FAmagazine - Ricerche e progetti sull'architettura e la città
Not a member yet
    485 research outputs found

    Editoriale: Campus e città

    No full text
    Issue 34 of FAmagazine is dedicated to the theme of the “university campus”, a type that unquestionably falls among those that have stood to the fore in the history of the modern architectural project and in the process of founding cities. A tool that is “poleogenetic, continually experimented with in the historical course of cities and that is arguably now, in so many ways, burdened with further responsibilities”. In the articles that follow, the university campus is considered in its relation to the University-City where, as Carlo Quintelli maintains, the university component has become an element that is “strategically indispensable in the development of a knowledge economy, one where research is the basis of every production lab characterized by innovation”. This approach, to be found in the Mastercampus project being sponsored by the University of Parma advances starting from these presuppositions drawing from them two guidelines, described by Quintelli in his article, in which a first is “that of a strategic consideration of the university settlement applied to the entire urban fabric, from historical nucleus to the inner suburbs and the suburbs proper”, while a second establishes “a critical relationship with the city on the demonstrative plane as regards certain critical points, presupposing a positive knock-on effect for the context”. Il numero 34 di FAmagazine è dedicato al tema del “campus universitario”, tipologia che rientra indubbiamente tra quelle che si sono contraddistinte nella storia moderna del progetto architettonico e nei processi fondativi della città. Strumento “poleogenetico continuamente sperimentato nel corso storico della città e forse oggi, per molteplici aspetti, caricato di ulteriori responsabilità”, il campus universitario è considerato, negli articoli che seguono, nella relazione Università-Città dove, come sostiene Carlo Quintelli, la componente universitaria diventa elemento “strategicamente indispensabile nello sviluppo di un’economia della conoscenza, quella dove la ricerca è alla base di ogni laboratorio produttivo caratterizzato dall’innovazione”. Questo approccio, riscontrabile nel progetto Mastercampus promosso dall’Università di Parma muove a partire da questi presupposti ricavandone due linee di indirizzo, descritte da Quintelli nel suo articolo, in cui in una prima, si considera una strategia “di insediamento universitario applicata all’intera articolazione urbana, tra nucleo storico, prima periferia ed area suburbana” e in una seconda si instaura un “rapporto critico con la città sul piano dimostrativo di fronte a certe sue criticità, presupponendone un effetto di indotto positivo per il contesto”. 

    L'Acqua e la città. Urbanistica involontaria

    No full text
    Questo articolo tratta di «epifenomeni», una parola relativamente indefinita che si rivolge ad effetti di sfondo o collaterali dei quali la relazione con la loro causa è piuttosto sfocata. In questo caso, ci concentriamo specificamente sugli aspetti fisici dell’ambiente urbano-bioclimatico come i flussi d’acqua, i flussi termici e la presenza di spazi verdi. Più specificamente, analizzeremo come questi sono soggetti a diversi tipi di urbanizzazione. Sulla base di una breve trattazione su Bordeaux, giungiamo alla conclusione che l’acqua - in tutte le sue presenze - sta riconquistando importanza nel funzionamento e la progettazione della città, seppur in modo più astratto e computazionale.

    Topos, Typos, Tekton. L'appropriata collocazione delle cose

    No full text
    The text explores the relationship between the project composition and the construction methods, above all aims to emphasize the expressive potential of construction, meaning the "tectonics" as an internal architectural principle in opposition to the contemporary trend to deduce the validity of the architecture from what it is different.Il testo indaga le relazioni tra procedure compositive e modalità costruttive, in particolare ambisce a ribadire il potenziale espressivo della costruzione, riaffermando la tettonica come principio interno all’architettura stessa, in antitesi alla tendenza contemporanea di derivare la legittimità dell’opera da discorsi estranei ad essa

    Editoriale: La città ordinata. Dispositio e Forma Urbis

    No full text
    The essays in this issue, number 32 of FAmagazine (section Theory of the intenational call for paper 2015), concerning the Vitruvian concept of dispositio in relation to the form of the city and a settlement strategy, cannot avoid straddling the long wave that oscillates between abstraction and figuration and the even longer one between the formal and the informal. Le Corbusier himself recognized a “profound” and abstract structural value for the plan, defining it as “austere abstraction” and “an arid algebrization” (4). Assuming as opposing and extreme terms of this tension “striated” space (Palma) and “smooth” space (Mical), we cannot avoid wondering, taking the various terminologies with a pinch of salt, that a “weak” discipline like ours envisages, at the cultural distance of our interlocutors, whether the “field of possibilities” that the instrumental nature of the dispositio concept deploys possesses some latent value. In other words, whether it is conceivable to define these possibilities of a relationship between the elements of an urban context, independently of their manifestation and hence independently of the nature of space, be it smooth or striated, whose contrast does not so much concern the nature of the relationships as their stability over time: anthropologically “inscribed” rather than “soft” and reversible. But perhaps the basic difference between these models concerns the capacity of a site's morphology (which Canella once defined as “invariant”) or, more generally, of a pre-existing formal structure, to set a limit on the number of possibilities available to a combinatoric formula. This finite number of possibilities is truly a settling point within this topological perspective.Anche gli scritti di questo numero 32 di FAmagazine (sezione Teoria della international call for paper 2015), che riguardano il concetto vitruviano di dispositio in relazione alla forma della città e ad una strategia insediativa, non possono fare a meno di cavalcare l'onda lunga che oscilla tra astrazione e figurazione e, ancor più lunga, tra formale e informale. Lo stesso Le Corbusier riconosceva il valore strutturale “profondo” e astratto della pianta, definendola “un'austera astrazione” e “un'algebrizzazione arida”

    Geografie collaterali. Vertigine e disturbi della memoria

    No full text
    In francese la parola “terril” indica delle colline artificiali composte da residui minerari formatesi in seguito all’attività estrattiva. I terrils costituiscono un paesaggio letteralmente collaterale, essendo il risultato, non del tutto atteso, di un’era industriale ormai estintasi e della quale essi ne rappresentano al contempo un residuo ma anche un monumento. Negli ultimi decenni diverse iniziative pubbliche e private hanno dimostrato come i terrils possano ritrovare un ruolo nel paesaggio e soprattutto come essi possano caricarsi di un nuovo significato. Episodi che raccontano di una graduale riappropriazione di questi luoghi, prima da parte delle popolazioni locali e in seguito dalla cultura di massa. Un lento processo che ha visto queste “colline” trasformarsi da stigmate di un passato del quale ci si voleva dimenticare, a paesaggi protetti dall’Unesco

    Amnistia per l'esistente

    No full text
    Le pratiche di ri-generazione del costruito consentono di intervenire a molteplici scale e di sintonizzarsi, in modo empatico, con la polifonia delle istanze ambientali, sociali, economiche. La costruzione del patrimonio edilizio ha prodotto inquinamento, uso indiscriminato del suolo, disagio abitativo, criticità nella sicurezza. È arrivato il momento del riscatto scegliendo una nuova progettualità legata a questioni di etica ambientale e civile.

    Nuova Mediapolis: la fusione di Forma e Media

    No full text
    Questo articolo presenta il paesaggio come l'interfaccia continua tra la forma fisica della città e l'uso sempre crescente di dispositivi digitali e delle loro potenzialità. Indaga gli atteggiamenti contemporanei verso gli spazi pubblici digitali, come ad esempio le facciate tradizionali multimediali, installazioni d'arte interattive e le applicazioni mobili. I paesaggi permeati dai media potrebbero, se gestiti correttamente, restituire la paternità della gestione dello spazio pubblico all’autorità del singolo cittadino sottraendolo al controllo dei soggetti privati

    Voci dagli ex manicomi

    No full text
    This monographic issue, dealing with former psychiatric hospitals, depicts, through the interweaving of gazes and different territorial realities and destinies, a picture of the remains of one of the most important foucauldian institutions in Italy and somewhere abroadIl numero monografico dedicato agli ex manicomi restituisce, attraverso l’intreccio tra sguardi, realtà territoriali e destini diversi, uno spaccato su ciò che resta di una delle più importanti istituzioni foucaultiane in Italia e non solo

    Progetto per un’eredità complessa. L’ex Ospedale Psichiatrico Leonardo Bianchi di Napoli

    No full text
    “Leonardo Bianchi” hospital provided us with the occasion to reflect on the value and importance of a specific form of abandoned cultural heritage and its remembrance within the modern, contemporary city. The specific issue of this project, a “transformation of something already existing”, was discussed trying to preserve – in relation to Rem Koolhaas’ provocative theoretic positions – the architectural, typological, structural and functional features of the built environment, which determine the uniqueness of the identity of this heritage in decay. In a context of processual logic and through specific actions, we obtained a plausible transformation that could establish a relation among spaces and, at the same time, preserve connections to memory and architectural features, thus activating modifying dynamics on different scales. Its position at the outskirts of the city, the particularly insurmountable nature of the enclosures, the functional complexity of the area and its connection to the surrounding environment, the whole structure, the relation between open and closed spaces, the rhythm and repetition of all its elements, the internal sequences and the hierarchy of spaces: all these factors, together, create the identity of a legacy which is given new meanings in this dissertation.Il Leonardo Bianchi è stato occasione per ragionare sul valore e sul peso della memoria di una particolare forma del patrimonio culturale in abbandono all’interno della città contemporanea. La questione del progetto come trasformazione dell’esistente è stata affrontata tentando di preservare, con riferimento alle provocatorie posizioni teoriche di Rem Koolhaas, le caratteristiche architettoniche, tipologiche, costruttive e funzionali del costruito che determinano l’unicità dell’identità di questo complesso in abbandono. In una logica processuale, attraverso la proiezione di azioni mirate, si è calibrata una possibile trasformazione in grado di relazionare spazi e allo stesso tempo di preservare i rapporti con la memoria e i caratteri architettonici, innescando dinamiche di modificazione a scale diverse. La posizione ai margini della città, la natura particolarmente invalicabile del recinto, la complessità funzionale della cittadella, il rapporto con la geografia naturale, l’impianto che organizza, il rapporto tra spazi aperti e spazi chiusi, il ritmo/ripetizione degli elementi, le sequenze e le gerarchie interne, costituiscono l’identità di un’eredità a cui la tesi sovrascrive nuovi significati

    Progetto e libertà terapeutica. Parco Basaglia a Gorizia

    No full text
    The Parco Basaglia, the ex psychiatric hospital in Gorizia, is an emblematic site of the civic and medical revolution started in 1961 by Franco Basaglia, at his first appointment as director.In the last few years the Park has been the subject of study and design at the BA Course in Architecture at the University of Trieste. One can design, inside and outside the University, if one believes to treat the space in abstract or quantitative terms, or if one starts with the analysis of the material and immaterial traces present on a site in order to imagine its possible and necessary future.Given its history, the ex psychiatric hospital in Gorizia is not only a site in which one can exercise the different forms of a project, but it is also a cultural resource of critical thinking that can afford the School of Architecture with the opportunity to question some crucial issues: in a phase of post-critical architecture, how can one give form, represent and perhaps even learn from a battle of the critical thinking borne out of the psychiatry, but that warns against all the normalizing powers, the objectivity of subjectivity and the reduction of the un-problematic un-certainty? The proximity of the park to the former Italian-Yugoslavian border, which was part of the iron curtain and nowadays is the more peaceful Italian-Slovenian border, the early twenty-century structure of the park, and the historic events that took place there, bring out central issues that one has to bear in mind for the project: the identity, the architecture and the inhabitants; the limit, in its material and immaterial meaning; the memory, the material consistence of the existing architecture and the civic, social and ethical battle for the freedom and the searching for oneself, even though in a problematic way. This is the only way to search truly, even in architecture.Il parco Basaglia, ex ospedale psichiatrico di Gorizia, è luogo emblematico della rivoluzione medica e civile che Franco Basaglia inizia da qui, alla sua prima esperienza come direttore, nel 1961. Da alcuni anni il parco è oggetto di studio e area di progetto del Corso di Laurea in Architettura dell’Università di Trieste. Si può progettare, dentro e fuori dall’Università, credendosi liberi di trattare lo spazio in termini astratti o quantitativi, oppure muovendo dalla lettura delle tracce, materiali e immateriali, presenti in un luogo per immaginarne un futuro necessario e possibile.L’ex ospedale psichiatrico di Gorizia, con la sua storia, non è solo un’area nella quale esercitare le forme del progetto, è un giacimento culturale di pensiero critico che può offrire alla scuola di architettura l’occasione di interrogarsi su questioni cruciali: come, in una fase di architettura post-critica, si può dare forma, rappresentare e forse imparare da una battaglia del pensiero critico nata dalla psichiatria ma che mette in guardia da tutti i poteri normalizzanti, l’oggettivazione delle soggettività, la riduzione all’a-problematicità? L’adiacenza del parco al confine, già italo-jugoslavo parte della cortina di ferro, oggi più pacificamente italo-sloveno, l’impianto risalente ai primi del ‘900 e le successive trasformazioni, le vicende storiche delle quali è stato teatro, fanno emergere come centrali per il progetto i temi: dell’identità, dell’architettura e di chi la abita; del limite, nelle accezioni materiali e in quelle immateriali; della memoria, della consistenza materiale dell’architettura esistente e di una battaglia civile, sociale, etica, per la libertà di chi cerca se stesso in modo anche problematico. Che è poi l’unico modo di cercare davvero, anche in architettura

    0

    full texts

    485

    metadata records
    Updated in last 30 days.
    FAmagazine - Ricerche e progetti sull'architettura e la città
    Access Repository Dashboard
    Do you manage Open Research Online? Become a CORE Member to access insider analytics, issue reports and manage access to outputs from your repository in the CORE Repository Dashboard! 👇