Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia (Università degli Studi di Bari)
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Reflections on Sam Harris' "Free Will"
Abstract: In his book Free Will Sam Harris tries to persuade us to abandon the morally pernicious idea of free will. The following contribution articulates and defends a more sophisticated model of free will that is not only consistent with neuroscience and introspection but also grounds a variety of responsibility that justifies both praise and blame, reward and punishment. This begins with the long lasting parting of opinion between compatibilists (who argue that free will can live comfortably with determinism) and incompatibilists (who deny this). While Harris dismisses compatibilism as a form of theology, this article aims at showing that Harris has underestimated and misinterpreted compatibilism and at defending a more sophisticated version of compatibilism that is imprevious to Harris’ criticism.Keywords: Sam Harris; Free Will; Compatibilism; Incompatibilism; Neuroscience Riflessioni su "Free Will" di Sam HarrisRiassunto: Nel suo libro Free Will Sam Harris cerca di persuaderci ad abbandonare l’idea, a suo avviso moralmente perniciosa, del libero arbitrio. Il contributo seguente articola e difende un modello di libero arbitrio che non solo è coerente con le neuroscienze e con l’introspezione, ma che dà anche fondamento a varie responsabilità giustificando encomi e biasimo, premi e punizioni. Questo prende le mosse dalla discussione della disputa di lunga data fra compatibilisti (secondo i quali il libero arbitrio può convivere pacificamente con il determinismo) e incompatibilisti (che negano questa posizione). Mentre Harris respinge il compatibilismo alla stregua di una forma di teologia, questo articolo ambisce a mostrare come Harris abbia sottostimato e mal interpretato il compatibilismo e come invece sia possibile enucleare una forma di compatibilismo più sofisticata, insensibile alle sue critiche.Parole chiave: Sam Harris; Libero arbitrio; Compatibilismo; Incompatibilismo; Neuroscienz
La regolazione dinamica dei processi affettivi attraverso la mediazione semiotica
Riassunto: Presentiamo una prospettiva semiotica e dinamica per indagare e discutere dal punto di vista psicologico i fenomeni della regolazione affettiva attraverso la mediazione e l’articolazione dei segni. Al fine di evitare uno sguardo semplicistico, lineare e riduttivo, i fenomeni affettivi sono presentati come campi quasi strutturati (“campi affettivi”), i quali vengono a differenziarsi attraverso mediatori semiotici (segni). La loro funzione è quella di orientare le persone attraverso l’anticipazione dell’immediato futuro. La regolazione semiotica conduce alla costruzione di gerarchie – temporanee – ovvero strutture di segni che incanalano le esperienze. Dalla costituzione di segni operatori di meta-livello segue sia la veloce espansione della costruzione di segni (cd. accrescitori semiotici) sia l’arresto e la demolizione della temporanea gerarchia regolativa di segni (cd. terminatori semiotici). Tali segni permettono tanto l’espansione flessibile quanto la limitazione della profondità e della ridondanza dei processi di auto-regolazione delle esperienze soggettive e delle azioni nei diversi contesti.Parole chiave: Mediazione semiotica; Segni; Gerarchie; Affetti; Regolazione affettiva; Campi affettivi The Dynamic Regulation of Affective Processes through Semiotic MediationAbstract: We introduce a semiotic and dynamic perspective to investigate and discuss – from a psychological point of view – the process of affective regulation through the mediation and articulation of signs. In order to avoid a simplistic, linear and reductive appraisal, affective phenomena are presented as quasi-structured fields (“affective fields”), which differentiate themselves through semiotic mediators (signs). Their function is to orient people in anticipation of the immediate future. Semiotic regulation leads to the construction of temporary hierarchies, namely structures of signs that guide experiences. From the constitution of meta-level operator signs ensues both the rapid expansion of the construction of signs (semiotic enhancers) and the arrest and the demolition of the temporary regulatory hierarchy of signs (semiotic terminators). These signs allow for flexible expansion but also limit the “depth” and redundancy of self-regulation processes in subjective experiences and actions in different contexts.Keywords: Semiotic Mediation; Signs; Hyerarchies; Affects; Affect Regulation; Affective Field
Recensione di P. Strata, La strana coppia. Il rapporto mente-cervello da Cartesio alle neuroscienze
In Defense of Avuncularity. Dennett and Harris on the Relation between Philosophy and Science
Abstract: This metacomment on Dennett’s comment on Sam Harris’s book on free will (or the lack it) examines two issues. First, how one should conceive of the relationship between philosophy and science, in particular considering the dismissive attitude many highly regarded scientists show towards philosophy today. Second, a critical assessment of Harris’s replies to Dennett’s criticisms.Keywords: Daniel Dennett; Sam Harris; Free Will; Science; Philosophy In difesa dei vincoli avuncolari. Dennett e Harris sul rapporto tra filosofia e scienzaRiassunto: Questo metacommento sulle osservazioni avanzate da Dennett sul libro di Sam Harris sul libero arbitrio (o sulla sua assenza) verte su due questioni. In primo luogo, discute come si dovrebbe concepire il rapporto tra filosofia e scienza, in particolar modo considerando l’atteggiamento sprezzante mostrato oggi nei confronti della filosofia da diversi scienziati molto in vista. In secondo luogo saranno oggetto di valutazione critica le risposte di Harris alle critiche di Dennett.Parole chiave: Daniel Dennett; Sam Harris; Libero arbitrio; Scienza; Filosofi
The Peculiarity of Emotional Words: A Grounded Approach
Abstract: This work focuses on emotional concepts. We define concepts as patterns of neural activation that re-enact a given external or internal experience, for example the interoceptive experience related to fear. Concepts are mediated and expressed through words. In the following, we will use “words” to refer to word meanings, assuming that words mediate underlying concepts. Since emotional concepts and the words that mediate them are less related to the physical environment than concrete ones, at first sight they might be depicted as abstract concepts. Evidence coming from several studies shows, instead, that the issue is more complex. In this work, we will briefly outline the debate and illustrate results from recent studies on comprehension of concrete, emotional and abstract words in children and adults. We will argue that emotional words can be accounted for from a grounded perspective and will contend that emotional words represent a particular set of words that differs from both the concrete and purely abstract ones.Keywords: Embodied and Grounded Cognition; Abstract Concepts; Emotional Words; Language Acquisition; Language Processing La peculiarità delle parole emotive: un approccio basato sulla grounded cognitionRiassunto: Questo lavoro si incentra sui concetti emotivi. Intendiamo qui per concetti i pattern di attivazioni neurali che riattivano un’esperienza interna o esterna, per esempio le esperienze interocettive collegate alla paura. I concetti sono mediati ed espressi dalle parole. Di seguito, useremo “parole” in riferimento al significato delle parole, assumendo le parole come veicolo dei concetti. I concetti emotivi e le parole che li esprimono, dal momento che sono meno legati all’ambiente fisico rispetto a quelli concreti, potrebbero essere a tutta prima classificati come concetti astratti. Molti studi invece mostrano come la questione sia più complessa. In questo lavoro illustreremo brevemente il dibattito e i risultati di recenti studi sulla comprensione di parole astratte, concrete ed emotive in bambini e adulti, per mostrare come una prospettiva grounded possa rendere conto delle parole emotive, sostenendo che queste rappresentano un insieme particolare di parole, diverse sia da quelle concrete che da quelle puramente astratte.Parole chiave: Embodied and Grounded Cognition; Concetti astratti; Parole emotive; Acquisizione del linguaggio; Processamento del linguaggi
Dalla neuroeconomia alla neuroetica: verso una neuroscienza delle decisioni individuali e socio-morali
Riassunto: Neuroeconomia e neuroetica sono settori delle neuroscienze cognitive che studiano i correlati neurali di aspetti distinti, sebbene strettamente interconnessi, del processo decisionale. Mentre la neuroeconomia studia i meccanismi cerebrali che guidano verso la massimizzazione dell’utilità economica personale, la neuroetica integra tali conoscenze con quelle fornite dalle neuroscienze sociali per affrontare domande tipiche dell'etica e della filosofia morale. Gli studi oggi disponibili in questo ambito vengono qui discussi al fine di mettere a confronto l’ipotesi secondo cui le scelte economiche individuali e socio-morali sono supportate da un unico circuito cerebrale con differenti input specifici per dominio (Extended Common Currency Schema) rispetto a quella che prevede basi cerebrali specifiche per la scelta in ambito socio-morale (Social-Valutation-Specific Schema). In linea con il primo dei due modelli, i dati presenti in letteratura sembrano confermare l’esistenza di un singolo sistema cerebrale associato ai diversi tipi di scelta, indipendentemente dal contesto decisionale individuale vs. socio-morale.Parole chiave: Decision-making; Neuroeconomia; Neuroetica; Extended Common Currency Schema; Social Valutation Specific Schema From Neuroeconomy to Neuroethics: Towards a Neuroscience of Individual and Socio-Moral DecisionsAbstract: Neuroeconomics and neuroethics are subfields of cognitive neuroscience that address the neural correlates of distinct, although strongly intertwined, facets of decision-making. While neuroeconomics investigates the neural mechanisms underlying the maximization of personal economic utility, neuroethics integrates such knowledge with that provided by social neurosciences, in order to address typical questions in ethics and moral philosophy. We review the available research to contrast the hypothesis that both individual economic and socio-moral choices rely on a common brain network receiving domain-specific inputs (Extended Common Currency Schema) and the claim that a specific brain network underpins choices in a socio-moral context (Social-Valutation-Specific Schema). In line with the former model, currently available evidence supports the existence of a single brain network associated with both choice types, regardless of the economic individual vs. socio-moral decisional context.Keywords: Decision-making; Neuroeconomics; Neuroethics; Extended Common Currency Schema; Social Valutation Specific Schem
An Approach to Developmental Dyslexia through Vygotskij's Perspective
Abstract: If a child’s development is made possible by interaction with his environment, involving an integration of affective and intellectual processes, dyslexia implies multiple cognitive deficits that cause learning difficulties and over time can affect a child’s sense of self. Inattentive behavior due to incomprehension of classroom tasks can cause compounding of gaps in learning that will lead to a lack of foundational skills. Vygotskij underlines how the zone of proximal development determines the difference between the child’s actual level of development and the level of performance that he achieves under the guidance of a teacher, through imitation; the teacher must focus his efforts on identifying what the child is only able to do in collaboration today but will be able to do independently tomorrow. The main means of interaction between the teacher and the dyslexic child is the language that, materialized and objectified in external speech, then distilled into thought as internal speech can arm dyslexic children with foundational skills.Keywords: L.S. Vygotskij; Dyslexia; Language; Learning; Zone of Proximal Development Un approccio alla dislessia evolutiva da una prospettiva Vygotskijana Riassunto: Se lo sviluppo del bambino è reso possibile dall’interazione con il suo ambiente, attraverso l’integrazione di processi affettivi e intellettuali, la dislessia implica molteplici deficit cognitivi con conseguenti difficoltà di apprendimento, che col tempo possono condizionare la percezione che il bambino ha di sé. Il comportamento disattento in classe, dovuto all’incomprensione dei compiti assegnati, può generare un accumulo tale di lacune nell’apprendimento da condurre al mancato sviluppo di abilità fondamentali. Vygotskij sottolinea come la zona di sviluppo prossimale denoti la differenza tra il livello di sviluppo effettivamente raggiunto dal bambino e le prestazioni ottenute sotto la guida di un insegnante, per mezzo dell’imitazione del maestro. Compito dell’insegnante è concentrare gli sforzi al fine di individuare quanto il bambino è in grado di realizzare oggi in collaborazione, che domani sarà in grado di effettuare autonomamente. Il principale mezzo di interazione tra l’insegnante e il bambino dislessico è il linguaggio che, materializzato e oggettivato nel linguaggio esterno, successivamente condensato nel pensiero come linguaggio interno, può consentire ai bambini dislessici lo sviluppo di abilità fondamentali.Parole chiave: L.S. Vygotskij; Dislessia; Linguaggio; Apprendimento; Zona di sviluppo prossimal
Generi psichiatrici come HPC: un nuovo approccio al dibattito discreto/continuo in psichiatria
Riassunto: Questo lavoro cerca di mostrare come i disordini psichiatrici non possano essere inquadrati in chiave essenzialista, cioè non possano essere individuati attraverso proprietà necessarie e sufficienti. Preliminarmente introdurremo un modello chiamato Homestatic Property Cluster (HPC), che risulterà strumentale per comprendere, in prima istanza, la natura continua o discreta delle entità “disordini psichiatrici”. Sosterremo che i disordini mentali sono entità discrete. In seguito, per quanto riguarda la nostra critica all’essenzialismo, analizzeremo il disease model(un modello essenzialista molto utilizzato in ambito medico), ponendo l’attenzione soprattutto sui suoi limiti, cercando di mettere in rilievo varie obiezioni rispetto alla sua applicabilità. Infine, cercheremo di illustrare come il modello HPC possa essere un buon punto di partenza per identificare e classificare i generi psichiatrici e come esso possa mediare tra una visione rigidamente discreta e una visione rigidamente continua dei generi psichiatrici, poiché il modello HPC, a nostro avviso, combina in maniera virtuosa proprietà di entrambe le concezioni.Parole chiave: Modello HPC; Generi naturali; Continuo; Discreto; Filosofia della psichiatria Psychiatric Kinds as HPC: A new Approach to the Discrete/Continuum Controversy in Psychiatry Abstract: This paper aims to show that psychiatric disorders cannot be defined within an essentialist perspective – i.e. by means of necessary and sufficient properties. We introduce the Homeostatic Property Cluster model (HPC) which proves useful for addressing the question as to whether psychiatric disorders are continuous or discrete entities. From this discussion we find that psychiatric kinds are discrete. We then analyze the disease model – recognized in the medical field as an essentialist model – bringing attention to its limitations and raising objections to its applicability. Finally, we argue that the HPC model offers a good starting point for identifying and classifying psychiatric kinds, and show how it can provide a bridge between the rigidly discrete and rigidly continuous perspectives on kinds, bringing together aspects of both.Keywords: HPC Model; Natural Kinds; Continuous; Discrete; Philosophy of Psychiatr
Descartes’ Emotions: From the Body to the Body
Abstract: Emotions are currently at the center of a lively international and interdisciplinary debate. The first sections of this essay present a synthetic overview of its key features. The main sections provide a re-examination of one of the most historically significant developments in the field of affective studies. René Descartes’ approach to the study of emotions implies a positive assessment of the role of the body and a remarkable attenuation of his classical dualism that allows an innovative perspective on the subject. He inaugurated a new scientific style of research, which is one of the original sources of some key concepts of the current research.Keywords: Emotions; René Descartes; Embodied Cognition; Classification of Emotions; Philosophy of EmotionsLe emozioni di Descartes: dal corpo al corpoRiassunto: Le emozioni sono attualmente al centro di un dibattito internazionale e interdisciplinare molto vivace, di cui la prima sezione del saggio presenta una panoramica sintetica. La sezione principale propone un’analisi critica di uno dei passaggi storicamente più significativi nel campo dello studio dei fenomeni emotivi. L’approccio di Descartes al tema delle emozioni presuppone una considerazione positiva del ruolo del corpo e una notevole attenuazione del dualismo per cui è noto, consentendo così una prospettiva innovativa al tema. Descartes inaugura un nuovo stile di ricerca che è alle origini di alcuni concetti chiave della ricerca contemporanea.Parole chiave: Emozioni; René Descartes; Conoscenza incarnata; Classificazione delle emozioni; Filosofia delle emozion