Università del Salento: ESE - Salento University Publishing
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    Intelligenza Artificiale e Service Learning: sinergie e prospettive nel contesto educativo nazionale ed internazionale

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    Riassunto: L’intelligenza artificiale sta ridefinendo le modalità dell’insegnamento e dell’apprendimento mentre, il service learning, si conferma sempre di più come una metodologia capace di coniugare conoscenza accademica e impegno civico.  Questo articolo analizza le intersezioni tra IA e SL nel contesto europeo e internazionale, esplorando come l’IA possa potenziare le esperienze di apprendimento-servizio e, viceversa, come il SL possa offrire un terreno formativo ed etico per l’uso consapevole delle tecnologie intelligenti. Si discutono applicazioni, sfide e prospettive di ricerca, con particolare attenzione alla promozione della cittadinanza digitale, dell’etica tecnologica e della sostenibilità, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Agenda 2030). Parole chiave: intelligenza artificiale, service learning, innovazione pedagogica.  Abstract: Artificial intelligence is redefining the ways of teaching and learning while, service learning, is increasingly confirmed as a methodology capable of combining academic knowledge and civic commitment.  This paper analyzes the intersections between AI and SL in the European and international context, exploring how AI can enhance service-learning experiences and, conversely, how SL can offer a formative and ethical ground for the conscious use of intelligent technologies. Applications, challenges and research perspectives are discussed, with a focus on promoting digital citizenship, technological ethics and sustainability, in line with the Sustainable Development Goals (Agenda 2030). Keywords: artificial intelligence, service learning, pedagogical innovation

    Sinestesia, parametro essenziale del gesto educativo e del discorso pedagogico

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    Riassunto: Dall’inferno di Gaza, una lezione esemplare / Relazione, integrazione, trasformazione / Sinestesia in area pedagogica / La cultura del fare e il rischio della frammentazione. Parole chiave: Sinestesia, Coimplicanza, Educazione armoniosa, Territorio, Corrispondenze, Paideia, Deep learning, Poé-Cité, Desiderio Abstract: From the hell of Gaza, an exemplary lesson / Relationship, integration, transformation / Synesthesia in pedagogy / The culture of doing and the risk of fragmentation. Keywords: Narrative identity; autobiographical writing; digital storytelling

    Abortion Laws in Democracies: Revisiting the Political Development Aspect of Modernization

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    It is assumed that civil liberties are well-established in democratic societies. Women’s bodily rights are among these liberties, as feminist scholars argue that a woman’s right to decide about her own body is a fundamental human right. However, we still observe a wide range of variations in abortion laws in democratic countries that warrant serious inquiry. Since 1994, with the exceptions of the US and Poland’s regression in abortion laws, democratic countries have generally opted to liberalize their abortion laws (Center for Reproductive Rights, 2024). Despite a consensus on ensuring access to safe and legal abortions, the extent of liberalization and the grounds on which abortion is permitted vary widely. The main aim of this study is to identify the political determinants of abortion legislation in democratic countries by employing the analytical framework of modernization as a shared point of experience. This study includes a statistical analysis of 63 countries listed as "free" in the Freedom in the World Report 2024, aiming to contribute to the literature by providing a large-N comparative analysis of democratic societies. The findings suggest that abortion laws in democratic societies are shaped by religious organizations’ power over policy-makers, as well as the EU as a supranational legislative power, and the quality of democracy

    La esencia popular en la obra de Lorca. Recuerdos y juegos de infancia

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    Oltre le aree interne italiane: un'analisi multidimensionale dello spopolamento dei comuni siciliani

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    I processi di spopolamento delle aree interne italiane, alimentati da dinamiche migratorie verso i centri urbani e da difficoltà socioeconomiche locali, richiedono strumenti analitici in grado di cogliere la complessità territoriale. La Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), pur fondamentale, si basa unicamente sulla distanza spaziale dai servizi essenziali e trascura dimensioni demografiche e socio-ambientali cruciali. Per superare tali limitazioni, il presente studio adotta un approccio data-driven che integra il concetto di demografia potenziale - misurata come variazione percentuale degli Anni Potenziali di Vita in età lavorativa - con indicatori di fragilità comunale. Applicando modelli di regressione a miscele finite si identificano due profili latenti di comuni siciliani: uno caratterizzato da un declino demografico marcato e da forti pressioni antropiche; l'altro, più omogeneo, con calo attenuato e condizioni socio-ambientali relativamente più favorevoli. L'analisi conferma l'esistenza di un netto gradiente spaziale nelle probabilità di appartenenza ai due cluster, ma dimostra come il metodo applicato sia in grado di offrire una segmentazione multidimensionale per politiche territoriali mirate ed efficaci

    La Strategia Nazionale per le Aree Interne. Il caso del Calatino in Provincia di Catania

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    L'analisi condotta sull'area interna del Calatino mette in luce le persistenti criticità demografiche, con fenomeni di spopolamento che permangono nonostante le politiche promosse dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) e l'enfasi posta sui valori storico-culturali del territorio. Sebbene i documenti istituzionali ne sottolineino la rilevanza come "terra ricca di risorse naturali, d'arte, di cultura e di antiche tradizioni", la realtà registra risultati inferiori alle aspettative, soprattutto nella programmazione di azioni concrete per lo sviluppo locale. Nonostante queste difficoltà, il Calatino custodisce un patrimonio materiale e immateriale di grande valore, che include sia le eccellenze artistiche come le ceramiche tipiche, sia le testimonianze letterarie legate alle opere di Giovanni Verga, con Vizzini e i centri limitrofi come scenari privilegiati. Merita menzione anche l'Ecomuseo Valle del Loddiero, esperienza virtuosa che dimostra come la gestione creativa e integrata dell'ambiente possa generare nuove prospettive di crescita. La valorizzazione di tali risorse richiede un coinvolgimento attivo degli attori locali, chiamati ad agire con spirito di iniziativa e capacità di costruire reti e relazioni con i potenziali fruitori dei servizi culturali e ambientali. Solo una strategia condivisa e basata sulla cooperazione tra pubblico e privato potrà trasformare il patrimonio dell'area in autentico volano di sviluppo sostenibile. Dalla forte identità locale e dal ricco heritage culturale possono scaturire opportunità di crescita che contribuiranno al rilancio socioeconomico dell'intero territorio

    Marginalità, ruralità e dinamiche post metropolitane. Ragusa e il modello di sviluppo "rurbano"

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    L'articolo costituisce un tentativo di lettura critica dello stereotipo di "marginalità" come sinonimo di arretratezza. Da più parti, infatti viene sostenuto che i territori della Sicilia Sud-orientale sono tra i più marginali territori siciliani (Nobile, 1990, Schillirò, 2012). Al contrario, alcuni dati confermano come tale contesto sia tra i più dinamici dell'Italia del Sud (v. Asso, Trigilia, 2010). Dalla nostra prospettiva, la "vitalità" di un territorio può essere ascritta a fattori (tra cui le dinamiche immigratorie sull'andamento demografico del territorio, così come, la vitalità del tessuto economico e i fenomeni insediativi, da cui deriva un elevato consumo di suolo soprattutto in zone costiere) che sfuggono alle classificazioni territoriali che hanno caratterizzato alcune aree di policy e alla tradizionale dicotomia campagna-città su cui la letteratura scientifica si è spesso concentrata. Secondo questa prospettiva ad esempio Ragusa sembra sfuggire alle classificazioni convenzionali. La peculiarità del caso ragusano ha indotto alcuni autori a rilevare un fenomeno di post metropolizzazione (tra gli altri, Lo Piccolo, et al., 2017). Il nostro contributo è quello di andare oltre le convenzionali classificazioni del sottosviluppo. Prendendo spunto dal particolare contesto ragusano, abbiamo provato a delineare la dimensione della "rurbanità", intesa come la relazione di interdipendenza tra dimensione urbana e dimensione rurale dello sviluppo territoriale (v., Vinci, 2015)

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    La consistenza territoriale del Principato Angioino di Taranto durante la Signorie di Filippo I d'Angiò. Spunti di riflessione dal lascito di Andreas Kiesewetter

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    ItIl saggio affronta il tema della formazione e dell'estensione del principato di Taranto durante la signoria di Filippo, quartogenito del sovrano Carlo II. Attraverso l'analisi della silloge di documenti conservata nel lascito di Andreas Kiesewetter, e pubblicata in questo volume, si riflette sulle trasformazioni della prima fase del dominio feudale, dall'investitura di Filippo a principe di Taranto, avvenuta nel 1294, fino alla spartizione del dominio tra i suoi eredi.EnThe essay addresses the formation and extension of the principality of Taranto during the rule of Philip, fourth son of the ruler Charles II. The present volume contains the results of an analysis of the documents preserved in Andreas Kiesewetter's bequest. These documents are published here for the first time. The analysis reflects on the transformations of the first phase of feudal rule, from Philip's investiture as prince of Taranto in 1294 to the partitioning of the domain among his heirs

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