Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia (Università degli Studi di Bari)
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    Ethical and cognitive challenges in the COVID-19 emergency

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    Abstract: The global emergency caused by the spread of COVID-19 raises critical challenges for individuals and communities on many different levels. In particular, politicians, scientists, physicians, and other professionals may face new ethical dilemmas and cognitive constraints as they make critical decisions in extraordinary circumstances. Philosophers and cognitive scientists have long analyzed and discussed such issues. An example is the debate on moral decision making in imaginary scenarios, such as the famous “Trolley Problem”. Similarly, dramatic and consequential decisions are realized daily in the current crisis. Focusing on Italy, we discuss the clinical ethical guidelines proposed by the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care (SIAARTI), highlighting some crucial ethical and cognitive concerns surrounding emergency decision making in the current situation.Keywords: Moral Dilemmas; Cognition; Rationality; Bias; Clinical Decision Making; COVID-19 Problemi etici e cognitivi nell’emergenza COVID-19Riassunto: L’emergenza globale causata dal COVID-19 solleva problemi cruciali, sia per gli individui sia per le comunità, a molti livelli diversi. In particolare, politici, scienziati, medici e altri professionisti si trovano ad affrontare dilemmi etici e limitazioni cognitive legate a decisioni critiche in circostanze straordinarie. Sia i filosofi sia gli scienziati cognitivi hanno a lungo analizzato e discusso questi problemi. Un esempio è il dibattito sul ragionamento e le decisioni morali in scenari immaginari, come il famoso “problema del carrello”. Nella crisi attuale, dilemmi drammatici di questo tipo sono all’ordine del giorno. Concentrandoci sull’Italia, discutiamo le linee guida proposte dalla Società Italiana di Anestesiologia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI), evidenziando alcuni aspetti critici, sia etici sia cognitivi, del processo decisionale in una situazione di emergenza come quella attuale.Parole chiave: Dilemmi morali; Cognizione; Razionalità; Bias; Decisioni cliniche; COVID-1

    Explanatory organization and psychiatric resilience: Challenges to a mechanistic approach to mental disorders

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    Abstract: This contribution aims to address epistemological issues at the crossroads of philosophy of science and psychiatry by reflecting on the notions of organization and resilience. Referring to the debate on the notion of “organization” and its explanatory relevance in philosophical neo-mechanistic theories, I consider how such positions hold up when tentatively applied to  the mental health context. More specifically, I show how reflections on psychiatric resilience, cognitive reserve, and accommodation strategies challenge attempts to embrace a mechanistic perspective on mental disorders. A deeper focus on these aspects of mental health is relevant to theoretical discussions on explanatory models as well as for clinical practice, diagnosis, and treatment.Keywords: Psychiatric resilience; Cognitive Reserve; Organization; MechanismIl ruolo esplicativo dell’organizzazione e la resilienza psichiatrica: sfide ad un approccio meccanicistico alla malattia mentale Riassunto: Questo articolo intende discutere alcuni temi epistemologici all’incrocio tra la filosofia della scienza e la psichiatria, riflettendo sulle nozioni di organizzazione e resilienza. Muovendo dalle riflessioni sulla nozione di “organizzazione” sviluppate nell’ambito delle teorie neo-meccaniciste, e dalla difesa del suo ruolo esplicativo, il lavoro analizza la possibilità di estendere alcune posizioni relative alla spiegazione scientifica al contesto delle scienze della salute mentale. Più nello specifico, si illustra come le indagini sulla resilienza psichiatrica, la riserva cognitiva e le strategie di compensazione possano mettere in discussione i tentativi di abbracciare una prospettiva meccanicistica quando si affronta il tema del disturbo psichiatrico. Una maggiore attenzione ai suddetti filoni di ricerca può avere un impatto significativo sia sulla discussione relativa ai modelli teorici di spiegazione della malattia mentale sia sui processi clinici di diagnosi e terapia.Parole chiave: Resilienza psichiatrica; Riserva cognitiva; Organizzazione; Meccanicism

    Defense mechanisms: From the individual to the collective level

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    Abstract: In this article we shall deal with the construction and defense of subjective identity as a topic at the intersection of psychology and anthropology. In this perspective, defense mechanisms are seen as falling along a spectrum that stretches from the individual to the collective level. The individual mind is the sphere of the intrapsychic defenses and the interpersonal maneuvers to which each of us appeals, in the relationship with other people and with one’s own environment, to defend one’s own self-describability and, indissolubly, the solidity of one’s own self-conscious being. At a social and collective level, on the other hand, the individual self-protective structures are supported by cultural interventions that organize and intersubjectively “domesticate” our subjectivity and our feeling of being-there.Keywords: Autobiographical Reasoning; Defense Mechanisms; Grief; Narrative Identity; Ontological Insecurity  Meccanismi di difesa: dall’individuale al collettivoRiassunto: L’articolo si occupa di costruzione e difesa dell’identità soggettiva come tema all’intersezione di psicologia e antropologia. In questa prospettiva, i meccanismi di difesa si dispongono lungo uno spettro che dal livello individuale conduce a quello collettivo. La mente individuale è la sfera delle difese intrapsichiche e delle manovre interpersonali a cui ognuno di noi fa ricorso, nella relazione con gli altri e col proprio ambiente, per difendere la propria autodescrivibilità e, inscindibilmente, la solidità del proprio essere autocosciente. Al livello sociale e collettivo, invece, le strutture autoprotettive dell’individuo sono sorrette da interventi culturali che organizzano e “addomesticano” intersoggettivamente la nostra soggettività e il nostro sentirci esistere.Parole chiave: Ragionamento autobiografico; Meccanismi di difesa; Cordoglio; Identità narrativa; Insicurezza ontologic

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    Socialità, corporeità e valori. L’attualità dell’antropologia assiologica rickertiana

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    Riassunto: Il presente contributo intende vagliare l’attualità della riflessione antropologica proposta da Heinrich Rickert, comparandone gli esiti ultimi con i risultati più fecondi ottenuti dalle recenti ricerche condotte nel campo dell’antropologia evolutiva e filosofica. A tale scopo sono presentate nel testo due tesi rickertiane di notevole interesse teoretico: il profilo sociale-comunitario quale cifra dell’essere umano e la capitale funzione svolta dalla dimensione corporea nel processo di costituzione del mondo culturale. La prima tesi, sviluppata da Rickert in campo assiologico, si connette alla definizione di uomo declinata da Michael Tomasello nei termini di ultra-social animal, mentre la seconda tesi contribuisce, in modo originale, a quella rivalutazione della sfera corporea dell’uomo, che riveste, a partire dal secolo scorso, un ruolo centrale in alcuni ambiti di ricerca del frastagliato scenario filosofico.Parole chiave: Antropologia Filosofica; Antropologia Evolutiva; Neokantismo; Teoria dei valori; Heinrich Rickert Sociality, Corporeity, and Values. The Current Significance of Rickertian Axiological AnthropologyAbstract: This paper aims at assessing the current significance of the anthropological reflections of Heinrich Rickert, comparing his most important contributions to recent results in the fields of evolutionary and philosophical anthropology. With this aim in mind, we examine two Rickertian theses of considerable theoretical interest: the fundamental value of sociality in being human and the foundation role of the corporeal in the cultural world. The first thesis, developed by Rickert in the field of axiology, closely relates to Michael Tomasello’s definition of man as an ultra-social animal. The second thesis represents an original contribution to the re-evaluation of the corporeal basis of human experience, which has continued to play a central role in some areas of philosophical research since the last century.Keywords: Philosophical Anthropology; Evolutionary Anthropology; Neo-Kantianism; Theory of Value; Heinrich Ricker

    L’esperienza emotiva tra causalità e motivazione: fenomenologia e neuroscienze sulla capacità di riflessione umana

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    Riassunto: Applicando il metodo fenomenologico e ricostruendo alcune tematiche della ricerca neuroscientifica, verranno nel testo discriminate le strutture trascendentali dell’esperienza, attraverso le quali il mondo circostante acquisisce significato, e le computazioni inconsce indagate nel dominio psico-fisiologico. L’emozionalità umana coinvolge meccanismi neurali-istintivi che precedono l’attività cosciente, ed essi possono essere esclusivamente investigati ricorrendo a metodi causali-quantitativi. La motivazione, che può essere descritta attraverso il metodo fenomenologico, esprime una forma di causalità più complessa, che ci consente di riflettere sulla nostra emozionalità all’interno del flusso temporale della coscienza. La distinzione tra emozione e sentimento offre un importante indizio per comprendere la dimensione causale della prima rispetto alle caratteristiche motivazionali della seconda: in questo modo, potremo meglio approfondire il ruolo del sentimento in fenomenologia, coinvolgendo esso processi temporali-costitutivi.Parole chiave: Fenomenologia; Neuroscienza; Causalità; Emozione; Motivazione Emotional Experience between Causality and Motivation: Phenomenology and Neuroscience on the Human Capacity for ReflectionAbstract: Applying the phenomenological method and drawing on neuroscientific research, I discriminate between the transcendental structures of experience, through which the surrounding world acquires meaning, and unconscious computations made in the psycho-physiological domain. Human emotionality involves neuronal-instinctive mechanisms that precede subjective conscious activity, and these can only be investigated using causal-quantitative methods. Motivation, which can be described using the phenomenological method, speaks to a more complex causality, that allows us to reflect on our emotionality within the temporal flux of consciousness. The distinction between emotion and feeling offers an important clue to understanding the causal dimension of the former and the motivational characteristics of the latter: in this way, we can better understand the role that feeling, which involves constitutive-temporal processes, plays in phenomenology.Keywords: Phenomenology; Neuroscience; Causality; Emotion; Motivatio

    Dobbiamo abbandonare l'intuizionismo morale? Effetti incorniciamento e problemi di salvataggio

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    Riassunto: Gli sviluppi recenti nell’ambito della ricerca sui processi decisionali relativi ai cosiddetti effetti di incorniciamento (framing effects) hanno ricevuto particolare attenzione da parte di quell’ambito della filosofia morale che si occupa di spiegare i dilemmi morali classici legati al famoso problema del carrello (trolley problem). Alcuni filosofi sostengono che illusioni cognitive come l’effetto di incorniciamento mettano seriamente in discussione alcuni punti di vista classici della filosofia morale come, per esempio, l’etica normativa e l’intuizionismo morale. L’obiettivo di questo articolo è cercare di mostrare se, alla luce della ricerca empirica sugli effetti di incorniciamento, possiamo mantenere un punto di vista intuizionista o meno e, più in generale, che cosa implichino questo genere di dati per la filosofia morale.Parole chiave: Filosofia morale; Intuizionismo; Effetti di inconiciamento; Dilemmi morali; Teoria del prospetto Should we Abandon Moral Intuitionism? Framing Effects and Moral Dilemmas Abstract: Recent developments in experimental research on decision-making have received attention from moral philosophers trying to explain classical moral dilemmas. The class of cognitive illusions known as framing effects have received particular attention because they appear to play a role in explaining the famous trolley-problem. Some philosophers maintain that cognitive illusions such as framing effects seriously undermine classical point of views in moral philosophy such as normative ethics and moral intuitionism. This essay investigates whether, in light of empirical research on framing effects, we can still maintain an intuitionist point of view, and what the available data imply in general for moral philosophy.Keywords: Moral Philosophy; Intuitionism; Framing Effects; Moral Dilemmas; Prospect Theor

    L'aurora della psicologia morale. La psicologia morale di Nietzsche e alcune recenti indagini empiriche

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    Riassunto: Questo lavoro mira a un confronto tra la psicologia morale di Friedrich Wilhelm Nietzsche e l’approccio socio-intuizionista al giudizio morale proposto da Jonathan Haidt. Questo confronto metterà in luce somiglianze notevoli tra i due modelli. Il lavoro intende inoltre chiarire quali implicazioni Nietzsche trae dalla sua descrizione della psicologia umana e quali cambiamenti di prospettiva egli esorta a operare rispetto alla comprensione di noi stessi come “esseri morali”.Parole chiave: Giudizio morale; Sviluppo morale; Intuizionismo; Friedrich Wilhelm Nietzsche; Jonathan Haidt The Dawn of Moral Psychology. Nietzsche’s Moral Psychology and some Recent Empirical InvestigationsAbstract: Comparing Nietzsche’s moral psychology and the social intuitionist approach to moral judgment proposed by Jonathan Haidt, this paper reveals remarkable similarities between the two models. It also clarifies what implications Nietzsche drew from his description of human psychology and the perspective changes these entail for understanding ourselves as “moral beings”.Keywords: Moral Judgment; Moral Development; Intuitionism; Friedrich Wilhelm Nietzsche; Jonathan Haid

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