FAmagazine - Ricerche e progetti sull'architettura e la città
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    485 research outputs found

    La concezione strutturale dello spazio Torroja, Fisac, de la Sota

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    Tre edifici narrano come la cultura architettonica spagnola, con tre figure significative quali Torroja, Fisac e de la Sota, abbia impostato una ricerca sullo spazialità moderna attraverso la sperimentazione sulla concezione strutturale e sull’uso e potenzialità dei materiali da costruzione.Dal Fronton Recoletos, attraverso l’Istituto idrografico di Fisac, fino alla palestra del collegio Maravillas, è possibile seguire le variazioni e gli elementi di continuità di questa ricerca

    Il corpo della scuola. Sul rapporto tra pedagogia e architettura

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    The metaphor of the body uncovers a number of ways in which a cross-disciplinary approach between the two fields of architecture and pedagogy could promote a learning environment of wellbeing in the design of educational facilities. By imagining the school as a body, the school is posited as a whole, living organism, whose constituent parts need to work together to achieve a healthy balance . Wellbeing is also attributed to the capacity of an individual to adapt to challenges and this statement could arguably hold true to buildings themselves. Questo saggio propone di svolgere un ragionamento sul concetto di scuola come corpo. Una metafora affascinante che guida nella riflessione sulla dimensione fisica, tattile, intimamente sensibile dell’edificio scolastico e di tutti i suoi materiali. Specchio dell’innovazione della relazione tra insegnante-allievo e sapere, il corpo si collega direttamente a come la scuola incarna l’approccio pedagogico e gli spazi (l’architettura) dell’edificio. Come il corpo, la scuola ha la capacità di esprimersi con la sua statura, la sua presenza. Si propone l’impiego della metafora della scuola come un corpo, catturando alcune declinazioni fisiche ed espressive degli edifici scolastici (dalla sua ossatura, al suo metabolismo, alla sua empatia, per non parlare di quanto il corpo assorbe e reagisce con tutti i cinque sensi) in modo da costruire un ponte tra pedagogia e architettura lontano dal lessico consolidato tra tutte e due le discipline

    Corpo e spazio. Una teoria compositiva nell’opera di Oswald Mathias Ungers

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    Tra i numerosi approfondimenti teorici e sperimentazioni condotti da Oswald Mathias Ungers in più di cinquant’anni della sua opera, emerge una delle prime teorie compositive applicate al tema dell’abitazione: la teoria di “corpo e spazio” che introduce una visione gerarchica degli spazi domestici anche nell’intento di ridurre il più possibile le superfici di distribuzione, per lasciare più spazio agli ambiti di vita collettiva della casa

    Torres Blancas

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    Nella Madrid degli anni sessanta l’architetto navarro Sáenz de Oíza sperimenta la costruzione di un edificio residenziale a torre in cemento armato. Risultato della felice relazione con un imprenditore mecenate, Juan Huarte, l’edificio si articola nella variazione tipologica di alloggi ad L e duplex, di locali per uffici e servizi, fino agli spazi ad uso comune, come la piscina e il ristorante della terrazza sul tetto, per proporsi come modello di piccola città autosufficiente

    Costruire e/è costruirsi. Il complesso rapporto tra architettura e educazione

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    The parallel reflection on architecture for education and education for architecture, bringing together two possible variations of their link, shows the radical affinity between the two activities, which can be summarized in the concept of bildung: a self-training process. Bildung is fundamental in Gadamer hermeneutic thinking and is central in the «semantic constellation» in which, according Renato Rizzi, to build and to educate, bildung and building, arché e téchne are linked. Education and architecture are exercising of critical thinking and share the individual and collective dimension of the social act, recalled by John Hejduk: instructing in the capacity to build one's own knowledge by locating it inside a critical vision, building architecture as an experience and interpretation of the world. School architecture can be an Architecture School, given that it forces us to recall that every authentic experience of architecture is enlivened by the cognitive tension of learning.La riflessione parallela sull’architettura per l’educazione e sull’educazione per l’architettura, tenendo insieme due possibili declinazioni del loro legame, rivela la radicale affinità tra le due attività, sintetizzabile nel concetto di bildung: processo auto-formativo. Fondamentale nel pensiero ermeneutico di Gadamer, questa parola è al centro della «costellazione semantica» che vede legati l’educare e l’edificare, bildung ebuilding, il formarsi e il dare forma dell’architettura, arché e téchne, secondo Renato Rizzi. Educazione e architettura sono esercizi di pensiero critico che condividono oltre a questa dimensione individuale, quella collettiva di “atto sociale”, ricordata da John Hejduk: educare alla capacità di costruire le proprie conoscenze all’interno di una visione critica, fare architettura come testimonianza di un’esperienza e interpretazione del mondo. L’architettura per le scuole può essere una Scuola per l’Architettura, ci ricorda che ogni esperienza autentica di architettura è animata dalla tensione conoscitiva dell’imparare

    Luciano Semerani: la laica religio del fare con arte

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    Through the PhD course in Architectural Composition at the IUAV of Venice, Luciano Semerani looked into architectural composition with an analysis of coherence in the process when a single creator designs a single work, in order to verify the authenticity of the language. Beginning from the impossibility of resolving the relationship between architectural theories and the process of invention by constructing a «universal treatise», Semerani carried out research that involved a thorough analysis of these mechanisms and the intentions that lie behind the compositional procedure characterizing each architectural work, to master the techniques linked to a specific language through analysis of individual poetics in the border area, with some real foundational and conceptual research.Luciano Semerani attraverso il Dottorato in Composizione architettonica allo IUAV di Venezia ha affrontato la composizione architettonica per mezzo di un’analisi della coerenza interna al processo di progettazione di una singola opera di un singolo autore allo scopo di verificarne l’autenticità del linguaggio. Partendo dall’impossibilità di risolvere il rapporto tra teorie dell’architettura e processo inventivo costruendo un «trattato universale», Semerani compie una ricerca volta ad un’analisi rigorosa di quei meccanismi e quelle intenzioni che stanno alla base del procedimento compositivo che caratterizza ogni opera architettonica, per impadronirsi di quelle tecniche legate ad uno specifico linguaggio attraverso l’analisi di poetiche individuali nella zona di confine con una ricerca fondativa e concettuale vera e propria

    Abitare i luoghi della formazione

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    Architecture, through the complex phenomenon of living, contributes to the construction of man, as man builds its world through it. After the founding role of architecture of the house, one of the places dedicated to training has the role of interpreting and build the quality of man as a social being, anticipating urbanity and laying the foundations of the ability to live the shared space.Reading H. Hertzberger exemplifies the integration between the pedagogical vision and the architectural design, seen as a training tool. L’architettura, attraverso il complesso fenomeno dell’abitare, contribuisce alla costruzione dell’uomo, così come l’uomo costruisce il suo mondo attraverso di essa. Dopo il fondativo ruolo dell’architettura della casa, quella dei luoghi deputati alla formazione ricopre il ruolo di interpretare e costruire la qualità dell’uomo quale essere sociale, precorrendo l’urbanità e ponendo le basi della capacità di abitare lo spazio condiviso. La lettura di realizzazioni di H. Hertzberger esemplifica l’integrazione tra visione pedagogica e progetto architettonico, visto proprio come strumento di formazione.

    L'edificio scolastico come attrezzatura integrata

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    The paper is about the possibility to associate some collective uses to the educative use that is the typical function of the school. Recent realizations in Brazil, taken as case studies, involve, in addition to proper teaching spaces, some spaces to be used by the entire community. Therefore, we investigate architectural devices making possible the multiple and deferred use of the building and some compositional implications related to the prefabrication as constructive theme.Il contributo ragiona sulla possibilità di associare all’uso educativo proprio dell’edificio scolastico, alcuni usi collettivi. Delle recenti realizzazioni brasiliane, assunte come casi studio, prevedono, accanto agli spazi per la didattica propriamente detti, degli ambienti fruibili dall’intera collettività. Si indagano pertanto i dispositivi architettonici che rendono possibile l’uso multiplo e differito dell’edificio ed alcune implicazioni compositive connesse al tema costruttivo della prefabbricazione

    Editoriale: Madrid Reconsidered

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    Smart City e nuovi orizzonti di ricerca … oltre (tutte) le “ipocrisie”

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    Starting with a Vittorio Gregotti interview titled “the green hypocrisy of star-architects”, this paper focuses on real opportunities represented by “Smart city” as the theme of an architectural research more aware of its own role but also more capable of accepting contemporary challenges. Research that is not seduced by fashion slogans and does not escape into universal certainties and abstract utopias.Partendo da un articolo di Vittorio Gregotti dal titolo “le ipocrisie verdi delle archistar”, il paper si concentra sulle reali possibilità che il tema della smart city può offrire a una ricerca architettonica più consapevole del proprio ruolo ma anche più capace di accettare le sfide della condizione contemporanea. Una ricerca dunque che, se da un lato non cede all’accattivante fascino di slogan alla moda, dall’altro, non si rifugia in certezze universali e astratte utopie

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