Università del Salento: ESE - Salento University Publishing
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Una sepoltura in vaso dell'Età del Bronzo Finale di Roca Vecchia (Melendugno, LE)
EnIn this article we examine some of the evidence related to the Recent Bronze Age occupation of the site of Roca Vecchia (SAS IX) that can be linked to rituals involving the whole community. Contextual data suggests that such rituals involved sacrifices and feasting practices possibly connected to foundation (or re-foundation) rites connected to important changes in the settlement. The discovering of a burial in pot of a perinatal individual placed on the floor of a large building (the so-called "capanna tempio") shade light to a complex funerary which seem to include various stages.ItIn questo articolo analizziamo parte dell'evidenza relativa all'occupazione dell'Età del Bronzo Finale del sito di Roca Vecchia (SAS IX) che può essere messa in relazione con rituali e banchetti possibilmente connessi a riti di fondazione (o rifondazione) connessi con importanti cambiamenti nell'insediamento. La scoperta della sepoltura in vaso di un soggetto perinatale sul pavimento di un grande edificio (la cosiddetta capanna-tempio) getta luce su un rituale funerario complesso che sembra prevedere diversi stadi
Archeologia subacquea nella Puglia meridionale: un ventennio di ricerche dell'Università del Salento
EnThe maritime façades of the Salento, both Adriatic and Ionian, have witnessed an intense and systematic research activity by the University of Salento in recent decades, thanks to 'amphibious' projects conducted with the holistic, contextual, diachronic and transdisciplinary approach of landscape archaeology. The study of the forms and modes of ancient coastal peopling is closely linked, of course, to the evolution of these landscapes, and highlights the value of the submerged assets (remains of settlements, harbours, landings, wrecks, particularly stranded ones, and isolated finds) as geomorphological markers. In addition, the coastal stretches and the underwater contexts also offer new insights and new interpretative models for reconstructing the 'sea routes' and the short-medium and long-range commercial circuits involving the Salento.ItLe façades maritimes del Salento, adriatica e ionica, hanno visto negli ultimi decenni un'intensa e sistematica attività di ricerca dell'Università del Salento, grazie a progetti "anfibi" condotti con l'approccio olistico, contestuale, diacronico e trans-disciplinare dell'archeologia dei paesaggi. Lo studio delle forme e dei modi del popolamento costiero antico è intimamente connesso, com'è ovvio, all'evoluzione di questi paesaggi, e mette in rilievo la valenza di markers geomorfologici dei beni sommersi (resti di insediamenti, porti, approdi, relitti, in particolare spiaggiati, e rinvenimenti isolati). Inoltre, i tratti di costa e i giacimenti oggetto dei vari studi offrono nuovi spunti e nuovi modelli interpretativi anche per la ricostruzione delle "vie del mare" e dei circuiti commerciali - a breve, medio e lungo raggio - che coinvolgono il Salento
Siti preistorici e protostorici del territorio di Grottaminarda (AV): documentazione e inquadramento topografico
EnThe sector of the Irpinia territory bordered to the north and east by the Úfita River, corresponding to the Municipality of Grottaminarda (AV), is rich in archaeological evidence dating from Prehistory to the Middle Age. This contribution focuses on the prehistoric and protohistoric sites identified during systematic archaeological surveys. Some of them were unknown, while other sites were only documented in 1980 by the collecting of materials now preserved in the Antiquarium "Filippo Buonopane" of Grottaminarda. The contextualization of these settlements, also through the use of historical and recent aerial photographs, and their reading in relation to the evidence known in the surrounding territory make it possible to enrich the knowledge of the population in this sector of the eastern Irpinia during the prehistoric and protohistoric times.ItIl settore del territorio irpino delimitato a N e ad E dal fiume Úfita, corrispondente al Comune di Grottaminarda (AV), è ricco di testimonianze archeologiche databili dalla Preistoria al Medioevo. Il presente contributo si concentra sui siti preistorici e protostorici individuati nel corso di indagini archeologiche sistematiche. Alcuni di essi erano sconosciuti, mentre altri siti furono documentati solo nel 1980 dalla raccolta di materiali sporadici oggi conservati nell'Antiquarium "Filippo Buonopane" di Grottaminarda. La contestualizzazione di tali insediamenti, anche attraverso l'utilizzo di fotografie aeree storiche e recenti e la loro lettura in relazione alle testimonianze conosciute nel territorio circostante, consente di arricchire la conoscenza del popolamento di questo settore dell'Irpinia orientale per l'epoca preistorica e protostorica
Un vaso plastico da Torre Santa Sabina (Brindisi) e la possibilità di commercializzazione di acqua lustrale, acqua santa, acqua floreale (idrolati) ed altri liquidi non oleosi
EnThe "rediscover" of Plastic vase (Magenta ware) from the wreck TSS4 of Torre Santa Sabina, stoared at the Museum F. Ribezzo in Brindisi, broadens the frame work of knowledge about the original function and the circulation of such objects within the Salento Peninsula in the Late Hellenistic Age. Hypothesis of this work is that they were used as containers for particular liquids distributed not in large amounts but, due to their own dimensions, in small quantities. Therfore beside the most supported theories, such as the containing of fine wine, potions and ointments, it is suggested that these vessels carried aqueous solutions and holy waters used for public and private ceremonies in the practice of rites and cults Egyptianizing or originating in the Eastern-Aegean Mediterranean and generically defined Alexandrian.ItLa "riscoperta" del vaso Plastico (Magenta ware) proveniente dal relitto TSS4 di Torre Santa Sabina, conservato presso il Museo F. Ribezzo di Brindisi, amplia il quadro delle conoscenze sulla funzione originaria e sulla circolazione di tali oggetti all'interno della Penisola Salentina nella tarda età ellenistica. L'ipotesi di questo lavoro è che fossero utilizzati come contenitori per particolari liquidi distribuiti non in grandi quantità ma, a causa delle loro stesse dimensioni, in piccole quantità. Pertanto accanto alle teorie più accreditate, come quella del contenimento di vino pregiato, pozioni e unguenti, si ipotizza che questi vasi contenessero soluzioni acquose e acque sacre utilizzate per cerimonie pubbliche e private nella pratica di riti e culti egiziani o originari dell'Oriente-Mediterraneo egeo e genericamente definito alessandrino