FAmagazine - Ricerche e progetti sull'architettura e la città
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    485 research outputs found

    Catastrofe, migrazione e modernità: gli insediamenti della Farm Security Administration in Arizona e California

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    The paper offers a brief critical reading of the resettlement efforts undertaken by the Farm Security Administration in the aftermath of the disastrous sandstorms that struck the southern Great Plains of the United States. Looking at the evolution of planning strategies between design, planning and landscape, the essay questions the adaptability and ambiguity of modern architecture as a tool of community planning and, at the same time, of control, in the aftermath of one of the greatest catastrophes the U.S. rural world had ever experienced; and beyond clichés and appraisals expressed by the specialized press of those years. Il contributo offre una breve lettura critica degli interventi di reinsediamento intrapresi dalla Farm Security Administration in seguito alle disastrose tempeste di sabbia che colpirono le grandi pianure meridionali degli Stati Uniti. Guardando all’evoluzione delle strategie progettuali fra design, planning e landscape, il saggio si interroga sull’adattabilità e sull’ambiguità del moderno come strumento di pianificazione comunitaria e, al tempo stesso, di controllo, all’indomani di una delle più grandi catastrofi che il mondo rurale statunitense aveva mai conosciuto; e al di là dei cliché e degli appraisals espressi dalla pubblicistica specializzata di quegli anni.

    Una lezione di architettura di Franco Purini

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    Reviews of the book Edited by: Roberta AlbieroTitle: L’invenzione di un linguaggio. Franco Purini e il tema dell’origine 1964-1976Language: italianPublisher: LetteraVentidue, SiracusaCharacteristics: 20x24 cm, 216 pages, paperback, colorISBN: 978-88-6242-498-1Year: 2021Recensione del libro A cura di: Roberta AlbieroTitolo: L’invenzione di un linguaggio. Franco Purini e il tema dell’origine 1964-1976Lingua del testo: italianoEditore: LetteraVentidue, SiracusaCaratteristiche: 20x24 cm, 216 pagine, brossura, coloreISBN: 978-886242-498-1Anno: 202

    Pristina Socialista. La storia dell’urbanizzazione incompiuta

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    The shaping of socialist Prishtina during the ex-Yugoslav era was influenced by various political, cultural, and ideological factors. In the guise of modernization, the state initiated massive demolitions, deliberately targeting the symbolically significant sites that had shaped the city's urban identity during pre-modern times. The second facet of modernization which encompassed new development, was likewise distinctive: urbanization and new architecture in the city was implemented in fragments, thereby visually challenging its pre-socialist fabric. This contribution examines the interplay between planning decisions and urban activities on the ground, which led to city’s fragmentation. Official documents and statements are reviewed, to exemplify the overall ethos of the period and thus contribute to a broader understanding of the mode of urbanization in socialist Prishtina.La formazione della Pristina socialista in Jugoslava è stata influenzata da vari fattori politici, culturali e ideologici. Con il pretesto della modernizzazione, lo stato ha avviato massicce demolizioni, prendendo di mira i siti simbolicamente significativi dell'identità urbana della città durante l'epoca premoderna. L'urbanizzazione e la nuova architettura nella città sono state sviluppate attraverso frammenti che hanno visivamente inciso sul tessuto storico. Questo contributo esamina l'interazione tra le strategie di pianificazione e gli interventi urbani che hanno portato a tale frammentazione.Documenti e dichiarazioni ufficiali vengono esaminati, per esemplificare l'ethos generale del periodo e per contribuire così a una comprensione della urbanizzazione nella Pristina socialista

    Dalle Unità Socio Sanitarie Locali della riforma del 1978 alle Case della Comunità del PNRR: di nuovo tra Ford e Garnier

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    The dichotomy between the proposals for a healthcare organization conceived as part of the social equipment of the settled community or as an elective terrain of a model of corporate introversion, which had its most evident manifestation in Tony Garnier’s proposals for healthcare equipment for the Citéindustrialle and in the example of the Ford Hospital in Detroit, it is paradigmatic of the differences between the different concepts that have shaped the origins of the modern hospital and are proposed today as fully relevant in conceiving the articulation of healthcare equipment through a typological organization aimed to adequately provide from time to time a unifying register of the functioning of both the basic healthcare bodies and the associated and collective life functions of the settled population.La dicotomia tra le proposte di organismo sanitario concepito come parte delle attrezzature sociali della comunità insediata o come terreno elettivo di un modello di introversione aziendale, che ha avuto la propria manifestazione più evidente nelle proposte di Tony Garnier per le attrezzature sanitarie per la Cité industrielle e nell’esempio dell’Ospedale Ford di Detroit, è paradigmatica delle differenze tra le diverse concezioni che hanno improntato l’origine dell’ospedale moderno e si ripropongono oggi come di piena attualità nel concepire l’articolazione delle attrezzature sanitarie mediante un’organizzazione tipologica tesa a fornire di volta in volta in maniera adeguata un registro unificante di funzionamento sia degli organismi sanitari di base sia delle funzioni di vita associata e collettiva della popolazione insediata

    New Types/One Type. Edifici complessi e spazio pubblico nei nuovi insediamenti rurali dell’Agro Pontino

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    Complex Buildings can be defined as complex systems whose spatiality, transcending the architectural and urban scale, is characterised by the promiscuity of antithetical spaces such as indoor/outdoor and public/private. Complex Buildings can thus be defined as counter-spaces, where the physical dematerialisation of pre-established architectural boundaries generates actual heterotopias. The topic of Complex Buildings has recently regained space within the academic debate thanks to research aimed at defining their typological origins. This text, therefore, attempts to contribute to this line of research by describing those new typologies tested during the rural modernisation of the Agro Pontino.I Complex Buildings possono essere definiti come sistemi complessi la cui spazialità, trascendendo la scala architettonica e urbana, è caratterizzata dalla promiscuità di spazi antitetici come interno/esterno e pubblico/privato. I Complex Buildings si costituiscono quindi di contro-spazi ovvero luoghi in cui la smaterializzazione fisica di limiti architettonici precostituiti genera delle vere e proprie eterotopie.Il tema dei Complex Building ha recentemente riconquistato spazio all’interno del dibattito accademico grazie a ricerche volte a definirne le origini tipologiche. Questo testo tenta quindi di apportare un contributo a questo filone di ricerche attraverso la descrizione di quelle nuove tipologie sperimentate nel corso del processo di modernizzazione rurale dell’Agro Pontino

    In Grecia prima del CIAM. Emergenza e innovazione nei cantieri della colonizzazione rurale

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    In July 1923 the Lausanne Treaty enforced a population exchange between Greece and Turkey. Most Greek Orthodox refugees from Asia Minor moved to newly annexed regions of northern Greece, sheltered in tent camps, makeshift shacks and public buildings. Firstly, a census was taken of their places of origin and potential affinities. In 1923, the Greek government applied for support to the League of Nation who established the Refugee Settlement Commission. The present overshadowed any idealised vision of Greece. Standardised solutions were adopted for the new villages’ layout, individual dwellings and aggregation patterns. When prefabrication came into play, the protagonists was Fred Forbát, who also played a decisive role in the choice of Athens as the venue of the 4th CIAM in 1933. Il Trattato di Losanna (luglio 1923) impose lo scambio di popolazione tra Grecia e Turchia. La maggior parte dei profughi greco-ortodossi dell'Asia Minore raggiunse le regioni del nord, annesse alla Grecia da pochi anni, dove si accamparono in tendopoli, baracche di fortuna e negli edifici pubblici. Si censirono luoghi di provenienza e potenziali affinità. Nel 1923, il governo greco fece appello alla Società delle Nazioni, che istituì la Refugee Settlement Commission. Il presente eclissava ogni visione idealizzata della Grecia. Si ricorse a soluzioni standardizzate per l’impianto dei nuovi villaggi, le abitazioni e i modelli di aggregazione. Si sperimentò la prefabbricazione con il contributo di Fred Forbát, che ebbe un ruolo decisivo anche nella scelta di Atene come sede del 4° CIAM.

    Le abitazioni nella colonizzazione interna del Portogallo: due volti della modernità

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    In Portugal, internal colonisation was the outcome of a long debate began in the 19th century; nevertheless, only seven colonies were realised on common or state-owned land, some of them consisting of several nuclei. Milagres was built in the 1920s and Martim Rei in the following decade. Gafanha, Pegões, Barroso, Alvão and Boalhosa were built after the Second World War by the Junta de Colonização Interna. The history of the Portuguese agricultural colonies has been the subject of recent studies. This contribution focuses on the architecture of the farmhouses in comparison with the residences of technicians and administrators in residence.La colonizzazione interna in Portogallo è stata il risultato di un lungo dibattito iniziato nell’Ottocento. Ciononostante, sono state realizzate soltanto sette colonie su terreni comuni o di proprietà statale, alcune delle quali formate da più nuclei. Milagres e Martim Rei furono istituite negli anni Venti e Trenta; Gafanha, Pegões, Barroso, Alvão e Boalhosa furono realizzate dalla Junta de Colonização Interna dopo la Seconda Guerra Mondiale. La storia delle colonie rurali portoghesi è stata oggetto di recenti studi; questo contributo mette a confronto le abitazioni dei coloni e quelle costruite per i tecnici e gli amministratori in residenza.

    YU_topia. Balkan Architecture

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    If there is a place where East and West touch, collide, and influence each other, it is the Balkan Peninsula. This diversity has often led to conflicts, hindering the visibility of artistic and architectural production on the global stage. This is due to the interpretative stereotype of the region being a political and cultural "in-between" (Mrduljash, 2012), and the perception of the Balkan Peninsula as the «semi-periphery» of an industrialized West, resulting in an underestimation of its architectural and urban uniqueness. YU_topia. Balkan architecture offers a journey through the cities of the former Yugoslavia to reflect on the modernization process that began after the Second World War. The various contributions aim to interpret the principles that continue to hold significance for contemporary cities today. In this regard, this publication serves as a tool for reevaluation and a platform for debate and in-depth analysis, particularly focusing on the architectural production of the 1960s and 1970s.Se c’è un luogo dove l’Oriente e l’Occidente si toccano, si scontrano, si contaminano quella è la penisola balcanica. Una diversità che si è spesso tradotta in conflittualità, non favorendo la visibilità della produzione artistica e architettonica all’attenzione globale. Complice lo stereotipo interpretativo dell’«in between» (Mrduljash, 2012), politico e culturale, e la percezione della penisola balcanica come «semi-periferia» di un Occidente industrializzato, con la conseguente sottovalutazione della peculiaritàarchitettonica e urbana. YU_topia. Balkan architecture propone un viaggio nelle città della ex Jugoslavia per riflettere sul processo di modernizzazione avviato dal secondo dopoguerra. I diversi contributi tentano un'interpretazione di quei principi che ancora oggi possono essere significativi per la città contemporanea. In questa direzione il numero intende proporsi come uno strumento di ripensamento ma anche come occasione di dibattito e approfondimento in particolare della produzionearchitettonica degli anni '60 e '70

    Esperienze di regionalismo critico in Cina

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    The article testifies to some critical steps in architecture development in China through personal experiences related to the problematic relationship between atopic stereotypes and the specific culture of the places.L’articolo testimonia alcuni passaggi chiave dello sviluppo dell’architettura in Cina per mezzo di alcune esperienze personali legate al difficile rapporto tra stereotipi atopici e la specifica cultura dei luoghi

    Imparare da Bovisa. Memorie di un quartiere

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    Recensione del libro: Autore: Giorgio FioreseTitolo: AURA di BOVISA. Sottotitolo: Produzione Conoscenza FigurazioneLingua del testo: ItalianoEditore: Maggioli EditoreCaratteristiche: formato 26x26 cm, 139 pagine, brossura, colore ISBN: 978-88-916-5579-0Anno: 202

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