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    Scuola e Dis-Abilità: Quale profilo e standard professionali del docente inclusivo nella scuola Post Pandemica?

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    In this contribution, the Author attempts to analyze some of the profound changes that have marked the profile and professional standards of the in-clusive teacher in the light of the transformations induced by the Covid-19 pandemic crisis, which has called for a substantial renewal of teaching and processes. inclusive and planning. Along this direction, the need for a paradigmatic, structural and practical change will emerge that really opens the school to the inclusive perspective and makes it become everyone’s and not just someone’s, including in this perspective of change also and «above all» the training of inclusive teachers.In questo contributo, l’Autrice tenta di analizzare alcuni dei profondi mutamenti che hanno contrassegnato il profilo e gli standard professionali del docente inclusivo alla luce delle trasformazioni indotte dalla crisi pandemica da Covid-19, che ha richiamato un rinnovamento sostanziale della didattica e dei processi inclusivi e progettuali. Lungo questa direzione, emergerà la necessità di un cambiamento paradigmatico, strutturale e pratico che apra realmente la scuola alla prospettiva inclusiva e la faccia diventare di tutti e non solo di qualcuno, includendo, inoltre, in questa prospettiva di cambiamento anche e “soprattutto” la formazione dei docenti inclusivi

    I principi della permacultura come sistema di progettazione didattica

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    Nowadays, focus is laid on environmental health and climate changes as social justice issues. Permaculture can be considered a systems-based approach to problem-solving, based on cycles, processes, and principles observed in nature. According to Permaculture principles, a garden or landscape, planting, sowing, growing, and the design of the landscape are practiced in ways that mimic processes in nature and reflect an understanding of water flow, wind patterns, earth and soil composition, beneficial plants and insects, zones of growth and many other elements. In the last few years, permaculture principles have been extended from garden and landscapes to the realm of “social permaculture”. Didactic gardens act as rich sustainable learning sites due to their ecological and socio-cultural advantages and provide students a practical way to commit themselves in interconnected issues and join in complex problem-solving. Permaculture Design Approach, therefore, is a way to recreate nature’s principles in our own lives, interactions, and educational and social contexts. This article seeks to outline “permaculture” as the possible contribution within the definition of a new dimension of teaching and educational design, able to successfully embrace the most emerging issues led to sustainability. Oggi viviamo un rinnovato interesse sulla salute ambientale e sui cambiamenti climatici come questioni di giustizia sociale. La permacultura può essere considerata un approccio sistemico alla risoluzione dei problemi basato su cicli, processi e principi osservati in natura. Secondo i principi della permacultura in un giardino o paesaggio, piantare, seminare, coltivare e progettare il paesaggio sono praticati in modo da imitare i processi della natura e riflettono una comprensione del flusso d’acqua, dei modelli del vento, della composizione della terra e del suolo, piante e i benefici degli insetti, zone di crescita e molti altri elementi. Negli ultimi anni, i principi della permacultura sono si stanno estendendo dai giardini e dai paesaggi all’ambito della «permacultura sociale». I giardini didattici fungono da ricchi siti di apprendimento della sostenibilità grazie ai loro vantaggi ecologici e socioculturali e forniscono agli studenti un modo pratico per impegnarsi in questioni interconnesse e iniziare a partecipare alla risoluzione di problemi complessi. L’approccio alla progettazione riferita alla permacultura può essere, dunque, un modo per ricreare i principi della natura nelle nostre vite, nelle interazioni nei contesti educativi e sociali. Nel presente lavoro si intende delineare il possibile contributo che la permacultura può fornire nella definizione di una nuova dimensione della progettazione didattica ed educativa in grado di accogliere in modo più efficace le istanze sempre più emergenti dettate dalla sostenibilità

    Quando l’apprendimento si fa green: spazi aperti di educazione ed inclusione sociale

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    The current generation of young people is experiencing an «orphan» adolescence of nature. Young people report spending less and less time outdoors, due to a lack of time and space dedicated to recreational school activities and the inability of parents to engage in moments of leisure to be enjoyed together in the open air. These circumstances actually indicate a reduced recognition of the educational value attributed to experiences lived in nature by adults, with important repercussions on the structuring of beliefs and perceptions relating to the relationship with the natural environment. The combination of this inattention to environmental problems and how significant it can be to learn from nature exposes the youngest to a socalled «environmental deficit». The main objective of this study is, therefore, to evaluate the effectiveness of educational programs focused on the enhancement of educational-didactic approaches that exploit the learning of doing, on the level of children’s connectedness to nature and how it is possible to hypothesize changes in dysfunctional behavioral repertoires with reference to environmental conservation.L’attuale generazione di giovani vive un’adolescenza “orfana” della natura. I giovani riferiscono di trascorrere sempre meno tempo all’aperto, per mancanza di tempo e spazi dedicati ad attività scolastiche ricreative e per l’impossibilità da parte dei genitori di impegnarsi in momenti di svago da vivere insieme all’aria aperta. Queste circostanze indicano di fatto un ridotto riconoscimento del valore educativo attribuito alle esperienze vissute in natura da parte degli adulti, con importanti ricadute sulla strutturazione di convinzioni e percezioni relative al rapporto con l’ambiente naturale. La combinazione di tale disattenzione ai problemi dell’ambiente e a quanto possa essere significativo apprendere dalla natura, espone i più giovani a un cosiddetto “deficit ambientale”. L’obiettivo principale di questo studio è, pertanto, valutare l’efficacia di programmi educativi incentrati sulla valorizzazione di approcci educativo-didattici che sfruttano l’apprendimento del fare, sul livello di connessione con la natura percepito dai più giovani e come da questo sia possibile ipotizzare cambiamenti in repertori di comportamento disfunzionali in riferimento alla salvaguardia dell’ambiente

    La didattica a distanza oggi e domani: L’impatto e le prospettive in Basilicata a confronto con il resto della penisola

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    Starting from an analysis of the data resulting from the national SIRD survey on «distance teaching methods adopted in Italian schools in the period of the Covid-19 emergency», through the comparison between the national ones and those concerning the Basilicata region, as well as referring to other surveys, both quantitative and qualitative, conducted in the latter area, the authors develop reflections on some fundamental issues emerged from these researches. They also provide prospective suggestions about possible interventions and institutional strategies that could be really effective in governing change and guaranteeing the highest quality and fairness to an educational offer based on a well balanced methodological integration between face-to-face and distance teaching/learning.Muovendo da un’analisi dei dati scaturiti dall’indagine nazionale SIRD sulle “modalità di didattica a distanza adottate nelle scuole italiane nel periodo di emergenza Covid-19”, attraverso il confronto fra quelli nazionali e quelli ri-guardanti la regione Basilicata, nonché facendo riferimento ad altre indagini, sia quantitative sia qualitative, condotte su quest’ultimo territorio, gli autori sviluppano riflessioni su alcune fondamentali questioni emerse da queste ricerche, fornendo, altresì, suggestioni prospettiche su possibili interventi e strategie istituzionali efficaci a governare il cambiamento e a garantire la massima qualità ed equità ad un’offerta formativa basata su un’integrazione me-todologica efficacemente equilibrata fra didattica in presenza e a distanza

    Verso la trasformazione delle teorie della giustizia sociale in educazione: La voce degli studenti delle scuole popolari della seconda opportunità

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    The paper starts from the critique of the concept of sustainable development, moving towards a perspective of social eco-development in line with the democratic demands and Bronfenbrenner’s theory of the ecology of human development. The cornerstone of this transformative perspective is an idea of regenerated social justice, which refers to the model of Nussbaum’s capability approach to embrace a theoretical framework of Social Justice Education based on the theories and practice of Cochran-Smith. Starting from the concept of recognition and inspired by both a pedagogical and a political approach, a qualitative research was undertaken according to a participatory paradigm guided by the idea of giving voice to the most marginalized social groups. Therefore, this research (which is part of a larger project that covered the entire s.y. 2020/2021) has adopted the Student Voice approach, to listen to the voice of students in conditions of educational risk or school drop-out in the context of second chance popular schools, regarding their representations on education and teaching-and-learning, their experiences and the meanings they attribute to school. Between June and July 2021, at the “Antonia Vita” Popular School in Monza, 8 semi-structured interviews were conducted with students aged between 14 and 17 years old, transcribed literally and then analyzed with the software ATLAS.ti, according to the methodology of socio-constructivist Grounded Theory. In the concluding part, the paper then analyzes and discusses the emerging categories and their codes, which induce a reflection on the pedagogical model of the Italian public education system.Il contributo parte dalla critica al concetto di sustainable development, orientandosi verso una prospettiva di eco-sviluppo sociale in linea con le istanze democratiche e la teoria dell’ecologia dello sviluppo umano di Bronfenbrenner. Il perno di questa prospettiva trasformativa è un’idea di giustizia sociale rigenerata, che si richiama al modello del capability approach di Nussbaum per abbracciare un framework teorico di Social Justice Education basato sulle teorie e la pratica di Cochran-Smith. A partire dal concetto di recognition e ispirandosi a un approccio sia pedagogico sia politico, è stata intrapresa una ricerca qualitativa secondo un paradigma partecipativo guidato dall’idea di dare voce ai gruppi sociali più emarginati. Tale ricerca (che è parte di un progetto più ampio che ha interessato l’intero a.s. 2020/2021) ha dunque adottato l’approccio Student Voice, per ascoltare la voce di studenti in condizione di rischio educativo o dispersione scolastica nel contesto delle scuole popolari della seconda opportunità, in relazione alle loro rappresentazioni su educazione e didattica, ai loro vissuti e ai significati da loro attribuiti alla scuola. Sono state condotte fra giugno e luglio 2021, presso la Scuola Popolare “Antonia Vita” di Monza, 8 interviste semi-strutturate a studenti fra i 14 e i 17 anni d’età, trascritte verbatim e poi analizzate con il software ATLAS.ti, secondo la metodologia della Grounded Theory socio-costruttivista. Nella parte conclusiva del contributo, vengono quindi analizzate e discusse le categorie emergenti e i loro codici, che inducono una riflessione sul modello pedagogico del sistema di istruzione pubblico italiano

    L’inclusione degli studenti con learning disabilities all’università: Un’indagine esplorativa all’interno della Flinders University

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    This paper aims to address a current issue for Special Pedagogy: the educational inclusion of students with learning disabilities in academic settings. Specifically, what is presented in these pages represents part of a broader investigation activity carried out by the writer during the three-year Ph.D. program. In 2019, it has been possible to extend the data collection within Flinders University in Adelaide (South Australia) thanks to the support of «Erasmus+ study 2018/19» funds. The Australian experience represents, in fact, the subject of this article, which will present the case study carried out in the university of Adelaide. Following a description of the context and a summary of the recent history regarding the inclusion of people with learning disabilities in the world of education, we will report the data collected with some considerations «in progress» on what emerged. The survey, that has a qualitative matrix, wants to give voice to the perspective of the respondents (students and disability advisors), taking it (potentially) as a possible incipit for the start of further investigation regarding the inclusion of the target considered here.Il presente contributo mira ad affrontare una questione attuale per la Pedagogia Speciale: l’inclusione didattica degli studenti con Disturbo Specifico dell’Apprendimento in ambito accademico. Nello specifico, quanto presentato in queste pagine rappresenta parte di una più ampia attività d’indagine svolto dallo scrivente durante il triennio di dottorato. Nel 2019, è stato possibile estendere la raccolta dei dati all’interno della Flinders University di Adelaide (South Australia) grazie al sostegno dei fondi “Erasmus+ studio 2018/19”. L’esperienza australiana rappresenta, infatti, l’oggetto di questo articolo, che darà spazio alla presentazione dello studio di caso effettuato nell’ateneo di Adelaide. A seguito di una descrizione del contesto e e la sintesi della recente storia riguardante l’inclusione delle persone con learning disabilities nel mondo dell’istruzione, si riporteranno i dati raccolti con alcune considerazioni “in progress” su quanto emerso. L’indagine, di matrice qualitativa, vuole dare voce alla prospettiva dei rispondenti (studenti e disability advisor), assumendola (potenzialmente) come possibile incipit per l’avvio di ulteriori approfondimenti riguardanti l’inclusione del target qui considerato

    Musica: da "non linguaggio" comune a linguaggio "non comune"

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    “Starting from the known of the other”: this is an indication that those who work in the world of communication (and education) know. Music is not a language, but it has some properties, one of all, and the most evident, is that practically almost all of the human species makes “use” of it. However, due to the ability not to say, but to suggest, move, excite, it can be said to have “uncommon” qualities, superior to language itself. Like the language, each place in the world hosts different music, not only in the sense of “not equal”, but structurally different, as an “alphabet”. Today’s world – in schools, this aspect can be grasped – is a world where students of all ethnicities, creeds and cultures converge. How to start from the known of the other, to really communicate, that is, to understand each other, building a common ground of encounter not “by subtraction”, but by adding contents, to grasp and exploit – making it intelligible – the contemporary complexity? Music can be a way.“Partire dal conosciuto dell’altro”: questa è un’indicazione, che chi opera nel mondo della comunicazione (e dell’educazione) conosce. La musica non è un linguaggio, ma ne ha alcune proprietà, una tra tutte è che la quasi totalità della specie umana ne fa “uso”. Tuttavia, per la capacità non di dire, ma di suggerire, muovere, emozionare, si può dire abbia qualità “non comuni”, superiori al linguaggio stesso. Come la lingua, ciascun luogo del mondo ospita musiche diverse, non solo nel senso di “non uguali”, ma diverse strutturalmente, come “alfabeto”. Il mondo di oggi – all’interno delle scuole si coglie questo aspetto – è un mondo dove convergono studenti di ogni etnia, credo e cultura. Come partire dal conosciuto dell’altro per comunicare davvero, cioè per capirsi, costruendo un terreno comune di incontro non “per sottrazione”, ma aggiungendo contenuti, così da cogliere e mettere a frutto – rendendo intelligibile – la contemporanea complessità? La musica può essere una via

    Docenti e formazione: Per un’implementazione sostenibile del digitale

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    The profound transformations of society and the challenges to be faced at a European and global level require special attention to the development of human, cultural and social capital, which represents the set of fundamental factors for sustaining and accelerating growth. According to Ceruti, the factors generating profound transformations are globalization and the explosion of new information technologies. In this context, the task of the education system becomes even more complex precisely because of the proliferation of information and knowledge as well as learning contexts and opportunities. The school’s task becomes that of fostering the growth of active and responsible citizens capable of unifying the fragmentation of information and knowledge, of filtering and connecting multiple experiences that are very diverse and heterogeneous. Schools must encourage students to contextualize knowledge; globalization, Industry 4.0 and technologies invite us to rethink the concept of education. In particular, the training of school personnel throughout their professional life becomes a decisive factor in redefining and recontextualizing the educational and teaching proposals that must respond to two different and complementary needs at the same time: «teaching to be» and «teaching to learn».Le profonde trasformazioni della società e le sfide da affrontare a livello europeo e globale impongono una particolare attenzione allo sviluppo del capitale umano, culturale e sociale che rappresenta l’insieme dei fattori fondamentali per sostenere e accelerare la crescita. Secondo Ceruti (2017) i fattori che generano profonde trasformazioni sono la globalizzazione e l’esplosione delle nuove tecnologie dell’informazione. In questo contesto, il compito del sistema di istruzione diventa ancora più complesso proprio a causa della proliferazione sia di informazioni e saperi sia di contesti e opportunità di apprendimento. Il compito della scuola diventa quello di favorire la crescita di cittadini attivi e responsabili capaci di unificare la frammentazione delle informazioni e dei saperi, di filtrare e connettere molteplici esperienze assai diversificate ed eterogenee. La scuola deve sollecitare gli studenti a contestualizzare le conoscenze; la globalizzazione, l’industria 4.0 e le tecnologie ci invitano ad un ripensamento del concetto di formazione. In particolare, la formazione del personale scolastico durante tutto l’arco della vita professionale diventa un fattore decisivo per ridefinire e ricontestualizzare le proposte educative e didattiche che devono rispondere a due esigenze differenti e complementari allo stesso tempo: “insegnare ad essere” ed “insegnare ad apprendere”

    Pedagogia della cura tra sostenibilità e giustizia sociale

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    Social justice comes also from care. The pedagogical lens gives us the opportunity to reflect on the deep meaning of care as: negotiation of needs (Lopez, 2017); development of the potential of others; gratuitousness and respect (Mortari, 2017). To this effect, the reflection on care extends from the subject as propagator of care, to the subject as recipient of care. In a particular way, we believe that it is possible to contribute to social justice through values supporting and protecting the environment, involving men and women, through forms of recognition and enhancement of talents, including all age groups (even the elderly, of course) and, last but not least, through the most advanced forms of technology and artificial intelligence.La giustizia sociale deriva anche dalla cura che ognuno di noi condivide con gli altri. La lente pedagogica ci permette di riflettere sul significato profondo della cura come: negoziazione dei bisogni (Lopez, 2017); sviluppo delle potenzialità dell’altro; gratuità e rispetto verso l’altro (Mortari, 2017). In questo senso, la riflessione sulla cura si estende dal soggetto come propagatore di cura, al soggetto come destinatario di cure. In modo particolare, riteniamo che sia possibile contribuire alla giustizia sociale grazie a dei valori che supportino la tutela dell’ambiente, coinvolgendo uomini e donne, attraverso forme di riconoscimento e valorizzazione delle potenzialità e dei talenti di ciascuno, includendo tutte le fasce d’età (anche gli anziani), mediante le più avanzate forme di tecnologia e intelligenza artificiale

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