FAmagazine - Ricerche e progetti sull'architettura e la città
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    485 research outputs found

    Monumento memoriale

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    The edition is an experiment aimed at prompting a reflection on the concept of a Memorial Monument, through the involvement in a design contest of architecture graduates and with the necessary participation of a sculptor. The project for a celebratory memorial in five contexts of singular value involved an initial selection of documents in the first round (abstract, sketch, model), by a jury chaired by Paolo Icaro, master sculptor, with Carmen Andriani, full professor in architectural design. An exceptional jury, therefore, which skilfully recaptured certain moral constants present in several extraordinary national design contests held in the 1960s and 1970s. This document therefore deviates from an editorial in the traditional sense, in an attempt, fraught with uncertainties, to offer a reasoning fluctuating between sculpture and architecture, between "plastic strain" and the elements to be composed, between its “domestic” nature and its role as a “monument to memory”, between “rebound stress” and militant criticism.Il numero apre, in via sperimentale, a una riflessione sul Monumento memoriale attraverso il coinvolgimento operativo, in un concorso di progettazione, dei dottorandi in architettura con la partecipazione vincolante di uno scultore. Il progetto di un memoriale celebrativo in cinque contesti di singolare valore ha visto un’iniziale selezione degli elaborati di primo grado (abstract, bozzetto, modello), da parte di una giuria presieduta da Paolo Icaro, maestro scultore, con Carmen Andriani, ordinario in composizione architettonica. Una giuria d’eccezione, quindi, che ha saputo riprendere certe costanti di impegno morale presenti in alcuni straordinari concorsi nazionali di progettazione tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Questo scritto si discosta pertanto da un editoriale in senso tradizionale cercando, seppur con molte incertezze, di proporre un ragionamento oscillante tra scultura e architettura, tra tensione plastica e elementi del comporre, tra carattere “domestico” e “monumento di memoria”, tra “tensione al rientro” e critica militante

    La mia Africa: tra Blixen e Pasolini

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    After the episodic interest in African architecture after the Second World War, it resumed towards the end of the last century and accelerated from the first decade of the New Millennium. Due to historical events linked to European Colonialism coinciding with the advent of Modernism, architecture often lost contact with the cultural tradition of the place to become a transplant of external models and stylistic features or a caricature of local idioms, making it necessary to recover a specific identity. Tropical architecture is a specific category of architecture that, starting from the climatological condition, should develop its characters in a balanced balance of symbolic, cultural, technological, etc. aspects fused in the architectural design.L’interesse per l’architettura africana dopo gli episodici interessamenti del Secondo Dopoguerra, è ripresa verso la fine del secolo scorso ed ha subito un’accelerazione a partire dalla prima decade del Nuovo Millennio. Per le vicende storiche legate al Colonialismo europeo in coincidenza con l’avvento del Modernismo, l’architettura spesso perde il contatto con la tradizione culturale del luogo per divenire trapianto di modelli e stilemi esterni oppure caricatura di idiomi locali rendendo necessario un recupero della specifica identità. L’architettura tropicale è una categoria specifica dell’architettura che a partire dalla condizione climatologica dovrebbe sviluppare i suoi caratteri in un bilanciato equilibrio tra aspetti simbolici, culturali, tecnologici, ecc. fusi nel progetto di architettura

    Inevitabile analogia

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    Book Review Author: Valter Scelsi Title: Osservazioni su architettura e analogia Language: Italian Publisher: Quodlibet Characteristic: 176 pages, dimensions 14 x 3.4 x 21.4 cm ISBN: 9788822920522 Year: 2022Recensione del libro Autore: Valter Scelsi Titolo: Osservazioni su architettura e analogia Lingua del testo: italiana Editore: Quodlibet Caratteristiche: 140x215 mm, brossura con bandelle, illustrazioni bn. ISBN: 9788822920522 Anno: 202

    Antimonumento

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    The project for a memorial at the Climat de France in Algiers develops from reading, breaking down and recomposing the archetypal forms of Fernand Pouillon's building. From the given and recognized elements, the goal is to create a new formal composition contained within the courtyard, the heart of the community that inhabits the building. The placement in the middle of the monumental space of the Two Hundred Columns Square brings it back into the daily life of its inhabitants. The memorial is not conceived as an object of contemplation, but as an accessible spatial element, alive and malleable, in which the users are invited to leave their mark, with a continuous reappropriation of the space. The project is an anti-monument, reversing the object/observer relationship through an archaeological interpretation of the architecture.Il progetto per un memoriale al Climat de France di Algeri comporta la lettura, scomposizione e ricomposizione delle forme archetipiche dell’edificio di Fernand Pouillon. Dagli elementi dati e riconosciuti, l’obiettivo è creare una nuova composizione formale contenuta all’interno della corte, cuore della comunità che abita l’edificio. Il posizionamento nel centro della monumentale piazza delle Duecento Colonne riporta lo spazio nella vita quotidiana degli abitanti: il memoriale non è oggetto di contemplazione, ma elemento spaziale accessibile, vivo e malleabile, in cui i fruitori lasciano il loro segno con la continua riappropriazione dello spazio. Il progetto è un anti-monumento, ribaltando il rapporto oggetto/osservatore attraverso una lettura archeologica dell’architettura

    Un centro socio-sanitario per la popolazione aborigena a Newman

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    This article describes a primary health facility located in Newman, a town with a predominantly Aboriginal population about 1200 km from the city of Perth. The first-of-its-kind facility aims to offer culturally appropriate, community-controlled health services, reducing the need for travel to the capital. Located opposite the regional hospital, the Healthcare Center integrates various medical services and adopts sustainable design principles, such as the use of compressed earth and endemic plants. The inclusive approach, inspired by Critical Regionalism, aims to bridge the health gap between Aboriginal and non-Aboriginal people, becoming a symbol of accessibility, cultural sensitivity and community pride in Newman.Questo articolo descrive un presidio sanitario primario situato a Newman, cittadina con popolazione prevalentemente aborigena a circa 1200 km dalla città di Perth. La struttura, prima del genere, mira a offrire servizi sanitari culturalmente appropriati e controllati dalla comunità, riducendo la necessità di viaggi nel capoluogo. Situata di fronte all’ospedale regionale, l’Healthcare Center integra vari servizi medici e adotta principi di progettazione sostenibili, come l’uso di terra compressa e piante endemiche. L’approccio inclusivo, ispirato al Regionalismo Critico, punta a colmare il divario sanitario tra aborigeni e non aborigeni, diventando un simbolo di accessibilità, sensibilità culturale e orgoglio comunitario a Newman

    Architettura attraverso la macchina da presa

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    Review of the book Author: David EscuderoTitle: Neorealist ArchitectureSubtitle: Aesthetics of Dwelling in Postwar ItalyLanguage of the text: englishPublisher: Routledge, LondonCharacteristics: 17,5x24,5 cm, 222 pages, paperback, b/WISBN: 978-1-032-23504-2Year: 2023Recensione del libro Autore: David EscuderoTitolo: Neorealist ArchitectureSottotitolo: Aesthetics of Dwelling in Postwar ItalyLingua del testo: ingleseEditore: Routledge, LondraCaratteristiche: formato 17,5x24,5 cm, 222 pagine, brossura, bianco e neroISBN: 978-1-032-23504-2Anno: 202

    Guedesburgo. Lourenço Marques e lo Stiloguedes

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    The paper focuses on the urban dimension of the work of Âmancio d'Alpoim Miranda Guedes (1925-2015). Known as Pancho Guedes he worked in Lourenço Marques, the Mozambican pre-independence capital city, in the timeframe 1950-1975. The city has a dual nature and a clear demarcation between the informal settlements and the colonial city (a semi-annular road). The presence of a Cartesian grid has allowed "anarchic" inventions despite the colonial statement. Despite the short history and unequal growth of the city, there is a stratification and a wealth of languages unprecedented for African cities of colonial origin. Guedesburg is positioned in this linguistic effervescence: the work of Pancho Guedes (about 500 buildings built) which in the tumult of details places a different overall  order.Il contributo verterà sulla dimensione urbana dell’opera di Amancio d’Alpoim Miranda Guedes (1925-2015), noto anche come Pancho Guedes, nella mozambicana Lourenço Marques pre-indipendenza (1950-1975). Argomentando la natura duale della città di fondazione e la netta demarcazione tra gli insediamenti informali e la città coloniale tramite una viabilità semi-anulare, si porta all’attenzione la presenza di un tracciato cartesiano che ha permesso invenzioni “anarchiche”. Nonostante la breve storia e una crescita diseguale della città, si registra una stratificazione e una ricchezza di linguaggi inedita per le città africane di matrice coloniale. In tale effervescenza linguistica si posiziona Guedesburgo: l’opera di Pancho Guedes (circa 500 architetture realizzate) che nel tumulto del dettaglio pone un diverso ordine all’insieme

    Una sezione architettonica tra città e campagna. Note sull’architettura costruttivista nel settore agro-alimentare tra NEP e Primo Piano Quinquennale.

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    The film by S. M. Ejzenštejn “The Old and the New”, a documentary film, shows the terms of the process of collectivization of the countryside USSR between the end of the NEP and the First Five-Year Plan. In the text, we document in parallel the process of transformation of the city and the countryside in this period: on the one hand, the city from “center of consumption” and the market of agricultural production becomes “center of distribution and production” of meals, on the other, the agrarian settlement from the village becomes “sovchoz” (state farm). The plans of the sovkhozes of “Gigant” and “Verbljud” with their facilities and communal housing represent a significant sample of constructivist architecture in rural areas, before the affirmation both in the city and in the countryside of the architecture of Socialist Realism.Il film di S. M. Ejzenštejn “Il Vecchio e il nuovo”, film documentario restituisce gli estremi del processo di collettivizzazione delle campagne in URSS tra la fine della NEP e il Primo Piano Quinquennale. In questo contributo ci occupiamo di documentare parallelamente il processo di trasformazione della città e della campagna in questo periodo - la città da “centro di consumo” e mercato della produzione agraria a “centro di distribuzione e produzione” di pasti, l’insediamento agrario da villaggio a “sovchoz” (azienda agricola statale). I piani dei sovchoz di “Gigant” e “Verbljud” con i loro edifici collettivi e comuni di abitazione rappresentano un campione significativo dell’architettura costruttivista, prima dell’affermazione sia nella città che nella campagna dell’architettura del Realismo socialista

    Primo modernismo a Zagabria. Via Novakova.

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    Architectural modernism appeared in cities of the Kingdom of Yugoslavia during the end of the twenties and beginning of the thirties of the XXth century with different manifestations but within a quite coherent cultural scenario. In those years, most of the Yugoslavian cities were transforming themselves and they were all searching for a new identity, where a new architectural “style” had a substantial importance. The cultural life in these cities was extremely rich and open to external influences, also due to the presence of young architects and academics that had studied abroad and were eager to bring in their own towns their personal experiences. Zagreb was certainly one of the most active cities from an economical, social and cultural point, a city where urban transformations and architectural innovation were reinforcing each other. The unique example of the residential development along Novakova street must be seen as a very early attempt of creating a modern identity, also in relationship to other important European experiences, first with the Weissenhof in Stuttgart.Il modernismo architettonico è apparso nelle città del Regno di Jugoslavia tra la fine degli anni ‘20 e l’inizio degli anni ‘30 del XX secolo con manifestazioni diverse ma all’interno di uno scenario culturale abbastanza coerente. In quegli anni la maggior parte delle città jugoslave si stava trasformando e tutte erano alla ricerca di una nuova identità, di un nuovo “stile” architettonico. La vita culturale di queste città era estremamente ricca ed aperta alle influenze esterne, anche per la presenza di giovani architetti e accademici che avevano studiato all’estero ed erano desiderosi di portare nelle proprie città le proprie esperienze personali. Zagabria è stata sicuramente una delle città più attive dal punto di vista economico, sociale e culturale, una città in cui le trasformazioni urbane e l’innovazione architettonica si sono rafforzate a vicenda. L’esempio unico dello sviluppo residenziale lungo via Novakova deve essere visto come un primissimo tentativo di creare un’identità moderna, anche in relazione ad altre importanti esperienze europee, prima tra tutte, il Weissenhof di Stoccarda

    Per un “grado zero” delle forme. Il collage come metodologia compositiva

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    Review of the book Author: Elvio ManganaroEdited by: Riccardo RappariniTitle: Durand incontra Balestrini a VeneziaLanguage: Italian/EnglishPublisher: Lettera Ventidue EdizioniCharacteristics: 24x16,5 cm, 216 pages, paperback, black and whiteISBN: 978-88-6242-783-8Year: 2022Recensione del testo Autore: Elvio ManganaroA cura di: Riccardo RappariniTitolo: Durand incontra Balestrini a VeneziaLingua del testo: Italiano/ingleseEditore: Lettera Ventidue EdizioniCaratteristiche: 24x16,5 cm, 216 pagine, brossura, bianco e neroISBN: 978-88-6242-783-8Anno: 202

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