FAmagazine - Ricerche e progetti sull'architettura e la città
Not a member yet
485 research outputs found
Sort by
Gardella/il trasmettere: Ignazio Gardella e lo Iuav
abstractSicuramente è una storia parallela e meno conosciuta quella che vede impegnato Ignazio Gardella allo IUAV tra il 1950 e il 1975, assieme ad altri professori-architetti provenienti da tutta Italia, nella costruzione di quella che a tutti gli effetti può considerarsi la Scuola di Venezia nata sotto la guida di Giuseppe Samonà. Una storia più silenziosa, compresa con naturalezza e senza accenti, nelle pieghe di una biografia certamente sbilanciata verso un’intensa attività progettuale capace di dimostrare autonomamente, attraverso il progetto stesso, un modo concreto di fare architettura e di trasmetterne il valore.La documentazione eterogena, in parte di recente acquisizione da parte del CSAC di Parma, riferita all’attività didattica svolta in questo arco di tempo, presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, apre la possibilità di indagare le tracce più importanti di questa vicenda
La nozione di Lucus e l'architettura di Gianugo Polesello
Book ReviewAuthor: Ildebrando Clemente Title: LucusSubtitle: Intorno al significato nell'architettura di Gianugo PoleselloBook Series: Saggi di architetturaLanguage: italian Publisher: Aion, FlorenceCharacteristic: dimension 17x24 cm, 254 pages, paperback, color, b/wISBN 9788898262434Year: 2016Recensione di libroAutore: Ildebrando ClementeTitolo: LucusSottotitolo: Intorno al significato nell'architettura di Gianugo PoleselloCollana: Saggi di architetturaLingua del testo: italiano Editore: Aion, FirenzeCaratteristiche: formato 17x24 cm, 254 pagine, brossura, colore, b/nISBN 9788898262434Anno: 201
Gardella/la biblioteca dell’architetto
abstract12.000 volumi tra saggi, antichi trattati, manuali dell’architetto e dell’ingegnere, dispense universitarie, riviste di settore, opere di narrativa. Una biblioteca grande e articolata, sempre in continuo aggiornamento, composta da un’ampia gamma di titoli che abbracciano diversi generi e discipline. Questo, in grandi linee, il patrimonio che costituisce l’importante e imponente biblioteca di Ignazio Gardella. L’intento di questo studio è di redigere un catalogo ragionato e tematico di questo importante patrimonio, ricostruendo laddove possibile la sequenza delle acquisizioni e individuando le principali voci, calcolando la consistenza argomento per argomento. Elementi, questi, che potranno contribuire ad evidenziare le principali fonti di ispirazione nell’attività progettuale di Gardella, nonché a comprenderne più a fondo il metodo di lavoro. La ricerca non si propone di costruire meccanicamente riferimenti diretti tra le fonti e i progetti, ma di contribuire ad arricchire le conoscenze sulla sua opera in senso più ampio, per comprendere il metodo di progettazione, lo svolgersi del processo creativo e la modalità di utilizzo delle fonti
Controspazio come "piccola rivista"
Controspazio edited by Paolo Portoghesi, was published from 1969 to 1981 with a total of 60 volumes. Three have been the editorial boards. The first one worked in Milan from 1969 to 1972 and edited 26 volumes; the second (1973-1976) and the third (1977-1981) in Rome, and each of them produced 17 volumes.The main topic of the Milanese season was the autonomy of architecture: at that time the magazine spread the knowledge of urban studies elaborated in Venice and Milan, and in particular of the theoretical and design work of Aldo Rossi and the so-called Tendenza.The first Roman season dealt with a critical review of post-war Italian architecture, focusing on the work of masters such as Ridolfi and Gardella, and on the legacy of the Modern Movement. Two interpretations clashed: that of neo-rationalism; and that of the expressiveness of architectural languages and to the return to history.In the last season, the editorial board dealt with directly the topic of architecture coming out from Modern Movement and were anticipated the topics of First International Exhibition of Architecture "The presence of the Past" of Venice Biennale directed by Paolo Portoghesi.La rivista Controspazio diretta da Paolo Portoghesi uscì dal 1969 al 1981, e pubblicò un totale di 60 fascicoli. A essa vi lavorarono tre redazioni. La prima redazione fu a Milano dal 1969 al 1972 e produsse 26 fascicoli; la seconda (1973-1976) e la terza (1977-1981) furono a Roma, e ciascuna di esse produsse 17 fascicoli.Il tema fondamentale affrontato nella stagione milanese fu quello dell’autonomia dell’architettura: in quel periodo la rivista fece conoscere in modo organico le ricerche sugli studi urbani condotte a Venezia e a Milano, e in particolare contribuì alla conoscenza dell’opera teorica e progettuale di Aldo Rossi e della cosiddetta Tendenza.La prima stagione romana affrontò una rilettura critica dell’architettura italiana del dopoguerra, incentrata sull’opera di maestri come Ridolfi e Gardella, e focalizzò la propria attenzione critica sull’eredità del Movimento Moderno. Si contrapposero due linee: una faceva capo all’eredità neo-razionalista; l’altra rivolgeva la sua attenzione all’espressività dei linguaggi e al ritorno alla storia.La terza stagione infine affrontò in modo esplicito le problematiche dell’uscita dal Movimento Moderno, e contribuì portare in luce le tematiche che sarebbero state le protagoniste della Prima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia
Zodiac, da Adriano Olivetti a Guido Canella
In the summer-autumn of 1988, the publisher Renato Minetto asked Guido Canella to direct the new series of Olivetti publications called "Zodiac". The issues, which came out at intervals of six months, were deliberately 21, the same number as those of the first series which had been published between 1957 and 1972. Monographs and miscellaneous issues alternated in nearly equal measure, all introduced by an editorial with a strong theoretical commitment and by one or more historical-critical essays, followed by a review of projects and works of architecture from the main players of contemporary international architecture accompanied by generous documentation described by the authors themselves without any outside comment, with the idea that the works and projects could speak for themselves, leaving personal judgement up to the reader without any editorial mediation apart from the choice to publish or not.Nell’estate-autunno 1988, l’editore Renato Minetto propose a Guido Canella di dirigere la nuova serie della testata olivettiana «Zodiac». I numeri usciti, con periodicità semestrale, sono stati 21, tanti quanti quelli della prima serie uscita tra 1957 e 1972. Numeri monografici e numeri miscellanei si sono alternati in misura pressoché equivalente. A loro volta i numeri monografici hanno affrontato temi tipologici (teatro, museo, università, palazzo di giustizia), o temi contestuali (Latinoamerica, California, Olanda), o ancora temi specifici come “Quella terza generazione di Giedion”. Tutti i numeri, monografici o miscellanei, erano introdotti da un editoriale di forte impegno teorico e da uno o più saggi storico-critici, seguiti da una rassegna di progetti e architetture dei protagonisti dell’architettura contemporanea internazionale, corredati da una ampia documentazione descritta dagli stessi autori senza alcun commento esterno, nell’idea che opere e progetti parlassero per se stessi, lasciando al lettore il personale giudizio senza alcuna mediazione redazionale se non la scelta della pubblicazione
Lotus. I primi trent’anni di una rivista di architettura
Imagined more as an annual dedicated to the best works of architecture, urban and industrial design, during the first seven issues, the magazine «Lotus» shifts the axis of its purpose from that of information and professional updating to one of a critical examination of the key issues intrinsic to the architectural project. This article identifies some themes, which pervaded the first thirty years of «Lotus» life, from 1964 to 1994, re-emerging, with variations, in many successive issues. If the monographic approach set a characteristic of the editorial line that endures over time, helping to strengthen the magazine’s identity, the change in the themes dealt with over the course of the decades is considered as a litmus test of the continuous evolution of the theoretical-design issues at the core of the architectural debate.Immaginata inizialmente come un annuario da dedicarsi alle migliori opere di architettura, urbanistica e disegno industriale, nel corso dei primi sette numeri la rivista “Lotus” sposta gradualmente l’asse delle proprie finalità dall’ambito dell’informazione e dell’aggiornamento professionale a quello dell’approfondimento critico delle principali questioni che attengono al progetto d’architettura. L’articolo individua alcuni temi che attraversano i primi trent’anni di vita di “Lotus”, dal 1964 al 1994, e riemergono, con diverse declinazioni, in molti numeri. Se il taglio monografico fissa una caratteristica della linea editoriale che si protrae nel tempo, contribuendo a rafforzare l’identità della rivista, il modificarsi dei temi affrontati nel corso dei decenni è assunto come una cartina tornasole del continuo evolvere delle questioni teorico-progettuali al centro del dibattito architettonico
Gardella/l’esporre: il negozio e lo stand
abstractLa sperimentazione di Ignazio Gardella sul tema del progetto di negozi e stand espositivi si concentra principalmente tra gli anni Quaranta e Sessanta realizzando numerosi interventi che mostrano una continuità tra queste opere, spesso considerate minori, e le sue opere maggiori e acclamate dalla critica. Una continuità legata al modus operandi e alle scelte di linguaggio ma più ancora all’idea che i differenti temi e ambiti del progetto, dalla scala urbana a quella più minuta dello spazio di vendita e esposizione, possano essere intese come occasioni di architettura. La fase di ideazione e progettazione dei negozi e degli stand appare focalizzarsi su un’idea dello spazio espositivo pensato come un organismo, come un’architettura. Il lavoro si concentra sovente nella ricerca di una relazione differente e più complessa tra spazio interno, del negozio o dello stand, e spazio esterno della città o del percorso di visita e sulla relazione tra esposizione e messa in scena, di cui gli oggetti della vendita divengono parte
Phalaris. Un Giornale di Architettura
The invention of a Journal of Architecture appears to us as the story of a great intellectual adventure, which consists of travel insights, art, literature, cinema, theater and architecture. Above all architecture, which presents itself in the often provocative and sometimes strange forms – designs and models – put on display at the Masieri Foundation’s “Architecture Gallery”: at beginning from the Lambrate railway station of Ignazio Gardella and ending with a “great mechanical hand” immersed in the waters of the Grand Canal of Santiago Calatrava, passing through Henselmann, Manuel de Solà Morales, Bob Venturi, “The Italian School” and “The other modern” by Bogdanovic, Pikionis, Gustav Peichl and John Hejduk and and not too many others.L’invenzione di un Giornale di Architettura ci appare come il racconto di una grande avventura intellettuale, che si compone di intuizioni di viaggio, arte, letteratura, cinema, teatro e architettura. Soprattutto architettura, che si presenta nelle forme spesso provocatorie e a volte stranianti – disegni e modelli – messi in mostra alla “Galleria di Architettura” della Fondazione Masieri: a cominciare dalla Stazione ferroviaria di Lambrate di Ignazio Gardella e per finire con una “grande mano meccanica” immersa nelle acque del Canal Grande di Santiago Calatrava, passando per Henselmann, Manuel de Solà Morales, Bob Venturi, “La Scuola italiana” e “L'altro moderno” di Bogdanovic, Pikionis, Gustav Peichl e John Hejduk
Gardella/il trasmettere: la fotografia tra iconizzazione e reperto
abstractNel tempo la fotografia è diventata uno strumento indispensabile per conoscere ed interpretare l’architettura. La ricerca dedicata a Ignazio Gardella, in corso al CASC di Parma, vuole essere occasione per esplorare il rapporto tra le due discipline. In particolare, si è deciso di indagare due funzioni riconosciute alla fotografia: definire l’immagine di una architettura, analizzando la sua rilevanza nel processo di “iconizzazione”, e narrare l’evoluzione del “reperto” architettonico, testimoniandone le sue trasformazioni
Gardella/l’abitare: lo spazio domestico
AbtractL’archivio Gardella restituisce tra i faldoni delle opere più conosciute dell’architetto milanese un consistente corpus di elaborati che documentano le attenzioni da lui costantemente dedicate al progetto degli interni residenziali. Si svela così un’attitudine professionale che coinvolge la disciplina architettonica dal disegno dell’oggetto d’uso all’organizzazione degli ambienti domestici, dove è possibile verificare le relazioni tra la costruzione, gli spazi e i pezzi di arredo che li occupano