Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia (Università degli Studi di Bari)
Not a member yet
    467 research outputs found

    Neuroetica e neuroscienza: tra spiegazione della vita e cura della mente

    Get PDF

    Recensione di G. Torrengo, I viaggi nel tempo

    Get PDF

    Symptomatology and Racial Politics in Australia

    Get PDF
    Sintomatologia e politica razziale in AustraliaRiassunto: Jindabyne (una pellicola girata da Ray Lawrence nel 2006) si apre con l’uccisione di una giovane donna aborigena; tuttavia il punto su cui questa pellicola effettivamente si concentra è il modo in cui la gente reagisce a questo delitto. Per questo motivo, questo film ci dice molte interessanti verità sui rapporti interrazziali nell’Australia di oggi. La mia proposta è quella di leggere Jindabyne come un’utile allegoria nazionale (nel senso dato a questo lemma da Jameson); il film è una mappa o una cartografia che ritrae i luoghi comuni politici e culturali nella fase storica attuale. Al fondo della mia ipotesi sta il fatto che non possa essere solo  una coincidenza il fatto che Jindabyne dia un tale spazio al problema dell’apologia culturale in questa particolare congiuntura della storia australiana. Anche se questo aspetto del film ha avuto poco risalto in alcune delle recensioni che ne hanno accompagnato l’uscita, mi colpisce il carattere sintomatico della tempistica: si tratta di un tema che, come una volta Deleuze ebbe a dire a proposito della differenza, era già nell’aria. Prodotto solo due anni prima dell’apologia nazionale ufficiale del primo ministro australiano Kevin Rudd agli indigeni d’Australia il 13 febbraio 2008, Jindabyne risponde a un complesso insieme di problemi culturali che erano all’ordine del giorno della politica nazionale dal 1995,  quando fu reso noto Bringing Them Home, il rapporto della Commissione sulle Pari Opportunità e sui Diritti Umani relativo all’inchiesta di carattere nazionale vertente sulla cosiddetta “Generazione Rubata”.Parole chiave: Razza; Politica australiana; Diritti degli indigeni; Allegoria nazionale; Gilles Deleuze e Felix Guattari. Abstract: Jindabyne (a movie directed by Ray Lawrence, 2006) begins with the murder of a young aboriginal woman, but its real focus is the way people respond to this murder. In doing so, it tells several interesting truths about race relations in Australia today. I want to suggest that Jindabyne can usefully be read as a national allegory (in Jameson’s sense of the word). It maps or diagrams the cultural and political tropes of the present moment in history. My basic hypothesis is that it cannot be a coincidence that Jindabyne should give such prominence to the cultural problematic of the apology at this particular juncture in Australia’s history. Although this aspect of the film is scarcely mentioned in any of the reviews that accompanied the film’s premier, it strikes me that the timing is symptomatic: it is a topic that as Deleuze once said about difference was very much in the air. Produced only two years before the official national apology the Prime Minister of Australia Kevin Rudd made to the Indigenous peoples of Australia on February 13, 2008, Jindabyne responds to a complex assemblage of cultural problematics that have been on the national political agenda ever since the release in 1995 of Bringing Them Home, the Human Rights and Equal Opportunity Commission’s report on its national inquiry into the so-called “Stolen Generation”.Keywords: Race; Australian Politics; Indigenous Rights; National Allegory; Gilles Deleuze and Felix Guattari

    Scritto sulla pelle. Le sensazioni localizzate all’origine del sé corporeo nella fenomenologia husserliana

    Get PDF
    Riassunto: Da dove viene il nostro senso di possesso del corpo e quali configurazioni dell’esperienza lo rendono possibile? Il senso di appartenenza di cui facciamo esperienza a proposito del nostro corpo comprende il livello fenomenologico del corpo vissuto come noi lo sentiamo “dall’interno”, ossia il corpo che viviamo dalla prospettiva della prima persona come sigillo della nostra individualità e come punto-zero del nostro orientamento nel mondo. Husserl fornisce una ricostruzione di questo modo fondamentale di esperire il nostro corpo mediante una analisi fenomenologica regressiva che mira a identificare nelle sensazioni tattili di localizzazione il fattore fondamentale che porta alla costituzione sintetica del corpo vissuto. Nella parte conclusiva di questo testo cercherò di delimitare un ambito di possibile convergenza tra analisi fenomenologica e gli approcci sperimentali più recenti nelle scienze cognitive, per stabilire una relazione produttiva tra i due campi d’indagine.Parole-chiave: Corpo vissuto; Sensazioni tattili localizzate; Propriocezione; Senso di possesso del corpo; schema corporeo/immagine corporea.   Written on the Skin. Localized Sensations and the Origins of the Bodily Self in Husserl’s PhenomenologyAbstract: Whence does our sense of bodily ownership arise and what kind of experiential structures make it possible? The sense of belonging that we experience with respect to our body involves the phenomenological level of the lived body as we feel it “from the inside”, i.e. the body that we live from the first-person perspective as a seal of our individuality and as the zero-point of our orientation in the world. Husserl provides a reconstruction of this fundamental way of experiencing our body by means of a regressive phenomenological analysis which aims at identifying in the tactile sensations of localization the fundamental factor that leads to the synthetic constitution of the lived body. In the final part of this contribution I will try to pin down an ambit of possible convergence between phenomenological analyses and the most recent experimental approaches in the cognitive sciences, in order to contribute to establishing a productive relationship between both fields.Keywords: Lived Body; Localized Tactile Sensations; Proprioception; Sense of Bodily Ownership; Body Schema/Body Image

    La natura del tempo. Una lettura fenomenologica della disputa tra Bergson e Einstein

    Get PDF
    Riassunto: Il presente contributo mira a dare una lettura fenomenologica della disputa sulla natura del tempo e sull’interpretazione della teoria della relatività che ha avuto luogo tra Bergson ed Einstein dopo la pubblicazione di Durata e simultaneità (1922), il volume in cui Bergson condensa le sue critiche alla concezione di Einstein. La tesi di Bergson può essere radicalizzata in senso fenomenologico, suggerendo un nuovo legame tra la dimensione qualitativa e quella quantitativa della temporalità, al di là di un’interpretazione psicologica. Il nucleo contro-intuitivo della teoria della relatività di Einstein emerge come problema fenomenologico: è una teoria scientifica “rigorosa” che comunque entra in conflitto con il principio dell’intuizione che, secondo Husserl, è il solo garante di una fondazione rigorosa delle scienze. Bergson fu il primo a dare un’interpretazione filosofica di questo problema che può essere chiarito solo con il metodo fenomenologico, il quale ci permette anche una nuova delucidazione, non  conflittuale, del rapporto tra filosofia e fisica.Parole chiave: Fenomenologia; Temporalità; Teoria della relatività; Edmund Husserl; Henri Bergson  The Nature of Time. A Phenomenological Interpretation of the Dispute between Bergson and Einstein Abstract: This paper aims to give a phenomenological interpretation of the dispute about the nature of time and the philosophical interpretation of the theory of relativity which took place between Bergson and Einstein after the publication of Durée et simultanéité (1922), a book in which Bergson had condensed his criticism of Einstein’s conception of time. Bergson’s thesis can be radicalized in a phenomenological sense, suggesting a new connection between the qualitative and quantitative dimensions of temporality which goes beyond a psychological interpretation. The counter-intuitive core of Einstein’s theory of relativity gives rise to a phenomenological problem: even though it is a “rigorous” scientific theory, it challenges the principle of intuition which – according to Husserl – is the only one that ensures a rigorous foundation for the sciences. Bergson was the first to provide a philosophical interpretation of this problem, which can be clarified only by the phenomenological method, which also allows for a new, non-contrastive elucidation of the relationship between philosophy and physics.Keywords: Phenomenology; Temporality; Theory of Relativity; Edmund Husserl; Henri Bergson

    Erfahrung und Wissen. Husserls Forschungen zum impliziten Wissen

    Get PDF
    Esperienza e conoscenza. Le ricerche husserliane sulla conoscenza implicitaRiassunto: Il presente contributo si concentra sulla concezione husserliana dell’esperienza. Dal momento che Husserl pone un’enfasi particolare sul nesso esistente tra azione e conoscenza, in questo testo si cercherà di illustrare l’analisi husserliana di diverse forme di conoscenza implicita, l’importanza della conoscenza implicita ai fini dell’azione e il ruolo della conoscenza implicita nella concettualizzazione dell’esperienza. Particolare attenzione sarà dedicata ai metodi impiegati da Husserl e al suo modo di intendere la filosofia come “scienza rigorosa”.Parole chiave: Edmund Husserl; Esperienza; Conoscenza implicita; Sapere-come; Gradi della conoscenza. Experience and Knowledge. Husserl's Investigations on Implicit KnowledgeAbstract – This paper deals with Husserl’s view of experience. Husserl emphasized the internal connection between action and knowledge; this paper aims to elucidate his analyses of different forms of implicit knowledge, the relevance of implicit knowledge for action, and its role in his conceptualization of experience. Specific attention is given to Husserl’s methods and his understanding of philosophy as a “rigorous science”.Keywords: Edmund Husserl; Experience; Implicit Knowledge; Knowing-how; Orders of Knowledge

    Avanguardie costruttiviste nell’opera di Vittorio Benussi

    Get PDF
    Riassunto: Nel secolo scorso, diverse furono le riflessioni di filosofia della scienza che si avvicendarono nel panorama culturale e scientifico, decretando slittamenti paradigmatici oggi rappresentativi di svariate tradizioni della psicologia contemporanea. Il presente contributo si propone di suggerire la rilevanza di alcuni temi dell’opera di Vittorio Benussi per il discorso epistemologico più in generale, oltre a evidenziare delle potenziali interconnessioni tra molti suoi risultati di ricerca e il pensiero costruttivista. L’obiettivo è quello di restituire la completezza intellettuale di uno studioso che, al di là delle rigide categorizzazioni di scuola, univa nei suoi lavori creatività e rigore, moltiplicando le occasioni di dialogo anche tra zone separate della psicologia e della filosofia.Parole chiave: Vittorio Benussi; Costruttivismo; Sociocostruttivismo; Epistemologia; Storia della Psicologia. Avant-garde Constructivism in Vittorio Benussi’s WorkAbstract: During the last century there were various epistemological debates in the scientific community that asserted paradigmatic revolutions, now representative of various schools of thought in contemporary Psychology. This paper aims to underline the importance of a number of issues in Vittorio Benussi’s work concerning epistemological discourse. It also tries to highlight the potential interconnections between some of the results of his research and constructivist thought. The purpose is to show the intellectual completeness of a scholar who combined rigour and creativity, enhancing the possibility for a dialogue between the separate fields of Psychology and Philosophy.Keywords: Vittorio Benussi; Constructivism; Socio-constructivism; Epistemology; History of Psychology

    Recensione di E. Bencivenga, Filosofia come strumento di liberazione

    Get PDF

    Famiglie e genitorialità omosessuali. Costrutti e riflessioni per la disconferma del pregiudizio omofobico.

    Get PDF
    Riassunto - Il presente contributo affronta una riflessione teorico-metodologica relativa ai costrutti cui è necessario fare riferimento per lo studio dell’omogenitorialità e della famiglia omogenitoriale, proponen-do, a livello epistemologico, la necessità di acquisire nuovi e più complessi paradigmi di analisi che, non incorrendo in bias pregiudizievoli, siano impostati sulla ridefinizione critica delle categorie ermeneutiche da adottare per leggere la nostra contingenza sociale. Relativamente al costrutto di genitorialità è possibile rilevare, infatti, che gli attuali contesti in cui tale funzione può esplicarsi (le odierne configurazioni fami-liari) aprono degli scenari “plurali” che mettono in campo delle discontinuità rispetto al passato; tali di-scontinuità, in termini decostruttivi, possono essere considerate, anche in ambito psicologico, come i co-strutti di base per analizzare la complessità della “questione omogenitoriale”, focalizzando soprattutto l’attenzione sugli esiti della relazione tra dispositivo socio-culturale, omofobia istituzionalizzata e rappre-sentazione dell’omogenitorialità.Parole chiave: Genitorialità; Omogenitorialità; Famiglie omosessuali; Rappresentazioni genitoriali; Rap-presentazioni del genere.   Families and Homosexual Parenting: Constructs for disproving the Homophobic Prejudice Abstract - This paper proposes a theoretical and methodological reflection on the basic constructs used in the study of same-sex families and same-sex parenting, focusing on the epistemological need to acquire new and more complex paradigms of analysis that can bring about a critical redefinition of the hermeneutic catego-ries used to read the transformation of our society. With regard to the construct of parenting, the current contexts in which this function is performed (today's family configurations), opens, in fact, "plural" scenarios which demonstrate a conceptual discontinuity in relation to old ways of defining the family system and par-enting function. The outcomes of this discontinuity, in a deconstructive interpretation, can be considered, also in the psychological field, as the discursive categories needed to analyze the complexity of the “Homo-sexual Parenting Question”. The paper also deepens the implications for the relationship between socio-cultural devices, institutionalized homophobia and representations of same-sex parenting.Keywords: Parenting; Same-sex Parenting; Parenting Representations; Gender Representations; Homo-sexual Families

    467

    full texts

    467

    metadata records
    Updated in last 30 days.
    Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia (Università degli Studi di Bari)
    Access Repository Dashboard
    Do you manage Open Research Online? Become a CORE Member to access insider analytics, issue reports and manage access to outputs from your repository in the CORE Repository Dashboard! 👇