FAmagazine - Ricerche e progetti sull'architettura e la città
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    485 research outputs found

    #Io resto a casa, Nuove forme dell’abitare domestico

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    Hygienic-sanitary regulations have always influenced urban planning theories, cities transformations and forms of dwelling. While waiting for the medical solution, the answer to Covid19 goes through spatial considerations. The most immediate changes can begin from home, with a poietic thought and in opposition to the idea that everything depends solely on technology. The reasoning about the domestic space implies reflection on new needs (which the emergency has exacerbated) and on the search for quality, with a revision of the living minimums. Isolation has opened our eyes to possible domestic landscapes and, if the house is still the principle of dwelling, from it - with a multi-scalar vision - wider changes and transformations can be targeted. From this point of view, the contemporary project recovers some reasons and experiences of modernity as a reference for further elaborations.Le regolamentazioni igienico-sanitarie hanno influenzato da sempre le teorie urbanistiche, le trasformazioni delle città e le forme dell’abitare. Nell’attesa della soluzione medica, la risposta al Covid19 passa da considerazioni sugli spazi. I cambiamenti più immediati possono avviarsi dalla casa, con un pensiero poietico e in opposizione all’idea che tutto dipenda unicamente dalla tecnologia. Il ragionamento sullo spazio domestico implica la riflessione sui nuovi bisogni (che l’emergenza ha acuito) e sulla ricerca della qualità, con una revisione dei minimi dell’abitare. L’isolamento ha aperto lo sguardo a possibili paesaggi domestici e, se la casa è ancora principio dell’abitare, da essa - con una visione multi-scalare - possono traguardarsi cambiamenti e trasformazioni più ampie. In quest’ottica, il progetto contemporaneo recupera alcune ragioni ed esperienze della modernità a riferimento di ulteriori elaborazioni

    La Sardegna e il suo Doppio La realité virtuelle nella Stazione dell’Arte a Ulassai

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    A parallel could be identified between the virtual reality of the theatre, as defined by Antonin Artaud in his essay Le théâtre et son double, and that which arises from the artistic universe of Maria Lai. Its “Double” is Sardinia with its  history of thousands of years, whose very personal representation finds in the forms and types of her museum a captivating manifestation. The Stazione dell'Arte (Art Station) in Ulassai, with its archaic aura constitutes a small and poetic example of a contemporary museum which suggests reflections on some of the themes that are a part of the ethos of a museum: the symbiosis between museum and personality of the artist; the typological completeness of the museum building versus its articulated dispersion throughout the territory; the reciprocal interaction with the landscape and the cultural identity of the community in which it is inserted; and more generally, the relationship between contemporary artistic research, museology and architecture.Si potrebbe ritrovare un parallelismo tra la realtà virtuale del teatro, così come definita da Antonin Artaud nel saggio Le théâtre et son double, e quella scaturita dall’universo artistico di Maria Lai. Il suo “Doppio” è una Sardegna dalla storia millenaria, la cui personalissima rappresentazione trova nelle forme e nel tipo del suo museo una coinvolgente manifestazione. La Stazione dell’Arte di Ulassai, nella sua aura arcaica costituisce un piccolo esempio poetico di museo contemporaneo, che suggerisce riflessioni su alcuni temi costitutivi dell’ethos museale: la simbiosi tra museo e personalità dell’artista; la compiutezza tipologica dell’edificio museale versus la sua articolata dispersione sul territorio; la reciproca interazione con il paesaggio e l’identità culturale della comunità in cui è insediato; più in generale il rapporto tra ricerca artistica contemporanea, museologia e architettura.

    Il Museo come Scuola (di Architettura)

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    The museum as architecture, as the central theme around which this entire monographic issue rotates, derived from a call for papers that also left the field open for reflections on virtual museums and on the dematerialisation of the exhibited object. The theses developed in the articles that arrived (generally) and in those that were selected (specifically) confirm the importance of the museum as architecture. “Presence” won out over “absence”, a position that does not displease us: reality over virtuality. The thesis of surplus value of the real museum compared to the virtual museum is corroborated by such definitions as “space of grace” (Clemente), “apparatus of the soul” (Piscella), and “palimpsest of the place” (Lomurno): perceptual characteristics of the real that could not easily be transferred to virtuality as a way of making museums become authentic “acts of resistance” (De Matteis). In this introduction we critically analyse the papers making up the monograph.Il museo come architettura è il tema centrale sul quale ruota l’intero numero monografico derivato da una call for papers che lasciava aperto il campo anche a riflessioni sui musei virtuali e sulla dematerializzazione dell’oggetto da esporre. Le tesi contenute negli articoli arrivati (in generale) e selezionati (in particolare), confermano invece l’importanza del museo come architettura. Ha vinto, e questa posizione non ci dispiace, la ‘presenza’ rispetto all’‘assenza’, la realtà rispetto alla virtualità. Ad avvalorare la tesi del plusvalore del Museo reale rispetto a quello virtuale ci sono definizioni come spazio della grazia (Clemente), apparecchio dell’anima (Piscella), palinsesto del luogo (Lomurno): sarebbe difficile trasferire alla virtualità tali caratteri percettivi del reale cosicchè i musei divengono veri e propri “atti di resistenza” (De Matteis). Il presente saggio analizza in maniera critica gli articoli che compongono il numero monografico

    Del gioco e del montaggio

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    The following text is the abstract sent to the authors last July.It was intended to illustrate the reasons for the magazine issue.It seemed to the editors of some use to propose it at the opening also to the readers.Il testo che segue è l’abstract inviato agli autori lo scorso luglio.Aveva lo scopo di illustrare le ragioni del numero.Ai curatori è parso di qualche utilità riproporlo in apertura anche ai lettori

    Le architetture metropolitane di Paulo Mendes da Rocha. Tra concezione spaziale e ideazione strutturale

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    Review of the textAuthor: Carlo GandolfiTitle: Matter of space. Città e architettura in Paulo Mendes da RochaSubtitle: AAC – Arti | Architettura | Città – studi, temi, ricercheLanguage: italiano/inglesePublisher: Accademia University PressFeatures: format 21 x 21cm, 408 pages, paperback, colorISBN: 978-88-99982-27-0Year: 2018Recensione del testoAutore: Carlo GandolfiTitolo: Matter of space. Sottotitolo: Città e architettura in Paulo Mendes da RochaCollana: AAC - Architettura Arti CittàLingua del testo: italiano/ingleseEditore: Accademia University PressCaratteristiche: formato 21 x 21cm, 408 pagine, brossura, a coloriISBN: 978-88-99982-27-0Anno: prima edizione febbraio 2018, seconda edizione luglio 201

    Cooperative Architecture. Lo spazio urbano come mezzo e strumento per condividere narrazioni

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    Understanding the already existing space as socio-cultural dimension, cultural capacity and atmosphere that can be approached in many different ways, is connected to the idea of using space as a medium that opens up discussions, fosters social connections and is able to reveal socio-political contexts, cooperative processes of planning, production and change, questions of everydaylife, the  design and use of space throughout the past and visions towards the future of our cities. Changing the perspective on space and using it as a medium and tool for knowledge creation is addressed through the concept of cooperative architecture.This concept rethinks and reactivates the architectural and urban design discipline as social, creative and common practice as well as it defines new roles within the discipline and at the intersection with other disciplines.Comprendere lo spazio già esistente come dimensione socio-culturale, capacità culturale e atmosfera che possono essere avvicinate in molti modi diversi, è connesso all'idea di utilizzare lo spazio come mezzo che apre discussioni, favorisce connessioni sociali ed è in grado di rivelare contesti politici, processi cooperativi di pianificazione, produzione e cambiamento, questioni di vita quotidiana, progettazione e fruizione dello spazio nel passato e visioni verso il futuro delle nostre città. Cambiare la prospettiva sullo spazio e utilizzarlo come mezzo e strumento per la creazione di conoscenza è affrontato attraverso il concetto di architettura cooperativa, che ripensa e riattiva la disciplina del progetto architettonico e urbano come pratica sociale, creativa e comune, oltre a definire nuovi ruoli all'interno della disciplina e all'incrocio con altre discipline

    L’occhio dell’architetto. Viaggio attraverso lo sguardo di trentatré architetti ai tempi del Covid-19

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    Review of the bookEditors: Federico Bilò e Riccardo PalmaTitle: il cielo in trentatré stanze. Subtitle: Cronache di architetti #restatiacasaLanguage: italianPublisher: LetteraVentidueCharacteristic: 16,5 x 24cm, 163 pages, paperback, colors ISBN: 978-88-6242-451-6Year: 2020Recensione al testo Curatori: Federico Bilò e Riccardo Palma Titolo: il cielo in trentatré stanze. Sottotitolo: Cronache di architetti #restatiacasa Lingua: italiano Editore: LetteraVentidue Caratteristiche: formato 16,5 x 24cm, 163 pagine, brossura, a colori ISBN: 978-88-6242-451-6 Anno: 202

    Tra identità, memoria e innovazione: nuove linee guida per una valorizzazione sostenibile del Lago di Garda

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    Review of the text:Recensione del testo:Autore: Umberto MinutaTitolo: Paesaggio e architettura sul Lago di GardaSottotitolo: Strategie per un progetto contemporaneoLingua: italianoCollana: Città Natura InfrastruttureEditore: FrancoAngeliCaratteristiche: formato 14x21,5 cm, brossura, bianco e neroISBN: 9788891768629Anno: 2019

    Il ragazzo dello IUAV

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    Review of the booksAuthor: Luciano Semerani Title: Il ragazzo “dell’Iuav”Language: italiano Publisher: LetteraVentidueCharacteristic: dimension 21x15 cm, 211 pages, paperback, back/whiteISBN: 978-88-6242-401-1Year: 2020Recensione al testoAutore: Luciano Semerani Titolo: Il ragazzo “dell’Iuav”Lingua: italiano Editore: LetteraVentidueCaratteristiche: formato 21x15 cm, brossura, coloriISBN: 978-88-6242-401-1Anno: 202

    L’isolato europeo come rinnovata entità spaziale tra abitare collettivo, autonomia funzionale e sostenibilità

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    The regeneration of the existing urban texture by understanding and defining new solutions is a priority in the current health crisis. In this context, this work aims to explore the potential of a type-morphological model already fully inserted in the line of the European city development: the urban block as structural core that generates the urban fabric.The proposed actualization lies in the possible maintenance of the traditional characteristics and at the same time in its reinterpretation, guaranteeing a collective residential dimension despite the potential isolation - in terms of health, functionality and energy - from the surrounding urban texture.Nell’attuale crisi sanitaria diviene prioritario focalizzare l’attenzione sulla comprensione e sulla definizione di nuove soluzioni all’interno del contesto urbano, riflettendo sulle potenzialità rigenerative del tessuto esistente. In quest’ottica, il presente lavoro si pone l’obiettivo di esplorare le potenzialità di un modello tipo-morfologico pienamente inserito nella linea di sviluppo della città europea: l’isolato urbano, nucleo strutturale generatore del tessuto della città.La sua attualizzazione risiede nel possibile mantenimento delle caratteristiche tradizionali ed allo stesso tempo nella sua reinterpretazione, garantendo una dimensione abitativa in collettività pur nella potenziale isolabilità – sul piano sanitario, funzionale ed energetico – rispetto al tessuto circostante

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