Università degli studi di Macerata: Riviste digitali
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Il suicidio del sicario. Il Gran Consiglio del Fascismo tra Partito e Stato
The study examines the role played by the Grand Council of Fascism within the Fascist State. A body through which the Party had seen its power growing, notably after the promulgation of law no. 2693 in December 1928. According to many jurists, this law was the most relevant in the Italian monarchical system. Provided with important assignments, the Grand Council was (among other things) the architect of the fall of Mussolini’s regime.Questo studio analizza il ruolo svolto dal Gran Consiglio del Fascismo all’interno dello Stato fascista. Si trattava di un organo attraverso il quale il Partito si faceva parte importante dello Stato, specie dopo la Legge n. 2693 del dicembre 1928. Secondo molti giuristi questa legge era la più importante dell’ordinamento monarchico italiano. Dotato di importanti compiti, il Gran Consiglio fu artefice (tra l’altro) della fine del regime di Mussolini
António Manuel Hespanha and the Brazilian Constitutional History
L’articolo intende presentare i contributi di António Manuel Hespanha alla storia costituzionale brasiliana. Per questo, si basa su un’analisi bibliografica dei principali testi dell'autore sulla storia costituzionale. Di conseguenza, c'è la possibilità di utilizzare sia i risultati storiografici che gli approcci metodologici sviluppati da Hespanha negli studi relativi al Brasile.The article aims to present the contributions of António Manuel Hespanha to Brazilian Constitutional History. For that, it is based on a bibliographic review of the main texts of the author on Constitutional History. As results, there is a possibility of using both the historiographical achievements and the methodological approaches developed by Hespanha with reference to the Brazilian studies.
Constituent power and constitution- making process in Brazil: concepts themes, problems
È possibile svolgere una storia costituzionale, senza dover assumere un punto di vista retrotopico, in una fase, come quella attuale, caratterizzata dalla crisi della traiettoria espansiva dello stato costituzionale? Questo scritto prende avvio da tale domanda per individuare un potenziale originale per la ricerca in questo campo. Un tentativo di sistemazione della fenomenologica storica dei processi costituenti, condurrà a distinguere, in essi, dinamiche costituenti e costitutive. Su tale base verranno svolti alcuni itinerari interpretativi nella storia costituzionale brasiliana; essi si concentreranno sui tempi ascrittivi della transizione, dell’eccezione e della insorgenza. In chiusura, uno sguardo rivolto ai problemi che toccano la dimensione costituzionale nella fase attuale, evidenzierà nel caso brasiliano un terreno di ricerca privilegiato, per comprendere in profondità la prospettiva di senso dei processi costituenti nella storia costituzionale.In a phase such as the present one, which is marked by the crisis of the expansive trajectory of the constitutional state, is it possible to carry out a constitutional history without assuming a retrotopic point of view? The paper takes this question as its starting point in order to identify an innovative potential for research in this field. An attempt to articulate the historical phenomenology of constituent processes will lead to distinguishing, in them, constituent and constituent dynamics. Upon this background, we will explore some interpretative itineraries in Brazilian constitutional history; the focus will be on the ascriptive times of transition, exception, and insurgence. In conclusion, we will look into constitutional issues in present days, highlighting the Brazilian case as a privileged ground for research, so that we may understand in depth the meaning of constituent processes in constitutional history.
History of an «Extra-constitutional Situation»: Banishment in Brazil (1824- 1978)
Banishment, as a frontier institute between law and politics, could help us to understand legal order dynamics that the “normal” ones could not reveal. Based on the analysis of banishment in Brazil between 1824 and 1978, I would like to map different relationships between law and politics in history, more specifically this article aims to grasp the different levels of political instrumentalization of law within a modern legal system. In this period, there were two important cases involving the application of this kind of measure – the banishment of the imperial family in 1889 and that of left-wing partisans between 1969 and 1971 – which allow us to comprehend two different species of concepts of exception that underpinned the removal of Brazilian citizens of their own country measures. If, in a very essential level, legalism is a form of subordination of law to politics, both aforementioned cases unveil other levels of instrumentalization of juridical forms.Il bando, come istituto di frontiera in bilico fra diritto e politica, può aiutarci a capire dinamiche dell’ordinamento giuridico che gli istituti “ordinari” non sono in grado di svelare. Attraverso l’analisi del bando in Brasile tra il 1824 e il 1978, l’articolo si prefigge di mappare i differenti rapporti tra diritto e politica nella storia. Più specificamente, questo articolo intende comprendere i diversi livelli di strumentalizzazione politica all’interno di un sistema giuridico moderno. In questo periodo, si verificarono due importanti casi nei quali ebbe luogo l’applicazione di questo tipo di misura – il bando della famiglia imperiale nel 1889 e il bando di militanti di sinistra tra 1969 e 1971 – che ci permettono di capire due specie diverse del concetto di eccezione, che sostennero le misure di allontanamento di cittadini brasiliani dal loro Paese. Se, ad un livello molto essenziale, il legalismo è una modalità di sottomissione del diritto alla politica, i due casi sopramenzionati rivelano altri livelli di strumentalizzazione delle forme giuridiche
The birth of Brazilian presidentialism (1889-1902): origins, governism, and first coalitions
Il presidenzialismo brasiliano ha due distinti attributi. Il primo è un esecutivo particolarmente pronunciato caratterizzato da un presidente forte, sia in termini di poteri normativi che di poteri di emergenza; e il secondo è un sistema peculiare di presidenzialismo di coalizione (presidencialismo de coalizão), che combina presidenzialismo, federalismo, un sistema elettorale proporzionale e una governance di coalizione multipartitica, con tendenze al governismo (governismo). Sebbene un forte esecutivo possa essere identificato come un tratto dell’identità costituzionale brasiliana, spesso indicato come presidenzialismo imperiale, queste caratteristiche non erano ufficialmente presenti nella prima versione del governo brasiliano delineata nella Costituzione del 1891, in cui il presidente della repubblica non aveva alcun ruolo formale nel processo legislativo. Tuttavia, sebbene il presidenzialismo di coalizione sia iniziato ufficialmente solo nel 1946, queste caratteristiche erano presenti nella dinamica politica brasiliana prima di questa fase, e l’organizzazione extra-costituzionale della politica dei governatori ha rappresentato un profilo iniziale delle due caratteristiche sorprendenti del presidenzialismo brasiliano di cui sopra o, ancor più, del “presidenzialismo alla brasiliana”. Per comprendere le basi della Costituzione brasiliana del 1891, l’autore ha consultato il testo costituzionale originale, gli Annali del Congresso Costituente del 1890/91, le opere dottrinali dell’inizio del secolo e altre costituzioni del XIX secolo. Per analizzare il contesto e le procedure extra-costituzionali, l’autore ha consultato documenti storici, in particolare i messaggi presidenziali al Congresso, la storiografia, gli studi di scienze politiche e di storia del diritto.Brazilian presidentialism has two distinct attributes. The first is a particularly strong executive marked by a powerful president, both in terms of legislation, and of emergency rules powers; and the second is a peculiar system of coalition presidentialism (presidencialismo de coalizão), which combines presidentialism, federalism, a proportional electoral system, and governance by multiparty coalition, with tendencies towards governism (governismo). Although a strong executive can be identified as a trait of Brazilian constitutional identity, often referred to as imperial presidentialism, these features were not officially present in the first version of Brazilian government outlined in the Constitution of 1891, in which the president of the republic had no formal role in the legislative process. However, although coalition presidentialism only officially started in 1946, these characteristics were present in the Brazilian political dynamic prior to this, and the extra-constitutional arrangement of the politics of governors represented an initial outline of the two striking features of Brazilian presidentialism mentioned above or, more than that, of the presidencialismo à la brasileira (presidencialismo à brasileira). To understand the basics of the Brazilian Constitution of 1891, the author consulted the original Constitutional text, the Annales of Constituent Congress of 1890/91, doctrinal works from the beginning of the century, and other constitutions from the 19th century. To understand the context and the extra-constitutional procedures, the author consulted historic documents, particularly presidential messages to Congress, historiography, political science studies, and legal history studies.
Abuse of Rhetorical Power and Presidential Impeachment in Brazil: Reflections from Legal History
Questo articolo presenta l’argomento secondo cui l’abuso retorico da parte dei presidenti può teoricamente costituire un reato passibile di impeachment nell’ordinamento brasiliano. Poiché gli impeachment sono strumenti per contenere l’abuso di potere da parte dei presidenti, e il potere retorico è una forma di esercizio del potere nelle democrazie presidenziali, non c’è motivo di escludere a priori l’abuso del potere retorico dalla gamma dell’impeachment. Io ritengo che sia il concetto teorico di reati passibili di impeachment, sia la sua peculiare definizione normativa nel diritto costituzionale brasiliano, richiedono l’interpretazione secondo cui l’abuso retorico non cade al di fuori della gamma dell’impeachment presidenziale. La mia analisi si basa sulla teoria e sui precedenti dell’istituto brasiliano. Considera inoltre il ruolo istituzionale dell’impeachment nelle democrazie presidenziali, in particolare negli Stati Uniti, il modello che ha ispirato il progetto degli impeachment presidenziali in Brasile.This article presents the argument that rhetorical abuse by presidents may theoretically constitute an impeachable offense in Brazilian law. Since impeachments are instruments to contain abuse of power by presidents, and rhetorical power is a form of exercising power in presidential democracies, there is no reason to a priori exclude abuse of rhetorical power from the range of impeachments. I argue that both the theoretical concept of impeachable offenses, and its peculiar statutory definition in Brazilian constitutional law, call for the interpretation that rhetorical abuse does not fall outside the range of presidential impeachments. My analysis draws on theory as well as precedents of Brazilian impeachments. It also considers the institutional role of impeachments in presidential democracies, notably the United States, the model that inspired the design of presidential impeachments in Brazil.
Preaching Against the Earthquake. The Rise of State Intervention and the Resistance to It in Brazilian Constitutional and Administrative Law
Nella Prima Repubblica (1889-1930) e anche negli anni successivi alcuni dei più influenti pensatori giuridici brasiliani videro l’intervento dello Stato come un serio rischio per le libertà costituzionali. Riguardando settori come la salute pubblica e la pianificazione urbana, le nuove – o solo più dure – misure statali stavano allora espandendo l’azione amministrativa, facendo reagire rabbiosamente i giuristi per mezzo di cause giudiziarie, discorsi pubblici e libri di diritto pubblico dal tenore critico. Notevolmente intensificato dopo il 1930, l’intervento dello Stato ha sfidato l’ortodossia liberale nella giustizia e nella letteratura giuridica, provocando nuove tensioni nel diritto amministrativo e costituzionale.In the First Republic (1889-1930) and even in the following years some of the most influential Brazilian legal thinkers saw State intervention as a serious risk to constitutional liberties. Affecting fields such as public health and urban planning, new- or just harder- State measures were then expanding administrative action, causing jurists to angrily react by means of lawsuits, public speeches and critical Public Law books. Considerably intensified after 1930, State intervention defied liberal orthodoxy in Justice and in legal literature, bringing about new tensions in Administrative and Constitutional Law.
Social constitutionalism in Brazil: The Brazilian Education Association and the writing of the 1934 Constitution
Questo articolo analizza la stesura del capitolo sull’istruzione della Costituzione brasiliana del 1934 come parte dello sviluppo del costituzionalismo sociale in Brasile. L’obiettivo principale di questa ricerca è comprendere meglio i contributi dell’Associazione brasiliana per l’istruzione. Questo articolo analizza da vicino i progetti proposti dall’Associazione brasiliana per l’Istruzione e li confronta con la proposta fatta dalla Commissione Itamarati, un gruppo di esperti designato dal governo per scrivere un progetto per la nuova Costituzione. Queste bozze furono influenzate dalla Costituzione di Weimar del 1919, sebbene in modi molto diversi. Il testo finale del capitolo sull’educazione della Costituzione brasiliana del 1934 aveva molte parti estratte da quelle bozze e da allora avrebbe influenzato ogni singola Costituzione brasiliana.This article analyzes the writing of the 1934 Brazilian Constitution’s education chapter as part of the development of social constitutionalism in Brazil. The main goal of this research is to better understand the contributions of the Brazilian Education Association. This article looks closely to the drafts proposed by the Brazilian Education Association and compares them to the proposal made by Itamarati Commission, a group of experts that was designated by the government to write a project for the new Constitution. Those drafts were influenced by the Weimar Constitution of 1919, although in very different ways. The final text of the 1934 Brazilian Constitution’s education chapter had many parts extracted from those drafts, and would have influence on every single Brazilian Constitution since then.
How to defend the democratic principle when elections and parchment barriers fail. A realistic approach to constitutional democracy
Fin dagli anni Settanta, l’uso dell’espressione “crisi della democrazia” si è diffuso in modo improprio e confuso sia nelle dottrine politiche che nella politica comparata. In tal senso, l’articolo propone una revisione critica di alcuni dei postulati della teoria della democrazia. Ciò implica di rileggere concetti tradizionali, come quelli di “elezioni” e “separazione dei poteri”, con una buona dose di scetticismo. Ad esempio, il fatto che molte democrazie siano attaccate da chi è legittimato a governare dimostra che le elezioni non sono più la prima difesa della democrazia. Allo stesso modo, laddove la separazione dei poteri si riveli inefficace, le maggioranze possono sovvertire l’ordine democratico. Di conseguenza, il problema centrale dell’articolo è di definire una nuova agenda di ricerca sulle difese della democrazia ed i rischi politici. In primo luogo, l’articolo mira a sfatare una visione idealizzata delle elezioni. Inoltre, si proverà a dimostrare come le maggioranze possano neutralizzare le barriere astratte della separazione dei poteri nelle democrazie contemporanee. Si tende quindi a privilegiare un approccio realistico al funzionamento delle istituzioni, rispetto ad un idealismo ingenuo sulla teoria dei pesi e contrappesi. In questa visione, la democrazia è in crisi quando le sue istituzioni sono attaccate direttamente da chi governa usando metodi democratici. Infine, l’ultima parte dell’articolo spiega il concetto di “resistenza democratica” come la capacità delle istituzioni di sopravvivere integre nel tempo, pre- servando la loro identità costituzionale e politica.Since the Seventies, the use of the expression “crisis of democracy” has grown in a confused and improper manner both in political theory and comparative politics. In this sense, the article provides a critical assessment of some of the existing bases of democratic theory that we usually take for granted. It implies to read again the mainstream idea of elections and separation of powers with a modest share of skepticism. For instance, the conditions under which many democracies are attacked from within are showing that elections are no longer the first defense of constitutional democracy. Similarly, many systems of separation of powers fail to limit the majorities to overthrow democracy. Accordingly, the problem is to define a new research agenda on democratic defenses and political risks. Firstly, the article debunks the idealized vision of the elections. Secondly, it demonstrates how majorities can neutralize parchment barriers structuring the separation of powers in contemporary democracies. It considers a more realistic approach to politics and institutions rather than a past naive idealism about the principles of checks and balances. Thirdly, it argues for a radical recasting of the idea of constitutional democracy. In this vision, democracy is in crisis when its institutions are attacked from within by incumbents who use democratic means against democratic aims. Finally, the last part of the article deals with the development of the concept of democratic strength as the key capacity of democracies to resist untouched over time while preserving their constitutional and political identity.