Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia (Università degli Studi di Bari)
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The varieties of Inner Speech worth pursuing. Foundations for a phenomenal taxonomy
Abstract: Inner Speech (IS) falls within the purview of various fields of inquiry, including philosophy, psychology, linguistics, and, more recently, neuroscience. Due to the diverse aims, methodologies, and scopes across these disciplines, there exist inherent ambiguities that could impede the development of a unified research program or hinder the convergence of disparate disciplinary investigations into a cohesive whole. Therefore, in this article, my aim is to clarify the terminology, concepts, and expressions employed by scholars from different fields. I will achieve this by compiling and synthesizing appropriate theoretical and analytical proposals from contemporary IS scholars, while also subjecting a select few of these proposals to critical examination. Ultimately, I will present a fundamental taxonomy, which, nonetheless, relies on two essential postulates: (1) IS must be characterized based on its intrinsic nature of attentive conscious experience; (2) IS must be unequivocally considered as an intrinsically linguistic phenomenon.Keywords: Inner Speech; Introspection; Psychology; Linguistics Le varietà di discorso interiore su cui vale la pena riflettere. Fondamenti per una tassonomia fenomenicaRiassunto: Il discorso interiore è oggetto d’indagine in diversi ambiti disciplinari, tra cui la filosofia, la psicologia, la linguistica e, più recentemente, le neuroscienze. A causa delle diverse finalità, metodologie e specificità di queste discipline, emergono ambiguità intrinseche che possono ostacolare lo sviluppo di un programma di ricerca unitario o impedire il convergere di indagini disciplinari differenti in una prospettiva coerente. In questo lavoro voglio quindi chiarire terminologia, concetti fondamentali ed espressioni utilizzate dagli studiosi nei diversi campi di ricerca. Il mio obiettivo è raccogliere e sintetizzare le specifiche proposte teoriche e analitiche avanzate da coloro che, in tempi recenti, si sono occupati di questo tema, sottoponendo al contempo alcune di queste proposte a un esame critico. Presenterò infine una tassonomia di base che poggia su due postulati essenziali: (1) il discorso interiore deve essere caratterizzato in base alla sua natura intrinseca di esperienza cosciente e attenta; (2) il discorso interiore deve essere inequivocabilmente considerato come un fenomeno intrinsecamente linguistico.Parole chiave: Discorso interiore; Introspezione; Psicologia; LinguisticaAbstract: Inner Speech (IS) falls within the purview of various fields of inquiry, including philosophy, psychology, linguistics, and, more recently, neuroscience. Due to the diverse aims, methodologies, and scopes across these disciplines, there exist inherent ambiguities that could impede the development of a unified research program or hinder the convergence of disparate disciplinary investigations into a cohesive whole. Therefore, in this article, my aim is to clarify the terminology, concepts, and expressions employed by scholars from different fields. I will achieve this by compiling and synthesizing appropriate theoretical and analytical proposals from contemporary IS scholars, while also subjecting a select few of these proposals to critical examination. Ultimately, I will present a fundamental taxonomy, which, nonetheless, relies on two essential postulates: (1) IS must be characterized based on its intrinsic nature of attentive conscious experience; (2) IS must be unequivocally considered as an intrinsically linguistic phenomenon.Keywords: Inner Speech; Introspection; Psychology; Linguistics Le varietà di discorso interiore su cui vale la pena riflettere. Fondamenti per una tassonomia fenomenicaRiassunto: Il discorso interiore è oggetto d’indagine in diversi ambiti disciplinari, tra cui la filosofia, la psicologia, la linguistica e, più recentemente, le neuroscienze. A causa delle diverse finalità, metodologie e specificità di queste discipline, emergono ambiguità intrinseche che possono ostacolare lo sviluppo di un programma di ricerca unitario o impedire il convergere di indagini disciplinari differenti in una prospettiva coerente. In questo lavoro voglio quindi chiarire terminologia, concetti fondamentali ed espressioni utilizzate dagli studiosi nei diversi campi di ricerca. Il mio obiettivo è raccogliere e sintetizzare le specifiche proposte teoriche e analitiche avanzate da coloro che, in tempi recenti, si sono occupati di questo tema, sottoponendo al contempo alcune di queste proposte a un esame critico. Presenterò infine una tassonomia di base che poggia su due postulati essenziali: (1) il discorso interiore deve essere caratterizzato in base alla sua natura intrinseca di esperienza cosciente e attenta; (2) il discorso interiore deve essere inequivocabilmente considerato come un fenomeno intrinsecamente linguistico.Parole chiave: Discorso interiore; Introspezione; Psicologia; Linguistic
La Bildung qualitativa. Una possibile applicazione fenomenologica all’evento educativo dell’approccio “olistico-ecologico” di Fuchs
Riassunto: L’obiettivo di questo lavoro è tentare di estendere all’evento educativo l’approccio fenomenologico di Fuchs, basato sulla “mente incarnata” e, dunque, su una concezione olistico-ecologica della relazione tra l’individuo personale e il mondo. Muovendo dalla fenomenologica classica di Husserl, vorremmo dunque applicare tale approccio alla Bildung steiniana, per poter valutare in quali modi una pedagogia fenomenologica olistico-ecologica sia oggi sperimentabile nei contesti educativi. A tale scopo, oltre alla costituzione di una Bildung come autopoiesi, ossia ad una “formazione dall’interno” nella intima relazione tra formatore e formando – dove l’attore principale è proprio il formando –, vorremmo proporre lo strumento sperimentale della Scheda di Osservazione Sospensiva con la finalità di raccogliere dati qualitativi mediante la “presentazione”, in senso puramente fenomenologico, di ciascun formando e di poterli utilizzare, insieme al formando medesimo, per lo sviluppo e il dispiegamento consapevole del proprio Sé.Parole chiave: Fenomenologia applicata; Bildung; Approccio olistico; Approccio ecologico; Incorporazione The qualitative Bildung. A possible phenomenological application of Fuchs’ “holistic-ecologic” approach to educational eventAbstract: The aim of this paper is to extend Fuchs’ phenomenological approach, which is grounded in the concept of the “embodied mind” and an ecological, holistic understanding of the relationship between the individual and the world, to the educational event. Building on Husserl’s classical phenomenology, we aim to apply this framework to Stein’s Bildung, with the goal of exploring how a holistic-ecological phenomenological pedagogy might be applied and tested in contemporary educational contexts. In this regard, we seek to establish Bildung as autopoiesis, or “self-formation from within”, within the intimate relationship between educator and learner, where the primary actor is the learner themselves. To this end, we propose the use of the Suspensive Observation Notebook as an experimental tool for collecting qualitative data through the “presentation” of each learner in a strictly phenomenological sense. This will allow both the educator and the learner to use the data for the conscious development and unfolding of the learner’s sense of self.Keywords: Applied Phenomenology; Bildung; Holistic Approach to Education; Ecologic Approach to Education; Embodimen
La libertà incarnata. Il ruolo della persona nella presa di decisione
Riassunto: Il dibattito contemporaneo sull’impatto causale degli stati mentali e delle decisioni consce sui fenomeni naturali e sociali fa largo uso di dati ricavati da test neurofisiologici e comportamentali, che esplorano il ruolo di processi cognitivi inconsci e interpretazioni post-hoc caratterizzate da intenzionalità dichiarativa. I dati neuroscientifici sono spesso utilizzati per sostenere una prospettiva fisicalista che privilegia il determinismo neurocognitivo rispetto alle discussioni sul libero arbitrio. Tuttavia, questa impostazione tende a ignorare, almeno parzialmente, il dibattito sui limiti epistemologici e tecnici nella generazione dei dati e i pregiudizi filosofici insiti nelle interpretazioni. Questo lavoro evidenzia tali limiti, proponendo un’analisi filosofica della relazione complessa tra razionalità, esercizio del libero arbitrio e costruzione dell’identità personale. Distinguendo il concetto di scelta autentica da quello di impulso o spinta ad agire, si sostiene una concezione enattiva e fenomenologica dell’azione umana libera, offrendo così un’interpretazione del libero arbitrio che respinge l’eliminativismo come inadeguato. Rifiutando un dualismo semplicistico, il libero arbitrio viene definito come la capacità di una soggettività incarnata, situata ed enattiva di interagire con un ambiente naturale e sociale attraverso compiti che implicano processi stratificati di valutazione e decisione. In conclusione, si argomenta che, sebbene le scienze fisiche e psicologiche possano indagare le basi dell’esecuzione dell’azione, non sono in grado di risolvere né di spiegare l’aspetto più complesso del processo decisionale stratificato ed esteso. Questo riguarda la relazione intenzionale tra la persona, considerata nella sua interezza, e un mondo ricco di valori, che conferisce senso e orientamento alle scelte individuali.Parole chiave: Libertà; Persona; Cervello; Inconscio; Determinismo/Eliminativismo; Thomas Fuchs Embodied freedom. The role of person in decision-makingAbstract: The contemporary debate on the causal impact of mental states and conscious decisions on natural and social phenomena extensively relies on data derived from neurophysiological and behavioral tests. These tests investigate the role of unconscious cognitive processes and post-hoc interpretations characterized by declarative intentionality. Neuroscientific data are often employed to support a physicalist perspective that prioritizes neurocognitive determinism over discussions of free will. However, this approach tends to partially overlook the epistemological and technical limitations inherent in data generation and the philosophical biases embedded in interpretations. This paper highlights these limitations by proposing a philosophical analysis of the complex relationship between rationality, the exercise of free will, and the construction of personal identity. By distinguishing the concept of genuine choice from that of impulse or urge to act, it advocates for an enactive and phenomenological conception of human free action, offering an interpretation of free will that rejects eliminativism as inadequate. Rejecting a simplistic dualism, free will is defined as the capacity of an embodied, situated, and enactive subjectivity to engage with a natural and social environment through tasks involving layered processes of evaluation and decision-making. In conclusion, it is argued that while physical and psychological sciences may explore the foundations of action execution, they cannot resolve nor explain the more complex aspect of the stratified and extended decision-making process. This aspect concerns the intentional relationship between the person, considered as a whole, and a world rich in values, which gives meaning and direction to individual choices.Keywords: Freedom; Person; Brain; Unconscious; Determinism/Eliminativism; Thomas Fuch
Book-review of F. de Vignemont, Mind the body. An exploration of bodily self-awareness
Il Principe di Machiavelli. Una proposta di lettura
Riassunto: La riflessione su Machiavelli di Luigi Antonello Armando presenta tratti di novità e originalità. Dell’opera più nota, Il principe, Armando sostiene che se ne è fatta una lettura che ignora la rilevanza dell’espressione “al tutto nuovo” riferito a un principe “senza padre” e che dalla fortuna (occasione) ha avuto soltanto la possibilità non ostacolata di imprimere la forma agli eventi, divenendo così artefice per virtù propria dell’inizio “di una storia possibile”. Della “mente” di un tal principe, che potrà essere “savio” e proporsi come modello e non farsi imitatore di modelli fuorvianti, l’Autore s’interessa appassionatamente, facendone il fulcro del proprio impegno di interprete. Si cerca, in queste pagine, di confrontare la proposta interpretativa dell’Autore con la concezione drammatica dell’uomo e della storia di Machiavelli.Parole chiave: Niccolò Machiavelli; Politica; Potere Machiavelli’s The Prince. A reading suggestionAbstract: Luigi Antonello Armando’s reflections on Machiavelli present elements of novelty and originality. Regarding Machiavelli’s most famous work, The Prince, Armando argues that it has been read in a way that overlooks the significance of the expression “al tutto nuovo” (“completely new”), referring to a prince “without a father,” who, through fortune (opportunity), was given only the unimpeded possibility to shape events, thus becoming the creator, through his own virtue, of the beginning “of a possible history”. The Author passionately focuses on the “mind” of such a prince, who can be “wise” and present himself as a model rather than imitating misleading models. In these pages, an attempt is made to compare the Author’s interpretative proposal with Machiavelli’s dramatic conception of man and history.Keywords: Niccolò Machiavelli; Politics; Powe
Towards a theory of subjectivity
Abstract: After introducing general problems that a theory of subjectivity must address, the meaning of subjectivity is discussed and defined as the wholeness of first-person somato-psychological life. The most important principle in a theory of subjectivity is the entanglement of socio-subjectivity, inter-subjectivity, and intra-subjectivity. This entanglement entails that subjectivity is unique and irreplaceable, which are philosophical elements in a psychological theory. Subjectivity takes place in work, relations, and the self, and in the way that persons conduct their everyday lives in particular contexts and times. Subjectivity is constituted and/or mediated through materialities, discourses, and actions, including technologies. A theory of subjectivity must include reflections on “what is” but also about “what is possible” in human somato-psychological life. Because traditional theories of subjectivity have no conceptual space for socio-subjectivity, forms of subjectivity into which subjects suture themselves are discussed. Consequences for the discipline of psychology are laid out.Keywords: Subjectivity; Theory; Interdisciplinarity; Society; Culture; History; Psychological Humanities Verso una teoria della soggettività Riassunto: Comincerò illustrando le questioni generali che una teoria della soggettività deve affrontare, per discutere e definire poi il significato della soggettività come totalità della vita somato-psicologica dalla prospettiva della prima persona. Il principio più importante in una teoria della soggettività è l’intreccio tra socio-soggettività, inter-soggettività e intra-soggettività. Da questo intreccio ne viene che la soggettività è qualcosa di unico e insostituibile; questi aspetti filosofici devono caratterizzare anche una teoria psicologica della soggettività. La soggettività trova la propria concrezione nel lavoro, nelle relazioni, nel sé e nel modo in cui le persone conducono la loro vita quotidiana nei propri particolari contesti e tempi. La soggettività è costituita e/o mediata dalla materialità, dai discorsi e dalle azioni, comprese le tecnologie. Una teoria della soggettività deve considerare “ciò che è” unitamente a “ciò che è possibile” all’interno della vita somato-psicologica umana. Dal momento che le teorie tradizionali della soggettività non hanno concesso uno spazio concettuale per la socio-soggettività, in questo lavoro si discuteranno quelle forme di soggettività al cui interno i soggetti si vengono a trovare suturati. Saranno quindi illustrate le conseguenze di questi aspetti per la psicologia come ambito disciplinare.Parole chiave: Soggettività; Teoria; Interdisciplinarità; Società; Cultura; Storia; Psychological Humanitie