FAmagazine - Ricerche e progetti sull'architettura e la città
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Le architetture di Gino Malacarne. Due mostre e due libri
Review of the books
Edited by: Francesco Lucchi, Cinzia Simioni, Alessandro TognonTitle: Gino Malacarne. ArchitettureLanguage: ItalianPublisher: Il PoligrafoFeatures: 21x21 cm, 112 pages, paperback, colorISBN: 978-88-9387-223-2Years: 2022
Edited by: Renato Capozzi, Camillo Orfeo, Federica ViscontiTitle: Gino Malacarne. Paesaggi urbaniLanguage: ItalianPublisher: Clean edizioniFeatures: 17x17 cm, 104 pages, paperback, colorISBN: 978-88-8497-863-9Year: 2023Recensione dei libri
A cura di: Francesco Lucchi, Cinzia Simioni, Alessandro TognonTitolo: Gino Malacarne. ArchitettureLingua del testo: ItalianoEditore: Il PoligrafoCaratteristiche: formato 21x21 cm, 112 pagine, brossura, coloreISBN: 978-88-9387-223-2Anno: 2022
A cura di: Renato Capozzi, Camillo Orfeo, Federica ViscontiTitolo: Gino Malacarne. Paesaggi urbaniLingua del testo: ItalianoEditore: Clean edizioniCaratteristiche: formato 17x17 cm, 104 pagine, brossura, coloreISBN: 978-88-8497-863-9Anno: 202
USA: l’immagine del nostro avvenire?
This article ponders on the role of the United States as the reference point and the model of modern capitalist, consumerist and global culture, anticipating not only what is to come, but also what is already happening, on the rest of the planet. However, very much aware of the cultural problems worldwide – if that model was to be really globally available – in order to contrast such a global and indifferent escalation, it is to be recognised that the phenomenon of Critical Regionalism potentially has the power to contrast the indiscriminate consumption of natural resources and the annihilation of cultural diversity with the various nations of the world.Il presente articolo riflette sul ruolo degli Stati Uniti come centro di riferimento e modello della cultura moderna, capitalista, consumista e globale e, come tale, che anticipa ciò che avverrà o sta avvenendo nel resto del pianeta. Tuttavia, consapevoli dei problemi planetari e culturali – se questo modello fosse effettivamente diffuso globalmente – per contrastare questa diffusione globale e indifferente, si riconosce, al fenomeno del Regionalismo Critico, la forza per contrastare il consumo delle risorse e l’annullamento delle diversità culturali dei diversi paesi del mondo
Il ruolo urbano di architetture e luoghi per i servizi decentrati di salute comunitaria
Il recente Decreto Ministeriale n. 77/2022 ha introdotto nuovi modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale, per risolvere le criticità emerse durante la scorsa emergenza sanitaria, tra cui la Casa della Comunità. Questo contributo riflette sul potenziale ruolo urbano di queste nuove strutture, dove avviene un cambio di paradigma: da meri edifici che erogano servizi per la salute ad architetture civili comprendenti una significativa estensione delle prestazioni rivolte all’ambito sociale. Al fine di interpretare questa trasformazione, vengono esplorati i concetti di centralità e luogo urbano a cui l’architettura delle CdC contribuisce. Successivamente, si propone una metodologia per la progettazione alla scala urbana di queste strutture, le quali si inseriscono in un più ampio sistema per l’assistenza sanitaria e sociale nella città dove, oltre ai Luoghi e Centri per la Salute Comunitaria quale evoluzione del concetto di Casa della Comunità, si ipotizzano i Punti di Assistenza Sotto Casa, terminali ultimi dell’assistenza decentrata.Il recente D.M. 77/2022 ha introdotto nuovi modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale, per risolvere le criticità emerse durante la scorsa emergenza sanitaria, tra cui la Casa di Comunità. Questo contributo riflette sul potenziale ruolo urbano di queste nuove strutture, un cambio di paradigma: da meri edifici che erogano servizi per la salute ad architetture civili comprendenti una significativa estensione delle prestazioni rivolte all’ambito sociale. Al fine di perseguire interpretare questa trasformazione, vengono esplorati i concetti di centralità architettonica e luogo urbano. Successivamente, si propone una metodologia per la progettazione alla scala urbana di queste strutture, le quali si inseriscono in un più ampio sistema per l’assistenza sanitaria e sociale nella città, dove ai Luoghi e Centri per la Salute Comunitaria si aggiungono i Punti di Assistenza Sotto Casa, terminali dell’assistenza diffusi nel tessuto urbano
Modernismo dimenticato. Architettura costiera socialista in Montenegro
The recent demolition of one wing of the Hotel Korali in Sutomore, Bar, one of the awarded examples of coastal socialist architecture in Montenegro, designed by architect Milan Popović, has caused strong public disapprovaland at the same time indifference of various state institutions in charge of protection and management of the built heritage. Considering that the process of establishing protection over architectural buildings in Montenegrotakes an extended period of time due to various stakeholders, a significant legacy of socialist architecture has not yet been adequately acknowledged,while only recently, it seems that the world is becoming aware of its importance. Therefore, a lack of strategy in the planning documents in the last decades has led to various forms of reconstructions, extensions and upgrades in order to adapt those structures to capitalist needs andideas, while neglecting the value and original identity of these buildings.La recente demolizione di un’ala dell’Hotel Korali a Sutomore, nel comune di Bar, esempio di architettura socialista costiera in Montenegro, ha suscitato grande disapprovazione pubblica e allo stesso tempo indifferenza di varie istituzioni statali preposte alla tutela e alla gestione del patrimonio costruito. Considerando che il processo di tutela degli edifici architettonici in Montenegro richiede molto tempo a causa di diverse parti coinvolte, l’importante patrimonio dell’architettura socialista non è stato ancora adeguatamente riconosciuto, mentre solo di recente sembra che il mondo abbia cominciato a comprenderne l’importanza. Pertanto, la mancanza di una strategia nei documenti di pianificazione degli ultimi decenni ha portato a varie forme di ricostruzioni, ampliamenti e ammodernamenti al fine di adattare queste strutture alle esigenze e alle idee capitaliste, trascurando il valore e l’identità originaria di questi edifici
L’architettura dei Balcani. Lontano da dove?
This editorial explores the perception of distance in the Balkan territories despite their geographical proximity. The self-definition process of these recently divided regions is analyzed as an architectural enrichment rather than impoverishment. Architectural diversity is viewed as synonymous with choice and freedom, serving as a testament to overlapping cultures over time. The articles aim to redirect scholars' attention to a context often overlooked. With this issue, the FAM magazine seeks to pose questions rather than provide certainties, emphasizing the importance of continued exploration and understanding of Balkan architecture.Questo editoriale esplora la percezione della distanza dei territori balcanici nonostante la loro vicinanza geografica.
Il processo di autodefinizione di questi territori, recentemente suddivisi, è analizzato come un arricchimento architettonico anziché un impoverimento. La diversità architettonica è vista come sinonimo di scelta e libertà, testimoniando culture che si sovrappongono nel tempo. Gli articoli cercano di riportare l'attenzione agli studiosi su un contesto spesso misconosciuto. Con questo numero la rivista FAM si propone di porre domande anziché fornire certezze, sottolineando l'importanza di continuare a esplorare e comprendere l'architettura dei Balcani
Architettura di assistenza nel medioevo: modelli e antimodelli per la contemporaneità?
The theme of care structures has always accompanied the development of Western society. The advent of Christianity attempted to systematize the dynamics of reception by proposing solutions on an urban and extra-urban scale which inevitably changed over the centuries as the settlements changed and the cities themselves changed. A reflection on contemporary healthcare architecture must, however, take into account the variations that occurred between the Middle Ages and the modern age to critically question the different solutions that have gradually been proposed in individual contexts.Il tema delle strutture assistenziali accompagna lo sviluppo della società occidentale da sempre. L’avvento del cristianesimo ha cercato di sistematizzare le dinamiche di accoglienza proponendo soluzioni su scala urbana ed extraurbana che inevitabilmente nel corso dei secoli sono andate modificandosi al cambiare degli insediamenti e al mutare delle stesse città. Una riflessione sull’architettura assistenziale contemporanea deve tuttavia tenere conto delle variazioni avvenute tra medioevo ed età moderna per interrogare in modo critico le diverse soluzioni che sono state via via proposte nei singoli contesti
Dazhai, modernità e autosufficienza nei villaggi collettivizzati della Cina maoista
The essay explores facts and collective imaginary that marked the agricultural modernisation of the first decades of the People’s Republic of China (1949-1979) through the story of Dazhai village and its reconstruction. From the transformation of the landscape to the creation of services and spaces consistent with the new organisation of work and the associated life proposed by the Communist Party, the contribution follows the evolution and dissemination of models, guidelines, and rural interventions developed during Maoism. The essay concludes tracing the Maoist signs in the current Chinese policies of rural development.Il saggio esplora le evidenze e gli immaginari che segnarono la modernizzazione agricola dei primi decenni della Repubblica Popolare Cinese (1949-1979) attraverso la vicenda della costruzione e ricostruzione del villaggio Dazhai. Dalle trasformazioni del paesaggio, alla realizzazione di servizi e spazi coerenti con il modello di vita associata e l’organizzazione del lavoro proposti dal partito comunista, il contributo segue la traiettoria evolutiva e la diffusione di modelli, linee guida e interventi rurali proposti durante il maoismo. Il saggio si conclude individuando le tracce delle strategie maoiste nelle attuali politiche di sviluppo rurale
Questioni compositive attraverso il tipo ospedaliero: un itinerario critico
Inserted within a research hypothesis on territorial medicine, this article deals with a rereading of the historical typologies of care spaces from their origins to the present day.In this context, the hypothesis is formulated that the health homes or community homes being built, the local territorial health facilities provided for by Italian legislation and strengthened by the PNRR (National Recovery and Resilience Plan), require “architectural care” to in order to increase the quality of the spaces, internal and external, as well as the external appearance.In analogy to what happens in school buildings in which the space is defined as a “third educator”, we here criticize the definition of “space that heals” understood as an element that facilitates well-being by promoting healing processes.Inserito all’interno di un’ipotesi di ricerca sulla medicina territoriale, questo articolo si occupa di una rilettura delle tipologie storiche degli spazi di cura dalle origini fino all'attualitàIn questo contesto, si formula l’ipotesi che le costruende case della salute o case della comunità, i presidi locali della sanità territoriale previsti dalla legislazione italiana e rafforzati dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), abbisognino di “cure architettoniche" al fine di aumentarne la qualità degli spazi, interni ed esterni, nonché l’aspetto esteriore.In analogia a quanto accade nell’edilizia scolastica in cui lo spazio è definito come “terzo educatore” recriminiamo qui la definizione di “spazio che cura” inteso come elemento che facilita il benessere favorendo i processi di guarigione
Dalle Case della Comunità ai Luoghi e Centri di Salute Comunitaria: un modello in evoluzione.
The theme of the Community House, as an evolution of that of Health, involves the extension of the functions but also of the representativeness and civil role of this new public service structure, thus prefiguring further prospects for identity development. However, the advancement of organizational and management planning, in the performance interrelation that marks the dimension of care in a social as well as medical sense, does not correspond to an equally developed design paradigm dedicated to physical, architectural spaces, capable of characterizing and providing a specific formal expression in terms of urban location, layout and figuration of these structures of socio-health decentralization. A contribution, that of the architectural project, which is also fundamental in contributing to making this new policy of healthcare decentralization supported by the programming of the PNRR communal, participatory and inclusive, i.e. urban.Il tema della Casa della Comunità, quale evoluzione di quella della Salute, comporta l’estensione delle funzioni ma anche della rappresentatività e del ruolo civile di questa nuova struttura di servizio pubblico così prefigurandosi ulteriori prospettive di sviluppo identitario. All’avanzamento della progettualità organizzativa e gestionale, nella interrelazione prestazionale che segna la dimensione della cura in senso sociale oltre che medico, non corrisponde però un altrettanto sviluppato paradigma progettuale dedicato agli spazi fisici, architettonici, in grado di caratterizzare e fornire una specifica espressione formale in termini di collocazione urbana, di impianto e di figurazione a queste strutture del decentramento socio-sanitario. Un apporto, quello del progetto di architettura, per altro fondamentale nel contribuire a rendere comunitaria, partecipata ed inclusiva, cioè urbana, questa nuova politica del decentramento sanitario supportata dalla programmazione del PNRR
Skopje: concrete vs fiction. Dall’internazionalismo all’etnonazionalismo
The recent resurgence of interest in Balkan brutalist architecture within the architectural discourse serves a dual purpose. It not only addresses a notable gap in historiography but also reflects a shifting perspective towards a heritage that continues to hold significant cultural and architectural value, particularly in the context of 1960s and 1970s urban and architectural development. This contribution focuses on Skopje, the capital of North Macedonia, as an illustrative case study of the modernization efforts in former Yugoslav countries. The city's architectural and cultural legacy, from the post-1963 earthquake reconstruction guided by Kenzo Tange's master plan, currently faces the risk of erasure due to the transformative effects of the Urban Renewal Plan (SK2014).Il rinnovato interesse per l’architettura brutalista balcanica che contrassegna il recente dibattito architettonico non risponde solo alla necessità di colmare un evidente vuoto storiografico, ma testimonia l’emergere di un diverso punto di vista verso un patrimonio che ancora oggi rappresenta un’importante ricerca della cultura architettonica e urbana degli anni ’60 e ‘70. A partire da tali presupposti, il contributo approfondisce la città di Skopje, capitale della Macedonia del Nord, assunta come caso paradigmatico del processo di modernizzazione dei paesi dell’ex-Jugoslavia, dove il patrimonio architettonico e culturale costruito dopo il terremoto del ’63 su master plan di Kenzo Tange, oggi rischia di essere cancellato, sottoposto a devastanti trasformazioni derivate dal Piano di rinnovamento urbano (SK2014)