FAmagazine - Ricerche e progetti sull'architettura e la città
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Quando il museo cresce. Note su due progetti di ampliamento di Christ & Gantenbein
The two museum annexes by Swiss architecture firm Christ & Gantenbein, both opened in 2016, provide the opportunity to reflect on the very notion of extension. We are not describing the mere incremental logic of adding new spaces to an existing building, rather of accommodating the multifarious forms of expression of contemporary art. Despite their different aspect, program and dimension, both buildings interpret these changes in their architectural structure and the quality of the exhibition spaces. To clarify these similarities, this essay draws from contributions from analytic aesthetics exploring the statute of art and its performativity in relation to the visitor.I due annessi museali a Basilea e Zurigo dello studio svizzero Christ & Gantenbein, entrambi inaugurati nel 2016, offrono l’opportunità di riflettere sul concetto stesso di ampliamento. Non si tratta della mera logica incrementale di aggiungere spazi ad una preesistenza, bensì di accomodare le molteplici forme di espressione dell’arte contemporanea. Entrambi gli edifici, pur nel loro differente aspetto, programma e dimensione, interpretano questi mutamenti culturali sia nella loro struttura architettonica, sia nelle qualità degli spazi espositivi realizzati. Per chiarire tali affinità, il saggio si avvale di alcuni contributi dell’estetica analitica che indagano sullo statuto dell’opera d’arte e sulla sua performatività in relazione al visitatore
La forma del tempo. L’ampliamento della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma di Luigi Cosenza
The paper will explore the theme of the modern museum analyzing the National Gallery of Modern Art extension in Rome by Luigi Cosenza. If we consider the genesis of the project and the time needed for the construction, we can understand the premature obsolescence of this work, belonging to the modern experience but historically located in what Tafuri will define “La gaia erranza degli ipermoderni”. The conception of a museum far from monumental ambitions becomes a fertile premise for the realization of a new museum idea, where typological innovation articulates a spatial sequence that finds in repetition and variation the formal themes that construct a "temporal figuration".Il contributo intende indagare il tema del museo moderno analizzando L’ampliamento della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma di Luigi Cosenza. Se si considera la genesi del progetto e i tempi necessari alla costruzione è comprensibile l’obsolescenza prematura di quest’opera, appartenente all’esperienza del moderno ma situata storicamente in quella che Tafuri definirà La gaia erranza degli ipermoderni. La concezione di un museo lontano da ambizioni monumentali diviene fertile premessa per la realizzazione di un’idea nuova di museo, dove l’innovazione tipologica articola una sequenza spaziale che trova nella ripetizione e variazione i temi formali con cui costruire una “figurazione temporale”
In viaggio verso il progetto. La “partecipazione” nell’insegnamento dell'architettura
Review of the text:Recensione al testo:Autore: Paola Veronica Dell'AiraTitolo: Il “Banco di prova”. Sottotitolo: Esperienze di didattica partecipataLingua: italianoCollana: Passo per Passo. Percorsi di apprendimento in architetturaEditore: AracneCaratteristiche: formato 15x21 cm, brossura, b/n e coloriISBN: 9788825516814Anno: 201
Per gioco ma sul serio
Play and the game, the central themes of this issue of FAMagazine, bring together various fields of artistic knowledge to become a key to understanding their use in recomposing the multidimensional nature of knowledge and the world itself, able to oppose reality by presenting an alternative, while almost capable of assimilating certain aspects of the sacred. The game as a combinatorial process, as a capacity for assemblage like a montage, but also as an educational and pedagogical tool of knowledge and transformation of the world which ignores the conditions of reality since it spontaneously performs an abstraction. The game, as such, has its own rules which determine what will happen inside the temporary world it delimits, rules which are absolutely mandatory and irrefutable but can be encoded and transmitted.Il gioco, tema centrale di questo numero di FAMagazine, unisce diversi campi del sapere artistico diventando chiave di lettura utile a ricomporre la pluridimensionalità della conoscenza e del mondo stesso, in grado di contrapporsi al reale prospettandone una alternativa, in grado quasi di acquisire alcuni aspetti del sacro. Il gioco come processo combinatorio, come capacità di assemblaggio come montaggio, ma anche il gioco strumento educativo e pedagogico, di conoscenza e di trasformazione del mondo che ignora le condizioni del reale poiché compie, volontariamente, un’astrazione. Il gioco, che come tale ha le sue regole che determinano ciò che avverrà dentro un mondo temporaneo delimitato dal gioco stesso dove le sue regole sono assolutamente obbligate e inconfutabili ma codificabili e trasmissibili
Densificare/Diradare. L'arcipelago come risposta
The escalation of the health conditions concerning the recent emergency amplifies the problems already expressed by the evolution of the urban organism. The alternation between the appropriate need for confinement of the inhabitants in limited groups and the policies of social distancing aiming at stemming the spread of contagion of a virus that is as lethal as it is peculiar, proposes, in these current times, a general reflection on the composition of the forma urbis to refine settlement grammars that, in the face of the expansion and dispersion of the informal city of the twentieth century outlines, on the other hand, in the concentration and discontinuity of the built-up areas, in the identifiability of a finished figure of the settlements, in the control of the void as the primary space of agricultural production and sociability, the operational conditions to define the characters of a plausible urban dimension.L’esigenza di porre rimedio al consumo di suolo, l’urgenza di ottimizzare l’utilizzo delle risorse energetiche, l’incalzare delle disposizioni sanitarie connesse alla recente emergenza, impongono, nel tempo corrente, una riflessione sulla forma urbis volta ad affinare una grammatica insediativa che, a fronte dell’estensione e della dispersione della città diffusa, delinea, di contro, nella concentrazione e nella discontinuità del costruito, nella riconoscibilità della forma conclusa degli insediamenti, i presupposti operativi per definire i caratteri delle aree periurbane. Sospeso tra densità e rarefazione, tra antropizzazione e natura, l’arcipelago di isole configura un’immagine di sintesi di un’idea di città nella quale sono riconoscibili gli elementi che la compongono
Luoghi elastici e progetto intermedio.
Most of the architectural and urban considerations conceived during and after the COVID pandemic seem to allude to the invention of new development paradigms, alternative to the idea of global city and metropolis. Is this answer really possible or, once again, a gap between architecture and reality that is difficult to bridge is being generated? In the following article, we try to tackle the theme of the post-COVID city starting from the existing one. In particular, starting from the suburbs; neighbourhoods built on the idea of standards that arises from the architecture-health relationship. The design of both housing and public spaces in these areas has often generated abstract places that make social networks difficult to being realized.Molte delle riflessioni architettoniche e urbane concepite durante e dopo la pandemia COVID sembrano alludere all’invenzione di nuovi paradigmi di sviluppo alternativi all’idea di città e di metropoli globale. Ma è davvero possibile questa risposta o, ancora una volta, tra l’architettura e la realtà si sta generando uno iato difficile da colmare? In quest’articolo si prova ad affrontare il tema della città post covid a partire da quella esistente e in particolare dalle periferie, da quei quartieri costruiti su un’idea di standard che nasce proprio dal rapporto architettura- salute dove però, molto spesso, il progetto sia delle abitazioni che degli spazi pubblici ha determinato luoghi astratti che rendono difficile la costruzione di reti sociali
La città rivendicata. Isole di resilienza nell’arcipelago urbano. “Uso Temporaneo” e trasformazione in condizioni di emergenza
The crisis resulting from the effects of the pandemic has revealed more than just a financial impact, but also the inability of our cities to react to pressing changes that cannot be postponed. Only a portion of this can be traced back to the structural inertia in modifying a social framework founded on automatisms that involve both action (pràxis) and production (poiesis). The primary cause can be found in the deontic function of the Plan and its regulatory corollaries. In this restrictive context, the need for intervention in emergency conditions in our country required a dangerous dependence on the "state of exception". Some pioneering practices nevertheless demonstrated the existence of effective alternatives to extraordinary measures, legitimising the pre-eminence of the culture of design in urban transformation.La crisi dischiusa dall’effetto pandemico ha rivelato, più di quella finanziaria, l’incapacità delle nostre città di reagire a istanze indifferibili di cambiamento. Solo in parte ciò è imputabile alla strutturale inerzia alla modificazione di una realtà sociale fondata su automatismi che investono tanto l’azione (pràxis) quanto la produzione (poiesis). La causa prima va ricercata nella funzione deontica del Piano e dei suoi corollari normativi. In tale contesto vincolistico, la necessità d’intervento in condizioni di emergenza ha imposto, nel nostro paese, un pericoloso richiamo allo “stato di eccezione”. Alcune pratiche pioneristiche hanno tuttavia dimostrato l’esistenza di alternative efficaci alle misure straordinarie, legittimando il primato della cultura del progetto nella trasformazione urbana
Da ‘Parasite’ alla pandemia. Come le città coreane possono aprire la via verso una urbanistica globale post-Covid
Nature does not negotiate, and COVID-19 proved it by triggering a real-time experiment on a self-confined civilization trying to cope with its effects over our most densely inhabited environments: cities. Just within weeks, South Korea shifted the world’s attention from its “Parasite” film’s satire on urban social inequality and modern isolation, to become one of the most virus-affected territories, ending up as a top reference on flattening the curve. Yet, Korean cities’ resiliency did not only rely on a trace, test and treat system, but on an emerging technology-based and human centered urbanism. This article aims to analyze the South Korean urban experiences which allowed them to overcome the current crisis and how this can guide the way for other cities in the post-COVID world.La natura non negozia, e la pandemia da Covid-19 lo ha dimostrato innescando un esperimento in tempo reale su una civiltà auto-confinata che cerca di reagire negli ambienti più densamente abitati: le città. In poche settimane, la Corea del Sud è riuscita a spostare l’attenzione del mondo dal suo film satirico “Parasite”, che tratta la disuguaglianza sociale nelle città e l’isolamento dell’uomo moderno, verso la sua capacità di rallentare la diffusione del virus, nonostante inizialmente fosse uno dei territori maggiormente colpiti. Tuttavia, la resilienza delle città coreane non si è basata solo su un sistema trace-test-treat (tracciamento-test-trattamento), ma su un’emergente visione urbanistica basata sulla tecnologia ed incentrata sull’uomo. Questo studio si propone di presentare le esperienze delle città sudcoreane che hanno permesso al paese di superare la crisi attuale e di analizzare come queste possano essere d’esempio per altre città nel mondo post-COVID
La rovina come museo del palinsesto del luogo. Il progetto di ABDR per il Mausoleo di Augusto
In the stratified Mediterranean cities the archaeological ruins re-emerge in a context deeply changed from the one they belonged to and lead us in ancient times, whose memory is recalled. However, this memorial value is strengthened by a potential value which leads to consider them as open forms, available to encourage the compositional research of contemporary architecture.This double worth, remembering the past and suggesting new transformations, is also intimately bound to the definition of museum. In the ABDR’s project, proposed in 2006, on the occasion of the international consultation for the Mausoleum of Augustus and Piazza Augusto Imperatore, the archaeological ruin re-gains a contemporary sense, becoming itself a museum of the complex palimpsest of the place.Nelle città stratificate mediterranee le rovine archeologiche riaffiorano in un contesto mutato rispetto a quello a cui appartenevano e ci trasportano in tempi di cui rievocano la memoria. Al loro valore rammemorativo, tuttavia, si aggiunge un valore potenziale che induce a considerarle delle forme aperte, disponibili ad alimentare la ricerca compositiva dell’architettura contemporanea. Questa duplice valenza, di rammemorare il passato e di suggerire nuove trasformazioni, è intimamente legata anche alla definizione di museo. Nel progetto di ABDR proposto in occasione della consultazione internazionale del 2006 per il Mausoleo di Augusto e piazza Augusto Imperatore, la rovina archeologica riacquista un senso contemporaneo, divenendo essa stessa museo del complesso palinsesto del luogo.
Mobilitare l´innovazione, il benessere e la riqualificazione degli edifici scolastici dopo la pandemia. Verso un “nuovo straordinario”
The lockdown caused by the COVID-19 emergency has emphasised why the school is a physical realm of learning spaces influencing cognitive, emotional and affective relationships that cannot be surrogated by distance learning technologies. Besides, the subsequent need of physical distancing has highlighted the lack of resilience of Italian school buildings. Given that Health is not only safety but also wellbeing, the quality of spaces is crucial for learning, wellbeing and inspiring behaviours. Yet, the pre-pandemic “ordinary” of school buildings and debate in Italy was marked by endemic inadequacies and clichés respectively, which are discussed by the paper in relation to their poor resilience to physical distancing and on the base of the fieldwork conducted for Milan Municipality. Considering the new requirements of health measures as a potential accelerating factor, the authors delineate new principles of spatial setting and adaptive strategies for school buildings’ resilience to meet the new requirements while overcoming the endemic need of innovation and requalification of Italian schools, moving towards a ‘new extraordinary’.l lockdown dovuto alla pandemia Covid-19 ha evidenziato, per contrasto, come la scuola sia un mondo fisico fatto di spazi e molteplici relazioni cognitive, emozionali e affettive che non sono surrogabili da relazioni a distanza garantite dalle tecnologie. La necessità di distanziamento fisico, a sua volta, ha evidenziato la mancanza di resilienza degli edifici scolastici italiani. Poiché la salute non è solo sicurezza ma anche benessere, la qualità degli spazi risulta fondamentale. In Italia, tuttavia, il ritorno all’ “ordinario” pre-pandemico non può costituire l’obiettivo poiché lo stato degli edifici scolastici e il dibattito sull’innovazione erano segnati, rispettivamente, da inadeguatezze endemiche e luoghi comuni che il saggio discute in relazione alla scarsa resilienza registrata sul campo nel lavoro condotto per il Comune di Milano. Considerando la resilienza anti-pandemica quale potenziale fattore di accelerazione per superare il bisogno endemico di riqualificazione e innovazione degli edifici scolastici, le autrici delineano nuovi temi, principi spaziali e strategie adattive, indirizzandoli verso un “nuovo straordinario”