FAmagazine - Ricerche e progetti sull'architettura e la città
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Disegni e progetti, Jo Noero e la pratica architettonica in Sud Africa
Works constructed, designed, drawn by hand and redesigned after they have been built, have given life to a pathway, but above all, a succession of diversities, precisely because architecture is not a specialist domain but a meeting-point between different forms of human creativity. Noeroarchitects’ (South Africa) professional work and the visions of a progressive repertory of architectural drawings by Jo Noero indicate the role of drawing as an instrument for portraying not just facts but also desires. Drawing is for Noero common writing, it is the sense of knowing by doing, which protects him from the abstractness of the diagrams and stylistic figures of his profession as an architect; drawing has nurtured the complexity of his vision and the corresponding relations between architecture and the strength of the purpose for which it is built.Opere costruite, progettate, disegnate a mano e ridisegnate postume rispetto alla loro realizzazione, danno vita ad un percorso, ma soprattutto una successione di diversità proprio perché l’architettura non è una disciplina specialistica ma un punto d’incontro tra diverse forme della creatività umana. L’opera professionale di Noeroarchitects (Sud Africa) e le visioni di un repertorio progressivo di disegni di architettura di Jo Noero, tracciano il ruolo del disegno come strumento di raffigurazione non solo dei fatti ma anche dei desideri. Il disegno è per Noero la scrittura comune, il senso del conoscere facendo, proteggendolo dall’astrazione dei diagrammi e dalle figurazioni stilistiche nel suo mestiere di architetto, il disegno ha alimentato la complessità della visione e la rispondente relazione fra l’architettura e la forza dello scopo per cui è costruita
La poetica progettuale di Francesco Fichera, tra rappresentazione tradizionale e comunicazione digitale.
This contribution illustrates the important relationship between architectural project design and the modern instruments of digital representation and communication. We investigate the integration between the traditional techniques for elaborating and the digital methods for communicating a project through the “G. De Felice” Technical and Commercial Institute (1926) project by architect F. Fichera of Catania, Sicily. The nature of the documentary material, exhibited and conserved at the MuRa museum in Catania, demands an analytical reinterpretation of the design poetics of the time and the place, and the need for new digital languages to document and communicate the precious archival heritage through close comparison between realised architecture and design thought.Il contributo illustra l’importante relazione tra il Disegno di Progetto di architettura e gli strumenti digitali di rappresentazione e comunicazione oggi in uso. L’integrazione tra l’approccio tradizionale al progetto e quello digitale volto alla sua comunicazione viene indagata attraverso il progetto dell’I.T.C. “G. De Felice” (1926) dell’architetto catanese F. Fichera. La natura del materiale documentario, esposto e conservato presso il MuRa di Catania, sollecita la rilettura analitica della poetica progettuale del periodo e del luogo ed il bisogno di nuovi linguaggi digitali per documentare e comunicare il prezioso patrimonio archivistico, tramite lo stretto confronto tra architettura realizzata e pensiero progettuale
L’altro montaggio. Architettura come epifania del mondo
Recensione al libro Autore: Laura ScalaTitolo: Teatro e scena urbanaSottotitolo: Ricerche e sperimentazioni spaziali dell’Avanguardia russaLingua: ItalianoEditore: LetteraVentidue, SiracusaCaratteristiche: formato 19,5x24,5 cm, 272 pagine, brossura, coloriISBN: 978-8862424974Anno: 202
L’azzurro del cielo di Modena: città dei morti, città della memoria.
The projects built by Aldo Rossi represent a coherent biographical journey that, as it unfolds, more explicitly clarifies an original process of composition and decomposition of discrete pieces within a typological reasoning of architecture that is essentially aimed at interpreting a whole host of ever-changing themes. At the same time, his written reflections produced during the same timeframe, jotted down in the Quaderni Azzurri contain some profound general insights into the concept of life and death, partly conditioned by the serious car accident that left him bedridden and immobile in hospital for a significant length of time. With this in mind, the extension of the San Cataldo cemetery is what we perhaps still to this day believe is the original example of this process of assembly and disassembly as played out in the urban dimension; but this primordial machine of Modena is also the direct consequence of those existential reflections on death and the structure of his deeply marked, ailing body as a series of discrete elements - fractures to be put back together.I progetti costruiti da Aldo Rossi tra la fine degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta del ‘900 rappresentano un percorso biografico coerente che via via chiarisce in modo più esplicito un procedimento originale di composizione e scomposizione di pezzi discreti all’interno di un ragionamento tipologico dell’architettura rivolto essenzialmente all’interpretazione di temi sempre differenti.In parallelo le sue riflessioni scritte negli stessi anni, annottate sui Quaderni Azzurri, riportano profonde riflessioni generali sul concetto di vita e di morte in parte condizionate dal grave incidente stradale che lo costrinse in ospedale per molto tempo. In questo contesto l’ampliamento del cimitero di San Cataldo a Modena, progettato con Gianni Braghieri, è forse ancora oggi ai nostri occhi l’esempio originale di questo procedimento di montaggio e smontaggio che si misura con la dimensione urbana; ma la primigenia macchina modenese è anche la conseguenza diretta di quelle riflessioni esistenziali sulla morte e sulla struttura del suo corpo profondamente segnato, malato, come serie di elementi discreti, fratture che dovevano essere ricomposte
Le borgate ETFAS: architetture rurali in Sardegna nei disegni d’archivio
The Authority for Land Use and Agriculture in Sardinia (Ente per la Trasformazione Fondiaria e Agraria in Sardegna - ETFAS) was founded in May 1951 with the goal of reforming agriculture on the Italian island and building infrastructure, towns and centres that would serve the public and social life of settlement assignees.Archival research carried out at the Laore Sardegna Archive of Cagliari and the Archive of the Modern of Mendrisio has brought to light an important number of drawings through the forms of institutional representation encoded in plans, elevations and sections by the architects tasked with the creation of the towns. Particular attention has been given to the representation of public buildings, presented here in a few original drawings and sketches by architects Figini and Pollini for the Porto Conte town in the Alghero territory, and for the service center of Monte Cadelanu in the Sulcis, by architects Zanuso and Crescini.L’Ente per la Trasformazione Fondiaria e Agraria in Sardegna (ETFAS) nasce nel 1951 con la finalità di riformare l’attività agricola nella regione e attuare interventi volti alla realizzazione di infrastrutture, borgate e centri di servizio per la vita sociale degli assegnatari. Le ricerche relative alla documentazione progettuale prodotta dall’ente, svolte presso l’Archivio dell’Agenzia Laore Sardegna di Cagliari e l’Archivio del Moderno di Mendrisio, hanno restituito un importante numero di elaborati grafici redatti principalmente nelle forme canoniche di pianta, prospetto e sezione. Particolare attenzione emerge per le architetture collettive, qui presentate attraverso disegni inediti di Figini e Pollini per il borgo di Porto Conte nel territorio di Alghero, e di Zanuso e Crescini per il centro di Monte Cadelanu nel Sulcis
La sacralizzazione architettonica della morte
Starting from a theoretical reflection on the writings of Ragon and Byung-Chun Han on the profound relationship between ritual and architecture and, more generally, on the theme of sacralization, the text selects two iconic works: the Cremation Temple in Parma by Paolo Zermani and the Cemiterio de Fisterra by the Galician architect César Portela as iconic works in which the complexity of the funeral ritual is translated into lasting and stable forms.Partendo da una riflessione teorica sugli scritti di Ragon e Byung-Chun Han sullla profonda relazione tra rito e architettura e, più in generale, sul tema dalla sacralizzazione il testo seleziona due opere icastiche in cui si traduce, in forme durature e stabili, la complessità del rito funebre: il Tempio di cremazione a Parma di Paolo Zermani e il Cemiterio de Fisterra dell’architetto galiziano César Portela
Dalla mente al foglio, passando per la mano. Attualità dello schizzo a mano libera nel progetto di architettura.
In an era in which the digital transaction is increasingly affecting all areas of society, we are aware that this process has already been underway for some time in the context of defining, representing and managing the architectural project. It is necessary to keep the attention on the centrality - not only educational - of the role of freehand drawing, with particular reference to the sketch, in the phase of the initial creative process of the architectural project.The reading of some exemplary drawings produced by leading figures such as Pier Luigi Nervi and Renzo Piano, even if there are obvious differences in approach and architectural outcomes, makes clear the essential role of this moment in which the concept of the project is elaborated and refined in an intimate dialogue. This sees in freehand drawing the still primary and irreplaceable tool for defining the lines and characteristics of the project of the future architecture.Nell’epoca in cui la transazione digitale sta sempre più investendo tutti gli ambiti della società, consapevoli del fatto che tale processo è già in atto, da tempo, nell’ambito della definizione, rappresentazione e gestione del progetto architettonico, si ritiene necessario mantenere l’attenzione sulla centralità (non solo formativa) del ruolo del disegno a mano libera, con particolare riferimento allo schizzo, nella fase del processo creativo iniziale del progetto di architettura.La lettura di alcuni elaborati esemplificativi prodotti da figure di spicco quali Pier Luigi Nervi e Renzo Piano, pur nella ovvia diversità degli approcci e degli esiti architettonici, rende evidente il ruolo imprescindibile di questo momento in cui il concept del progetto viene elaborato e affinato in un dialogo intimo che vede nel disegno a mano libera lo strumento ancora oggi primario ed insostituibile per la definizione delle linee e delle caratteristiche del progetto della futura architettura
Sul disegno, in un gioco a incastri*
In 1997 Guido Canella, professor of Theories and techniques of architectural design at the Faculty of Civil Architecture of Milan Bovisa, held a lecture on drawing in Architecture. The Wednesday lessons had become the central moment of the newborn School that Canella had helped to found: an event that attracted the interest of students and the curiosity of teachers from other disciplines in the confirmation that the project is the central moment of training in Architecture.Taking as a pretext the various types of drawing, in a narrow interspersed between text and image, as befits a university lesson, Canella leads the reader on a journey through architecture that dates back Baudelairian "from impressions to principles". It is no coincidence that Canella calls into question the "true founder of modern criticism" who as an architect, teacher, director of important magazines, received in 1995 the CICA prize (Comité lnternational des Critiques d'Architecture) at the VI Bienal Internacional de Arquitectura de Buenos Aires.Nel 1997 Guido Canella, titolare del corso di Teorie e tecniche della progettazione architettonica della Facoltà di Architettura Civile di Milano Bovisa, teneva una lezione sul disegno in Architettura. Le lezioni del mercoledì erano diventate il momento centrale della neonata Scuola che Canella aveva contribuito a fondare: un appuntamento che richiamava l'interesse degli studenti e la curiosità di docenti anche di altre discipline nella conferma che il progetto è il momento centrale della formazione in Architettura.Prendendo come pretesto i vari tipi di disegno, in uno stretto intercalato tra testo e immagine, come si addice ad una lezione universitaria, Canella conduce il lettore in un viaggio nell’architettura che risale baudelairianamente “dalle impressioni ai principi”. Non è un caso che Canella chiami in causa il “vero fondatore della critica moderna” lui che da architetto, docente, direttore di importanti riviste, abbia ricevuto nel 1995 il premio CICA (Comité lnternational des Critiques d’Architecture) alla VI Bienal Internacional de Arquitectura de Buenos Aires
Per una archeologia dello spazio sepolcrale
This contribution aims to develop a structuralist “critical measurement”, in order to individuate “formal principles” underlying the architectonical design of the Brion cemetery. Based on the theories elaborated by Vittorio Ugo concerning the issue of archetypes in architecture, an “archaeology” of the sepulchral space is here proposed, in order to perform a “classification” of the internal forms of the monument. The archetypes found are classified in two macro-families: “archaeology of nature” and “archaeology of architecture”.Questo contributo intende sviluppare una “misurazione critica”, di tipo strutturalista, finalizzata all’individuazione dei “principi formali” sottesi al progetto architettonico della tomba Brion. Sulla base delle argomentazioni teoriche elaborate da Vittorio Ugo in riferimento al problema degli archetipi dell’architettura, si propone una “archeo-logia” del complesso sepolcrale, con lo scopo di effettuare una “classificazione” delle forme interne al monumento. Due le macro-famiglie alle quali vengono fatti appartenere gli archetipi individuati: quella dell’“archeologia della natura” e quella dell’ “archeologia dell’architettura”
Sacralità della natura e interiorità delle forme. Interpretazioni contemporanee della cappella nel bosco
Since ancient times, sacred – the unknown and incorporeal otherness with which man tries to establish an intimate comparison – has been felt in places with a strong naturalistic meaning where, usually, the predisposition of the soul to interiority intensifies. In fact, nature – as a metaphorical evocation of wandering, contemplating, seeking, getting lost but also of finding oneself – in its many guises has often been the mystical and idyllic place of architecture, especially the sacred one. The archetype of the sacred wood is deeply rooted in the ancestral imagery of man and architect: from Vitruvius to Alberti, from Laugier to Loos, from Asplund to Tessenow, it is the ‘topical’ space in which architecture reveals its presence.Sin dai tempi più antichi il sacro – quell’alterità sconosciuta e incorporea con la quale l’uomo intuisce ad un certo punto di dover stabilire un intimo dialogo – è stato avvertito in ambienti naturali dove, solitamente, la predisposizione dell’animo all’interiorità si intensifica. La natura infatti – come evocazione metaforica dell’errare, del contemplare, del cercare, del perdersi ma anche del ritrovarsi – nelle sue molteplici sembianze è stata di frequente il luogo mistico e idilliaco dell’architettura, soprattutto di quella sacra. L’archetipo del bosco sacro è profondamente radicato nell’ancestrale immaginario dell’uomo e dell’architetto: da Vitruvio ad Alberti, da Laugier a Loos, da Asplund a Tessenow, il bosco è lo spazio topico nel quale l’architettura si rivela