FAmagazine - Ricerche e progetti sull'architettura e la città
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    Diathesis sotto tensione. La sala per concerti del Centro culturale di Atene di Jan Despo

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    Nel 1959, l'architetto greco Jan Despo (1903-1992) fu insignito del primo premio nella competizione per il Centro culturale di Atene, rimasto irrealizzato eccezion fatta per il Conservatorio di Atene. La sala circolare per concerti, danza e conferenze era l'edificio nodale di una ambiziosa composizione urbana: la sbalorditiva forma geometrica della sala, la funzione tipicamente composita e l'ingegnosa conformazione strutturale furono integralmente concepite all'interno di una "diathesis spaziale"

    L'educazione di un "Architetto-Urbanista". Manuel Solà-Morales e la Pedagogia Urbana all'ETSAB

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    As professor and founding director of the Laboratori d’Urbanisme at the ETSAB from 1969 to 2012, Manuel Solà-Morales oversaw the pivotal reform of urban pedagogy in the Barcelona school. Determined to overcome the technocratic tendency that marked Spanish architecture and planning in the final decade of Franco’s regime, Solà-Morales’ mission was to educate what he defined as the ‘architect-urbanist’ through a foundational program that unified architecture and studies of urban form as a single discipline. Under the aegis of urban morphology, the new course of Urbanística taught by LUB’s team instituted the study of the city and its history as the primary ground for every architectural and urban project.In qualità di docente, fondatore e direttore del Laboratori d’Urbanisme de Barcelona presso la ETSAB dal 1969 al 2012, l’architetto e urbanista spagnolo Manuel Solà-Morales ha curato la riforma chiave della pedagogia urbana della scuola di Barcellona. Deciso a superare la tendenza tecnocratica che aveva contraddistinto l’architettura e la pianificazione spagnola durante l’ultimo decennio del regime di Franco, l’obiettivo di Solà-Morales fu la formazione di quello che definì l’‘architetto-urbanista’ attraverso un programma propedeutico che accorpava architettura e urbanistica in un’unica disciplina. Sotto l’egida della morfologia urbana, il nuovo corso di Urbanística impartito dal corpo docente del LUB diede il via allo studio della città e della sua storia come base principale di ogni progetto architettonico e urban

    "It's not just building per se. It's building worlds". John Hejduk: l'architettura e la sua idea

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    Architecture is for Hejduk the form of thought, that manifest itself in the reality. Architect’s mission is find the authentic forms of its own time through the refoundation of programs, carrying out the task of all arts: to watch the whole world and give a vision for the future. This written represent an attempt to outline a unitary thought about the meaning of architecture by Hejduk. A subterranean idea feed the phases of his architectural career, link to each other, under the civic engagement roof, the educator’s passion for the transmissibility of knowledge, with the artist-architect’s exaltation of subjective implication.L’architettura per Hejduk è la forma di un pensiero sul mondo, che si manifesta nella realtà concreta. La missione dell’architetto è trovare le forme autentiche del proprio tempo attraverso la rifondazione dei suoi programmi, svolgendo il compito proprio di tutta l’arte: osservare l’intero mondo e offrirne una visione per il futuro. Questo scritto rappresenta il tentativo di delineare un pensiero unitario sul senso dell’architettura di Hejduk. Un’idea sotterranea che ha alimentato le fasi della sua carriera architettonica, intrecciando tra loro, sotto il tetto dell’impegno civile, la passione per la trasmissibilità della conoscenza dell’educatore, all’esaltazione delle implicazioni soggettive dell’artista-architetto

    Il Banco de Bilbao di Francisco J. Sáenz de Oíza. "Come una navata industriale"

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    Una sorta di foglio bianco, con regioni di colore isolate in una griglia, il bianco come sfondo, alla stregua dello spazio indiviso è la prima idea che Francisco Sàenz de Oíza fissa per la concezione della sede del Banco di Bilbao progettato a Madrid nel 1974: è infatti il partito spaziale a caratterizzare le piante della torre che rivelano, al proprio esterno, il nitore e la pulizia di una forma pura e incancellabile, senza per questo essere assertiva o autoreferenziale.Un oggetto urbano che non scinde gli aspetti tecnico-impiantistici, da quelli strutturali e espressivi. Un ragionamento architettonico che, a distanza di quarantadue anni dal progetto, rappresenta nella città di Madrid e in generale, una costruzione esemplare nel pensare la modernità alla scala della città e del fruitore dell’edificio, che ci insegna a pensare al progetto come momento di apprendimento e riflessione profonda

    Dispositio come carattere e identità dell'opera

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    oai:oai.www.famagazine.it:article/1Ancora un numero di FAMagazine [1] sulla dipositio, ancora a partire da Vitruvio, ancora una riflessione su alcuni termini e procedure centrali della composizione architettonica qui sondati nella relazione tra la diposizione, il carattere e l’identità dell’opera. Nella voce “dipositio” dell’Enciclopedia dell’Arte Antica Treccani l’archeologo e storico dell’arte Silvi

    Sull'identità dell'architettura italiana tra Teoria e Città

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    Il saggio affronta il delicato tema della possibilità di costruzione di una identità della architettura italiana, a partire da quanto elaborato e prodotto nella seconda Novecento, fondata su due termini fondamentali: teoria, da un lato, e città dall’altro. Costanti nel pensiero di Maestri quali Rogers, Samonà e Quaroni, le questioni della architettura della città trovano nella analogia rossiana, innanzitutto come teoria del progetto, una possibile strada per governare ancora oggi la complessità del mondo contemporaneo

    Un altro tipo di ordine. Frank O. Gehry e il progetto di un grande edificio urbano a Berlino

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    L’opera di Frank O. Gehry dà la possibilità di incontrare un ricco universo di tecniche compositive alternative rispetto a quelle di cui si avvalgono la maggior parte degli architetti del ‘900. L’architetto californiano, con la sua dimensione ironica, caricaturale, anti-classica, racconta di un modo alternativo di presentare nella città l’oggetto architettonico e di intendere “l’appropriata collocazione delle cose” e la “scelta dell’effetto dell’opera”, come testimonia il grande edificio urbano costruito a Berlino, in uno dei luoghi più importanti della storia europea

    Analogie, trasposizioni, montaggi. La costruzione di un'identità

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    Che Hassan Fathy lavori sulla tradizione è cosa nota. Ciò che lo scritto indaga è il metodo, provando a chiarire in quale modo l’architetto egiziano operi su un sistema di elementi e relazioni già codificate. Sono quindi messe in luce le principali tecniche compositive attraverso cui Fathy costruisce il proprio linguaggio, ponendosi in continuità con la storia e, al tempo stesso, dando vita ad architetture nuove, ma capaci di esprimere un forte carattere identitario

    Il potere di Bankinter

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    The article looks at the famous axis known as “La Castellana” (The Castilian's Mall) in Madrid, as a place that represents power in the Spanish capital, choosing to re-propose, forty years after its planning, the well-known intervention by Rafael Moneo as one of the key moments in the creation of this exceptional urban statement. The layout, the relationship with the context, the representative nature of the brick wall, even the materials and building strategies used, are re-interpreted in line with a particular interpretation of the monumental urban axis.L’articolo ripercorre il famoso asse della Castellana di Madrid come luogo rappresentativo del potere nella capitale spagnola, scegliendo di rileggere, dopo quarant’anni dalla sua progettazione, il noto intervento di Rafael Moneo quale uno dei momenti più significativi nella realizzazione di questo eccezionale fatto urbano. L’assetto planimetrico, il rapporto con il contesto, il carattere rappresentativo del muro in mattoni, via via fino alle scelte materico costruttive, sono riletti in funzione di questa interpretazione dell’asse monumentale urbano

    Note sul carattere degli edifici

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    Disegnando, l’architetto lascia la propria mano diventare parte di quel movimento collettivo che nel corso della storia procede a definire le forme. Da singoli manufatti come l’isolato costruito da Aldo Rossi in Schützenstrasse a Berlino nel 1992, oppure accostando architetture razionali progettate e realizzate in uno stesso luogo, come nel caso di Napoli qui esaminato, forse si può trarre che ricercare il carattere significa ricercare l’identità dell’oggetto, architettura e città, che l’architetto investiga

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