FAmagazine - Ricerche e progetti sull'architettura e la città
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Esperienze di realismo e architettura nell’Africa Subsahariana. Insediamenti urbani, servizi per la salute, infrastrutture per la ricerca in Sudan, Etiopia, Tanzania (2005-23)
The text illustrates and comments on some design experiences developed for international research and professional organizations over the past two decades in Sudan, Ethiopia, and Tanzania: urban areas to be redesigned, small buildings intended for public services, research, and archaeological heritage. The design approach considers aspects concerning the tropical climatic reality and, more generally, contextual aspects of Sub-Saharan Africa with the intention of contributing to the construction of a established idea of modern architecture.Il testo raccoglierà alcune esperienze progettuali elaborate per organizzazioni di ricerca e internazionali negli ultimi vent'anni in Sudan, Etiopia e Mozambico, elaborate per quartieri da riprogettare e per piccoli edifici destinati servizi pubblici che tengono conto di aspetti che riguardano la realtà climatica tropicale e più in generale gli aspetti di contesto dell'africa sub-sahariana. Il racconto si relazionerà con le preesistenze realizzate nelle rispettive realtà urbane durante il Novecento da architetti locali ed europei contribuendo a costruire una idea di architettura moderna più o meno consolidate. Alcuni disegni di progetto sono inedit
Fata Morgana
«If the point does not differ from the body, the centre from the circumference, the finite from the infinite, the maximum from the minimum, then surely we can affirm that the universe is all centre, or that the centre of the universe is for everything, and that the circumference is in no part because it is different from the centre, or even that the circumference is for everything, but the centre is not to be found because it is different from that» (Bruno 1584). If infinity is made up of infinite points, each point is also its centre. Indeed, in every “foundation myth” there is an affirmation of the centrality of a particular place. Thus the theme of the monument is interpreted here as imago mundi, or even axis mundi: it consists of a floating landing place symbolising the mending of the “archaic” and the “modern”, the “rational” and the “irrational”.«Se il punto non differisce dal corpo, il centro da la circonferenza, il finito da l'infinito, il massimo dal minimo, sicuramente possiamo affermare che l’universo è tutto centro, o che il centro de l'universo è per tutto, e che la circonferenza non è in parte alcuna per quanto è differente dal centro, o pur che la circonferenza è per tutto, ma il centro non si trova in quanto che è differente da quella» (Bruno 1584). Se l’infinito è fatto di infiniti punti, ogni punto ne è anche il centro. In ogni “mito di fondazione” vi è infatti l’affermazione della centralità di un determinato luogo. Così il tema del monumento viene qui interpretato come imago mundi, o anche axis mundi: esso consiste in un approdo galleggiante a simboleggiare la ricucitura tra “arcaico” e “moderno”, “razionale” e “irrazionale”
Roma e il difficile compito di essere capitale
Review of the book
Editors: Andrea Bruschi and Paola Veronica Dell’AiraTitle: Roma città delle istituzioni. Subtitle: Strategie urbane, piani, progettiLanguage: ItalianoPublisher: QuodlibetCharacteristic: 24x20 cm, 240 pages, paperback, colorsISBN: 9788822908810Year: 2022Recensione del libro
Curatori: Andrea Bruschi e Paola Veronica Dell’AiraTitolo: Roma città delle istituzioni. Sottotitolo: Strategie urbane, piani, progettiLingua: ItalianoEditore: QuodlibetCaratteristiche: formato 24x20 cm, 240 pagine, brossura, coloriISBN: 9788822908810Anno: 202
L’arte di fare le cose
Review of the bookRecensione al libro
Autore: Alberto CalderoniTitolo: Il recinto di KairósSottotitolo: Sul modello e la sua autonomiaLingua del testo: ItalianoEditore: Maggioli EditoreCollana: PolitecnicaDimensione: 11x19 cm, 84 pagineISBN: 8891662163Anno: 202
L'Architettura Tropicale: genesi di una ricerca
The interview delves into the work of Professor Corneille Mudimubadu Kanene, a lecturer at ISAU in Kinshasa and co-author of L’Architecture tropicale, a seminal work on bioclimatic architecture in tropical environments. Kanene reflects on the importance of understanding the climate to design sustainable buildings, tailored to their context and in harmony with local resources. Particular emphasis is placed on natural ventilation, the use of appropriate materials, and sun protection to ensure thermal comfort. The teaching of bioclimatic architecture is seen as essential for training professionals capable of contextualizing their projects, moving beyond sterile formal references to focus on climate-conscious approaches. The interview concludes with a reflection on architecture as the art of organizing space, beyond the mere act of building.L’intervista esplora il lavoro del professor Corneille Mudimubadu Kanene, docente presso l’ISAU di Kinshasa e coautore di L’Architecture tropicale, opera di riferimento sull’architettura bioclimatica in ambienti tropicali. Kanene riflette sull’importanza di comprendere il clima per progettare edifici sostenibili, adattati al contesto e in equilibrio con le risorse locali. Particolare attenzione è data alla ventilazione naturale, all’uso di materiali idonei e alla protezione dal sole per garantire comfort termico. L’insegnamento dell’architettura bioclimatica è visto come cruciale per formare professionisti capaci di contestualizzare i loro progetti, abbandonando sterili richiami formali per concentrarsi su approcci climaticamente consapevoli. L’intervista si conclude con una riflessione sull’architettura come arte dell’organizzazione dello spazio, oltre il mero atto costruttivo
Prospettive fenomenologiche tra spazio e architettura
Book Review
Author: Matteo Vegetti (ed. by), Fabrizia Bandi (ed. by)Title: Corpo, spazio, architetturaSubtitle: Fenomenologia dell’esperienza spazialeLanguage: ItalianPublisher: Morcelliana, BresciaCharacteristics: 15x2x21.1 cm, 352 pagesISBN: 9788837238476Year: 2024Recensione del libro
Autore: Matteo Vegetti (a cura di), Fabrizia Bandi (a cura di) Titolo: Corpo, spazio, architettura Sottotitolo: Fenomenologia dell’esperienza spazialeLingua del testo: ItalianoEditore: Morcelliana, BresciaCaratteristiche: 15x2x21.1 cm, 352 pagineISBN: 9788837238476Anno: 202
Rileggere Carlo Aymonino: una non facile ma utile esegesi
Review of the bookRecensione del libro
Curatori: O. Carpenzano, F. Morgia, M. RaitanoTitolo: Carlo Aymonino. Progetto, Città, PoliticaEditore: Quodlibet DIAP PRINTAnno: Macerata 202
Memoriæ causa. Brevi note su Memoriali possibili
Memorials are monuments built to remember an event that belongs to the collective memory. They aspire to a condition of transcendence and immanence at the same time. Rooted in place and linked to a precise temporal circumstance, they free themselves from any time and place due to their universal significance. Memorials express a profound symbolic meaning shared by a community that recognizes itself in them. In this way, they actively enter our present, capable of building narratives and places of collective mythology within which we can identify.
Memorials speak to us; memorials evoke: this was the meaning of the Design Competition for a Memorial Monument promulgated by the FAM magazine in 2023 and of the results commented here.I Memoriali sono monumenti edificati in ricordo di un accadimento che appartiene alla memoria collettiva. Essi aspirano a una condizione di trascendenza e immanenza al tempo stesso: radicati nel luogo e legati a una precisa circostanza temporale, purtuttavia si svincolano da ogni tempo e luogo in ragione del loro portato universale. I memoriali sono l’espressione di un profondo significato simbolico condiviso da una collettività che in essi si riconosce. In questo modo essi entrano nel nostro presente in modo attivo,capaci di costruire narrazioni e luoghi di una mitologia collettiva entro cui ciascuno di noi possa identificarsi. I memoriali ci parlano, i memoriali evocano: è stato questo il senso del Concorso di Progettazione per un Monumento-Memoriale promulgato dalla rivista FAM nel 2023 e degli esiti qui commentati
Transiti
The project for the island of Lampedusa is articulated on the idea of a strong sign that cuts into the earth’s crust, whose formal expressiveness can be traced back to interventions such as Burri’s Cretto and Eisenman’s memorial in Berlin. The intervention is conceived as a work of land art that dialogues with the territory through the analytical devices of architecture and defines itself with the system of travel. The architectural-territorial form of the memorial-monument identifies and recognises in the character of the architectural project the value of meaning that the lemma transit is able to transfer and express through the art form. The path, carving into the earth’s crust, leaves an indelible mark on the ground which refers to the theme of the labyrinth and rock carvings.Il progetto per l’isola di Lampedusa è articolato sull’idea di un segno forte che incide la crosta terrestre, la cui espressività formale può essere ricondotta a interventi quali il Cretto di Burri e il memoriale di Eisenman a Berlino. L’intervento è concepito come un’opera di land art che dialoga con il territorio attraverso i dispositivi analitici dell’architettura e si definisce con il sistema della percorrenza. La forma architettonica-territoriale del monumento-memoriale identifica e riconosce nel carattere del progetto di architettura il valore di significato che il lemma transito è in grado di trasferire ed esprimere attraverso la forma d’arte. Il percorso, incidendo la crosta terrestre, lascia un segno indelebile al suolo che rimanda al tema del labirinto e alle incisioni rupestri
Paesaggio e silenzio
What does it mean nowadays to conceive a monument, to establish how it is made and what is the object of its presence? Why build places of memory for today’s society? What significance does the monument assume, and what can be its modes of expression within the contemporary world? The answer to these questions, through the project, takes place by deliberately distancing itself from certain formal and figurative issues aimed at communicating messages of pietas through a monumentality that has become “tired” and laden with superficial pathos: it is precisely through the integration of art and architecture that a possible way forward is sought that moves from an anti-rhetorical vision, privileging the experiential dimension and the mnemonic mechanism. Two towers rise from the remains of a shipwreck; placed on the boundary between land and sea, they accompany visitors on a “journey of memory” that unfolds in a condition of continuous instability, evoking the memory of a tragic crossing of the Mediterranean Sea.Cosa significa oggi pensare un monumento, stabilire come sia fatto e quale sia l’oggetto della sua presenza? Perché edificare luoghi della memoria per la società odierna? Quale significato assume il monumento e quali possono essere le sue modalità di espressione all’interno del mondo contemporaneo? La risposta a queste domande, attraverso il progetto, avviene allontanandosi volutamente da alcune questioni formali e figurative volte a comunicare messaggi di pietas attraverso una monumentalità ormai “stanca” e carica di pathos superficiale: è proprio attraverso l’integrazione tra arte e architettura che viene ricercata una possibile via che muove da una visione antiretorica, privilegiando la dimensione esperienziale e il meccanismo mnemonico. Due torri sorgono dai resti di un naufragio; poste al limite tra terra e mare accompagnano i visitatori in un “viaggio della memoria” che si sviluppa in una condizione di continua instabilità, evocando il ricordo di una tragica traversata del Mediterraneo