Pensa MultiMedia Editore (E-Journals)
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Le Fablab comme communauté apprenante
In addition to the traditional school space that constitutes the classroom, other new spaces are emerging, disrupting the relationship to knowledge, the construc-tion of knowledge and skills, where interactions multiply, and new staging functions and support are emerging around the principles of mediation. Presentation of an immersion survey within two Fablabs in the Bordeaux region (France) as part of the research «PERSEVERONS (2016-2021)».En complément de l'espace scolaire traditionnel que constitue la salle de classe, d'autres nouveaux espaces émergent, bouleversant le rapport aux savoirs, la construction de connaissances et de compétences, où les interactions se démultiplient, et de nouvelles fonctions de mise en scène et d'accompagnement voient le jour autour des principes de médiation. Présentation d'une enquête en immersion au sein de deux Fablabs de la région de Bordeaux (France) dans le cadre de la recherche « PERSEVERONS (2016-2021) »
La nuova istruzione adulti e i percorsi di istruzione nelle carceri: realtà e prospettive
The article traces the stages of the reorganization of adult education and education paths in prisons, which took place between 2012 and 2015, in conjunction with the reorganization and revision of the treatment path in criminal execution by the prison administration and the establishment, by the teachers of education paths in prison, of the Network of Restricted Schools defined a “Direct Observatory” on the reality and the state of criminal execution that has allowed teachers to implement useful ways of intervention for a full application of Article 27 of the Constitution. The analysis of the real state of education in prisons and the guarantee of the right to study and knowledge in a state of detention, is followed by that of the incidence of the pandemic in the relationship between penitentiary and educational institution and the necessary changes that the now inevitable process of modernization of technologies and equipment requires.Nell’articolo si ripercorrono le fasi della riorganizzazione dell’istruzione degli adulti e dei percorsi di istruzione in carcere, avvenuta tra il 2012 e il 2015, in concomitanza con il percorso di riorganizzazione e revisione del percorso trattamentale nel-l’esecuzione penale da parte dell’amministrazione penitenziaria e la costituzione, da parte dei docenti dei percorsi di istruzione in carcere, della Rete delle scuole ristrette definito un “Osservatorio diretto” sulla realtà e sullo stato dell’esecuzione penale che ha permesso ai docenti di attuare modalità di intervento utili per una piena applicazione dell’articolo 27 della Costituzione. All’analisi del reale stato dell’istruzione nelle carceri e della garanzia del diritto allo studio e alla conoscenza in stato di detenzione, fa seguito quella dell’incidenza della pandemia nelle relazioni tra istituzione penitenziaria e istituzione scolastica e delle necessarie trasformazioni che l’ormai inevitabile processo di ammodernamento delle tecnologie e della strumentazione impone
The Nothing, the Negation, the Undeniable
This essay discusses the notions of nothing, negation and undeniable as presented in Emanuele Severino’s La struttura originaria. An alternative interpretation is proposed, taking into consideration how the so-called philosophical school of Padua (M. Gentile, G.R. Bacchin, E. Berti and F. Chiereghin) dealt with the same themes
POSITIVE/NEGATIVE Denial, Opposition, Contradiction
Starting from an examination of the current meaning of “positive” and “negative”, the essay focuses on the impossibility of understanding the semantics of these terms through the concept of “relationship” and shows how their meaning is the same and coincides with that of absolute negation. This allows us to expose the existing conflict between the principle of non-contradiction (the expression of which is simply that of a “sense”) and the principle of the excluded third, which, on the other hand, interprets contradiction in relational terms: as a relationship of mutual exclusion between the judgments one of which is the negation of the other. The point of view expressed by the essay is that between the two principles (and between the two ways of interpreting the “positive” and the “negative”: one in terms of “sense” and the other in relational terms) there is the same distance as between truth and doxa in Parmenides' thought. A similar perspective allows us to recognize, in the ontology of the Struttura originaria, the dependence on and the derivation from the second principle rather than from the first principle
Percezione ed autorappresentazione della paternità ed esperienze detentive: risultati di una ricerca negli istituti penitenziari della Puglia e della Emilia Romagna
L’esperienza della detenzione comporta spesso l’isolamento affettivo, relazionale, culturale, del soggetto ristretto, contribuendo a sgretolare le relazioni familiari e rendendo particolarmente difficile il mantenimento di rapporti affettivi, in un ambiente, quale quello detentivo, ca-ratterizzato da grandi restrizioni. La letteratura non ha mancato di rilevare i riflessi della esecuzione della pena sui diritti fondamentali della personalità ed, in particolare, della genitorialità. Lo stato detentivo, infatti, impedendo l’esercizio, la pratica e l’esperienza sui quali la genitorialità si fonda, porta i genitori a sperimentare costantemente un sentimento di fallimento e di inadeguatezza. Sono estremamente complesse le interrelazioni che si creano tra dinamiche familiari e fasi della esecuzione penale del soggetto. L’esecuzione della pena detentiva rappresenta, infatti, un momento altamente critico per il detenuto, ma anche per la sua famiglia. Nel nostro contributo ci siamo soffermati solo sulla figura del padre detenuto, tentando con l’aiuto di uno strumento psicodiagnostico preciso e riconosciuto dalla letteratura scientifica in tema di percezione ed autopercezione della propria genitorialità, di misurare e verificare in qualche modo, la percezione e le rappre-sentazioni che hanno di sé come padri, soggetti ristretti E’ opinione degli autori, alla luce dei risultati della ricerca effettuata in istituti penitenziari di due regioni italiane e grazie alla disponibilità degli operatori e alla sensibilità dei loro dirigenti, che l’esercizio della genitorialità e la sua tutela, nei soggetti ristretti, rappresentino un valore aggiunto nei programmi e progetti di rieducazione e trattamento dei soggetti detenuti
Il diniego nel recidivismo sessuale. Una revisione critica della letteratura
Il fenomeno della violenza sessuale affligge in particolar modo la società occidentale. La condanna sociale nei confronti di essa è maggiore quando la risposta dell’autore di reato è accompagnata dal diniego. L’ipotesi esaminata nei tribunali ed in letteratura è che il diniego inasprisca il rischio di recidivismo e che eradicarlo possa promuovere l’assunzione di responsabilità. L’articolo assume che (a) il diniego non sia direttamente associato al recidivismo sessuale; (b) il diniego possa avere un ruolo significativo se considerato come bersaglio del trattamento. Questa rassegna critica della letteratura mostra come il diniego non sia di per sé un bisogno criminogenico e come il suo impatto sul recidivismo sia dubbio, se non quasi irrilevante, almeno in alcuni autori di reati sessuali. Interventi mirati a valutare piuttosto che ad escludere dal trattamento coloro che manifestano diversi livelli di diniego possono rivelarsi maggiormente efficaci, poiché possono fornire conoscenze sulla responsività degli autori di reato, sul come e quando essi siano più inclini a giustificare il proprio comportamento per sottrarsi alla responsabilità, oppure a mostrare quando siano pronti ad affrontare la propria devianza sessuale o quando, invece, stiano prendendo in considerazione la possibilità di chiedere aiuto, oppure, anche se improbabile ma non impossibile, quando il loro diniego sia piuttosto frutto dell’innocenza. 
Indicatori dell'alienazione genitoriale nel Test di Rorschach
Questo lavoro rappresenta un contributo teorico rivolto a chi applica il Rorschach all’interno delle consulenze tecniche nei casi di affidamento di minori. L’intento è quello di suggerire alcuni indicatori al test di Rorschach in grado di identificare specifiche dinamiche familiari riconducibili alla tanto dibattuta “Sindrome di Alienazione Genitoriale” (PAS). Il metodo di interpretazione seguito è quello Scuola Romana Rorschach, tra i più diffusi ed apprezzati nei tribunali italiani. Dopo aver analizzato l’evoluzione del concetto di Alienazione Genitoriale ed in particolare quanto emerso da studi recenti circa i tratti di personalità caratteristici degli attori coinvolti in tali dinamiche, gli autori identificano e sintetizzano in tabelle analitiche specifici indicatori Rorschach associabili ai tratti in questione. Queste tabelle offrono in primo luogo elementi interpretativi ai consulenti a supporto del processo di valutazione in un potenziale contesto di alienazione. Rappresentano inoltre una proposta metodologica per future ricerche multicentriche mirate a validare gli indicatori qui proposti come rappresentativi delle dinamiche della PAS
Esplorazione socio-criminologica del fenomeno ISIS in Europa: un'analisi geodetica tramite Quantum Geographical Information System (QGIS)
Il sedicente stato islamico (ISIS) è un gruppo terroristico di matrice Islamico-Sunnita che negli ultimi anni ha severamente colpito alcuni dei maggiori paesi europei. Pertanto, il presente lavoro ha voluto esplorare secondo una prospettiva socio-cri-minologica la sua presenza in Europa avvalendosi del programma di mappatura QGIS. L’analisi è stata svolta su due livelli: quello geografico, in cui viene messa in luce una concentrazione di attacchi terroristici nei maggiori paesi europei (special-mente in quelli con l’età media dei terroristi più bassa) e quello demografico, prendendo in esame i terroristi responsabili degli attentati e analizzandone la provenienza geografica . Viene evidenziato che una buona parte di essi è un’immigrato di seconda generazione con un età media di 26 anni e questi dati sembrano pertanto costituire un punto di contatto con la let-teratura esistente
Digital Storytelling. Apprendere dall’esperienza per costruire identità professionali narrative
Il lavoro descrive uno studio esplorativo condotto con 138 studenti/esse del Corso di Laurea in Scienze dell'Educazione e della Formazione presso l’Università degli Studi di Siena, a partire da alcune riflessioni sull’uso di metodologie didattiche basate sull’immagine. Nello specifico, analizza i temi emergenti, i risultati di apprendimento e l’acquisizione di competenze professionali che la sperimentazione della metodologia del digital storytelling ha elicitato con studenti/esse universitari. Gli interrogativi di ricerca sono stati come è possibile sostenere lo sviluppo di pensiero creativo e critico-riflessivo stimolando studenti/esse all’uso di artefatti iconici e quali metodi image-based è promettente adottare nella didattica universitaria. Abbiamo adottato un’analisi del contenuto tematico dei digital storytelling, che ha evidenziato che il metodo risulta particolarmente efficace nella sua funzione di scaffolding per la costruzione narrativa dell’identità professionale
L’agire educativo nei contesti informali di apprendimento al tempo del Covid-19: il caso della comunità murid
Islamic religious communities are little known by the society that welcomes immigrants, and their role and potential are ignored. In order to discover the educational and orientational aspects of the Islamic sufi com- munities, a case study was carried out in the Senegalese community of the murid using a qualitative research approach. This contribution presents the first results obtained from carrying out in-depth interviews with the managers of three community offices, through which it was possible to explore the community knowledge that made it possible to face and manage the consequences of the Covid-19 health emergency. Data collected shows the educating role of the community that practices a model of inclusion based on collaboration and mutual respect in safeguarding their respective identities.Le comunità religiose islamiche sono poco conosciute dalla società che accoglie gli immigrati e se ne ignorano il ruolo e le potenzialità. Al fine di conoscere gli aspetti educativi e orientativi delle comunità sufi islamiche, si è realizzato uno studio di caso nella comunità senegalese dei murid, utilizzando un approccio di ricerca di tipo qualitativo. Questo contributo presenta i primi risultati ottenuti dalla realizzazione delle interviste in profondità con i responsabili di tre sedi della comunità, attraverso le quali è stato possibile approfondire i saperi comunitari che hanno permesso di affrontare e gestire le conseguenze dell’emergenza sanitaria da Covid 19. Dai dati raccolti emerge il ruolo educante della comunità che pratica un modello di inclusione che si basa sulla collaborazione e sul rispetto reciproco, nella salvaguardia delle rispettive identità