Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia (Università degli Studi di Bari)
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    Per una declinazione strumentalista dei sensi

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    Riassunto: In questo articolo, vengono difese due tesi. La prima è che esistono ragioni per sganciare i dibattiti sull’individuazione delle modalità sensoriali e sul criterio esperienziale-ontologico dalle nozioni di “esperienza pura”, “esclusività” ed “esaustività”; piuttosto, è preferibile collocare le esperienze percettive sotto il cappello dell’unità soggettiva. La seconda è che lo sviluppo del criterio esperienziale-ontologico (e dei criteri concorrenti) può essere portato avanti senza assumere che le modalità sensoriali costituiscono generi naturali. La prima tesi riguarda le esperienze percettive, la seconda riguarda le modalità sensoriali. Affermare, con il criterio esperienziale-ontologico, che le realtà (esperienze) percettive svolgono un ruolo ontologico non implica che lo stesso valga per le classificazioni teoriche dei sensi ottenute per suo mezzo. La proposta consiste nell’inquadrare le tassonomizzazioni dei sensi in una cornice strumentalista.Parole chiave: Individuazione dei sensi; Modalità sensoriali; Esperienza percettiva; Criterio esperienziale-ontologico; Strumentalismo  Towards an Instrumentalist Interpretation of the SensesAbstract: Two main theses are defended in this paper. First, I submit that the notions of “pure experience”, “exclusivity” and “exhaustivity” are far-fetched, and that a better proposal is to focus on the subjective unity of perceptual experiences. Second, I claim that the experiential-ontological criterion for the individuation of the sensory modalities doesn’t require the senses to be understood as natural kinds. The first thesis is about perceptual experiences, while the second one concerns the senses. According to the experiential-ontological criterion, perceptual realities (experiences) have to be defined in ontological terms, but that doesn’t imply that the same holds true for the senses, which are theoretical notions. The proposal is to put the task of taxonomizing the senses in an instrumentalist frame.Keywords: Individuation of the Senses; Sensory Modalities; Perceptual Experiences; Experiential-ontological Criterion; Instrumentalis

    Recensione di V. Bochicchio, Costruttivismo e psicopatologia

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    I fenomeni con o senza la fenomenologia. Un confronto a più voci

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    Riassunto: La fenomenologia, in virtù del suo stesso nome, pare rivendicare un diritto di prelazione sui fenomeni. È sufficiente, tuttavia, uno sguardo panoramico sulla storia della filosofia o, più generalmente, delle scienze per rilevare il vasto impiego che si va affermando, senza fenomenologia, del concetto di fenomeno. In cosa consisterebbe allora la specificità della comprensione fenomenologica dei “fenomeni”? Per rispondere a questa domanda, riconsidereremo il dibattito tra Edmund Husserl autore delle Logische Untersuchungen e Paul Natorp, filosofo neokantiano di Marburgo, le cui tesi presentano un duplice interesse: l’avere, per un verso, sollecitato lo stesso Husserl a una precisazione della proposta fenomenologica; l’aver, per l’altro, anticipato alcuni tra gli argomenti di maggior rilievo nell’ambito delle scienze cognitive in merito ai vari tentativi di naturalizzazione della coscienza.Parole chiave: Fenomeno; Intenzionalità; Oggetto; Edmund Husserl; Paul Natorp  Phenomena With or Without Phenomenology. An Open Dialogue Abstract: Phenomenology, by its very name, seems to invoke a priority claim on the study of phenomena. Yet a glance at the history of philosophy or, more generally, the sciences, suffices to demonstrate how widely the concept of “phenomena” has been used outside phenomenology. So, what exactly is unique to the phenomenological understanding of phenomena? In order to formulate a possible answer, we reactivate the debate between the Husserl of the Logische Untersuchungen and Paul Natorp, a neo-Kantian philosopher from Marburg. This debate is of interest on two fronts: first, because Natorp’s criticism directly forced Husserl to clarify his views on phenomenology; second, because the debate anticipated some of the most important arguments on naturalizing consciousness in the cognitive sciences.Keywords: Phenomenon; Intentionality; Object; Edmund Husserl; Paul Nator

    Lo strutturalismo scientifico. Matematica, Fisica e Biologia nell’ottica piagetiana

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    Riassunto: Lo strutturalismo piagetiano, segnatamente quello in matematica, fisica e biologia alla luce dell’epistemologia genetica, rappresenta una declinazione peculiare e feconda dell’eterogeneo movimento strutturalista. Dopo una fortunata stagione, le strutture matematiche, rintracciate e indagate sotto diverse prospettive, hanno finito per costituire un “paradigma” didattico e di ricerca utilizzato su più livelli; in modo non dissimile, perché collegata alla matematica, la fisica ha considerato i propri “oggetti” dotati di una struttura: ma se originariamente era una struttura intesa in senso materiale, adesso si studiano strutture con un più alto grado di astrazione (energetiche, interattive, virtuali). La biologia, poi, è divenuta (e ancora è) argomento à la page, ma pure terreno di scontro epistemologico tra meccanicismo ortodosso e istanze vitalistiche, tra sostanze eterne e trasformazioni continue, ovvero tra strutture fisse e strutturazione dinamica. Le conclusioni rivalutano l’attualità e le prospettive dello strutturalismo piagetiano proiettandolo al di là dello strutturalismo classico, fino a farne, forse, una insolita quanto feconda tendenza post-strutturalista.Parole chiave: Strutturalismo; Epistemologia genetica; Jean Piaget; Costruttivismo; Storia dell’epistemologia  Scientific Structuralism. Mathematics, Physics, and Biology in Piagetian Perspective Abstract: Piagetian structuralism, notably a genetic epistemological perspective on mathematics, physics and biology, represents a unique and fruitful articulation of the heterogeneous structuralist movement. After their initial success, mathematical structures, traced and investigated from different points of view, end up constituting didactic and research “paradigms” that can be used on several levels; in a similar way, physics – closely related to mathematics – initially considered its own “objects” to be endowed with structure: yet, while such structure was initially understood in a material sense, nowadays it is studied with a higher degree of abstraction (e.g. in an energetic, interactive, virtual sense). Biology has become (and remains) an à la page subject, but also presents an epistemological battle between orthodox mechanism and vitalism, between eternal substances and continuous transformations, that is, between fixed structures and dynamic structuring. These conclusions lead us to re-evaluate the up-to-dateness and perspectives of Piagetian structuralism, to project it beyond classical structuralism and, maybe, to turn it into an unusual and promising post-structuralist trend.Keywords: Structuralism; Genetic Epistemology; Jean Piaget; Constructivism; History of Epistemolog

    Free Action and Interventionist Theories of Causality

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    Abstract: I shall discuss the relationship between the interventionist theory of causation and free action. Interventionist accounts of causation define causation on the basis of “intervention”. These theories can be reductive, if they explain causes on the basis of free human interventions, or non-reductive, if they consider causes and interventions as two inter-defined concepts, where interventions are regarded as explicitly not human. I will show that the dilemma between reductive and non-reductive interventionist theories of causality can be overcome in favour of reductive accounts, with regard to what causation is in an anthropological sense, and with regard to the causal explanation of phenomena. Non-reductive accounts, explaining causes based on interventions and defining interventions as special causes (without any reference to human actions) create a dangerous explanatory circularity between cause and intervention and are not able to give a general and explanatory idea of causation. Reductive interventionist theories, by contrast, do not suffer from this circularity.Keywords: Causation; Free Action; Experiment; Interventionist Theory of Causality; Anthropomorphism L’azione libera e le teorie interventiste della causalità Riassunto: Intendo discutere il rapporto tra la teoria interventista della causalità e l’azione libera. Gli approcci interventisti alla causalità definiscono la causazione sulla base dell’“intervento”. Queste teorie possono essere riduttive, se spiegano le cause in base all’intervento umano come libero intervento umano, oppure non-riduttive, se considerano cause e interventi come due concetti inter-definiti, dove gli interventi sono considerati come esplicitamente non umani. Intendo mostrare che il dilemma tra teorie interventista della causalità di tipo riduttivo e non-riduttivo può essere superato in favore degli approcci riduttivi, con riferimento a ciò che la causazione è in senso antropologico e con riferimento alla spiegazione causale dei fenomeni. Gli approcci non-riduttivi, spiegando le cause sulla base di interventi e definendo gli interventi come cause speciali (senza alcun riferimento alle azioni umane), creano una perniciosa circolarità esplicativa tra cause e interventi e non sono in grado di dare un’idea generale ed esplicativa della causazione. Le teorie interventiste riduttive, al contrario, non soffrono di questa circolarità.Keywords: Causazione; Azione libera; esperimento; Teoria interventista della causalità; Antropomorfism

    Recensione di D. Bruni, Storia naturale dell'amore

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    Book-review of A. Fussi, Per una teoria della vergogna

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    Analgesia da placebo, anticipazione dolorifica e i possibili correlati neurali dell’effetto nocebo

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    Riassunto: L’effetto nocebo è l’effetto psicobiologico dovuto al contesto psicosociale negativo che accompagna una terapia. Dal momento che lo studio dell’anticipazione dolorifica prende in considerazione la fase temporale della “attesa dell’iperalgesia”, e considerando che – proprio come il nocebo – è possibile elicitarla con il solo uso di verbalizzazioni negative, questo modello può permettere di studiare la risposta nocebo. Ad oggi infatti non si dispone di dati univoci circa le aree coinvolte in questi processi e circa il ruolo cognitivo da queste ricoperto. Abbiamo condotto una meta-analisi su studi fMRI di anticipazione dolorifica su cui applicare un modello di connettività meta-analitica su due regioni di interesse: la corteccia cingolata e l’insula anteriori, le cui attivazioni sembrerebbero correlano ai domini comportamentali dell’azione, dell’emozione e della percezione. I risultati avvalorano l’ipotesi dell’esistenza di un sistema supramodale altamente distribuito, attivato dall’anticipazione del dolore, e, infine, volto all’elaborazione delle informazioni e all’auto-regolazione delle risposte adattive all’ambiente.Parole chiave: Placebo; Nocebo; Dolore; Correlati neurali; Comportamento umano Placebo Analgesia, Pain Anticipation, and the Possible Neural Correlates of Nocebo EffectAbstract: The nocebo effect is a psychobiological effect that occurs when a negative psychosocial context that accompanies a therapy. Since the study of pain anticipation takes into account the temporal phase of the “expectation of hyperalgesia”, and considering that it is possible to stimulate such anticipatory processes merely through the use of negative verbalizations, this model is appropriate for studying the nocebo response. To date, there are no univocal data about the brain areas involved in these processes or their cognitive roles. We conducted a meta-analysis on pain anticipation fMRI studies. We then applied a meta-analytic connectivity model to activations in the anterior cingulate cortex and the anterior insula, which correlate with the behavioral domains of action, emotion and perception. Our results support the hypothesis that there is a highly-distributed supramodal system, activated by pain anticipation, for processing information that enhances the self-regulation of adaptive responses to the environment.Keywords: Placebo; Nocebo; Pain; Neural Correlates; Human Behaviou

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