FAmagazine - Ricerche e progetti sull'architettura e la città
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La dispositio informale della "Soft Machine"
Questo saggio affronta i termini concettuali e le conseguenze di una forma “soft” di dispositio vitruviana come possibilità attuale della relazione tra architettura e città. La tendenza verso il “morbido” e l'informale nell'architettura e nel progetto urbano genera nuove modulazioni concettuali del tessuto urbano. I processi sociali di assemblage di componenti corrispondono oggi ad un avanzamento, in cui una dispositio “soft” ordina le mutevoli fasi/spazi della vita urbana e sostituisce la precedente logica modernista astratta delle macchine, dello spazio striato e del determinismo funzionale
Comporre il frammento. La dispositio adrianea nella modernità architettonica
Ha senso parlare ancora oggi di composizione in architettura? Dopo essere stato rimosso dalle scuole di architettura tale vocabolo oggi sembra ritrovare un rinnovato motivo di interesse in relazione all'originario significato vitruviano. A partire dal modello compositivo di Villa Adriana, nella rilettura iconografica del Campo Marzio di Piranesi, l'architettura moderna e contemporanea riscopre la vitalità insita nel comporre per frammenti.
Discontinua urbani. Dispositio e città nel Novecento
Il contributo tende a mettere in luce i rapporti tra l’aspirazione novecentesca al discontinua urbani e la dispositio. Sulla base di una premessa centrata su tre questioni rilevanti (valore del centro, relazione ordine discontinuo/identità del manufatto, modalità di trasferimento delle condizioni di contesto nella spazialità discontinua), il testo approfondisce i contenuti del principio eteronomo e del metodo selettivo che hanno caratterizzato il contributo di alcuni maestri della scuola italiana nella seconda metà del secolo scorso
Charles Correa e il Mandala. Un altro "mindset"
A partire dall’hyper-local Correa intercetta l’innovazione e lascia la sua lectio. “Usando con disinvoltura l’antico mandala come base per un edificio contemporaneo, è possibile arrivare ad un concetto completamente nuovo di organizzazione di sequenze spaziali”.*Un dispositivo reiterato e da reiterare secondo un sistema di ‘mondi di mondi’, sviluppato secondo la tecnica del ‘incastro’ e fondato sul presupposto del ‘vuoto’ come organizzatore e generatore spaziale
Contro Vitruvio. La città giapponese e il suo ordine urbano
La precisione dell’inquadratura e la preferenza per il dettaglio, che caratterizzano i disegni di Hiroshige Utagawa, rivelano la stessa rinuncia alla visione d’insieme che può essere intercettata nella configurazione planimetrica della città giapponese, caratterizzata da un tessuto urbano privo di ordinatio, dove concetti quali la collocatio e la dispositio risultano quasi retorici. Il Giappone fornisce infatti una particolare declinazione del progetto urbano, inteso come coesistenza sincretica, non sintetica, di pezzi e parti eterogenee
Spazi sociali per l'apprendimento. Il caso della ETSA di Granada
“Social Spaces of Learning” is an essay that aims to reflect on how the architecture should face the challenges that the new theories of education and certain needs (such as learning, establishing relationships, working, co-existing…) pose in the Granada School of Architecture and its historic surroundings, El Realejo. To do this, it’s necessary to analyse physical and social realities providing support to new teaching-learning models. This project points out spaces of opportunity to put into practice actions designed to favour the integration and relationship between the city and the university. “Spazi Sociali per l‘Apprendimento” è un lavoro il cui proposito è la riflessione su come l’architettura deve affrontare le sfide poste dalle nuove teorie educative e dalle nuove necessità (come imparare, interagire con gli altri, lavorare, abitare etc.) nel contesto della Scuola di Architettura di Granada e nell’ambiente in cui sorge, il quartiere storico de El Realejo. A tale scopo, si analizzano realtà fisiche e sociali capaci di supportare nuovi modelli di insegnamento-apprendimento. Questo progetto indica spazi che offrano la possibilità di mettere in pratica azioni che favoriscano processi di integrazione e relazione città-università.
Territori del cibo e dell'energia. Gestione efficiente delle risorse nella smart city: nuovi temi di progetto
In the smart city era, eating and producing energy for one’s own needs are intrinsic aspects of housing that, the city has to face in a systemic way in relation to the resources of its territory for the economic, environmental and social wellness of its community. The revival of the importance of short supply chains, both in the agrifood and in the pure energy fields, calls into play the internal balance of the built landscape and redefines the hierarchies in the organization of the production platform, stimulating a reflection on renewed themes of design in the urban metropolitan scope.Nutrirsi e produrre energia per i propri fabbisogni sono aspetti intrinseci dell’abitare che, in epoca di smart city, la città deve affrontare in maniera sistemica rispetto alle risorse del proprio territorio per il benessere economico, ambientale e sociale della comunità. Il rilancio dell’importanza delle filiere corte, tanto in campo agroalimentare quanto in quello energetico puro, rimette in gioco gli equilibri interni del paesaggio costruito e ridefinisce le gerarchie nell’organizzazione della piattaforma produttiva, stimolando una riflessione su rinnovati temi di progetto in ambito urbano metropolitano
Smart City: utopia o realtà? Comprendere l’evoluzione per comprendere la trasformazione
The Smart City word borns as an answer to some important problems that the XXI century city is asked to answer: population growing, urbanisation, climatic changes. The development of the XX century city was carried on in a deregulated way, without considering that the “Earth good” was limited and its ecosystem breakable. It is into this crisis climate that the concept of intelligent city borns and develops. The paper aims to study this issue from the origins of the word and from the historic evolution that made the concept real.Il termine Smart City nasce come risposta ad alcuni problemi concreti che la città del XXI secolo si trova ad affrontare: aumento della popolazione, dell’inurbamento, cambiamento climatico. La città del XX secolo si è sviluppata in maniera deregolata, senza considerare quanto il “bene Terra” fosse limitato e come il suo ecosistema fragile. E’ all’interno di questo clima che il concetto di città “intelligente” nasce e si sviluppa. Lo studio si pone l’obiettivo di studiare il fenomeno partendo dall’analisi delle sue origini e dall’evoluzione storica che lo ha prodotto
Eutopia urbana vs Smart City
Urban regeneration should focus on a methodological and interdisciplinary approach, entrenched in the territories. Therefore, this paper promotes specific design actions, based on the use of reversible, low tech and low impact building systems. The “integrate” procedures focus on an “adaptive maintenance” (with character: “preventive” and “corrective”) able to “update” the architectural objects in order to restore high typological and performance standard, qualitatively increased.La rigenerazione urbana va affrontata attraverso un approccio metodologico, interdisciplinare e radicato nei territori. Si propongono pertanto azioni progettuali mirate, basate sull'uso di sistemi costruttivi reversibili, low tech, a basso impatto. Le procedure "integrate" mirano a una "manutenzione adattiva" (a carattere: "preventivo", e "correttivo") capace di "aggiornare" i manufatti architettonici per ripristinare uno standard tipologico e prestazionale elevato, qualitativamente superiore
Multiple-city e Smart-city OPEN-DOMINO nei territori marginali e interrotti dell’estremo sud
Today The existing building is inadequate to contemporary needs and this raises to architecture the need to experiment with methods of intervention, implemented by new technologies but within its own universe of expressive tools and technical constructive. Teaching experience on a marginal neighborhood of the southern suburbs, taken as a typical example, is an opportunity to rework the model recurring basis - Maison Domino - as an open system.Il patrimonio edilizio esistente oggi è inadeguato alle esigenze della contemporaneità e pone all’architettura la necessità di sperimentare modalità d’intervento, implementate dalle nuove tecnologie ma all’interno dei propri strumenti espressivi e del proprio universo tecnico costruttivo. Un’esperienza didattica su un quartiere marginale della periferia meridionale, preso come campione emblematico, è l’occasione per rielaborare il modello base ricorrente - Maison Domino - come un sistema aperto