere integrati trasversalmente in tutte le sue componenti.
La ricerca non si limita a un'analisi teorica, ma propone soluzioni pratiche e strumenti operativi per applicare i concetti di sostenibilità e design sistemico nel settore degli eventi, offrendo nuovi spunti per l'innovazione e il miglioramento continuo in un ambito in continua evoluzione.This thesis explores the application of Design System to event planning and management, with particular reference to the environmental, social, and economic impacts generated. In a context where sustainability is increasingly central, cultural and social events offer an opportunity to trigger significant transformations in consumption practices and collective behavior.
The case study chosen is the Turin Wine Fair, an annual event organized by the Klug APS association, which promotes sustainable wine culture by bringing together producers and consumers. The Wine Fair stands out for its educational mission: to raise public awareness of the environmental and social issues related to wine production and consumption, encouraging more informed choices that respect the environment and the social fabric.
Through a systemic approach, the research analyzes the planning, organizational, and implementation phases of the event, assessing how sustainability principles can be integrated across all its components.
The research is not limited to theoretical analysis, but proposes practical solutions and operational tools for applying the concepts of sustainability and systemic design in the events sector, offering new ideas for innovation and continuous improvement in a constantly evolving field
Validation of the S.A.C.S. program – The effects of a multicomponent intervention on individuals with MCI and SCD : results from the first experimental group
L'invecchiamento della popolazione rappresenta una delle principali sfide del Sistema Sanitario Nazionale moderno, poiché associato a un aumento della prevalenza di Mild Cognitive Impairment (MCI) e Subjective Cognitive Decline (SCD), condizioni che possono evolvere in demenza. La letteratura scientifica sottolinea l'importanza degli interventi multicomponenti, che combinano allenamento fisico e allenamento cognitivo, nel ridurre i fattori di rischio modificabili e nel promuovere un invecchiamento attivo. Il presente elaborato di tesi è stato sviluppato utilizzando una parte circoscritta del protocollo e dei dati del progetto S.A.C.S (Salute, Autonomia, Connessione Sociale) e si propone di indagare gli effetti di un intervento multimodale della durata di tre mesi sul funzionamento cognitivo, sulla qualità della vita e sul supporto sociale percepito. L'analisi ha riguardato esclusivamente il primo gruppo sperimentale (N=20), selezionato tra individui con diagnosi di MCI e SCD. Sono stati considerati tre strumenti specifici: il Montreal Cognitive Assessment (MoCA), il WHOQOL-Bref e la Multidimensional Scale of Perceived Social Support (MSPSS). Le analisi statistiche, condotte attraverso il software R (4.0.3), hanno seguito un processo graduale: analisi descrittive, verifica della normalità con il test di Shapiro-Wilk, confronti pre-post test tramite Wilcoxon o t-test per dati appaiati e infine ANOVA a misure ripetute. I risultati hanno evidenziato un miglioramento significativo nelle prestazioni cognitive globali (MoCA) dopo l'intervento, ma non sono emerse variazioni rilevanti nei punteggi relativi alla qualità della vita (WHOQOL) e al supporto sociale (MSPSS). I limiti principali riguardano la numerosità campionaria ridotta, la disparità nel livello di alfabetizzazione digitale dei partecipanti e l'assenza di misure specifiche per distinguere l'efficacia relativa delle componenti fisiche e cognitive. Lo studio, tuttora in corso, prevede l'arruolamento di circa 100 soggetti e potrà offrire, a completamento, delle indicazioni più robuste sull'efficacia del intervento multicomponente nella prevenzione secondaria del declino cognitivo.This thesis examines the effects of a three-month multicomponent program on cognitive functioning, quality of life, and perceived social support, using data from the S.A.C.S. project (Health, Autonomy, Social Connection). The analysis focused on the first experimental group (N=20) comprising individuals with MCI or SCD.
Cognitive, psychosocial, and support-related outcomes were assessed through the Montreal Cognitive Assessment (MoCA), the WHOQOL-Bref, and the Multidimensional Scale of Perceived Social Support (MSPSS).
Statistical analysis (R 4.0.3) included descriptive statistics, normality testing (Shapiro–Wilk), pre–post comparisons (Wilcoxon or paired-sample t-tests), and repeated-measures ANOVA. Results showed a significant improvement in cognitive performance (MoCA), while no relevant changes were observed in quality of life or social support scores.
Preliminary findings indicate a beneficial impact on global cognition, though results should be interpreted with caution given the small sample size. The absence of psychosocial effects may reflect contextual variables or the need for longer interventions. Main limitations concern the restricted sample, limited digital literacy among some participants, and the lack of measures disentangling the relative contribution of physical and cognitive components.
The ongoing trial, with a planned sample of approximately 100 participants, is expected to provide stronger evidence on the role of multimodal interventions in the secondary prevention of cognitive decline
Microscopie ottiche lineari e non lineari per applicazioni avanzate: il ruolo di uno spettroscopista nel bioimaging
Questa tesi presenta l'utilizzo di varie tecniche di imaging per lo studio di campioni biologici con diversi scopi.
Grazie alla collaborazione con gruppi nazionali e internazionali, la microscopia a fluorescenza confocale, la microscopia a due fotoni e la microspettroscopia Raman sono state utilizzate per caratterizzare nuovi fluorofori per lo studio dei mitocondri, formulazioni farmaceutiche e l'esposizione degli animali alle microplastiche. Ogni tecnica di imaging è stata utilizzata in base alle sue proprietà specifiche. In particolare, la microscopia a fluorescenza confocale è stata impiegata per visualizzare cellule vive; la microscopia a due fotoni è stata utilizzata per studiare il comportamento delle formulazioni farmaceutiche in campioni biologici spessi; e la microspettroscopia Raman è stata impiegata per rilevare e identificare le microplastiche presenti nelle placente e nei feti di gatto.
Inoltre, l'opportunità di collaborare con due aziende ha ulteriormente arricchito la mia esperienza. In particolare, un periodo di formazione presso Elvesys (Parigi, Francia) mi ha permesso di acquisire nuove conoscenze e competenze nell'applicazione bio-ingegneristica di dispositivi microfluidici, mentre una collaborazione con una compagnia farmaceutica internazionale è stata fondamentale per esplorare il potenziale della microscopia a due fotoni per la caratterizzazione delle formulazioni farmaceutiche.
In qualità di spettroscopisti, abbiamo prestato molta attenzione all'acquisizione di spettri di emissione, eccitazione e Raman, nonché di immagini iperspettrali, per integrare le informazioni ottenute dalle singole immagini. Infatti, dagli spettri siamo stati in grado di identificare inequivocabilmente i composti presenti nei campioni biologici e di sfruttare le proprietà spettroscopiche dei coloranti per ottenere informazioni cruciali riguardo la polarità degli ambienti e l'interazione delle formulazioni coi tessuti biologici.The main topic of this thesis is the application of various imaging techniques to investigate biological samples for different purposes. Through collaboration with national and international groups, confocal fluorescence microscopy, two-photon microscopy, and micro-Raman spectroscopy were employed to characterize novel mitochondria trackers, pharmaceutical formulations, and animal exposure to microplastics.
Each imaging technique was used according to its specific properties. Specifically, confocal fluorescence microscopy was applied to assess mitochondrial staining in live cell imaging; two-photon microscopy was used to study the behavior of pharmaceutical formulations in thick biological samples; and micro-Raman spectroscopy was employed to detect and identify microplastics present in feline placentas and fetuses.
Additionally, the opportunity to collaborate with non-academic institutions further enhanced my expertise. Notably, a secondment at Elvesys (Paris, France) enabled me to acquire new knowledge and skills in the bio-application of microfluidic devices, while a collaboration with an international pharmaceutical company was pivotal in exploring the potential of two-photon microscopy for the characterization of pharmaceutical formulations.
As spectroscopists, we paid close attention to the acquisition of emission, excitation, and Raman spectra, as well as hyperspectral images, to integrate the information obtained from the individual images. Indeed, from the spectra, we were able to unequivocally identify the compounds present in the biological samples and exploit the spectroscopic properties of dyes to gain critical information regarding the polarity of the environments and the fate of formulations in biological tissues
Il collezionismo (archeologico) in Veneto. Sfaccettature del fenomeno fra ricerca, movimenti, possessi e donazioni
Il contributo analizza la portata del collezionismo archeologico in Veneto e ne verifica l’attualità. Attraverso la descrizione di alcuni passaggi storici e le vicende di diverse collezioni, il saggio delinea i comportamenti di alcuni collezionisti, ne analizza le caratteristiche socio-culturali e, contestualmente, pone una nuova luce sui fenomeni (anche illeciti) che possono soggiacere a determinati disegni di accumulo e raccolta
Neurofisiologia dell'esperienza cinematografica : l'effetto dei movimenti di camera realizzati tramite un drone
The theoretical framework of this dissertation is Embodied Simulation theory: its practical application in the field of artistic experience involves using neuroscientific methods to explore variables that reveal sensorimotor resonance processes with artistic products. Cinema is a relatively new field of neuroscientific investigation: research focused on the subjective experience of watching a movie, as well as the brain responses in such context. Our research builds on prior experiments specifically focused on camera movements. We investigated the desynchronization of the parieto-frontal mu rhythm, detected via electroencephalographic analysis. The stimuli consisted of short videos filmed using drones. The aim was to investigate mu rhythm modulation based on three different camera movement conditions: ascending, descending, and still. Our sample consisted of people with no experience in flying drones or playing video games, to study resonance mechanisms with drone camera movements, controlling for motor expertise as potential confounding factor. Results revealed no significant changes in mu rhythm desynchronization, suggesting that motor expertise might be a critical determinant of resonance with drone-filmed videos, which offer a perspective totally different from humans’ one.
The next development of this study will adopt the same experimental paradigm with a cohort of expert drone operators, enabling direct comparisons between the two samples. This and future research have broad implications in enhancing our understanding of artistic experience, but also in building new studies in the fields of neuroscience and cognitive science.La cornice teorica di questa tesi è la teoria della Simulazione Incarnata: la sua applicazione pratica nell’ambito dell’esperienza artistica comporta l’uso di tecniche neuroscientifiche per studiare le variabili che segnalano i processi di risonanza sensorimotoria con i prodotti artistici. Il cinema è un campo di indagine relativamente nuovo per la ricerca neuroscientifica: gli studi precedenti si sono concentrati sull’esperienza soggettiva della visione dei film, così come sulle risposte cerebrali in tale contesto. La nostra ricerca è la naturale prosecuzione di esperimenti simili, focalizzati nello specifico sui movimenti della macchina da presa. La variabile indagata era la desincronizzazione del ritmo mu parieto-frontale, rilevabile mediante l’analisi del segnale elettroencefalografico. Gli stimoli utilizzati consistevano di brevi video, le cui riprese sono state realizzate tramite droni. Lo scopo era esaminare la modulazione del ritmo mu sulla base dei movimenti di macchina: ascendente, discendente, o ferma. Il nostro campione era formato da persone prive di esperienza con l’uso di droni e di videogiochi, per studiare la risonanza con i movimenti della macchina da presa mossa da un drone escludendo gli effetti confondenti dell’esperienza motoria. I risultati non hanno mostrato modulazione del ritmo mu, suggerendo che l’esperienza motoria sia un fattore cruciale per il coinvolgimento durante la visione di video filmati da droni, la cui prospettiva è completamente estranea a quella umana. Lo sviluppo futuro di questo studio prevede l’applicazione del medesimo paradigma sperimentale su un campione di soggetti esperti nella guida di droni, al fine di confrontare i due campioni. Questa e le future ricerche presentano implicazioni rilevanti sia nell’ambito dell’esperienza artistica, sia per l’espansione delle opportunità di ricerca nelle neuroscienze e nelle scienze cognitive
Impact of the timing of gastric derotation on surgical and short-term outcome in dogs with gastric dilatation-volvulus
La sindrome da dilatazione-torsione gastrica (GDV) è una delle emergenze chirurgiche più critiche in medicina veterinaria, con prognosi strettamente legata alla rapidità e all’efficacia dell’intervento. Tuttavia, la letteratura non ha ancora chiarito il momento ottimale per effettuare la derotazione e la decompressione gastrica. In scenari clinici così gravi, l’ottimizzazione dei tempi anestesiologici e chirurgici può influenzare significativamente la sopravvivenza del paziente.
L’obiettivo dello studio è valutare l’impatto del timing della derotazione e della lavanda gastrica – eseguite in fase preoperatoria o intraoperatoria – sulla durata della procedura e sull’outcome clinico nei cani affetti da GDV. Sono stati analizzati tre gruppi: (1) cani con sondaggio gastrico preoperatorio riuscito; (2) cani con derotazione intraoperatoria diretta; (3) soggetti in cui il sondaggio preoperatorio è fallito, richiedendo derotazione in sala operatoria.
I risultati mostrano che la derotazione intraoperatoria è stata efficace nel 100% dei casi ed è risultata associata a una significativa riduzione dei tempi chirurgici e anestesiologici (p < 0,001). La derotazione preoperatoria ha avuto un tasso di successo del 56,2%; tuttavia, nei casi in cui la procedura è riuscita, i tempi operatori sono risultati sovrapponibili a quelli ottenuti con l’approccio intraoperatorio. Al contrario, il fallimento del sondaggio gastrico preoperatorio ha comportato un aumento della complessità tecnica e un prolungamento della durata dell’intervento.
Pur non emergendo differenze significative in termini di mortalità o complicanze, è stata osservata una tendenza a un decorso postoperatorio più favorevole nei soggetti trattati con derotazione intraoperatoria.
Lo studio ha inoltre confermato alcuni fattori predisponenti alla GDV, tra cui razza, età, conformazione toracica profonda, abitudini alimentari e pregressi interventi addominali.
In conclusione, la derotazione intraoperatoria si configura come una strategia sicura ed efficiente, soprattutto nei casi in cui il sondaggio gastrico risulti complesso o non praticabile. Ulteriori studi prospettici sono necessari per validare questi risultati e guidare la gestione chirurgica della GDV nel cane.Gastric dilatation-volvulus (GDV) is one of the most critical surgical emergencies in veterinary medicine, with prognosis highly dependent on the promptness and effectiveness of treatment. Nevertheless, the optimal timing for gastric derotation and decompression has not been clearly established in the literature. In such life-threatening conditions, optimizing anesthetic and surgical timing may significantly influence patient survival.
The objective of this study is to assess the impact of the timing of gastric derotation and lavage-performed either preoperatively or intraoperatively-on surgical duration and clinical outcome in dogs diagnosed with GDV. Three groups were evaluated: (1) dogs in which preoperative gastric intubation was successful; (2) dogs undergoing direct intraoperative derotation; and (3) dogs in which intubation failed, requiring surgical derotation.
The results showed that intraoperative derotation was successful in 100% of the cases and was associated with a statistically significant reduction in both surgical and anesthetic times (p < 0.001). Preoperative derotation achieved a success rate of 56.2%; however, when successful, it resulted in surgical and anesthetic durations comparable to those observed with the intraoperative approach. In contrast, failure of preoperative gastric intubation led to increased technical difficulty and prolonged operative time.
Although no significant differences in mortality or postoperative complications were observed among the groups, a trend toward improved postoperative recovery was noted in patients managed with intraoperative derotation.
The study also confirmed several predisposing factors for GDV, including breed, advanced age, deep-chested conformation, dietary habits, and previous abdominal surgeries.
In conclusion, intraoperative derotation appears to be a safe and effective approach, particularly in cases where gastric intubation is challenging or not feasible. Further prospective studies are warranted to validate these findings and to draw evidence-based guidelines for the surgical management of GDV in dogs
Caratteristiche comportamentali e neurali dello sbadiglio in macachi in libertà di movimento : il possibile ruolo della corteccia premotoria ventrale
Yawning is considered as a stereotyped behavior characterized by sudden, involuntary movements primarily involving the oral and neck muscles. Although subcortical structures are known to play a key role in controlling the motor patterns of yawning, most of our current knowledge derives from studies conducted on rats, while research on primates remains limited and is based on behavioral observations and clinical studies. However, yawning is a more complex phenomenon than commonly assumed, influenced by both endogenous and social factors and potentially subject to a certain degree of voluntary control. In non-human primates, it may also serve a communicative function, signaling an individual’s physical and mental state and contributing to social coordination within the group. In this study, we employed wireless neural recording systems to monitor the activity of single neurons in the ventral premotor cortex (PMv) of freely moving monkeys in two distinct environments: the NeuroEthoRoom (NER), a plexiglass enclosure designed for neuroethological studies in primates, and the animal’s home cage. We identified neurons that were selectively activated during yawning, as well as others that responded to both yawning and other mouth and hand-mouth behaviors. Through Intracortical Microstimulation (ICMS), we found that sites hosting yawn-responsive neurons exert direct control over mouth/face movements. Despite this association kinematic analysis showed that this control operates beyond basic motor parameters, as no significant correlation was observed between the peak firing rate and mouth or head kinematics during yawning. These results provide new insights into the cortical mechanisms underlying yawning in non-human primates and suggest that its modulation may be influenced by top-down neural signals in response to contextual factors.Lo sbadiglio è spesso considerato un comportamento stereotipato, caratterizzato da movimenti improvvisi e involontari che coinvolgono principalmente la muscolatura orale e del collo. Sebbene si ritenga che le strutture sottocorticali svolgano un ruolo chiave nel controllo dei pattern motori dello sbadiglio, la maggior parte delle conoscenze attuali deriva da studi condotti sui ratti, mentre la ricerca sui primati non umani (NHPs) sono ancora limitate e basate prevalentemente su osservazioni comportamentali e studi clinici. Tuttavia, lo sbadiglio è un fenomeno più complesso di quanto comunemente si creda, influenzato da fattori sia interni che sociali e potenzialmente soggetto a un certo grado di controllo volontario. Nei primati non umani, inoltre, potrebbe avere una funzione comunicativa, segnalando lo stato fisico e mentale di un individuo e contribuendo alla coordinazione sociale all'interno del gruppo.
Nel presente studio, abbiamo utilizzato sistemi di registrazione neurale wireless per monitorare l’attività di singoli neuroni della corteccia premotoria ventrale (PMv) in scimmie libere di muoversi all'interno di due ambienti distinti: la NeuroEthoRoom (NER), una struttura in plexiglass progettata per studi neuro-etologici sui primati, e la home-cage dell’animale. Abbiamo identificato neuroni attivati esclusivamente dallo sbadiglio, così come altri neuroni che rispondevano sia allo sbadiglio sia ad altri comportamenti di bocca e mano-bocca. La Microstimolazione Intracorticale (ICMS) ha rivelato che le aree corticali contenenti neuroni responsivi allo sbadiglio esercitano un controllo diretto sui movimenti di bocca e del viso. Tuttavia, nonostante questa associazione, l’analisi cinematica ha mostrato che tale controllo va oltra parametri motori di base poiché non è stata osservata alcuna correlazione significativa tra il picco di risposta neurale e la cinematica di bocca e di testa durante lo sbadiglio. Questi risultati forniscono nuove evidenze sui meccanismi corticali che regolano lo sbadiglio nei primati non umani e suggeriscono che la sua modulazione possa essere influenzata da segnali neurali di origine corticale in risposta al contesto
Integrating genomic data and novel traits in Italian equine breeds
L'industria equina italiana si trova ad affrontare una duplice sfida: preservare la diversità genetica nelle razze autoctone e sfruttare i progressi della genomica per migliorare le razze selezionate attraverso strategie di selezione innovative. Questa ricerca ha investigato queste sfide attraverso due obiettivi principali. In primo luogo, abbiamo analizzato lo stato attuale del pool genico italiano moderno utilizzando un dataset completo di 1.308 individui appartenenti a 22 razze, genotipizzati con un pannello a media densità. Attraverso analisi di scaling multidimensionale, mescolanza genetica, flusso genico e dimensione effettiva della popolazione, abbiamo rilevato che alcune razze italiane native mantengono pool genici distinti, probabilmente a causa dell'adattamento a diversi contesti geografici. Tuttavia, è stato osservato un significativo flusso genico da razze internazionali in diverse razze italiane. Le razze a sangue freddo hanno mostrato una più forte identità genetica rispetto alle razze a sangue caldo altamente miste, mentre alcune razze hanno dimostrato una distintività basata principalmente su fattori culturali e geografici piuttosto che su una vera e propria unicità genetica.
Il secondo obiettivo si è concentrato sulla comprensione dei segni di selezione e sull'integrazione di nuovi caratteri nelle strategie di allevamento. L'analisi dei dati genomici di 180 cavalli Anglo Arabi e 1.489 cavalli provenienti da cinque razze locali ha rivelato distinti pattern di regioni di omozigosi (ROH) e consanguineità. I coefficienti di consanguineità genomica hanno indicato valori medi più elevati rispetto ai calcoli basati sul pedigree, sottolineando l'importanza dell’uso di analisi genomiche. Sono state identificate segni di selezione per caratteri come il colore del mantello, la taglia corporea, l'altezza e le prestazioni in corsa, riflettendo gli obiettivi di selezione specifici per razza.
Inoltre, abbiamo valutato il potenziale della tecnologia delle unità di misura inerziale (IMU) per l'analisi dell'andatura nei cavalli Bardigiano e Murgese. Lo studio ha rivelato variazioni nelle caratteristiche dell'andatura specifiche per razza, con la regolarità e l'elevazione al passo che mostrano la più alta ripetibilità. Sono stati confrontati tre algoritmi di machine learning per prevedere i punteggi dei giudici dalle misurazioni IMU: Support Vector Machine , Gradient Boosting Machine e K-Nearest Neighbors. Il Gradient Boosting Machine ha dimostrato prestazioni superiori, suggerendo promettenti applicazioni della tecnologia IMU nella valutazione delle prestazioni e nei programmi di allevamento equino.The Italian horse industry faces two challenges: 1) preserving genetic diversity in native breeds and 2) using genomic advances to enhance selected breeds through innovative breeding strategies. This research investigated these challenges through two main objectives. First, we analyzed the current status of the Italian horse gene pool using a comprehensive dataset of 1,308 individuals across 22 breeds genotyped with a medium density SNP-array. Through multidimensional scaling, admixture, gene flow, and effective population size analyses, we found that some native Italian breeds maintain distinct gene pools, likely due to adaptation to diverse geographical contexts. However, significant gene flow from international breeds was observed in several Italian breeds. Coldblooded breeds showed stronger genetic identity compared to highly admixed warmblood breeds, while some breeds demonstrated distinctiveness primarily based on cultural and geographical factors rather than genetic uniqueness.
The second objective focused on understanding selection signatures and integrating novel traits in breeding strategies. Analysis of genomic data from 180 Anglo Arabian horses and 1,498 horses from five local Italian breeds revealed distinct patterns of runs of homozygosity (ROH) and inbreeding. Genomic inbreeding coefficients indicated higher average values than pedigree-based calculations, emphasizing the importance of using genomic tools. Selection signatures were identified for coat color, body size, height, and racing performance, reflecting breed-specific breeding goals.
Additionally, we evaluated the potential of inertial measurement unit (IMU) technology for gait analysis in Bardigiano and Murgese horses, which are ones of the most peculiar Italian breeds. The study revealed breed-specific variations in gait traits, with walk regularity and elevation showing the highest repeatability. Three machine learning algorithms were compared for predicting judge scores from IMU measurements: Support Vector Machine, Gradient Boosting Machine, and K-Nearest Neighbors. The Gradient Boosting Machine demonstrated superior performance, suggesting promising applications for IMU technology in horse performance evaluation and breeding programs
Feelings bind insula to our actions : a fMRI study
La forma vitale, concetto che dobbiamo a Stern, rappresenterebbe una terza dimensione di ciò che viene espresso e colto attraverso l’azione. Un’azione è dotata di uno scopo e di un’intenzione finale, a cui è possibile aggiungere anche un contorno vitale, cioè il modo in cui l’azione viene espressa. La comprensione delle forme vitali, secondo Stern, avverrebbe grazie all’esistenza di un sistema mirror in grado di riflettere nelle azioni osservate lo stato interiore dell’altro, espresso attraverso l’armonizzazione di quelle che sono le caratteristiche del movimento: forza, tempo, distanza e direzione. L’ipotesi di Stern è stata indagata in una serie di studi, che progressivamente hanno gettato luce sui correlati neurali delle forme vitali. L’insula dorso-centrale sembrerebbe avere proprietà mirror specifiche per i vitality, ed è stato ipotizzato che potrebbe esercitare un’influenza modulatrice sul circuito parieto-frontale quando l’azione è espressione di un particolare stato affettivo interiore. Lo studio di fMRI qui presentato mostra che la relazione tra feeling ed azione si esprime attraverso la mediazione dell’insula centrale, che si attiva quando il soggetto esperisce un particolare stato affettivo e rimarrebbe attiva anche quando quel particolare stato interiore viene trasferito nell’azione attraverso il coinvolgimento del circuito parieto-frontale, dando forma al nostro sentire nelle azioni che compiamo.Vitality Form, a concept we owe to Stern, represents a third dimension of what is expressed and grasped through action. An action is endowed with a purpose and a final intention, to which a vital contour can also be added, that is, the way the action is expressed. Understanding Vitality Forms, according to Stern, occurs thanks to the existence of a mirror system capable of reflecting others' internal state observed in their actions, expressed through the harmonization of the characteristics of movement: force, timing, distance, and direction. Stern's hypothesis has been investigated in a series of studies, which have progressively shed light on the neural correlates of Vitality Forms. The dorso-central insula appears to have specific mirror properties for vitality, and it has been hypothesized that it could exert a modulatory influence on the parieto-frontal circuitry when the action is the expression of a particular internal affective state. The fMRI study presented here would show that the relationship between feeling and action is expressed through the mediation of the central insula, which would be activated when the subject experiences a particular affective state, and would remain active even when that particular internal state is transferred into action through the involvement of the parieto-frontal circuit, shaping our feelings in the actions we perform
The epsilon function and the coefficients of its asymptotic expansion for constant scalar curvature Kaehler metrics on noncompact manifolds
An important open problem in Kaehler geometry consists in characterizing projectively induced metrics in view of the properties of their curvatures. In the first part of this thesis we compute the third coefficient arising from the TYCZ-expansion of the epsilon function associated to a Kaehler-Einstein metric and discuss the consequences of its vanishing. In the second part of the thesis, in view of a better understanding of the geometry of scalar flat Kaehler metrics, we study two families of scalar flat Kaehler metrics constructed by A. D. Hwang and M. A. Singer on \C^n+1 and on O(−k). For the metrics in both the families, we prove the existence of an asymptotic expansion for their epsilon functions and we show that they can be approximated by a sequence of projectively induced Kaehler metrics. Further, we show that the metrics on \C^n+1 are not projectively induced, and that the Burns-Simanca metric is characterized among the scalar flat metrics on O(−k) to be the only projectively induced one as well as the only one whose second coefficient in the TYCZ-expansion of the epsilon function vanishes