FAmagazine - Ricerche e progetti sull'architettura e la città
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Progettare con il vuoto. Il ruolo strutturante dello spazio aperto
Starting from the void as an opportunity to redefine urban balances in social and environmental terms. Resume the idea of the "city by parts", the role of the dispositio, the stripping of the urban pattern (as an increase in those "urban voids", indispensable material for the genesis of the architectural project). The cases treated in this paper propose a well defined city, which works through urban islands and recognizable complex architectural units. They build an identity dictated by regulatory criteria, based on distances and isolations. The construction or transformation of urban part can be thought as an organized and coordinated manageable system, capable of responding more effectively to pandemic emergencies.Partire dal vuoto come opportunità per ridefinire gli equilibri urbani in termini sociali e ambientali. Riprendere l’idea della “città per parti”, il ruolo della dispositio, la scarnificazione del tessuto (come incremento di quei “vuoti urbani”, materiale indispensabile per la genesi del progetto di architettura). I casi affrontati propongono una città definita e non dispersa, che lavora per isole urbane e unità architettoniche complesse ma riconoscibili. Tali caratteristiche, sono le fondamenta di un’identità dettata da criteri regolatori basati su distanze ed isolamenti. La costruzione o la trasformazione di realtà urbane potrebbe essere pensata come un sistema organizzato e coordinato, in grado di rispondere in modo più efficace alle emergenze pandemiche.
Constantinos A. Doxiadis e la sua Entopia: La promessa di un’utopia moderata e di un modernismo umanizzato
This essay summarizes the history and politics of Constantinos Doxiadis’s urban vision which flourished internationally after the Second World War, reinventing architects planners as scientists, technocrats, and development experts, while renegotiating modernism’s rationalism and individualism. Focusing on “entopia,” Doxiadis’s vision of an ideal urban fabric, the essay exposes the social and formal ambitions of Doxiadis’s theory of Ekistics, and analyses his firm Doxiadis Associates’ alignments with new postwar discourses on international socioeconomic development and environmental management. Entopia provides the basis for a critical reflection on Doxiadis’s version of modernism, his emphasis on multi-disciplinarity, and his conceptions of global “harmony,” all of which resonate with current socio-political, urban and environmental predicaments.Questo saggio riassume la storia e la politica della visione urbana di Constantinos Doxiadis, fiorita a livello internazionale dopo la seconda guerra mondiale, che reinventava gli architetti pianificatori come scienziati, tecnocrati e esperti di sviluppo, rinegoziando il razionalismo e l’individualismo del modernismo. Concentrandosi su “entopia”, la visione di Doxiadis di un tessuto urbano ideale, il saggio espone le ambizioni sociali e formali della teoria Echistica di Doxiadis e analizza gli allineamenti del suo Doxiadis Associates con i nuovi discorsi postbellici sullo sviluppo socioeconomico internazionale e sulla gestione ambientale. Entopia fornisce la base per una riflessione critica sulla versione modernista di Doxiadis, la sua enfasi sulla multidisciplinarietà e le sue concezioni di “armonia” globale, tutte in linea con le attuali situazioni socio-politiche, urbane e ambientali
Östberg e il lascito del ben più vasto Norden
Recensione diAutore: Chiara Monterumisi Prefazione di Luca OrtelliTitolo: Ragnar ÖstbergSottotitolo: Villa Geber una casa nell’arcipelagoLingua del testo: Italiano (con riassunti in inglese e svedese)Editore: Obliquae Imagines in Edibus Caratteristiche: 21x27 orizzontale, 180 pagine, brossura, coloriISBN: 978-88-97221-51-7Anno: luglio 201
Pensare al futuro
Recensione al libro Autore: Marcello Sèstito Titolo: Corpo e Architettura o de humani fabrica Lingua: italiano Editore: RubbettinoCaratteristiche: formato 24x32 cm, brossura, coloriISBN: 9788849852110Anno: 201
La struttura che racconta. Come la critica architettonica narra la relazione tra struttura formale e struttura resistente
It is necessary to situate the gaze in the criticism of architecture to throw a certain light on the issues that this discipline deals with. The story, the logos, fulfills a double function both descriptive and constitutive of the reality. The historiography of modern architecture played an active role in conformation of styles, focusing its targets. Some of the main architectural tendences of the twentieth century were consolidated through publications and exhibitions. To show this, it is enough to remark the importance of Henry-Russell Hitchcock and Philip Johnson in the developement of the International Style, and the role of latter in the Deconstructivism.Following this argumental line, the following article tries to highlight how critics of modern architecture have understood the resistant structure in their respective works. Martin Heidegger proposed the tekné as a process to ‘bringing-forth’ the abstraction. Thus, the technique ceases to have the sense of ‘means’. That is, it stands as something necessary to realize an idea. Thus, the study of technology and, therefore, of science turns to be fundamental to understand how architectural projects have been conceived.È necessario gettare lo sguardo nella critica di architettura per far luce sui problemi che questa disciplina affronta. La trama, il logos, realizza una doppia funzione sia descrittiva che costitutiva della realtà.Proseguendo il modo con cui Panayotis Tournikiotis ha dato il via a The Historiography of Modern Architecture, il seguente articolo cerca di evidenziare come i critici dell’architettura moderna abbiano interpretato la “struttura resistente” nei loro testi. Martin Heidegger propose la tekné come un processo per “portare avanti” l’astrazione. Quindi, la tecnica cessa di avere il senso di “strumento”. Si presenta, cioè, come qualcosa di necessario per realizzare un’idea. Pertanto, lo studio della tecnologia e, quindi, della scienza diventa fondamentale per capire come sono stati concepiti i progetti architettonici
Architettura e narrazione. L'architetto come storyteller?
Since we are deeply involved in the era of communication, the interest in the relationship between architecture and forms of narration is not surprising. Amongst the many declinations in which the relationship can be interpreted, it’s successful to combine architecture with a concept of contemporary communication: storytelling. Architecture and narration maintain, however, a deeper bond if we consider them in terms of the boundaries they create between humans and the real world. The common hermeneutic tension of construction and narration/poetize can be fully understood in the work of the architect-poet, or those architects whose work also includes poetic composition. The issue is how the application of contemporary techniques of storytelling influences the sense of hermeneutic narrative of the architecture, considering that the effectiveness of storytelling seems to reside more in explanatory simplification that in problematic complexityTrovandoci nell’era della comunicazione, non stupisce il crescente interesse per la relazione tra architettura e forme di narrazione. Delle molteplici declinazioni in cui il rapporto può essere inteso, riscuote successo l’accostare l’architettura a un concetto proprio della comunicazione contemporanea, lo storytelling. Architettura e racconto intrattengono, però, un legame più profondo se li consideriamo come forme di interpretazione del rapporto tra uomo e mondo. La comune tensione ermeneutica del costruire e del narrare/ comporre si coglie nell’opera di architetti-poeti, o architetti la cui opera comprende anche la composizione poetica. La questione è come incida sulla narratività ermeneutica dell’architettura rispetto all’attitudine umana all’abitare l’applicazione delle tecniche dello storytelling la cui efficacia sembra risiedere più nella semplificazione esplicativa che nella problematicità
Il futuro non (è) scritto
Review of Recensione diCuratori: Paolo Carlotti, Anna Irene Del Monaco, Dina NenciniTitolo: L’ampliamento della Camera dei Deputati. Letture e prospettive per il progetto. Collana: Lettura e progetto. Nuova Serie FrancoAngeliLingua: italiano Editore: FrancoAngeliCaratteristiche: formato 14x21,5 cm, brossura, b/nISBN: 9788891751027Anno: 201
Architettura è Vita
Recensione al libro Autore: Pedagogie architettonicheTitolo: Scuole, didattica e progetto Collana: AAC - Architettura, Arti CittàLingua: italiano/inglese Editore: Accademia University PressCaratteristiche: formato 21X21 cm, brossura, coloriISBN: 978-88-99982-69-0Anno: 201
Luigi Vietti. Progetti veneziani
Luigi Vietti elabora progetti per Venezia tra la metà degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Sessanta. I numerosi incarichi professionali che il destino riserva a Vietti nella città lagunare costituiscono per lui l’occasione per elaborare progetti che, lungi dal volere offrire risposte alle mere richieste funzionali espresse dalla committenza, si configurano come vere e proprie indagini intorno a un determinato tema compositivo e a uno specifico luogo. È, in particolare, nel progetto di ampliamento dell’Albergo Bauer-Grünwald che egli sperimenta una possibile relazione tra progetto contemporaneo e città storica, interpretando le specificità contestuali attraverso le tecniche della composizione architettonica. L’ibridazione di figure ed elementi architettonici dell’architettura veneziana minore con l’asciutto linguaggio moderno che ricorre nei progetti di Vietti per la città lagunare rivela in realtà un modus operandi che caratterizza ampia parte della sua opera, facendo dell’architetto una figura di rilievo nell’ambito del dibattito culturale italiano del suo tempo